Carlo I d'Inghilterra - Wikipedia
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Carlo I d'Inghilterra
Antoon van Dyck
Ritratto di Carlo I in abiti regali
, 1636,
Castello di Windsor
Re d'Inghilterra, di Scozia e d'Irlanda
Stemma
In carica
27 marzo
1625
30 gennaio
1649
(23
anni e 309
giorni)
Incoronazione
2 febbraio
1626
Predecessore
Giacomo I
Successore
Carlo II
de iure
Oliver Cromwell
Lord protettore
de facto
Trattamento
Maestà
Nascita
Palazzo di Dunfermline
Dunfermline
, 19 novembre
1600
Morte
Palazzo di Whitehall
Londra
, 30 gennaio
1649
(48
anni)
Sepoltura
Saint George's Chapel
, 7 febbraio
1649
Casa reale
Stuart
Padre
Giacomo I Stuart
Madre
Anna di Danimarca
Consorte
Enrichetta Maria di Francia
Figli
Carlo II
Maria Enrichetta
Giacomo II
Elisabetta
Anna
Enrico
Enrichetta Anna
Religione
Anglicano cattolicizzante
Firma
San Carlo il martire
Re d'Inghilterra e martire
Nascita
Dunfermline
, 19 novembre
1600
Morte
Londra
, 30 gennaio
1649
(48
anni)
Venerato
da
Comunione Anglicana
Canonizzazione
2 marzo
1998
Ricorrenza
30 gennaio
Attributi
rappresentato come re d'Inghilterra, con la corona e la palma del martirio
Manuale
Carlo I Stuart
Dunfermline
19 novembre
1600
Londra
30 gennaio
1649
) è stato
re d'Inghilterra
Scozia
Irlanda
Francia
dal 27 marzo 1625 fino alla sua morte, avvenuta per
decapitazione
il 30 gennaio 1649
Fervente sostenitore del
diritto divino dei re
, proprio come il padre
Giacomo I
e la nonna paterna
Maria Stuarda
, nella prima fase del suo regno fu impegnato in una dura lotta di potere contro il
Parlamento inglese
, che si opponeva risolutamente alle sue aspirazioni
assolutistiche
volte a sopprimere l'utilizzo della
Magna Carta
, contrastando soprattutto la sua pretesa di riscuotere le tasse senza l'assenso parlamentare.
Altra causa di attrito con una parte della società
inglese
fu la sua politica religiosa: perseverando nel "
sentiero intermedio
" della
Chiesa anglicana
, fu ostile alle tendenze
riformate
di molti dei suoi sudditi inglesi e
scozzesi
e da questi accusato di essere a sua volta troppo vicino al
cattolicesimo romano
, al punto da volerlo restaurare. Sposò infatti la principessa cattolica
Enrichetta Maria di Francia
, ed ebbe come stretto collaboratore
William Laud
, nominato da lui stesso
arcivescovo di Canterbury
ed esponente della corrente anglicana più filocattolica.
Le tensioni politiche e religiose accumulate nel corso degli anni esplosero nella
guerra civile inglese
: contro di lui si scontrarono le forze del Parlamento, che si opponevano ai suoi tentativi di accrescere il suo potere in senso
assolutistico
, e i
puritani
, che erano ostili alle sue politiche religiose. La guerra si concluse con una disfatta per Carlo, che fu catturato, processato, condannato e giustiziato con l'accusa di
alto tradimento
. La monarchia venne abolita e venne fondata al suo posto una
repubblica
, che però, morto il principale leader della rivoluzione,
Oliver Cromwell
, entrò rapidamente in crisi, consentendo a
Carlo II
, figlio di Carlo I, di restaurare la monarchia.
Carlo I è stato il primo monarca della storia a venire condannato a morte da un tribunale, attraverso una regolare sentenza emessa in nome della legge
. Viene venerato come santo dalla Chiesa anglicana, che lo ricorda il 30 gennaio.
Biografia
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L'infanzia e la giovinezza
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Ritratto di Carlo I nel 1610 circa, opera di
Robert Peake
Carlo, secondo figlio di Giacomo I Stuart e di Anna di Danimarca, nacque nel palazzo di Dunfermline il 19 novembre 1600
. Alla cerimonia protestante svoltasi nella Cappella Reale del
Palazzo di Holyrood
Edimburgo
il 23 dicembre 1600, il piccolo principe venne battezzato da David Lindsay, vescovo di Ross, e creato contemporaneamente
Duca d'Albany
, marchese di Ormond, conte di Rosslord Ardmannoch
10
Debole e malaticcio, a tre anni era ancora incapace di parlare
11
. Quando, dopo la morte di
Elisabetta I
, Giacomo divenne re d'Inghilterra, il bambino fu in principio lasciato in
Scozia
, a causa della sua salute, e raggiunse l'Inghilterra solo l'anno successivo, quando, grazie alle cure di Lady Carey e di
Lord Fyvie
, a cui era stato affidato, imparò a camminare e a parlare, pur conservando per tutta la vita una certa esitazione nell'espressione orale
12
Carlo, al contrario del fratello maggiore
Enrico
principe di Galles
, non era ben visto a causa dei suoi problemi di
rachitismo
e per questo il secondogenito adorava Enrico e cercava di emularlo
13
. Nel 1605, come era usanza per il secondogenito del re, fu intitolato
duca di York
, in Inghilterra
14
. In quello stesso anno venne cooptato come cavaliere nell'
Ordine del Bagno
e gli fu affidato come tutore il presbiteriano scozzese
Thomas Murray
, con il quale Carlo ebbe modo di approfondire le lettere classiche, le lingue, la matematica e la religione
15
. Nel 1611 ottenne il titolo di cavaliere dell'
Ordine della Giarrettiera
16
. All'inizio di novembre del 1612 suo fratello maggiore morì di
febbre tifoide
e Carlo, che aveva compiuto dodici anni appena due settimane prima, si ritrovò improvvisamente principe ereditario, assumendo il titolo di principe di Galles e, quattro anni dopo, a novembre del 1616
17
, quello di
conte di Chester
Principe di Galles ed erede al trono
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Il panorama internazionale
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Ritratto di Carlo I in giovane età, opera di
Daniel Mytens
Dopo il matrimonio della sorella
Elisabetta
, che si sposò con
Federico V del Palatinato
e si trasferì a
Heidelberg
18
, Carlo rimase l'unico figlio della coppia reale in Inghilterra. Nel 1617 l'asburgico arciduca
Ferdinando d'Austria
, cattolico, venne eletto
re di Boemia
. L'anno successivo i boemi si ribellarono,
defenestrando i governatori cattolici inviati sul posto
. Nell'agosto del 1619 la dieta boema prescelse quale proprio monarca proprio Federico V, che era a capo dell'
Unione Protestante
, mentre Ferdinando venne eletto
imperatore del Sacro Romano Impero
dalla dieta imperiale. L'accettazione della corona boema di Federico al posto dell'imperatore segnò l'inizio dei tumulti che portarono poi allo scoppio della
Guerra dei trent'anni
. Il conflitto, originariamente confinato in
Boemia
, si espanse poi in tutto il continente europeo, polarizzando difatti i conflitti ancora presenti tra cattolici e protestanti
19
20
. Nel 1620 il cognato di Carlo, Federico V, venne sconfitto nella
battaglia della Montagna Bianca
presso
Praga
e le sue terre ereditarie nel
Palatinato
vennero invase dalle forze degli Asburgo dai
Paesi Bassi spagnoli
21
22
23
L'amicizia con Buckingham e il progetto matrimoniale con la Spagna
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Il giovane nuovo principe di Galles fu profondamente influenzato dal cortigiano favorito del padre,
George Villiers, I duca di Buckingham
24
25
, che lo condusse con sé in
Spagna
nel 1623 allo scopo di trattare il suo matrimonio con l'
infanta
Maria Anna
, figlia del re
Filippo III d'Asburgo
, con l'intento di riportare la pace sul continente e rendere ancora una volta l'Inghilterra protagonista di questa operazione
26
. La missione si concluse in un nulla di fatto
27
, dal momento che gli spagnoli, su pressione anche di papa Urbano VIII, richiesero la conversione al cattolicesimo del principe di Galles quale condizione per chiedere la mano dell'infanta
28
. Inoltre era esplosa una
querelle
personale tra il duca di Buckingham e il conte di Olivares, primo ministro spagnolo, e pertanto il giovane Carlo era stato costretto a condurre inutilmente l'ultima parte dei negoziati da solo
29
. Dopo il loro ritorno dalla Spagna, sia Carlo (sebbene riluttante) sia il duca di Buckingham proposero a Giacomo I di dichiarare guerra alla Spagna (la
Guerra dei trent'anni
era allora in pieno svolgimento)
30
31
32
33
Con l'incoraggiamento dei suoi consiglieri protestanti, Giacomo convocò il Parlamento per richiedere finanziamenti allo sforzo bellico e, nello stesso tempo, ottenere l'approvazione del matrimonio tra Carlo ed
Enrichetta Maria di Francia
, sorella del re
Luigi XIII
. Il Parlamento votò queste sue decisioni, ma espresse molte critiche nei confronti del precedente tentativo di stringere un'alleanza matrimoniale con la Spagna. Per Giacomo, che stava incominciando a dare segni di declino senile, controllare il Parlamento si dimostrò particolarmente difficile: lo stesso problema che avrebbe afflitto Carlo durante il suo regno. Nel corso dell'ultimo anno di vita del padre, fu lui, di fatto, assieme al duca di Buckingham, a detenere il potere
34
I primi anni di regno (1625-1628)
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Carlo I ritratto da
Antoon van Dyck
, nel celebre ritratto
Le Roi à la chasse
Incoronazione e matrimonio
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Carlo ascese al trono nel marzo 1625. Più bello ed elegante del padre, ma anche più intransigente, mancava di senso dell'umorismo, cosa che in un re la popolazione aveva sempre mostrato di apprezzare. Il 1º maggio dello stesso anno si sposò per procura con
Enrichetta
35
, più giovane di lui di nove anni. Il suo primo Parlamento, di cui egli aprì la sessione in maggio, era contrario al suo matrimonio con la principessa cattolica, temendo che Carlo avrebbe eliminato le pesanti limitazioni a cui i cattolici erano sottoposti e minato la posizione ufficiale conquistata dalla parte protestante. Sebbene avesse promesso al Parlamento che non avrebbe attenuato le leggi restrittive contro i cattolici, Carlo promise l'esatto contrario nell'accordo segreto di matrimonio che aveva stretto con il re di Francia. La coppia si sposò il 13 giugno 1625 a
Canterbury
36
37
, e Carlo fu incoronato dall'arcivescovo
George Abbot
il 2 febbraio 1626, ma senza che la moglie partecipasse per questioni religiose
38
39
. La coppia ebbe nove figli, di cui tre maschi e tre femmine sopravvissero all'infanzia.
La sfiducia nei confronti della politica religiosa di Carlo accrebbe notevolmente a causa di una controversia sorta intorno all'ecclesiastico Richard Montague
40
. Questi aveva argomentato in un pamphlet contro gli insegnamenti di
Calvino
, provocando l'immediata ostilità dei Puritani
41
. Un membro puritano della
Camera dei comuni
John Pym
, attaccò il libello di Montague durante un dibattito, a cui questi rispose con un altro pamphlet intitolato
Appello Caesarem
("Mi appello a Cesare"), allusione all'
appello al Princeps
contro le persecuzioni dei
Giudei
fatto da
san Paolo
. Carlo offrì all'ecclesiastico la sua protezione, aumentando l'ostilità dei Puritani nei suoi confronti
42
Politica estera
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La principale preoccupazione di Carlo durante i suoi primi anni di regno fu la politica estera.
Federico V Wittelsbach
, il marito della sorella
Elisabetta Stuart
, uno dei protagonisti della prima fase della
guerra dei trent'anni
, aveva perso i suoi possedimenti di
Boemia
e del
Palatinato
e ci si attendeva da Carlo che soccorresse il cognato entrando in guerra contro il re di Spagna, per poter fare pressione sull'Imperatore (i due rami degli
Asburgo
erano alleati durante il conflitto). Carlo annunciò al Parlamento che l'Inghilterra avrebbe liberato il Palatinato entrando in guerra
N 1
Michiel van Mierevelt
George Villiers, Duke of Buckingham
, 1625-1626
Per finanziare la guerra sulla terraferma, il re diede l'incarico a Buckingham, che aveva il titolo di Lord dell'
Ammiragliato
, di intercettare e catturare navi spagnole cariche d'oro provenienti dalle
Indie
. La Camera dei Comuni concesse al re un finanziamento per l'ingente cifra di 140 000 sterline
43
. Inoltre, la Camera dei Comuni concesse al re la riscossione di alcune importanti tasse solo per un anno, sebbene ai precedenti sovrani, fin dal 1414, tale diritto fosse sempre stato concesso a vita. In questa maniera, la Camera dei Comuni sperava di poter controllare il potere di Carlo costringendolo a rinnovare la concessione ogni anno.
I sostenitori di Carlo I nella
Camera dei lord
, guidati da Buckingham, rifiutarono di approvare il provvedimento, e così, sebbene nessuna concessione ufficiale gli fosse stata data, Carlo continuò a esigere le tasse.
La guerra contro la Spagna ebbe un esito negativo a causa della scarsa esperienza di Buckingham nel condurre operazioni militari
44
. Nonostante le proteste del Parlamento, Carlo si rifiutò di cacciare il suo consigliere e amico; ben presto il sovrano suscitò nuove polemiche imponendo, senza una consultazione parlamentare. un "prestito forzoso" per finanziare la guerra. Annunciando una possibile e imminente invasione da parte della Spagna, Carlo riuscì nell'impresa di raccolta del denaro, che servì a finanziare un altro fallimento di Buckingham. Il duca, a capo di una flotta, sbarcò nell'
Isola di Ré
(di fronte alla località francese di
La Rochelle
, forte in mano agli
Ugonotti
in guerra contro il
cardinale Richelieu
), da dove sperava di creare una base per assalire i porti di Francia e Spagna. Le truppe di supporto che erano state promesse non giunsero mai e Buckingham fu costretto a ritirarsi
45
. Nel 1628 il Parlamento approvò la
Petition of Right
, carta di diritti che recava impedimenti civili al sovrano
46
, una petizione che il sovrano controfirmò, seppur di malavoglia. Il 23 agosto 1628, il duca di Buckingham, circondato ormai soltanto da nemici, fu assassinato
47
Il governo personale (1629-1640)
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Lo stesso argomento in dettaglio:
Governo personale di Carlo I
Il monogramma personale di re Carlo I
A gennaio del 1629 Carlo diede inizio alla seconda sessione del Parlamento che era stato sciolto l'anno precedente, perché si occupasse dei discussi diritti di
tonnage and poundage
, una tassa che imponeva un pagamento che andava nelle casse del sovrano a chi esportasse o importasse merci estere
48
. Molti deputati contestavano l'operato di un altro deputato, Rolle, che aveva fatto confiscare i suoi beni mobili per non pagare le tasse
49
; secondo numerosi membri del Parlamento, questo significava andare contro la
Petition of Right
, che impediva la confisca di beni, mobili e immobili, senza il beneplacito del Parlamento.
Quando lo
speaker
della Camera dei Comuni
, sir
John Finch
, eseguendo gli ordini del re, decretò il rinvio del Parlamento di qualche mese, numerosi deputati lo aggredirono verbalmente, altri chiusero l'aula e obbligarono Finch a non aggiornare la seduta. Un deputato a questo punto lesse ad alta voce in Parlamento una lettera con tre punti che condannavano la politica del sovrano sull'
arminianesimo
e sulla riscossione delle imposte su
tonnage and poundage
50
; si dichiarò che chi pagava le imposte senza l'autorizzazione del Parlamento era da considerare come un nemico e traditore della patria.
Dopo aver minacciato di governare senza le indisciplinate sedute del Parlamento
51
, Carlo decise di scioglierlo definitivamente. Poco tempo più tardi, diede inizio alle trattative di pace con la
Francia
del
cardinale Richelieu
e la
Spagna
del
conte-duca di Olivares
52
. Il periodo di undici anni che seguì lo scioglimento del Parlamento è conosciuto come la "tirannia degli undici anni" o come
Personal Rule
; Carlo I governò da quel momento senza l'appoggio parlamentare, da re assoluto
53
Le difficoltà economiche
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Stipulata la pace con Francia e Spagna e sciolto il Parlamento, Carlo dovette dedicarsi al risanamento del bilancio. Dal momento che l'aumento delle tasse doveva avvenire attraverso il Parlamento, il monarca dovette procedere per vie traverse al fine di aumentare le entrate nell'erario
54
. Decise di affiancare nell'impresa
Richard Weston, I conte di Portland
, che nominò
Lord Gran Tesoriere
55
. La prima misura adottata da Carlo fu, nel 1630, la reintroduzione di un'antica legge, non più in vigore da oltre un secolo, la
Distraint of Knighthood
, in base alla quale si multavano tutti i gentiluomini che, invitati, non si erano presentati per essere eletti cavalieri durante l'incoronazione del sovrano
56
. Era infatti usanza che, all'incoronazione del re, fossero scelti alcuni possidenti terrieri, tra chi possedeva terre di valore pari almeno a quaranta sterline
57
, per essere nominati cavalieri del regio esercito. Coloro che non si fossero presentati per ricevere l'onore dovevano pagare una multa equivalente. Nel 1635 le casse reali ricevettero, solo dalla riscossione delle tasse della nomina a cavaliere, oltre 170 000 sterline
57
Nel 1634 il re impose (con un
writ
) una riscossione della
Ship money
, una tassa in denaro in favore della marina militare per la difesa delle coste e delle navi mercantili
58
. Nonostante l'Inghilterra non fosse in guerra, era di primaria importanza la costituzione di una flotta imponente ed efficace: in quegli anni gli scontri navali tra olandesi e spagnoli erano molto frequenti, così come le incursioni dei pirati sulle coste inglesi. Il re impose che tutte le città portuali fornissero una nave da guerra o che ne pagassero il corrispettivo in denaro
59
; l'anno dopo l'ordine si estese a tutte le città del regno, anche alle località dell'entroterra. Le lamentele non mancarono da ogni parte sociale; tuttavia si riuscì a riscuotere una grande somma di denaro, impiegata per il potenziamento e l'ampliamento della flotta militare. Molti lamentavano che sotto i regni di
Edoardo I
ed
Edoardo III
la tassa fosse stata applicata solo in casi di guerra; ma in breve tempo le Corti si espressero a favore del re e della legge, che non trovò più ostacoli e fruttò alle casse ottocentomila sterline
60
La politica religiosa: William Laud
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L'
arcivescovo
William Laud
ritratto da
Antoon van Dyck
Carlo tentò di portare la
Chiesa d'Inghilterra
, in prevalenza
calvinista
, verso una visione più tradizionale e sacramentale.
61
Si affiancò in questa operazione
William Laud
, che aveva nominato
arcivescovo di Canterbury
nel 1633
N 2
62
. Laud, con l'intento di riportare alla Chiesa ordine, autorità e prestigio, promosse una serie di riforme, che risultarono in gran parte impopolari
63
64
65
66
. Per arrivare a una maggiore unità, Laud allontanò tutti gli ecclesiastici non conformisti e le ultime organizzazioni a carattere
puritano
. Inoltre l'arcivescovo era contrario allo spirito
riformista
molto diffuso tra i sacerdoti inglesi e scozzesi e riteneva che andasse completamente abolito il calvinismo a favore di una liturgia
anglicana
che fosse totalmente conforme a quanto era scritto nel
Libro delle preghiere comuni
67
68
69
70
. Laud era inoltre un seguace attivo della dottrina arminiana promossa da
Jacobus Arminius
Per punire coloro che si opponevano alle sue decisioni, Laud si servì di due dei maggiori e più temuti organi ecclesiastici dell'epoca, la
Court of High Commission
e la
Court of Star Chamber
, che avevano il compito di raccogliere testimonianze e punire severamente i colpevoli, anche tramite tortura. Talvolta la
Star Chamber
riceveva anche la possibilità di condannare a morte ed eseguire le condanne
71
. Numerosi ecclesiastici e laici furono trascinati a giudizio, spesso trovati colpevoli e condannati alla prigionia se non alla morte. Le ammissioni di colpevolezza erano estorte molte volte con la tortura. Gran parte degli avversari di Laud preferirono partire per l'esilio piuttosto che rimanere in patria perseguitati e malvisti. Fu durante il periodo di "riordino" religioso di Laud che partirono i primi gruppi massicci di coloni per la
Nuova Inghilterra
72
. I primi anni del governo personale di Carlo furono caratterizzati dalla pace e da un efficace pareggio del bilancio. Tuttavia ci furono numerosi casi di personaggi che rifiutarono le leggi imposte dal sovrano e le restrizioni religiose di Laud: nel 1634 partì una nave, la
Griffin
, carica di dissidenti religiosi, tra cui la celebre teologa puritana
Anne Hutchinson
L'intervento in Scozia
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I problemi più gravi incontrati da Carlo e da Laud in campo religioso si presentarono in
Scozia
. Quando Carlo partì nel 1633 per un viaggio in terra scozzese, dove doveva essere incoronato
73
, Laud lo accompagnò e constatò lo stato in cui verteva la
Chiesa di Scozia
. I sacerdoti erano di scarsa cultura e le terre erano spesso controllate da laici; inoltre il cerimoniale adottato non era uguale per tutte le chiese
74
. Giacomo I era già intervenuto in numerose questioni religiose scozzesi ma non era venuto a capo di nessuna. Si decise così di mettere ordine anche nella Chiesa scozzese, cercando anche qui di imporre la struttura episcopale della Chiesa anglicana
75
. L'opposizione e il malcontento furono di notevole entità: vennero rifiutate tutte le decisioni di Laud
76
77
78
. Nel 1637 si arrivò alla conclusione di abolire il governo scozzese presieduto dai vescovi a favore di un governo presbiteriano: il re accolse questa decisione come un affronto alla sua autorità. A
Edimburgo
, infatti, un gruppo di aristocratici, commercianti, ecclesiastici e membri del popolo formarono un comitato di opposizione alla politica promossa dal re e da Laud, che prese il nome di
Convenzione
Covenant
), affermando che nessuna modifica in campo religioso potesse essere accettata senza l'autorizzazione del Parlamento e delle
Kirk
presbiteriane
79
Quando nel 1639 scoppiarono le cosiddette
Guerre dei Vescovi
80
, Carlo cercò di raccogliere tasse e di approntare un esercito ma non ottenne nulla di ciò che aveva sperato. La guerra si concluse con una umiliante firma di pace con l'accordo di
Berwick
, per mezzo del quale la Scozia ottenne libertà civili e religiose
81
82
83
. La disfatta di Carlo nella gestione militare degli affari scozzesi comportò una crisi finanziaria tale da mettere fine al periodo in cui il sovrano aveva potuto imporre il suo governo assoluto. Nel 1640 Carlo fu costretto a riunire il Parlamento per cercare di ottenere denaro
84
85
Parlamento "Corto" e "Lungo"
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Ritratto di Carlo I con M. de Saint-Antonie suo maestro di equitazione
, opera di
Antoon van Dyck
Nel 1640 l'esercito della Convenzione ottenne importanti successi militari: gli scozzesi sconfissero le armate inglesi e arrivarono a conquistare la città di
Newcastle
e le contee di
Northumberland
e del
Durham
86
ed erano pronti a marciare su
York
Senza alcuna alternativa, Carlo convocò il Parlamento nell'aprile del 1640
87
. Pur di ottenere denaro per le operazioni militari, il re concesse l'annullamento della
ship money
. Ma quando il Parlamento mosse accuse verso alcuni comportamenti tenuti dal sovrano durante gli undici anni di governo assoluto e bloccò temporaneamente i sussidi, Carlo lo sciolse nel mese di maggio, dopo sole tre settimane di attività
88
. Per questo motivo questa convocazione parlamentare prese il nome di
Parlamento Corto,
conosciuto anche con il nome di
Parlamento breve
Short Parliament
88
Nel frattempo Carlo tentò di sconfiggere gli scozzesi, ma subì solamente pesanti sconfitte; fu così costretto a firmare ancora una volta un'umiliante pace con il trattato di Ripon (ottobre 1640), che mise fine nell'ottobre, alla Seconda Guerra dei Vescovi
89
. Decise, quindi, di convocare il
Magnum Concilium
, un'antica assemblea che riuniva tutti i pari del regno. Era la prima volta da secoli. In seguito a riunioni con i pari del regno, Carlo I decise di convocare una seconda volta il Parlamento: ebbe inizio il cosiddetto
Parlamento Lungo
Stampa raffigurante Carlo I e i suoi sostenitori, che presero il nome di
Cavaliers
Il Parlamento Lungo, costituito il 3 novembre 1640, si dimostrò subito non favorevole al sovrano
90
. Se da una parte la
Camera dei lord
si era schierata in difesa del re, il nuovo gruppo dirigente del Parlamento, guidato da
John Pym
, e la Chiesa si trovarono in disaccordo con la linea politica di Carlo e fecero il possibile per ostacolare il re e i suoi consiglieri, in particolare il conte di Strafford
91
. A febbraio, temendo che il re potesse sciogliere il Parlamento una nuova volta, fu presentata una legge che escludeva il controllo regio sul Parlamento.
Questa nuova legge, chiamata
Atto Triennale
, prevedeva che il Parlamento si riunisse obbligatoriamente ogni tre anni, che non potesse sciogliersi prima di cinquanta giorni e che fossero i deputati a scegliere i loro
speaker
92
. Carlo si vide costretto a firmare. Nel periodo che seguì il re dovette procedere a una totale rivisitazione dei suoi progetti politici: la legge
ship money
fu abolita, assieme alla tassa sul rifiuto del cavalierato; William Laud e il
conte di Strafford
furono giustiziati, il primo solo nel 1645, il secondo già nel 1641; l'operato della
Star Chamber
e dell'
Alta Commissione
furono interrotti
93
. Nonostante questo, Carlo riuscì a ripianare i rapporti con la Scozia riconoscendo la
religione presbiteriana
come ufficiale: il suo viaggio nelle città di
Edimburgo
Glasgow
fu trionfale
94
. Se nel Parlamento e tra il popolo di Londra era circondato da nemici, Carlo aveva trovato negli scozzesi un potente alleato.
Mentre il re faceva ritorno a Londra dal suo viaggio in Scozia, le Camere redassero nel novembre 1641 la
Grande Rimostranza
, una lista degli errori imperdonabili commessi da Carlo e dai suoi ministri e collaboratori fin dagli inizi del suo regno
94
. Il Parlamento si spaccò in due diverse fazioni, l'una a sostegno del re, l'altra contro. Il 23 novembre la Grande Rimostranza fu approvata con una strettissima maggioranza dal Parlamento
95
. Subito dopo, il re mise al sicuro in tutta fretta la famiglia reale e lasciò
Londra
. Le forze del Parlamento presero possesso della città. La situazione militare sui confini irlandesi era intanto divenuta insopportabile; era necessario approntare in fretta un esercito che mettesse a tacere la rivolta irlandese. Tuttavia si decise di non affidare il comando dell'esercito al sovrano, che avrebbe potuto farne uso in seguito contro il Parlamento. Carlo protestò ma venne approvata una legge, l'
Ordinanza della Milizia
che escludeva la possibilità di affidare l'esercito al re
96
Quando vennero scoperte lettere della moglie di Carlo,
Enrichetta Maria di Borbone
, che facevano intendere una possibile alleanza con i paesi cattolici del continente, si decise di accusare e arrestare la regina cattolica
97
. Carlo non poteva tollerarlo: il 4 gennaio, con al seguito un gruppo di soldati fece irruzione nel Parlamento per arrestarne cinque membri particolarmente coinvolti
98
. Quando fu all'interno e chiese allo
speaker
di indicargli i cinque traditori, questi rispose: «Non ho occhi per vedere, né lingua per parlare, tranne quelli che questa Camera mi concederà»
99
. Fu l'ultima goccia: il sovrano fu costretto a lasciare definitivamente la capitale, favorevole al Parlamento
100
, e a recarsi nelle regioni del nord per radunare un esercito; contemporaneamente, la regina partì per
Parigi
Guerra civile
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Lo stesso argomento in dettaglio:
Guerra civile inglese
La battaglia di Marston Moor
, di J. Barker
Il clima era teso in tutto il Paese; la popolazione si era divisa tra sostenitori del re e sostenitori del Parlamento. Carlo I controllava con il suo esercito, finanziato in modo particolare dall'aristocrazia, la parte nord e ovest dell'Inghilterra, le cui maggiori città erano
Nottingham
Oxford
, mentre il Parlamento teneva
Londra
e le regioni a sud-est
101
Nonostante i negoziati venne dichiarata la guerra. Il 23 ottobre 1642 avvenne, nei pressi della cittadina di Edgehill, il primo scontro armato tra i due eserciti. A capo dell'esercito regio c'era
Rupert
, nipote di Carlo, mentre il Lord Generale del Parlamento era il
conte di Essex
. La
battaglia di Edgehill
non ebbe vincitori: se da una parte la cavalleria del re mise in fuga inizialmente la fanteria parlamentare, poi questa riuscì a contenere i successivi assalti, dando inizio a una situazione di stallo
N 3
102
103
. Dopo questo inconcludente scontro ebbero luogo una serie di battaglie a favore di Carlo: l'esercito regio vinse a
Chalgrove Field
(18 giugno 1643), a
Lansdowne
(5 luglio) e presso
Roundway Down
(13 luglio). Il 2 luglio 1644 però, le sorti della guerra virarono a favore del Parlamento. Con la
battaglia di Marston Moor
, l'esercito parlamentare guidato dal
colonnello
di cavalleria
Oliver Cromwell
sbaragliò le truppe del re
104
. Grazie alla vittoria, il Parlamento estese il suo controllo fino alla città di
York
. Per l'inverno, le truppe di entrambi gli schieramenti si ritirarono
105
106
Carlo I in armatura ritratto da
Antoon van Dyck
Con l'arrivo dell'estate gli scontri ripresero. Il 14 giugno 1645 ebbe luogo quella che è considerata una delle maggiori battaglie della guerra, la
battaglia di Naseby
: le truppe del re furono annientate
107
. Carlo dovette fuggire e riparare a Oxford, che fu messa in stato d'assedio e conquistata, costringendo il re a un'altra fuga. Sconfitto, Carlo decise di mettersi nelle mani dei suoi vecchi alleati, gli scozzesi
108
. Questi, dopo qualche tempo di trattativa con il Parlamento, decisero di cedere, dietro ingente compenso, il re ai suoi nemici. Il re fu scortato nel villaggio di
Oatlands
e poi trasferito a Londra, presso il palazzo di
Hampton Court
109
. Di qui, dove era riconosciuto ancora come sovrano e dove in apparenza trattava in tutta tranquillità, preferì tentare di fuggire. Inizialmente si era pensato a un ricongiungimento con la moglie Enrichetta Maria, fuggita in
Francia
alla corte del nipote
Luigi XIV
, ma poi fu deciso di riparare nell'
isola di Wight
, al largo della costa meridionale inglese, dove alloggiò nel
castello di Carisbrooke
110
Vicino al Parlamento ma comunque distante dal centro del potere, Carlo poteva incominciare i delicati negoziati con i suoi avversari. Il sovrano rinunciò a tutte le proposte del Parlamento
111
e decise di allearsi nuovamente con gli scozzesi, promettendo in cambio di imporre come religione ufficiale in Inghilterra il
presbiterianesimo
per tre anni di prova
112
. Scoppiò così la Seconda guerra civile: diecimila soldati scozzesi penetrarono in territorio inglese guidati dal generale
James Hamilton
113
. Contemporaneamente all'invasione scozzese, le regioni di
Kent
Essex
Cumberland
si ribellarono al potere parlamentare. Poco dopo anche il
Galles
si rivoltò alle truppe del Parlamento. Gli scozzesi non seppero tuttavia approfittare di questi vantaggi e il 17 agosto 1648 si scontrarono con l'esercito parlamentare nella
battaglia di Preston
114
115
. Fu una disfatta totale: vennero catturati migliaia di scozzesi e fu preso anche il generale Hamilton, che venne trasferito a Londra e, dopo un processo sommario, fu condannato a morte con l'accusa di
alto tradimento
. Dopo la battaglia, tutte le città realiste si arresero, con l'eccezione di
Colchester
, che venne espugnata con la forza, poco tempo dopo.
L'accusa di tradimento e la condanna a morte
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Il processo
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Disegno tedesco raffigurante l'esecuzione capitale di Carlo I
Carlo venne trasferito dall'isola di Wight al
castello di Hurst
e poi in
quello di Windsor
116
. A gennaio del 1649 la
Camera dei comuni
approvò una legge con la quale si istituiva una commissione con il compito di processare il sovrano. Dopo la prima guerra civile, il Parlamento avrebbe accettato Carlo come re conferendogli poteri e privilegi più limitati e dando maggiori incarichi alle Camere. Il re aveva rifiutato sdegnosamente qualsiasi proposta e aveva dato inizio alla seconda guerra civile, vista come un inutile spargimento di sangue fra connazionali: non aveva quindi più nessuna possibilità di tornare a regnare sui Tre regni
N 4
Nella storia inglese vari monarchi avevano abdicato o erano stati deposti con la forza, ma nessuno mai era stato giustiziato pubblicamente. La Corte di Giustizia stabilì che 135 commissari dovessero processare e, se trovato colpevole, condannare re Carlo I
117
. L'accusa fu condotta da
John Cooke
, nominato
Solicitor General
118
119
Il 20 gennaio ebbe ufficialmente inizio il processo. Il 27 gennaio il commissario lesse l'accusa, in cui il re era presentato come traditore della patria e nemico della pace, e quindi attese la risposta di Carlo; il sovrano si rifiutò di fornire risposte alle accuse del Parlamento, affermando che nessuna Corte aveva il diritto di mettere sotto accusa un sovrano, tanto meno l'
Alta Corte di Giustizia convocata ad hoc per quel processo
. Egli riteneva che l'autorità di comando gli fosse stata conferita direttamente da
Dio
120
e non dal popolo, come invece sostenevano i suoi accusatori. Quando il commissario lo esortò una nuova volta a esprimersi su quanto era stato detto, Carlo ripeté: «Desidererei conoscere da quale autorità sono convocato in questo luogo»
121
. Il re non riconosceva l'autorità della Corte, ma la tattica di non rispondere non funzionò e venne interpretata come una ammissione di colpa. Nella settimana che seguì Carlo fu invitato tre volte a dare una risposta definitiva: per tre volte il re disconobbe l'autorità dei suoi giudici.
La Corte ritenne Carlo I Stuart colpevole di alto tradimento nei confronti del popolo inglese e lo condannò alla pena capitale, siglata da
cinquantanove commissari
122
123
. Nei tre giorni che seguirono fu condotto prigioniero al
Palazzo di St. James
e in seguito nel
Palazzo di Whitehall
. Qui ebbe l'opportunità di vedere i due figli che erano rimasti in Inghilterra, la principessa Elisabetta e il
duca di Gloucester
, al quale ordinò di non accettare per nessun motivo di farsi incoronare re dopo la sua morte
124
La morte del re
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Oliver Cromwell presso la bara di Carlo I
, opera di
Hippolyte Delaroche
Il 30 gennaio 1649 Carlo I venne condotto fuori da Whitehall e portato su una piattaforma costruita per l'occasione e decapitato. Si dice che Carlo indossò, prima di essere giustiziato, due camicie di cotone, per evitare che il popolo, vedendolo tremare di freddo, pensasse che tremava di paura andando incontro alla morte
125
. Dopo aver detto una preghiera piegò la testa: il boia gliela recise con un solo colpo ben piazzato. Le sue ultime parole furono: «Passo da un mondo corruttibile a uno incorruttibile, dove c'è pace, tutta la pace possibile»
124
126
Philip Henry
, che era presente e annotò i vari momenti dell'esecuzione, afferma che numerose persone si avviarono verso il cesto dov'era la testa del re per intingere dei fazzoletti bianchi nel sangue di Carlo, dando così inizio al culto del
re
martire
. Tuttavia nessun altro cronista dell'epoca ha tramandato questo aneddoto, nemmeno
Samuel Pepys
N 5
È ancor oggi aperto il dibattito su chi sia stato il
boia
che eseguì la decollazione di Carlo. Le fonti dell'epoca infatti negano che si sia trattato di
Richard Brandon
, il boia ufficiale della città di Londra, considerando inoltre che quel giorno era assente sul posto
127
. Numerose sono le attribuzioni anche se il vero responsabile non fu mai individuato.
Carlo II
, quando diventò re, nel 1660 condannò undici uomini per l'omicidio del padre ma non riuscì nemmeno allora a scoprire l'identità del boia. Studi compiuti nel 1813 hanno concluso che l'esecutore doveva essere esperto nel suo lavoro
128
Oliver Cromwell
, uno dei maggiori antagonisti del re, permise che la testa del sovrano fosse ricucita al corpo e che fossero eseguiti, in forma privata, i funerali
129
. Il 7 febbraio 1649 un ristretto gruppo di fedeli seppellì il corpo di Carlo nella cappella del
Palazzo di Windsor
129
130
. Carlo II pensò successivamente alla costruzione di un grande mausoleo per onorare il padre, ma non riuscì mai a realizzarlo
131
. Dopo la morte di Carlo il potere passò definitivamente nelle mani del Parlamento Lungo e in seguito in quelle di Oliver Cromwell, che venne eletto
Lord protettore
. Solo nel 1660 il figlio maggiore di Carlo,
Carlo II
, riuscirà a tornare sul trono d'Inghilterra.
Poco tempo dopo la decapitazione del sovrano apparve un libriccino, subito ritenuto essere una
monografia
di Carlo. Il libro, dal titolo greco Εἰκὼν Βασιλική
Eikṑn Basilikḕ
("Ritratto regale"), conteneva un'esaltazione della figura del sovrano e della sua politica. Uno dei più fedeli seguaci del re, William Levett, che lo aveva seguito fino al giorno dell'esecuzione capitale, testimoniò di aver visto Carlo scrivere il libro
132
. I membri del Parlamento, irritati e spaventati per la diffusione del libro, commissionarono al poeta e scrittore
John Milton
la stesura di un libro che andasse contro il contenuto della monografia, intitolato, sempre in lingua greca, Εἰκονοκλαστής
Eikonoklastḕs
("Iconoclasta")
133
Carlo I e l'arte
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Busti raffiguranti Carlo I e la moglie Enrichetta
Triplo ritratto di Carlo I
opera di
Antoon van Dyck
Carlo I fu un grande
mecenate
: egli amò l'arte a tal punto da far divenire la sua collezione una delle più ricche e ammirate d'
Europa
. Era un grande conoscitore in particolare del
Rinascimento
italiano: il suo pittore favorito era
Tiziano
, di cui possedeva numerose tele, acquistate dai suoi commissari a
Venezia
134
Alla sua corte c'erano numerosi artisti, che si dedicarono a ritrarre il sovrano, la sua consorte e la nobiltà del regno. Cercò di far arrivare a Londra artisti già allora di fama internazionale come
Peter Paul Rubens
Frans Hals
. Benché il sovrano non riuscì a farli stabilire definitivamente in Inghilterra, Rubens trascorse un determinato periodo a Londra
135
durante il quale lavorò alla decorazione del
Palazzo di Whitehall
136
Carlo I ebbe più fortuna con
Orazio Gentileschi
e con la figlia
Artemisia
, nonché con l'artista
fiammingo
Antoon van Dyck
, che divenne il pittore più apprezzato dal re. Dopo essere stato contattato da
Endymion Porter
, delegato del re, Van Dyck venne invitato a Londra e ricevette un ricco appannaggio dal sovrano, il quale, quando l'artista fu in punto di morte (1641), offrì millecinquecento
sterline
al medico che fosse riuscito a salvargli la vita
137
. Cercò anche di far arrivare alla sua corte
Gian Lorenzo Bernini
; ma l'artista italiano, che non lasciò mai
Roma
se non
una sola volta a Parigi
, rifiutò, accettando comunque di realizzare un busto del re
N 6
. Carlo I verrà ricordato per avere acquistato per una cifra irrisoria la famosa pinacoteca della dinastia
Gonzaga
di Mantova dalle mani di
Vincenzo II Gonzaga
, duca di
Mantova
138
. Dopo l'esecuzione capitale del re, la sua collezione venne smembrata e dispersa da parte del Parlamento
139
Il ritrattista ufficiale della corte di Carlo I fu van Dyck. Il maestro fiammingo allievo di Rubens ci ha lasciato numerosi ritratti del sovrano:
Carlo I con l'uniforme dell'Ordine della Giarrettiera
, 1632;
Triplo ritratto di Carlo I
, 1635;
Ritratto di Carlo I a caccia
, 1635;
Carlo I a cavallo
, 1636;
Ritratto di Carlo I con M. de Saint-Antonie suo maestro di equitazione
, 1636;
Carlo I in abiti regali
, 1636;
Carlo I a cavallo
, 1638.
Alla morte di van Dyck, prese il suo posto sir
Peter Lely
, attivo soprattutto però sotto il regno di Carlo II. Di Carlo il maestro olandese ci lascia un ritratto con il figlio Giacomo, il futuro
Giacomo II
: si tratta di
Carlo I con il figlio Giacomo, duca di York
Ma van Dyck non era l'unico ritrattista alla corte di Carlo. Un altro celebre pittore, anch'esso di formazione fiamminga, era
Daniel Mytens
, già ritrattista di
Giacomo I
. Tra i numerosi quadri dipinti da Mytens raffiguranti Carlo I, il più celebre è
Carlo I re d'Inghilterra
. Tuttavia, quando a Londra giunse van Dyck, Mytens capì che non poteva reggere il confronto con il grande ritrattista e decise di ritirarsi
140
Il «Re Martire»
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La
King Charles the Martyr's Church
Tunbridge Wells
, nel
Kent
(Inghilterra)
Re d'Inghilterra
e Scozia
Stuart
Giacomo I/VI
Figli
Enrico Federico
(1594–1612)
Elisabetta
(1596-1662)
Margherita (1598-1600)
Carlo
(1600-1649)
Roberto (1602)
Maria (1605-1607)
Sofia (1607)
Carlo I
Figli
Carlo Giacomo (1629)
Carlo
(1630-1685)
Maria Enrichetta
(1631-1660)
Giacomo
(1633-1701)
Elisabetta
(1635-1650)
Anna
(1637-1640)
Caterina (1639)
Enrico
(1640-1660)
Enrichetta Anna
(1644-1670)
Carlo II
Giacomo II/VII
Figli
Carlo (1660-1661)
Maria
(1662-1694)
Giacomo (1663-1667)
Anna
(1665-1714)
Carlo (1666-1667)
Edgardo (1667-1669)
Enrichetta (1669)
Caterina (1671)
Caterina (1675)
Isabella (1676-1681)
Carlo (1677)
Elisabetta (1678)
Carlotta (1682)
Giacomo
(1688-1766)
Luisa
(1692–1712)
Maria II
Guglielmo III
Guglielmo III
Anna
Figli
Maria (1685-1687)
Anna Sofia (1686-1687)
Guglielmo
(1689-1700)
Maria (1690)
Giorgio (1692)
Carlo (1698)
Dopo la caduta di
Richard Cromwell
e del
Commonwealth
e il ritorno sul trono di Carlo II, la figura di Carlo I fu completamente riabilitata. Il nuovo sovrano decise di ricordare il padre istituendo un giorno per la sua commemorazione; fu scelto il 30 gennaio, data in cui Carlo era stato decapitato davanti al
palazzo di Whitehall
141
. Il giorno fu inserito nel
Libro delle preghiere comuni
e Carlo I fu venerato come
santo
martire
della
Chiesa anglicana d'Inghilterra
142
, e la sua festa fu considerata giorno solenne fino al 1859, quando la solennità divenne una festa minore nel calendario liturgico
141
Ci sono numerose chiese anglicane ed episcopali dedicate a
Carlo re e martire
in tutto il territorio di Inghilterra,
Canada
Australia
Stati Uniti
. Nel 1894 fu istituita una
società
in memoria di Carlo I, la
Society of King Charles the Martyr
Società di re Carlo il Martire
), su iniziativa della signora Greville-Negent in collaborazione con Fr. James Fish, rettore della chiesa londinese St Margaret Pattens
143
. Gli obiettivi della Società sono di ristabilire il culto di Carlo e di reintrodurre nel
Libro delle preghiere comuni
il 30 gennaio in memoria del re come giorno di festa della Chiesa anglicana.
Carlo è considerato da molti un martire per essere stato decapitato dai membri del Parlamento senza giustificazioni fondate (la colpa fu dedotta infatti dal suo rifiuto di rispondere) e per la sua strenua difesa, durante tutto il suo regno, della vera religione anglicana
144
Una
stella doppia
della costellazione dei
Cani da Caccia
fu chiamata in onore di Carlo I e di suo figlio Carlo II
Cor Caroli
("cuore di Carlo"), nome coniato nel 1660 da sir Charles Scarborough, medico di Carlo II, che affermò che la stella sembrava brillare in maniera eccezionalmente intensa nella notte del ritorno di Carlo II in Inghilterra. Secondo Debora Warner il nome originale dell'astro era
Cor Caroli Regis Martyris
("Cuore di re Carlo martire").
145
Matrimonio
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Enrichetta Maria, ritratta da van Dyck
I figli di Carlo I, Carlo, Giacomo e Maria ritratti da
Antoon van Dyck
Dopo il fallimentare progetto di matrimonio con la Spagna Carlo, di ritorno a Londra, passò per Parigi, alla corte del giovane re
Luigi XIII
. Qui, nel palazzo del Louvre, fece la conoscenza della sorella di Luigi,
Enrichetta Maria
. Visto il fallimento delle trattative con la Spagna, Carlo cominciò le trattative per sposare la giovane principessa.
Poco dopo, il 1º maggio 1625 i due si sposarono. I contemporanei descrissero la principessa come molto attraente. Ecco cosa disse di lei van Dyck:
«Abbiamo ora una nuova, nobilissima regina d'Inghilterra, che quanto a beltà verace è assai superiore alla tanto corteggiata infanta. Questa figlia della Francia, il più giovane fiore borbonico, ha un aspetto più bello e più fresco, capelli castano chiaro, occhi che splendono come stelle.»
Petrie, 1968
p. 88
Quando andò in sposa a Carlo, Enrichetta era molto giovane, avendo appena quindici anni. Fervente cattolica, non ebbe un buon rapporto con il marito nel primo periodo della loro unione
146
. Ma dopo qualche anno i due instaurarono tra loro un rapporto, se non di amore, almeno di sincero affetto. Quando scoppiò la guerra civile, Enrichetta fuggì in Francia, alla corte del nipote
Luigi XIV
, dove si trovava già sua figlia
Enrichetta Anna
e dove l'avrebbero raggiunta i figli
Carlo
Giacomo
147
Discendenza
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Il matrimonio tra Carlo Stuart ed Enrichetta Maria vide la nascita di nove figli, due dei quali morirono poco dopo il parto o nella prima
infanzia
. Altri due (Carlo e Giacomo) sarebbero diventati sovrani d'Inghilterra e Scozia
148
Carlo Giacomo (*†13 marzo 1629), duca di Cornovaglia.
Carlo II
(*1630 †1685), sposa nel 1663
Caterina di Braganza
(*1638 †1705) senza discendenti legittimi. Ebbe molte amanti e numerosi figli illegittimi, tra cui il più celebre fu
James Scott, I duca di Monmouth
Maria Enrichetta
(*1631 †1660), principessa reale e principessa d'Orange. Sposa nel 1648
Guglielmo II d'Orange
, con discendenza.
Giacomo II
(*1633 †1701), sposa nel 1659
Anna Hyde
, con discendenza. La moglie morì nel 1671. Si risposa nel 1673 con la cattolica
Maria Beatrice d'Este
, con discendenza.
Elisabetta
(*1635 †1650). Muore nubile e senza discendenza.
Anna
(*1637 †1640). Muore nubile e senza discendenza.
Caterina (*†29 gennaio 1639).
Enrico
(*1640 †1660), duca di Gloucester.
Enrichetta Anna
(*1644 †1670), sposa nel 1661
Filippo I di Borbone-Orléans
, con discendenza. Attraverso la figlia
Anna Maria
, andata in sposa a
Vittorio Amedeo II di Savoia
, che il titolo di Re d'Inghilterra, Irlanda e Scozia, secondo la
linea di successione della Casa degli Stuart
, passò a
Carlo Emanuele IV di Savoia
, pronipote e successore di Vittorio Amedeo II.
Ascendenza
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Genitori
Nonni
Bisnonni
Trisnonni
Matthew Stuart, conte di Lennox
John Stuart, conte di Lennox
Elizabeth Stewart
Enrico Stuart, Lord Darnley
Margaret Douglas
Archibald Douglas, VI conte di Angus
Margherita d'Inghilterra
Giacomo I d'Inghilterra
Giacomo V di Scozia
Giacomo IV di Scozia
Margherita d'Inghilterra
Maria I di Scozia
Maria di Guisa
Claudio I di Guisa
Antonia di Borbone-Vendôme
Carlo I d'Inghilterra
Cristiano III di Danimarca
Federico I di Danimarca
Anna del Brandeburgo
Federico II di Danimarca
Dorotea di Sassonia-Lauenburg
Magnus I di Sassonia-Lauenburg
Caterina di Braunschweig-Lüneburg
Anna di Danimarca
Ulrico III di Meclemburgo-Güstrow
Alberto VII di Meclemburgo-Güstrow
Anna di Brandeburgo
Sofia di Meclemburgo-Güstrow
Elisabetta di Danimarca
Federico I di Danimarca
Sofia di Pomerania
Titoli e appellativi
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Titoli
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Nel corso della sua vita, Carlo fu insignito dei seguenti titoli e appellativi
149
19 novembre 1600 – 27 marzo 1625:
Principe
(o
Lord
) Carlo.
23 dicembre 1600 – 27 marzo 1625: Il
duca d'Albany
6 gennaio 1605 – 27 marzo 1625: Il
duca di York
4 novembre 1616 - 27 marzo 1625: Il
principe di Galles
27 marzo 1625 - 30 gennaio 1649:
Sua Maestà
il
Re
Appellativo
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L'appellativo ufficiale del sovrano fu:
(inglese)
«Charles the First, by the Grace of God, King of England, Scotland, France and Ireland, Defender of the Faith, etc.»
(italiano)
«Carlo Primo, per Grazia divina, Re d'Inghilterra, Scozia, Francia e Irlanda, Difensore della Fede, ecc.»
Il titolo di Re di Francia era solo nominale e non riguardava i territori controllati effettivamente dalla corona britannica sul suolo francese. Il titolo fu utilizzato la prima volta dal re d'Inghilterra
Edoardo III
. L'ultimo a fregiarsi del titolo fu
Giorgio III
150
Armoriale
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Armoriale
come Duca di York, dal 1611 al 1612
Armoriale come Principe di Galles, utilizzato dal 1612 al 1625
Armoriale di Carlo I utilizzato (fuori dalla Scozia) dal 1625 al 1649
Armoriale di Carlo I utilizzato in Scozia dal 1625 al 1649
Onorificenze
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Nel 1611
149
Carlo fu insignito dal padre re Giacomo I dell'onorificenza di:
Reale Cavaliere del Nobilissimo Ordine della Giarrettiera (K.G.)
In seguito all'ascesa al trono d'Inghilterra, il principe di Galles divenne automaticamente
151
Sovrano del Nobilissimo Ordine della Giarrettiera
27 marzo 1625
Carlo I nella letteratura
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Gli ultimi giorni e la fine di Carlo I sono presentati nel romanzo di
Alexandre Dumas
Vent'anni dopo
, continuazione del celeberrimo
I tre moschettieri
In forma rimaneggiata l'episodio del viaggio a Madrid compiuto dal futuro Carlo I in compagnia di
Buckingham
per conquistare l'
infanta
Maria
è parte fondamentale nella trama di
Capitano Alatriste
, romanzo di
Arturo Pérez-Reverte
(1996).
Memoria
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In onore di Carlo I d'Inghilterra fu dato il nome di
Capo Charles
al promontorio settentrionale dello stretto che mette in comunicazione la
baia di Chesapeake
con l'
oceano Atlantico
, sulla costa orientale degli
Stati Uniti d'America
in
Virginia
152
Note
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Esplicative
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Federico V aveva sposato la sorella di Carlo,
Elisabetta
. Non riuscì mai a riottenere i suoi possedimenti e morì esule.
Laud aveva avuto una certa influenza sotto il regno di Giacomo I e nel 1628 fu nominato da Carlo I
vescovo di Londra
Cfr
Bayne
pp. 186-188
Tutte le battaglie della rivoluzione inglese videro contrapposte le truppe regie, fedeli a Carlo I (e poi a Carlo II) e quelle parlamentari: l'esercito regio basava la sua forza sul tradizionale intervento della cavalleria - accompagnando a questa una concezione della stessa di stampo prettamente feudale: gli aristocratici erano infatti "soldati a cavallo", che intervenivano per smembrare la fanteria avversaria. Gli uomini del Parlamento invece, in gran parte di medio-bassa estrazione sociale, furono arruolati in gran parte come fanti con picche o moschetti: erano le "teste rotonde", così definiti per il taglio molto corto dei capelli (Kishlansky); tuttavia l'impiego di un'efficace cavalleria "borghese" nelle file del parlamento (i temibili "Ironsides"), dotata degli stessi equipaggiamenti della controparte eppure estremamente versatile, doveva ribaltare la concezione stessa della cavalleria: da cosa dei nobili, il monopolio militare del cavallo diverrà appannaggio dello Stato, garante di equipaggiamento e mobilità sociale.
Inghilterra, Scozia e Irlanda non erano ancora uniti nel
Regno Unito
ma erano tre entità territoriali e culturali ben distinte tra loro.
Philp Henry rese pubblico il suo scritto durante il periodo della restaurazione; si pensa quindi sia stato scritto dal chierico per accattivarsi le simpatie del re
Carlo II
Il busto, realizzato sulla base della tela
Triplo ritratto di Carlo I
di van Dyck, ottenne un grande successo
andando poi successivamente perduto.
Cfr.
Angelini, 1999
p. 39
Bibliografiche
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Secondo il
calendario gregoriano
è nato il 29 novembre
Secondo il
calendario gregoriano
è morto il 9 febbraio
Aveva tendenze rituali più a favore del cattolicesimo che del protestantesimo. Cfr.
Carlo I Stuart
, su
santiebeati.it
, 11 luglio 2011.
URL consultato il 30 luglio 2018
Le date indicate seguono il
calendario giuliano
, allora in uso in Gran Bretagna, ma senza tenere conto dell'anno legale vigente in
Inghilterra
Irlanda
che iniziava,
ab incarnatione
, il 25 marzo. Nel
calendario gregoriano
le date corrispondono al 29 novembre 1600 e al 9 febbraio 1649.
Il titolo di
re di Francia
era solamente nominale. Lo adottarono tutti i sovrani inglesi a partire da
Edoardo III
, che avviò la
guerra dei cent'anni
, fino al XIX secolo. (vedi
Rivendicazioni inglesi sul trono di Francia
).
o il 9 febbraio dello stesso anno, secondo il
calendario gregoriano
Adriano Prosperi
Paolo Viola
Dalla Rivoluzione inglese alla Rivoluzione francese
, Einaudi, Torino, 2000,
ISBN 978-88-06-15509-4
, p. 3.
Cust, 2005
p. 2
Weir, 1996
p. 252
Gregg, 1981
pp. 4-5
Petrie, 1968
p. 202
Gregg, 1981
p. 12
Il primogenito di un sovrano era sempre frutto di maggiori attenzioni e apprezzamenti, sia da parte della famiglia sia della corte, rispetto agli altri fratelli. Enrico, per le sue doti fisiche e il suo carattere, era preferito a Carlo, apparentemente debole.
Gardiner
p. 67 §2
Carlton, 1995
p. 16
Gregg, 1981
p. 22
Gregg, 1981
p. 47
Hibbert, 1968
p. 24
Hibbert, 1968
p. 49
Howat, 1974
pp. 26-28
Gregg, 1981
p. 63
Howat, 1974
pp. 27-28
Kenyon, 1978
p. 79
Cust, 2005
p. 4
Hibbert, 1968
pp. 30-32
Gregg, 1981
pp. 78-82
Gregg, 1981
pp. 87-89
Petrie, 1968
p. 87
Cust, 2005
pp. 34-35
Carlton, 1995
p. 47
Cust, 2005
pp. 36-38
Gregg, 1981
p. 94
Sharpe, 1992
p. 6
Trevelyan, 1922
p. 130
Gardiner
p. 71 §2
Gregg, 1981
p. 126
Trevelyan, 1922
p. 133
Carlton, 1995
p. 76
Gregg, 1981
p. 156
Si accenna alla questione teologica sorta a opera di Montague in
Gardiner
p. 72 §1
Gregg, 1981
pp. 130-131
Gregg, 1981
p. 131
Kishlansky, 1999
p. 146
Il duca non aveva alcuna esperienza in campo bellico o nel comando della marina, come ricordano numerosi suoi avversari politici (Kishlansky).
Kishlansky, 1999
p. 150
La
Petition of Right
(lett. "Petizione sul diritto") è riassumibile in quattro punti che impedivano: arresti arbitrari, tasse non approvate dal Parlamento, obbligo di alloggiare truppe, imposizione della legge marziale.
Il duca venne ucciso mentre si trovava a
Portsmouth
; ad assassinarlo fu un certo John Felton. (Petrie)
Bendiscioli
p. 177 §2
Quintrell, 2013
p. 42
Cust, 2005
p. 118
Gregg, 1981
p. 186
Kishlansky, 1999
p. 156
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p. 161
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Cust, 2005
p. 251
Gregg, 1981
p. 294
Cust, 2005
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Morgan
p. 274
Morgan
p. 274
Gardiner
p. 78 §1
Gregg, 1981
p. 315
Gregg, 1981
p. 323
Gregg, 1981
p. 327
Kishlansky, 1999
pp. 191-192
Gregg, 1981
p. 335
Starkey, 2006
p. 112
Starkey, 2006
p. 113
Carlton, 1995
p. 237
Enrichetta Maria tenne una fitta corrispondenza epistolare con la corte francese durante tutto il periodo di permanenza in Inghilterra. (Petrie)
Carlton, 1995
p. 232
Robertson, 2005
p. 62
Ago-Vidotto, 2006
p. 117
Cust, 2005
p. 352
Hibbert, 1968
p. 182
Loades, 1974
p. 422
Loades, 1974
pp. 423-424
Carlton, 1995
p. 248
Gregg, 1981
p. 368
Gregg 1981
pp. 382-386
Gregg, 1981
pp. 382-386
Gregg, 1981
pp. 388-389
Cust, 2005
pp. 403-405
Gregg, 1981
pp. 396-397
Cust, 2005
pp. 404-405
Gregg, 1981
p. 396
Carlton, 1995
pp. 312-314
Noonan, 1999
p. 81
Il Parlamento gli aveva proposto di ritornare in segreto sul trono, rinunciando ad alcuni privilegi; oppure a ritirarsi in favore del figlio minore,
Enrico
Questa promessa fatta dal re agli scozzesi prese il nome di "Impegno"
Kishlansky, 1999
pp. 232-235
Carlton, 1995
pp. 329-330
Gregg, 1981
p. 424
Carlton, 1995
pp. 335-337
Gregg, 1981
pp. 429-430
Hibbert, 1968
pp. 253-254
Gregg, 1981
p. 433
Gregg, 1981
pp. 435-436
Robertson, 2005
pp. 143-144
Carlo affermò inoltre che non era stato il popolo a concedergli i poteri, essendo la Corona ereditaria da secoli. (Kishlansky)
Petrie, 1968
p. 192
Edwards, 1999
p. 162
Hibbert, 1968
p. 267
Petrie, 1968
p. 204
Kishlansky, 1999
p. 210
Kishlansky, 1999
p. 209
Edwards
p. 173
Robertson, 2005
p. 333
Gregg, 1981
p. 445
Edwards, 1999
p. 188
Kishlansky, Morrill, 2008
La testimonianza è raccolta nel volume in lingua inglese
The Life of Charles the First, the Royal Martyr
di Charles Wheeler Coit edito nel 1926, ma ristampato nel 2006.
Gregg, 1981
p. 445
Petrie, 1968
p. 97
G. Lombardi,
Saggio dell'istoria pittorica d'Inghilterra ridotta a metodo
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Carlton, 1995
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Hibbert, 1968
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Petrie, 1968
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Cust, 2005
p. 461
Secondo R.H. Allen (
Star Names: Their Lore and Meaning
) la stella fu dedicata a Carlo II da Halley
su proposta del fisico di corte Charles Scarborough che affermò che la stella era stata particolarmente brillante alla vigilia del ritorno del re a Londra il 29 maggio 1660
. Secondo Debora Warner (
The Sky Explored: Celestial Cartography 1500-1800
) il nome originale era
Cor Caroli Regis Martyris
(Cuore di re Carlo martire) in onore di Carlo I. Secondo
Robert Burnham, Jr.
Burnham's Celestial Handbook
, Volume 1),
l'attribuzione del nome a Halley compare nel rapporto pubblicato da Johann Elert Bode a Berlino nel 1801, ma non risultano altre conferme
Rizzatti, 1972
p. 83 §2,3
Enrichetta Anna, la più giovane delle figlie di Carlo ed Enrichetta Maria, era andata in moglie a
Filippo
, fratello minore di Luigi XIV.
Weir, 1996
pp. 252-254
Weir, 1996
p. 252
Weir, 1996
p. 286
(inglese)
«The Queen is Sovereign of the Order of the Garter...»
(italiano)
«La Regina è il Gran Maestro dell'Ordine della Giarrettiera...»
The Royal Family and the Order of the Garter
Byrd Jr., 2016
p. 207
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Dalla metà del XVI secolo alla metà del XVII secolo
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Predecessore
Re d'Inghilterra
Successore
Giacomo I
1625
1649
Carlo II
Predecessore
Re di Scozia
Successore
Giacomo VI
1625
1649
Carlo II
Predecessore
Re d'Irlanda
Successore
Giacomo I
1625
1649
Carlo II
Predecessore
Erede al trono inglese, scozzese e irlandese
Successore
Enrico Federico, principe di Galles
Erede apparente
1612
1625
Elisabetta, elettrice palatina
Predecessore
Principe di Galles
Successore
Enrico Federico, principe di Galles
1616
1625
Carlo, principe di Galles
Poi sovrano con il nome di Carlo II
Predecessore
Duca di Cornovaglia
Successore
Enrico Federico, duca di Cornovaglia
1612
1625
Carlo, duca di Cornovaglia
Poi sovrano con il nome di Carlo II
Predecessore
Duca di Rothesay
Successore
Enrico Federico, duca di Rothesay
1612
1625
Carlo, duca di Rothesay
Poi sovrano con il nome di Carlo II
Predecessore
Duca di York
Successore
Nuova creazione
1605
1625
Titolo unito alla Corona
Predecessore
Duca d'Albany
Successore
Nuova creazione
1603
1625
Titolo unito alla Corona
Re d'Inghilterra
Normanni
(1066 - 1154)
Guglielmo I
Guglielmo II
Enrico I
Stefano
Matilde
Stemma dell'Inghilterra
Bandiera dell'Inghilterra
Plantageneti
(1154 - 1485)
Ramo diretto
Enrico II
Riccardo I
Giovanni
Enrico III
Edoardo I
Edoardo II
Edoardo III
Riccardo II
Lancaster
Enrico IV
Enrico V
Enrico VI
York
Edoardo IV
Edoardo V
Riccardo III
Tudor
(1485 - 1603)
Enrico VII
Enrico VIII
Edoardo VI
Jane Grey
Maria I
Elisabetta I
Stuart
(1603 - 1649 / 1660 - 1707)
Giacomo I
Carlo I
Commonwealth
Carlo II
Giacomo II
Guglielmo III
Maria II
Anna
Con l'
Atto di Unione del 1707
i regni di Inghilterra e Scozia furono uniti nel
Regno di Gran Bretagna
Re di Scozia
Alpin
(848 - 1034)
Kenneth I
Donald I
Costantino I
Aedh
Eochaid
Giric
Donald II
Costantino II
Malcolm I
Indulf
Dubh
Cuilén
Amlaib
Kenneth II
Costantino III
Kenneth III
Malcolm II
Stemma del Regno di Scozia
Bandiera della Scozia
Dunkeld
(1034 - 1040)
Duncan I
Moray
(1040 - 1058)
Macbeth
Lulach
Dunkeld
(1058 - 1286)
Malcolm III
Donald III
Duncan II
Edgar
Alessandro I
Davide I
Malcolm IV
Guglielmo I
Alessandro II
Alessandro III
Bellachioma
(1286 - 1290)
Margherita
I interregno
Balliol
(1292 - 1296)
Giovanni
II interregno
Bruce
(1306 - 1371)
Roberto I
Davide II
Stuart
(1371 - 1651)
(1660 - 1707)
Roberto II
Roberto III
Giacomo I
Giacomo II
Giacomo III
Giacomo IV
Giacomo V
Maria I
Giacomo VI
Carlo I
Carlo II
Covenanti
Protettorato
Carlo II
Giacomo VII
Guglielmo II
Maria II
Anna
Con l'
atto di Unione del 1707
i regni di Inghilterra e Scozia furono uniti nel
Regno di Gran Bretagna
Re d'Irlanda
Tudor
(1542 - 1603)
Enrico VIII
Edoardo VI
Jane Grey
Maria I
Elisabetta I
Stemma dell'Irlanda
Antica bandiera dell'Irlanda
Stuart
(1603 - 1649, 1660 - 1707)
Giacomo I
Carlo I
Commonwealth
Carlo II
Giacomo II
Guglielmo I
Maria II
Anna
Hannover
(1707 - 1800)
Giorgio I
Giorgio II
Giorgio III
L'
Atto di Unione del 1800
unisce i regni di Gran Bretagna e Irlanda nel
Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda
Governatori supremi della Chiesa d'Inghilterra
Enrico VIII
(1536-1547)
Edoardo VI
(1547-1553)
Jane
(1553)
Maria I
(1553-1558)
Elisabetta I
(1558-1603)
Giacomo I
(1603-1625)
Carlo I
(1625-1649)
Oliver Cromwell
(1653-1658)
Richard Cromwell
(1658-1659)
Carlo II
(1660-1685)
Giacomo II
(1685-1688)
Maria II
(1689-1694)
Guglielmo III
(1689-1702)
Anna
(1702-1714)
Giorgio I
(1714-1727)
Giorgio II
(1727-1760)
Giorgio III
(1760-1820)
Giorgio IV
(1820-1830)
Guglielmo IV
(1830-1837)
Vittoria
(1837-1901)
Edoardo VII
(1901-1910)
Giorgio V
(1910-1936)
Edoardo VIII
(1936)
Giorgio VI
(1936-1952)
Elisabetta II
(1952-2022)
Carlo III
(2022-)
Come Capo supremo.
Come Governatore supremo.
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EN
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