Publications by Andrea Masala
Re-Interpreting and Re-Assessing Difficult Heritage: A Study of Dissonances, 2026
ISBN: 978-1-0364-6539-1
Studi di Memofonte, 2026
In che modi l’incontro transdisciplinare tra antropologia, arte contemporanea e pratiche visuali può ‘espandere il campo’ sia a livello conoscitivo che applicativo, elaborando nuovi metodi di ricerca volti al cambiamento sociale? L’articolo suggerisce come il confine – se assunto non soltanto come oggetto di studio ma anche come metodo – fornisca un’utile cornice epistemica in questo senso per due ragioni principali. La prima riguarda i modi in cui antropologia e arte (ri)pensano il confine oltre la sua rappresentazione cartografica moderna come linea di divisione e ne favoriscono una rilettura quale luogo complesso e multidimensionale (fisico, simbolico, culturale, relazionale, etc.). Da essa emerge, dunque, la necessità di ancorare la mera riflessione teorica alla sfera politica e sociale in cui i confini sono agiti e abitati. La seconda evidenzia come il confine non sia soltanto oggetto di studio dell’antropologia e dell’arte, ma ne richiami altresì delle caratteristiche condivise, quali ‘saperi e pratiche di frontiera’ aperti ad altri mondi e significati e quali scienze ‘attive’ con una spiccata portata trasformativa. È ciò che risulta dalla ricerca-azione partecipativa svolta – nell’ambito del progetto PRIN BorderArt(E)Scapes – nella bergamasca (Ardesio - Alta Val Seriana e quartiere di Celadina, Città di Bergamo), su cui l’articolo si concentra, rimarcando l’importanza di sperimentazioni collaborative tra arte contemporanea, pratiche visuali e antropologia per aprire nuovi spazi politici di soggettivazione e agency.

Borderscapes Inside Out: New Transdisciplinary Methodological Horizons for Critical Border Studies
Journal of Borderlands Studies, Oct 24, 2025
Anne-Laure Amilhat-Szary (géographe) et Andrea Masala (historien d'art), tous affectés
Arabeschi, 2024
Linguaggi Grafici DECORAZIONE, 2022
Fata Morgana VOCE, 2022
Medea, 2022
Linguaggi Grafici MAPPE, 2021
Storie della Biennale di Venezia, 2019
L’elenco che segue contiene più informazioni: le nozioni riguarda- no innanzitutto l’esposizione vera e propria, di cui viene riportato il titolo, l’anno, il periodo d’apertura e, nei casi successivi al 1976, il titolo-tema della Biennale, oltre all’eventuale curatore del volume. A questo si aggiunge l’editore, il luogo e l’anno di stampa.
La rassegna riporta i titoli originali dei volumi non come indicati sulla copertina, in quanto spesso essa ha carattere meramente estetico, bensì nella prima pagina interna del libro.
Sono numerose le considerazioni che si possono evincere e suggerire a partire da questo elenco. Emerge, ad esempio, l’indicazione in lettere, anziché in simbolo numerico, delle prime otto edizioni, non- ché l’adozione dei numeri romani fino alla 34esima esposizione. Da qui segue un’alternanza tra i due sistemi di numerazione a seconda dell’annata e del titolo del catalogo.
Tutto ciò introduce l’idea che il catalogo della Biennale di Venezia non sia solamente un resoconto della mostra. Da un’analisi compa- rata si ottiene l’impressione di come sia cambiato nel tempo e abbia incarnato di volta in volta l’epoca, lo spirito e l’arte in esso contenuti e documentati. A consolidare questa situazione contribuiscono gli aspetti più tangibili di questo importante oggetto librario. Il forma- to, per esempio, lo vede trasformarsi nel tempo da libretto tascabile a grande tomo, talvolta diviso in più volumi; la quantità di informazioni e fotografie riportate nelle pagine, invece, mostrano la progressiva crescita delle partecipazioni, dei temi e dei contenuti dell’esposizione veneziana.
Risulta più complicato sviluppare delle riflessioni sui curatori dei cataloghi: essi rimangono dei protagonisti fantasma di questa mac- china espositiva almeno fino al 1932, data in cui appare esplicitamente la figura di Domenico Varagnolo. Al contrario, per quanto riguarda i cataloghi più recenti, spesso ai nomi dei curatori della rassegna si affiancano assistenti o giovani colleghi del curatore della Biennale che seguono la pubblicazione a livello redazionale. Viene apposta anche l’indicazione dell’editore, dell’uso dei monotipi, del luogo di stampa.
Come incarnazione della mostra in un oggetto cartaceo, il catalo- go stesso è dunque oggetto d’interesse, come conferma il libro Biennale di Venezia. «Il catalogo è questo» (2012) di Tiziana Migliore, al quale si rimanda per approfondimenti su questo tema.
Accostati l’uno all’altro sopra lo scaffale, i cataloghi ricordano i mattoni di un’architettura più ampia composta, oltre che di materia- li concreti, di contenuti, funzioni, aspetti e storie: una miniera di in- formazioni.
Storie della Biennale di Venezia, 2019
Venezia 1868: L'Anno di Ca' Foscari, 2018
Book Reviews by Andrea Masala
Il Capitale Culturale. Studies on the Value of Cultural Heritage, 2025
ISSN 2039-2362 (online); DOI: 10.13138/2039-2362/4217
Journal of Borderlands Studies, 2023
Compte-rendu de l’ouvrage de Giorgio Bacci « Confini. Viaggi nell’arte contemporanea », Milano, Postmedia Books, 2022
Compte-rendu de l’ouvrage de Giorgio Bacci « Confini. Viaggi nell’arte contemporanea », Milano, Postmedia Books, 2022, 2022
Conference, Seminars, Talks by Andrea Masala
La Storia in Piazza, 2025
La Storia in Piazza - Speciale Unige, 2024
BorderArt(E)Scapes- Contemporary Art, Anthropology and Borderscapes: from the late nineteenth century to the 2000s, reading contemporaneity and experimenting with new research practices, 2024
Disruptive Borderlands. Unpacking the Innovative Potential of Transbordering Practices, 2024