Papers by Beatrice Mosca

Research paper thumbnail of «Limina. Intorno al testo», 2 (2025) fascicolo 1, Libreriauniversitaria.it Edizioni
Il fascicolo riflette sul ruolo trasformativo delle Digital Humanities (DH) nel contesto della pr... more Il fascicolo riflette sul ruolo trasformativo delle Digital Humanities (DH) nel contesto della produzione e rappresentazione del sapere umanistico, evidenziando come esse costituiscano un paradigma critico e operativo che va oltre la mera applicazione tecnologica. A partire dal progetto dantelimina.it, dedicato alla modellizzazione digitale del limen come interfaccia dinamica tra testo, supporto e interpretazione, si approfondiscono le sfide teoriche e metodologiche poste dalla rappresentazione digitale. I contributi qui raccolti nascono dal I Convegno Internazionale LiMINA e dagli incontri con le principali biblioteche partner, proponendo un dialogo interdisciplinare su temi come la codifica dei marginalia, l’uso di tecnologie immersive e la ricezione contemporanea della tradizione dantesca, anche attraverso archivi digitali come Dante Today. Ampio spazio è dedicato all’integrazione tra competenze eterogenee, con contributi sulla digitalizzazione e conservazione presso la Biblioteca Apostolica Vaticana (Manoni), le prospettive tecnologiche per il patrimonio culturale (Traviglia), e le nuove pratiche di accesso e interpretazione (Del Mastro, Del Grosso, Siciliano).

Treccani, Speciale - Donne, 2024

Per lo speciale di Treccani sulle donne, il presente contributo intende indagare la relazione che... more Per lo speciale di Treccani sulle donne, il presente contributo intende indagare la relazione che vi è tra Federico Garcia Lorca, Yerma, protagonista dell'omonima tragedia lorchiana, e tre figure della tragicità classica: Fedra, Medea e Clitemnestra.

Limina. Intorno al testo, 2024

Questo contributo si propone di approfondire i limina, analizzando le marginalia di tre manoscrit... more Questo contributo si propone di approfondire i limina, analizzando le marginalia di tre manoscritti appartenenti alla ricca tradizione testuale della Commedia di Dante (Biblioteca centrale della Regione siciliana Alberto Bombace, Manoscritti B.C.R.S., XIII.G.1 (= Pl); Bologna, Biblioteca comunale dell’Archiginnasio, A 321 (= B321); Milano, Biblioteca Nazionale Braidense, AG.XII.5 (= BrAg.’). Tale prospettiva consente di ricostruire il contesto di circolazione e ricezione dell’opera, nonché le modalità di lettura, offrendo l’opportunità di ridefinire il contesto letterario, culturale, storico e sociale in cui la Commedia si è diffusa nel corso del tempo.

Storie e Linguaggi, 2024

L'intervento propone un supplemento di indagine sulla famiglia mad, condotto sulla base dei dati ... more L'intervento propone un supplemento di indagine sulla famiglia mad, condotto sulla base dei dati emersi dalla nuova edizione critica della Commedia di Paolo Trovato ed Elisabetta Tonello e, nello specifico, dal lavoro in corso sulle altre due cantiche. In particolare, ci si concentrerà su due manoscritti che esibiscono rapporti di contaminazione con mad: Trev e Ott. Lat. 1523.

Research paper thumbnail of «Limina. Intorno al testo», 1 (2024) fascicolo 2, Libreriauniversitaria.it Edizioni

«Limina. Intorno al testo», 1 (2024) fascicolo 2, Libreriauniversitaria.it Edizioni

Il primo numero della rivista è dedicato al progetto Prin LiMINA, sulle tracce della lettura e de... more Il primo numero della rivista è dedicato al progetto Prin LiMINA, sulle tracce della lettura e della circolazione dei codici dell'antica vulgata della Commedia di Dante. I saggi contribuiscono a precisare l’oggetto di studio e ad aprire nuove prospettive interpretative e metodologiche: al centro dell’indagine si colloca il concetto di limina, esteso tanto agli apparati esegetici quanto alla tradizione figurativa. Le ricerche propongono letture diversificate dei dispositivi paratestuali, evidenziandone la varietà e il ruolo cruciale nella trasmissione dei saperi, come pure i processi di produzione della copia e dei commenti, considerati alla luce delle dinamiche materiali e culturali che li governano. Completano il fascicolo due schede bibliografiche dedicate a recenti pubblicazioni che affrontano, da angolazioni diverse, il tema della filologia delle immagini, offrendo un utile complemento critico alle questioni affrontate nei contributi.

CV aggiornato al 29 maggio 2024

Research paper thumbnail of Marginalia nel ms. Parigi, Bibliothèque Nationale de France, It. 530. Tra Pio II e Pandolfo III Malatesta

Storie e linguaggi. Voci d'inchiostro. Per uno studio dei limina nei manoscritti della Divina Commedia, 2023

Esiste una zona marginale dell’oggetto ‘libro’ – sia manoscritto che a stampa – in cui palinsesti... more Esiste una zona marginale dell’oggetto ‘libro’ – sia manoscritto che a stampa – in cui palinsesti di scritture e voci fuori campo si stratificano negli anni, divenendo parte del peritesto. Non dà informazioni accessorie, bensì permette di valicare il confine della sola analisi testuale; “tracce” che hanno permesso di ricostruire a posteriori le vicende storico-culturali della tradizione manoscritta e a stampa di molte opere letterarie, sebbene siano sempre state relegate a una zona di confine. L’articolo propone, pertanto, un’analisi dei marginalia e dei limina, nello specifico, del manoscritto talien 530, noto anche come Par. 530, facente parte della tradizione manoscritta della Commedia. L’obiettivo è quello di dimostrare come scritture e parte
dell’apparato iconografico-illustrativo, al margine e apparentemente privi di una particolare rilevanza, possano risultare fondamentali e di notevole interesse per le vicende che soggiacciono alla fattura del codice di in sé. È il caso di Par. 530 che, mediante tali elementi, dà voce alle intricate dinamiche politiche e personali intercorse tra Pandolfo III Malatesta e Papa Pio II nella prima metà del Quattrocento.

There is a marginal zone both in manuscripts and printed codes in which palimpsests and voice-overs are layered over the years, becoming part of the peritesto. It does not provide accidental information, but rather it allows one to go beyond the textual analysis; “traces” that made it possible to reconstruct a posteriori the cultural-historical events about manuscripts and printed codes, although they have always been relegated to a ‘borderline’ zone. Therefore, this article proposes an analysis of marginalia and limina, specifically of the manuscript Italien 530, also known as Par. 530, which is part of the Divine Comedy’s manuscripts tradition. The aim is to demonstrate how writings and some elements of the iconographic-illustrative apparatus, seemingly of no importance, can turn out to be fundamental and of considerable interest to the events that underlie the workmanship of the codex per se. It is the case of the manuscript Par. 530, which, through such elements, gives voice to the intricate political and personal dynamics between Pandolfo III Malatesta and Pope Pius II in the first half of the 15 th century.

Conferences, workshops, courses, and talks by Beatrice Mosca

Intervento congiunto con Federica Maria Giallombardo su "Il paesaggio nella visione dell'edizione... more Intervento congiunto con Federica Maria Giallombardo su "Il paesaggio nella visione dell'edizione della Divina Commedia di Giuseppe Campi".

Book Reviews by Beatrice Mosca

Research paper thumbnail of [Rec] Elisabetta Tonello, Sulla tradizione tosco-fiorentina della Commedia di Dante.
È solo in mancanza della certezza che noi usiamo la probabilità. Ossia quando noi, pur non conosc... more È solo in mancanza della certezza che noi usiamo la probabilità. Ossia quando noi, pur non conoscendo perfettamente un fatto, tuttavia sappiamo qualcosa sulla sua forma". 1 Così prende avvio il libro di Elisabetta Tonello sull'analisi della tradizione tosco-fiorentina della Commedia di Dante, ponendo già in primo piano una delle questioni che da sempre ha interrogato milioni di studiosi: il concetto di certezza e probabilità per la ricostruzione del testimoniale e di un testo in mancanza dell'autografo dinanzi una tradizione folta quale quella del Poema dantesco. Elisabetta Tonello è una giovane e promettente studiosa, classe 1984, laureatosi con il massimo dei voti a Ferrara con una tesi in Letteratura angloamericana; successivamente nel 2008 a Padova consegue la laurea magistrale con uno studio sulle fiabe di Gozzano. Dal 2011 si impegna nella pubblicazione di articoli, saggi, recensioni, libri e curatele inerenti alla posizione di a nello stemma della Commedia, la relativa tradizione manoscritta, il fenomeno della contaminazione per lezione e giustapposizione, il ruolo del copista di Pr; vince il concorso di Dottorato a Ferrara, mettendosi in luce per la sua dedizione al lavoro e alla ricerca, ponendosi sin da subito al centro dei lavori dell'equipe di Paolo Trovato. Questi, infatti, già dal 2009, ha cominciato a lavorare a un progetto che, strutturatosi successivamente come un lavoro di un folto e coordinato gruppo di studiosi, 2 ha portato alla prossima uscita di una nuova edizione critica del capolavoro dantesco, già anticipato dalle Nuove Prospettiva sulla tradizione della "Commedia". Elisabetta Tonello ha avuto un ruolo di primo piano: focalizzandosi sulla tradizione a, si è resa conto che molti dei manoscritti non seguivano unicamente un modello ma spesso "sfarfallavano" verso altri luoghi della tradizione. Questo è divenuto il punto di partenza per il lavoro, per le straordinarie 1 Wittgenstein, Tractatus logico-philosophicus, 69. 2 Tra di loro si segnalano gli apporti di Alfi o Albani, Marco Bernardi, Sandro Bertelli, Cami lla Giunti, Anna Pegoretti, Paolo Trovato, e in special modo di Marco Giola, cui si devono molte delle collazioni in Inferno e Paradiso e Angelo Eugenio Mecca che ha fornito quasi tutti i dati per il Purgatorio per il volume qui presentato; Elisabetta Tonello, infatti, ne ha usufruito per le tavole in cui riporta i casi presentati genericamente nella parte discorsiva di ciascuna sezione.

Textual Cultures 16:1, 2023

“In recent decades, translation has become a central object of reflection and study, with copious... more “In recent decades, translation has become a central object of reflection and study, with copious critical literature focused upon it. Behind these studies is the central question: can a translation tell us more about the translator and the company for which the translation was made, than about the text that itself moves from one language to
another?” (53). In Won in Translation, Roger Chartier faces such questions about translation and the status it has assumed over the centuries.