Cina - Wikipedia
Vai al contenuto
Coordinate
35°50′41″N 103°27′07″E
35°50′41″N
103°27′07″E
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Disambiguazione
– Se stai cercando altri significati, vedi
Repubblica di Cina
China
Cina (disambigua)
Cina
dettagli
dettagli
Cina - Localizzazione
In verde scuro i territori controllati dalla Repubblica Popolare Cinese, in verde chiaro le province rivendicate ma non controllate.
Dati amministrativi
Nome completo
Repubblica Popolare Cinese
Nome ufficiale
中华人民共和国
Zhōnghuá Rénmín Gònghéguó
Lingue ufficiali
Cinese standard (o mandarino)
Altre
lingue
inglese
(ufficiale a
Hong Kong
),
portoghese
(ufficiale a
Macao
), lingue minoritarie
dialetti locali
Capitale
Pechino
(北京市)
Politica
Forma di governo
Repubblica socialista
monopartitica
con
riforme di mercato
Capo di Stato
Xi Jinping
Primo ministro del Consiglio di Stato
Li Qiang
Proclamazione
1º ottobre 1949
Ingresso nell'
ONU
25 ottobre 1971
Membro permanente del
Consiglio di Sicurezza
Superficie
Totale
9 596 000
km²

% delle acque
2,8%
Popolazione
Totale
1 414 597 435
ab.
(17–12–2025.)
Densità
153 ab./
km²
Tasso di crescita
0,39% (2020)
Nome degli abitanti
Cinesi
Geografia
Continente
Asia
Confini
Afghanistan
Bhutan
Birmania
Corea del Nord
India
Kazakistan
Kirghizistan
Laos
Mongolia
Nepal
Pakistan
Russia
Tagikistan
Vietnam
Fuso orario
UTC+8
Economia
Valuta
renminbi
PIL
(nominale)
20 256 411
milioni di $ (2022) (

PIL pro capite
(nominale)
14 340
$ (2022 stima) (
81º
PIL
PPA
30 074 380
milioni di $ (2022) (

PIL pro capite
PPA
21 291
$ (2022 stima) (
73º
ISU
(2022)
0.768 (alto) (
85º
Fecondità
1,7 (2017)
Varie
Codici
ISO 3166
CN
, CHN, 156
TLD
.cn
.中国
.中國
e .公司
Prefisso tel.
+86
Sigla autom.
CHN
Lato di guida
Destra (↓↑)
Inno nazionale
Marcia dei Volontari
Festa nazionale
1º ottobre
Cina - Mappa
Evoluzione storica
Stato precedente
Manciukuò
Repubblica di Cina
Tibet
Modifica dati su Wikidata
Manuale
La
Repubblica Popolare Cinese
中华人民共和国
Zhōnghuá Rénmín Gònghéguó
ascolta in mandarino
), chiamata anche semplicemente
Cina
中国
Zhōngguó
; ),
è uno Stato dell'
Asia orientale
. La Repubblica Popolare Cinese è stata in passato indicata come
Cina popolare
, al fine di distinguerla dalla
Repubblica di Cina
, lo Stato che l'ha preceduta e della quale ha ereditato quasi l'intero territorio, indicata invece come Cina Nazionalista o, dal 1949,
Taiwan
(o Formosa). Entrambe le entità reclamano il controllo sul territorio complessivo cinese. La Repubblica Popolare Cinese, con oltre 1 miliardo e 400 milioni di abitanti, è il secondo Stato più popoloso del mondo, dopo l'
India
La Cina è una
repubblica popolare
in cui il potere è esercitato dal
Partito Comunista Cinese
(中国共产党 oppure 中共). Il
governo
ha sede nella capitale
Pechino
(北京) ed esercita la propria sovranità su ventidue
province
(省), cinque
regioni autonome
(自治区), quattro
municipalità direttamente controllate
(直辖市) (Pechino 北京,
Tientsin
天津,
Shanghai
上海 e
Chongqing
重庆) e due
regioni amministrative speciali
(特别行政区) (
Hong Kong
香港 e
Macao
澳门) parzialmente autonome.
La Cina rivendica la propria
sovranità
anche su Taiwan, che a propria volta rivendica la propria sovranità sulla
Cina continentale
. L'isola è rimasta dal 1949 sotto il controllo del governo della Repubblica di Cina (o Taiwan), che precedentemente governava anche la Cina continentale, ed è rivendicata dalla Repubblica Popolare Cinese come
provincia di Taiwan
. La complessa
condizione politica di Taiwan
è una delle conseguenze della
guerra civile cinese
, che ha preceduto la fondazione della Repubblica Popolare Cinese.
Con la sua superficie di circa
572
900
km²
, la Cina è il quarto
stato più grande del mondo per superficie
. Il paesaggio della Cina è vasto e diversificato: va dalle steppe della foresta e i deserti dei
Gobi
e del
Taklamakan
nell'arido nord alle foreste
subtropicali
e umide del sud. L'
Himalaya
, il
Karakorum
, il
Pamir
e il
Tian Shan
sono le catene montuose che separano la Cina occidentale dall'
Asia centrale
. Il
Fiume Azzurro
(长江) e il
Fiume Giallo
(黄河), rispettivamente il
terzo e il sesto più lunghi del mondo
, scorrono dall'
altopiano del Tibet
verso la costa orientale, densamente popolata. La costa della Cina lungo l'
oceano Pacifico
è lunga circa
14 500
chilometri ed è delimitata dal
mare di Bohai
, dal
mar Giallo
, dal
mar Cinese Orientale
e dal
mar Cinese Meridionale
L'
antica civiltà cinese
, una delle più antiche al mondo, si sviluppò inizialmente nelle pianure comprese tra il Fiume Giallo e il Fiume Azzurro. A partire dall'
età del bronzo
, verso la fine del
II millennio a.C.
, si ha evidenza di strutture feudali, in cui i nobili si raccoglievano intorno a monarchie ereditarie. Vi sono testimonianze di una casata regnante nella prima metà del
I millennio a.C.
, nota come
dinastia Zhou
(周朝), il cui declino condusse alla nascita di un discreto numero di regni indipendenti in competizione per il predominio sulla regione (periodo delle Primavere e Autunni, 春秋), con stagioni di conflitto che si fecero particolarmente accese nel periodo che va dall'VIII al III secolo a.C. Nel 221 a.C. lo
Stato di Qin
sconfisse e conquistò i territori di tutti gli altri Stati combattenti, dando vita al
primo impero della storia cinese
sotto la guida del primo imperatore cinese
Qín Shǐ Huángdì
della
dinastia Qin
(秦朝). Da quel momento il titolo di
imperatore della Cina
divenne il sinonimo della raggiunta supremazia. La dinastia Qin non durò a lungo, infatti i popoli precedentemente conquistati vennero poco dopo riuniti sotto l'egida della
dinastia Han
(汉朝, III secolo a.C. - III secolo d.C.). I quattro secoli in cui regnarono i sovrani della dinastia Han sono considerati cruciali per la definizione e l'affermazione della identità culturale cinese, tanto da divenire il termine con cui i cinesi definirono se stessi (con il termine appunto di etnia o popolo
han
, 汉族). Da allora, la storia cinese ha visto l'alternarsi di periodi di divisione e fasi di unificazione, con conseguenti periodi di frammentazione, contrazione o espansione territoriale, sotto l'egida di diverse
dinastie
, talora di etnia straniera, come avvenuto nel caso dei mongoli o dei mancesi.
L'ultima dinastia fu quella dei
Qing
, il cui regno si concluse nel 1911 con la fondazione della
Repubblica di Cina
(中华民国). Dopo la sconfitta dell'
Impero giapponese
(大日本帝国) durante la
seconda guerra mondiale
, il Paese fu scosso dalla guerra civile, che vedeva contrapposte le forze nazionaliste del
Kuomintang
(国民党), il partito che allora deteneva il governo del paese, e le forze facenti capo al Partito Comunista Cinese. Nel 1949 la guerra si concluse con la sconfitta del Kuomintang e la conseguente fuga del governo nazionalista sull'isola di Formosa, nella cui capitale
Taipei
(台北) ha tuttora sede l'attuale Repubblica di Cina, altresì nota come Taiwan. In seguito alla vittoria conseguita sul continente, il 1º ottobre del 1949 a Pechino le forze comuniste guidate da
Mao Zedong
proclamarono ufficialmente la nascita della Repubblica Popolare Cinese.
Dopo l'introduzione di riforme economiche nel 1978, l'economia cinese è diventata quella dalla crescita più rapida al mondo. A partire dal 2013, è la seconda economia più grande al mondo sia come
PIL totale nominale
sia per
parità di potere d'acquisto
; per quanto riguarda solamente il PIL nominale, invece, la Cina ha sorpassato il Giappone, sino ad allora seconda potenza mondiale dal 1987, nel 2010. Nel 2022 il prodotto interno lordo cinese è sui ventimila miliardi di dollari.
Essa è anche il
più grande esportatore
importatore
di merci al mondo. La Cina è
ufficialmente
uno
Stato munito di armi nucleari
e ha il
più grande esercito permanente del mondo
, con il
secondo più grande bilancio della difesa
. È, inoltre, membro dell'
ONU
dal 1971, quando
ha preso il posto della Repubblica di Cina
tra i seggi dei
membri permanenti
del
Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite
, e quindi gode del
potere di veto
. La Cina è anche membro di numerose organizzazioni multilaterali,
tra cui l'
OMC
, l'
APEC
, il
BRICS
, l'
Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai
, il BCIM
10
e il
G20
. La Cina, unanimemente riconosciuta come
grande potenza
dal consenso internazionale, è una potenziale
superpotenza
secondo un certo numero di accademici e analisti che si occupano di questioni militari, politiche ed economiche.
Dissidenti politici e gruppi per i
diritti umani
hanno denunciato la
dittatura
del governo cinese per diffuse violazioni dei diritti umani, tra cui repressione politica, repressione delle
minoranze
religiose ed etniche,
censura
, sorveglianza di massa e la violenza utilizzata nel reprimere il dissenso, come quella esibita durante le
proteste di piazza Tienanmen
del 1989.
Etimologia del nome
modifica
modifica wikitesto
Lo stesso argomento in dettaglio:
Nomi della Cina
I cinesi si riferiscono comunemente al proprio Paese usando il termine
Zhōngguó
中国
, composto di
Zhōng
, "centrale" o "medio", e
Guó
, "regno", "Stato"). Questa parola antica (il termine si ritrova nello
Shujing
del VI secolo a.C.) ha una valenza religiosa e cosmologica, indicando la civiltà celestialmente centrata, ed era in origine un nome collettivo riferito all'insieme di regni presenti nelle pianure della Cina del Nord.
11
Con l'avvento dell'impero esso divenne poi sinonimo di terra di insediamento dei cinesi Han, che si contrapponeva alle terre abitate dai "
barbari
" di etnie differenti (come le tribù dei
Xiongnu
匈奴). Sotto la dinastia mancese dei Qing (清朝, XVII-XIX secolo) il termine perse questa connotazione strettamente legata all'appartenenza etnica al gruppo Han, per espandersi fino a comprendere l'intera compagine di gruppi etnici raccolti sotto l'egida del potere dei Qing, il cui impero aveva una forte connotazione multietnica e multiculturale.
11
Soltanto a partire dal XIX secolo il termine
Zhōngguó
divenne sinonimo di Stato o nazione cinese.
12
Dal 1949 il nome ufficiale del Paese è Repubblica Popolare Cinese (
中华人民共和国
Zhōnghuá Rénmín Gònghéguó
).
Vi sono diverse teorie che tentano di spiegare l'origine della parola "Cina". Essa potrebbe derivare dal
persiano
Chin
چین
), che a sua volta deriva dalla parola
sanscrita
Cīna
(चीन),
13
parola che si ritrova nelle prime scritture
indù
, tra cui il
Mahābhārata
(V secolo a.C.) e
Manusmṛti
(II secolo a.C.).
14
15
Una diversa teoria è stata proposta nel XVII secolo dal missionario gesuita
Martino Martini
, secondo il quale il nome Cina deriverebbe da "
Qin
" (秦,
Ch'in
), il più occidentale dei regni cinesi durante la
dinastia Zhou
; la teoria trova forte plausibilità nel fatto che è stato proprio il regno Qin a unificare la Cina nel 221 a.C.
Storia
modifica
modifica wikitesto
Lo stesso argomento in dettaglio:
Storia della Cina
Cosmologia mitologica
modifica
modifica wikitesto
Lo stesso argomento in dettaglio:
Tre augusti e cinque imperatori
Grande Tempio di Xuanyuan Huangdi, a Huangling, Yan'an,
Shaanxi
. 黄帝
Huángdì
è una figura storico-religiosa fondamentale per la civiltà cinese; simbolo del sovrano cosmico che, come
axis mundi
, congiunge il Cielo (del cui polo è personificazione) con la Terra. Huangling è il luogo dove, secondo i miti tradizionali, il Dio Giallo nella sua incarnazione mortale (軒轅
Xuānyuán
) sarebbe stato sepolto.
Altro Tempio del Dio Giallo a Jinyun, Lishui,
Zhejiang
. Templi di tal sorta sono molto diffusi nella Cina odierna, in virtù della grande importanza data dal governo del Paese al culto di Xuanyuan.
Cerimonia pubblica al Tempio di
Shennong
Yandi
Suizhou
, in
Hubei
. Shennong Yandi è il dio dell'agricoltura, della tecnica, e antenato dei Cinesi del sud.
Più si risale indietro nella
storia
della Cina, più i fatti documentati si intrecciano con la
mitologia
di questa civiltà. I grandi antenati, progenitori delle etnie che popolano la Cina e istitutori della civiltà cinese, sono considerati il riflettersi nel piano della materia di divinità cosmiche (ordinatrici del mondo). Tra di essi sono di precipua importanza
Fuxi
Nüwa
Shennong
, rispettivamente personificazioni delle potenze numinose del Cielo (
Tian
), della Terra (
Di
) e della razionalità umana (
ren
); e i Cinque Dèi (
Wufang Shangdi
) — il
Dio Giallo
, il Dio Nero, il Dio Blu/Verde, il
Dio Rosso
e il Dio Bianco —, manifestazioni nello spazio (le quattro direzioni più il centro) e nel ciclo del tempo dell'anno (le quattro stagioni), ognuna caratterizzata da uno dei
cinque elementi
e da uno dei cinque pianeti/stelle del sistema del Sole, della potenza del supremo Dio del Cielo (
Tian
Shangdi
), identificata come operante nel polo nord della volta celeste.
Tra le figure degli dèi-antenati fondatori hanno primaria importanza
Huangdi
(黃帝, il "Dio Giallo" o "Imperatore Giallo", omofono del titolo poi usato dagli imperatori, scritto però con i grafemi 皇帝, che significano "divo imperatore" o "divo re") — che rappresenta il centro e
asse
della cosmologia del Dio del Cielo, da cui il suo nome come essere terreno, 軒轅
Xuānyuán
, che significa "Asse del
Carro
" del polo nord celeste — e sua moglie
Leizu
: l'uno sarebbe l'ideatore dell'intera tradizione culturale-statuale cinese e sarebbe il progenitore di tutti i Cinesi
Han
, l'altra avrebbe introdotto nella Valle del Fiume Giallo l'uso del
baco da seta
. Altri poi gli dèi-antenati o eroi culturali di grande importanza, tra cui
Yu il Grande
, vissuto alla fine del III millennio a.e.v., identificato come colui che introdusse l'uso delle armi di bronzo.
Prime dinastie
modifica
modifica wikitesto
La tradizione cinese tramanda l'esistenza di tre antiche dinastie nel periodo che precede il III secolo a.C (nel 221 a.C. ci fu l'avvento dell'
impero Qin
, il primo impero della storia cinese). Secondo il mito, la più antica dinastia sarebbe quella degli
Xia
(夏朝) intorno al 2100 a.C., che venne soppiantata dalla
dinastia Shang
(商朝), la quale cedette infine il posto a quella dei
Zhou
Se si includono le dinastie riportate dalla tradizione, la
storia complessiva delle dinastie cinesi
coprirebbe perciò un arco di quattro millenni.
Dalla preistoria all'età del bronzo
modifica
modifica wikitesto
Lo stesso argomento in dettaglio:
Culture neolitiche cinesi
Lista di siti dell'età del bronzo in Cina
Le tracce più antiche di
Homo erectus
ritrovate in Cina sono quelle dell'uomo di
Yuanmou
(袁某直立人). Nel 1965 nel distretto di Yuanmou vennero ritrovati due denti incisivi appartenenti ad un ominide maschio adulto rinominato
Homo erectus Yuanmouensis
. Gli incisivi sono stati fatti risalire, attraverso la datazione archeomagnetica a
1 700 000
anni fa. Esso costituisce l'ominide più antico ritrovato non solo in Cina ma nell'intera Asia.
16
Homo erectus
meglio studiato è invece l'
uomo di Pechino
(北京人), risalente a
780
000
-680
000
anni fa. I fossili di
Homo sapiens
più antichi risalgono invece a
18
000
-11
000
anni fa. Grazie ai cambiamenti climatici che seguirono il ritiro dei ghiacci, tra il VIII e il IV millennio a.C. si assistette alla transizione da comunità di cacciatori-raccoglitori a gruppi dediti all'agricoltura e all'allevamento del bestiame.
17
I reperti archeologici testimoniano l'esistenza di un gran numero di comunità umane insediatesi su un vasto territorio che comprende le valli del
Fiume Azzurro
e del
Fiume Giallo
. La caratteristica principale di questi insediamenti risiede nell'altissimo grado di differenziazione culturale che si riscontra nei manufatti, nella struttura delle abitazioni e in generale nelle testimonianze della vita collettiva di ciascuna comunità.
18
Secondo gran parte degli storici e archeologi moderni il modello più credibile per le origini della civiltà cinese si basa quindi su una molteplicità di
culture regionali
sviluppatesi in maniera autonoma, caratterizzate da sfere di influenza che talvolta entravano in contatto tra loro.
19
L'adozione di questo modello policentrico segna un netto punto di svolta rispetto alla tesi tradizionale (frutto dei miti fondativi e delle tradizionali cronache imperiali), fondata sull'idea di un'origine unitaria della civiltà cinese, e rappresenta uno dei più importanti risultati scientifici raggiunti grazie all'introduzione della storia e dell'archeologia moderne in Cina agli inizi del
XX secolo
18
A partire dal III millennio a.C. gli scavi archeologici testimoniano l'esistenza di diverse comunità urbane, sparse su insediamenti di
epoca neolitica
: molti dei quali si trovano nelle pianure circostanti il fiume Giallo. I più antichi manufatti di bronzo mai ritrovati in Cina risalgono invece al 3100-2700 a.C., nel sito archeologico della cosiddetta
cultura di Majiayao
(马家窑). Esistono reperti riconducibili a diverse
culture dell'età del bronzo
, ma l'utilizzo di questo materiale rimase molto diffuso fino al V secolo a.C.
L'epoca pre-imperiale
modifica
modifica wikitesto
Lo stesso argomento in dettaglio:
Tre augusti e cinque imperatori
Dinastia Xia
Dinastia Shang
Dinastia Zhou
Periodo delle primavere e degli autunni
Periodo degli Stati Combattenti
Yinxu
, le rovine della capitale degli
Shang
posteriori (XIV secolo a.C.).
Secondo la tradizione cinese, la
prima dinastia
fu quella degli
Xia
, emersa intorno al 2100 a.C.
20
La dinastia Xia segnò l'inizio del sistema politico cinese basato su monarchie ereditarie, o
dinastie
, che sarebbe durato per un millennio.
21
La dinastia Xia venne a lungo ritenuta
mitica
dagli storici fino a quando, nel 1959, non furono effettuati scavi scientifici nei siti della prima
età del bronzo
di
Erlitou
, nell'Henan.
22
Non è chiaro, comunque, se questi siti siano resti della dinastia Xia o di un'altra cultura emersa nello stesso periodo.
23
La successiva
dinastia Shang
è la prima ad essere confermata da testimonianze contemporanee.
24
Gli Shang governarono la pianura del
Fiume Giallo
, nella Cina orientale, dal XVII all'XI secolo a.C.
25
Le loro
iscrizioni sulle ossa oracolari
(dal 1500 a.C. circa)
26
27
rappresentano la più antica forma di scrittura cinese mai trovata
28
e sono le dirette antenate dei
caratteri cinesi
moderni.
29
Gli Shang vennero sottomessi dagli
Zhou
, che governarono tra l'XI e il V secolo a.C., anche se l'autorità centralizzata fu lentamente erosa dai signori della guerra feudali. Alla fine, dall'indebolito dominio zhou emersero alcuni principati che smisero di obbedire al legittimo sovrano e continuarono a dichiararsi guerra tra loro durante i 300 anni del cosiddetto
periodo delle primavere e degli autunni
. All'epoca del
periodo degli Stati Combattenti
, tra il V e il III secolo a.C., erano rimasti sette grandi stati potenti.
30
La Cina imperiale
modifica
modifica wikitesto
Il primo imperatore della Cina,
Qin Shi Huang
, è famoso per aver unito le muraglie a difesa degli
Stati Combattenti
a formare la
Grande Muraglia
. La maggior parte della struttura attuale, tuttavia, risale alla
dinastia Ming
Il periodo degli Stati Combattenti terminò nel 221 a.C., dopo che lo
stato di Qin
ebbe conquistato gli altri sei regni, riunificato la Cina e stabilito l'ordine dominante di
autocrazia
. Il re
Zheng di Qin
, autoproclamatosi
Primo Imperatore
della
dinastia Qin
, promulgò le riforme
legaliste
di Qin in tutta la Cina, in particolare la standardizzazione forzata dei caratteri cinesi, delle unità di misura, della larghezza delle strade (vale a dire la lunghezza degli assi dei carri) e della valuta. La sua dinastia sottomise e annetté i territori delle tribù yue in
Guangxi
Guangdong
Vietnam
31
La dinastia Qin durò solo quindici anni, cadendo subito dopo la morte del Primo Imperatore, in quanto le sue dure politiche autoritarie avevano portato a una diffusa ribellione.
32
33
A seguito di una
diffusa guerra civile
durante la quale fu data alle fiamme la biblioteca imperiale di
Xianyang
, prese il sopravvento la
dinastia Han
, che governò la Cina tra il 206 a.C. e il 220 d.C.: essa creò un forte senso di identità culturale tra la popolazione, tanto che ancora oggi i cinesi vengono indicati con l'etnonimo «
han
».
32
33
Gli Han espansero considerevolmente il territorio dell'impero, con campagne militari che raggiunsero l'Asia centrale, la Mongolia, la Corea del Sud e lo Yunnan e strapparono il Guangdong e il Vietnam settentrionale ai
Nanyue
. Il coinvolgimento degli Han nell'Asia centrale e in
Sogdiana
contribuì a stabilire la rotta commerciale terrestre della
via della seta
, che sostituì il precedente percorso attraverso l'
Himalaya
fino all'India. La Cina Han divenne gradualmente la più grande economia del mondo antico.
34
Nonostante l'iniziale decentralizzazione degli Han e l'abbandono ufficiale della filosofia del legismo dei Qin a favore del
confucianesimo
, il governo Han e le dinastie successive ne preservarono le istituzioni e le strutture politiche.
35
Mappa che mostra l'espansione della
dinastia Han
nel II secolo a.C.
Dopo la fine della dinastia Han seguì un periodo di conflitti noto come «
Tre Regni
»,
36
le cui figure centrali furono successivamente immortalate in
uno
dei
quattro classici
della
letteratura cinese
. Alla fine, gli
Wei
vennero rapidamente rovesciati dalla
dinastia Jin
. Tra i Jin scoppiò in seguito una
guerra civile
dopo l'acesa al trono di un imperatore mentalmente instabile e incapace di governare; i «Cinque Barbari» in seguito invasero e governarono la Cina settentrionale, suddivisa nei «
Sedici Stati
». Gli
Xianbei
poi li unificarono, creando il regno degli
Wei del nord
, il cui imperatore Xiaowen invertì le politiche di
apartheid
dei suoi precedessori e
impose una drastica sinificazione sui suoi sudditi
, integrandoli in gran parte nella cultura cinese. Nel sud, il generale Liu Yu fece sì che i Jin abdicassero in favore dei
Liu Song
. I vari successori di questi stati divennero noti come
dinastie del Nord e del Sud
, che vennero infine riunite dai
Sui
nel 581. I Sui riportarono i cinesi han al potere in tutta la Cina, riformarono l'agricoltura, l'economia e il sistema degli
esami imperiali
, costruirono il
Gran Canale
e patrocinarono il
buddhismo
. Tuttavia, il loro dominio cadde rapidamente quando la coscrizione per i lavori pubblici e il
fallimento di una guerra
nella
Corea settentrionale
provocarono disordini diffusi.
37
38
Sotto le successive
dinastie Tang
Song
, l'economia, la tecnologia e la cultura cinese entrarono nell'età dell'oro.
39
I Tang mantennero il controllo sulle
regioni occidentali
e sulla via della seta:
40
grazie a loro i mercanti cinesi raggiunsero la
Mesopotamia
e il
Corno d'Africa
41
e la capitale
Chang'an
divenne un centro urbano cosmopolita. Tuttavia, il regno dei Tang venne devastato e indebolito dalla
ribellione di An Lushan
nell'VIII secolo.
42
Nel 907, la dinastia Tang si disintegrò completamente quando i signori della guerra locali divennero ingovernabili. La dinastia Song pose fine alla
fase di frammentazione
nel 960, grazie ad un equilibrio di potere tra Song e
Khitan Liao
. I Song furono il primo governo della storia a emettere carta moneta e il primo soggetto politico cinese a istituire una flotta da guerra permanente grazie allo sviluppo dell'industria cantieristica, che crebbe di pari passo con il commercio marittimo.
43
La dinastia Tang e i suoi protettori al momento della sua massima estensione.
Tra il X e l'XI secolo d.C., la popolazione della Cina raddoppiò fino a raggiungere i 100 milioni circa, principalmente a causa dell'espansione della coltivazione del riso nella Cina centrale e meridionale e della produzione di abbondanti eccedenze alimentari. La dinastia Song vide anche una
rinascita del confucianesimo
, in risposta alla crescita del buddhismo durante il periodo Tang,
44
e un fioritura della filosofia e delle arti: la
pittura paesaggistica
e la
porcellana
raggiunsero nuovi livelli di maturità e complessità.
45
46
Tuttavia, la debolezza militare dell'esercito Song non passò inosservata alla
dinastia Jin
degli jurchen, e nel 1127 l'imperatore Song
Huizong
e la sua capitale
Bianjing
caddero nelle mani dei Jin dopo una guerra che vide contrapposte le due dinastie. I Song rimasti si ritirarono nella Cina meridionale.
47
. Nel corso del XII secolo spicca, inoltre, la figura di
Yue Fei
, considerato spesso
eroe nazionale
48
La
conquista mongola della Cina
ebbe inizio nel 1205 con la
graduale conquista
degli
Xia occidentali
da parte di
Gengis Khan
49
che successivamente
invase anche i territori Jin
50
Nel 1271 il
leader
mongolo
Kublai Khan
fondò la
dinastia Yuan
, che
conquistò gli ultimi domini della dinastia Song
nel 1279. Prima dell'invasione mongola, la popolazione della Cina Song era di 120 milioni, scesi a 60 all'epoca del censimento del 1300.
51
Un contadino di nome Zhu Yuanzhang
guidò una ribellione
che rovesciò gli Yuan nel 1368 e fondò la
dinastia Ming
come imperatore
Hongwu
. Sotto la dinastia Ming, la Cina visse un'altra età dell'oro, sviluppando una delle flotte da guerra più forti del mondo e un'economia ricca e prospera in un contesto di fioritura di arte e cultura. Fu durante questo periodo che l'ammiraglio
Zheng He
condusse l'
armata del tesoro dei Ming
attraverso l'
oceano Indiano
, raggiungendo l'
Africa orientale
52
La
conquista dei Ming ad opera dei Qing
e l'espansione dell'impero.
Nei primi anni della dinastia Ming, la capitale della Cina fu spostata da
Nanchino
a Pechino. Con il germogliare del capitalismo, filosofi come
Wang Yangming
criticarono e ampliarono ulteriormente il neoconfucianesimo con concetti di
individualismo
e di uguaglianza delle «quattro occupazioni».
53
La categoria dei
funzionari-letterati
divenne una forza a sostegno dell'industria e del commercio nei movimenti di boicottaggio fiscale, che, insieme alle carestie e alla difesa contro le
invasioni giapponesi della Corea (1592-1598)
e le
invasioni manciù
, portò al prosciugamento delle casse dello stato.
54
Nel 1644 Pechino fu conquistata da una coalizione di forze contadine ribelli guidate da
Li Zicheng
. Alla caduta della città, l'imperatore
Chongzhen
si suicidò. La dinastia manciù dei
Qing
, all'epoca alleata del generale ming
Wu Sangui
, rovesciò la breve
dinastia Shun
di Li e successivamente prese il controllo di Pechino, che divenne la nuova capitale della dinastia Qing.
55
La dinastia Qing, che durò dal 1644 al 1912, fu l'ultima dinastia imperiale della Cina. La
conquista dell'impero Ming
(1618-1683) costò 25 milioni di vite e l'economia cinese crollò drasticamente.
56
Dopo la caduta dei
Ming meridionali
, con l'ulteriore conquista del
khanato degli Zungari
l'impero annetté la Mongolia, il Tibet e lo Xinjiang.
57
L'autocrazia centralizzata venne rafforzata per sopprimere il sentimento anti-Qing e venne portata avanti una politica di valorizzazione dell'agricoltura, limitazione del commercio,
Haijin
(«interdizione marittima») e controllo ideologico attraverso l'
inquisizione letteraria
: questo portò a una stagnazione sociale e tecnologica.
58
59
Caduta della dinastia Qing
modifica
modifica wikitesto
Lo stesso argomento in dettaglio:
Secolo dell'umiliazione
Guerre dell'oppio
Prima guerra sino-giapponese
Ribellione dei Boxer
L'
Alleanza delle otto nazioni
invase la Cina per debellare il movimento xenofobo dei
Boxer
e i suoi sostenitori Qing. La foto mostra una cerimonia all'interno del palazzo imperiale cinese, la
Città Proibita
, dopo la firma del
protocollo dei Boxer
nel 1901.
A metà del XIX secolo, la dinastia Qing sperimentò l'imperialismo occidentale nelle
guerre dell'oppio
contro Gran Bretagna e
Francia
. La Cina fu costretta a pagare un risarcimento, ad aprire i porti previsti dal trattato, a consentire l'
extraterritorialità
per i cittadini stranieri e a cedere
Hong Kong
ai britannici
60
ai sensi del
trattato di Nanchino
del 1842, il primo dei cosiddetti «
trattati ineguali
». Con la
prima guerra sino-giapponese
(1894-1895) la Cina Qing perse ogni tipo di influenza sulla
penisola coreana
e dovette inoltre
cedere Taiwan
al
Giappone
61
La dinastia Qing venne anche scossa da disordini interni in cui morirono decine di milioni di persone, specialmente durante la
ribellione del Loto Bianco
, la fallita
rivolta dei Taiping
che devastò la Cina meridionale negli anni '50 e '60 e la
rivolta dei Dungani (1862-1877)
nel nord-ovest. Il successo iniziale del
Movimento di autorafforzamento
degli anni '60 venne reso vano da una serie di sconfitte militari negli anni '80 e '90.
62
Nel XIX secolo ebbe inizio la grande
diaspora cinese
. Alle perdite dovute all'emigrazione si aggiunsero quelle provocate da conflitti e catastrofi come la carestia che colpì la Cina settentrionale nel 1876-1879, in cui morirono tra 9 e 13 milioni di persone.
63
Nel 1898 l'imperatore
Guangxu
elaborò un
piano di riforma
per stabilire una moderna
monarchia costituzionale
, ma i suoi piani furono contrastati dall'imperatrice vedova
Cixi
. La sfortunata ribellione anticolonialista dei
Boxer
del 1899-1901 indebolì ulteriormente la dinastia. Sebbene Cixi sponsorizzasse un programma di riforme, la
rivoluzione Xinhai
del 1911-1912 pose fine alla dinastia Qing e istituì la
Repubblica di Cina
64
Puyi
, l'ultimo imperatore della Cina, abdicò nel 1912.
65
La Repubblica di Cina
modifica
modifica wikitesto
Lo stesso argomento in dettaglio:
Intellettuali cinesi in Giappone
Dominio cinese nel continente asiatico nel 1937
Il
Palazzo d'Estate
Pechino
, con il
lago Kunming
utilizzato come pista da pattinaggio; il complesso fa parte di un parco, uno dei più belli della capitale cinese
Mao Zedong
proclama la nascita della Repubblica Popolare Cinese il 1º ottobre 1949
La Repubblica di Cina partecipò alla
prima guerra mondiale
schierandosi con le
potenze alleate
. Il contributo militare cinese al conflitto fu limitato a causa della relativa arretratezza dell'apparato bellico, mentre dal punto di vista economico la Cina fornì supporto alle industrie degli Alleati grazie all'invio di manodopera cinese. Partecipò anche alla
seconda guerra mondiale
, schierandosi contro l'
Asse
Due guerre civili
fra i nazionalisti filoamericani di
Chiang Kai-shek
(o, in cinese standard, Jiang Jie-Shi 蒋介石) e i comunisti di
Mao Zedong
(o, nella vecchia trascrizione, Mao Tse-Tung 毛泽东) (
1927
1937
1945
1949
), intervallate dall'
invasione giapponese
1937
1945
), determinarono la divisione del territorio cinese in due stati distinti, la
proclamazione della Repubblica Popolare Cinese
di
Mao
, il
1º ottobre
1949
nella
Cina continentale
, e della
Repubblica Di Cina
, detta comunemente
Taiwan
, sull'
isola di Formosa
altre isole
Penghu
Kinmen
Matsu
), ancora oggi sotto il controllo della Repubblica di Cina.
La Repubblica Popolare Cinese
modifica
modifica wikitesto
Il nuovo governo riunificò il territorio e diede una struttura economica di tipo
socialista
al Paese, con la nazionalizzazione delle industrie, la creazione delle
comuni
e la
redistribuzione
delle terre dei latifondisti ai contadini attraverso iniziative politiche ed economiche che costarono la vita a milioni di persone.
66
Nella seconda metà del Novecento si afferma una linea economica che inizialmente segue il modello sovietico e poi tenta un percorso alternativo che porterà al disastro del
grande balzo in avanti
(大跃进). La terribile carestia, la repressione, i
lavori forzati
e la
Rivoluzione Culturale
(文化大革命), in cui furono protagoniste le
Guardie rosse
(红卫兵), provocheranno decine di milioni di morti.
67
68
69
L'apertura alla proprietà privata
modifica
modifica wikitesto
Dopo le molteplici carestie nel Paese, negli scontri politici interni del partito si afferma
Deng Xiaoping
(邓小平), che riorganizza l'economia cinese, favorendo il riconoscimento costituzionale della proprietà privata e l'apertura del mercato a investimenti esteri.
70
La
repressione violenta delle proteste di Tiananmen
e le conseguenti sanzioni da diversi Stati
71
non fermano la politica del Partito Comunista che, dopo il ritorno di
Hong Kong
Macao
, porta l'economia cinese ai primi posti del globo.
Anche l'occidentalizzazione della Cina, tentata più volte dagli europei a partire dal
XVII secolo
e culminata con l'irruzione coloniale dalla seconda metà del
XIX secolo
, è stata assorbita e trasformata nel corso del
XX secolo
in una singolare forma di comunismo nazionale, uno dei fattori dominanti nella scena internazionale del secondo dopoguerra, facendo dell'antico "regno di mezzo" uno dei poli della politica mondiale anche nell'era post-Mao.
La Cina come potenza emergente
modifica
modifica wikitesto
Shanghai
è la capitale economica della Cina e il maggior porto per merci del mondo
L'importanza della Cina nel ventunesimo secolo
72
73
si riflette in virtù del suo ruolo come prima potenza economica per
prodotto interno lordo
; è inoltre membro fondatore dell'
Organizzazione delle Nazioni Unite
(è uno dei cinque membri permanenti con il diritto di veto), aderisce al
Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai
(SCO) e fa parte del
OMC
, dell'
APEC
, dell'
ASEAN
, del
G2
e del
G20
. Con l'introduzione della
riforma economica
basata sul capitalismo nel 1978 la Cina è diventata il Paese con lo sviluppo economico più veloce al mondo, primo maggiore esportatore (2008) e il primo più grande importatore di merci (2010).
74
Molti studiosi hanno definito la Cina come la nuova
superpotenza
militare emergente; già nel 1964 riesce a sviluppare i suoi
armamenti nucleari
e mantiene dalla fine della
seconda guerra mondiale
l'esercito di terra numericamente più grande al mondo
Esercito di Liberazione Popolare
), il suo budget per la difesa (con un aumento annuale più 10%) è
secondo solo a quello degli Stati Uniti
. La rapida industrializzazione e le riforme di mercato hanno ridotto il suo tasso di povertà dal 53% nel 1981 all'8% nel 2001.
75
Tuttavia la Repubblica Popolare Cinese è ora di fronte a una serie di altri problemi, tra cui il rapido invecchiamento della popolazione a causa della
politica del figlio unico
(一孩政策),
76
le
tensioni con Hong Kong
, Taiwan e la minoranza
uigura
in
Xinjiang
(vedi il
genocidio culturale degli uiguri
e i
campi di rieducazione dello Xinjiang
), un ampliamento urbano-rurale, uno squilibrio economico tra regioni costiere e interne e il degrado ambientale.
77
78
Geografia
modifica
modifica wikitesto
Lo stesso argomento in dettaglio:
Geografia della Cina
La superficie della Cina è di
706
961
km²
, di poco inferiore all'intera
Europa
, il che ne fa lo Stato più esteso dell'
Asia orientale
; la popolazione è d'oltre
401
586
000
persone
79
pari a circa il 19,5% della popolazione mondiale: ciò rende la Cina
il secondo Paese più popolato del mondo
La
forma di Stato
della Cina è una repubblica socialista guidata da un unico partito, il
Partito Comunista Cinese
; la sua amministrazione è articolata in ventidue province, cinque regioni autonome, quattro comuni e due
regioni amministrative speciali
La Cina confina con quattordici Paesi: a nord con
Russia
Mongolia
; a est con la
Corea del Nord
; a sud con
Vietnam
Myanmar
Laos
Bhutan
Nepal
; a ovest con
India
Pakistan
Tagikistan
Kazakistan
Afghanistan
Kirghizistan
. Si affaccia inoltre a est sul
mar Giallo
e sul
mar Cinese Orientale
e a sud-est sul
mar Cinese Meridionale
Territorio
modifica
modifica wikitesto
Questa foto dal
satellite
mette bene in evidenza l'aridità della Cina occidentale e, al contrario, l'umidità della zona sudorientale
Con 9,71 milioni di km² la Cina è il quarto Paese del mondo per estensione (dopo la
Russia
, il
Canada
e gli
Stati Uniti d'America
) e di conseguenza offre una grande varietà di climi e paesaggi. Il punto sul globo terrestre più lontano dal mare (circa
600
km
) si trova in Cina, nell'area desertica nella regione
Sinkiang-Uygur
. Il sud è diviso tra l'altopiano dello
Yunnan-Guizhou
, con un'altitudine che parte dai
550
per arrivare ai
000
, e i bacini dei grandi fiumi che lo attraversano.
Idealmente si potrebbe dividere la Cina in sei grandi regioni: il nord-ovest, la
Mongolia interna
, il nord-est, la Cina settentrionale, la Cina meridionale e l'estrema regione sud-occidentale.
Il nord-ovest
modifica
modifica wikitesto
Si divide in tre fasce climatiche: la parte settentrionale fredda, la centrale più temperata e la meridionale umida. Questa regione comprende a nord un bacino chiamato "il bacino di
Zungaria
" che, nonostante sia caratterizzato da zone rocciose e sabbiose, è una zona piuttosto fertile dove l'agricoltura viene praticata grazie a vasti sistemi di irrigazione; a sud si trova il bacino del Tarim situato tra gli elevati rilievi del
Kunlun
. Esso comprende il deserto più arido di tutta l'
Asia
: il
Taklamakan
La Mongolia interna
modifica
modifica wikitesto
Questa regione possiede un clima molto secco e si trova nella parte centro-settentrionale della Cina. La Mongolia interna è un altopiano caratterizzato da deserti di sabbia, roccia e ghiaia che a est degradano in fertili
steppe
. Questa regione, delimitata a est dalla boscosa catena del
Grande Khingan
, comprende pianure ondulate divise da aridi piani rocciosi. Il capoluogo è
Hohhot
(呼和浩特).
Il nord-est
modifica
modifica wikitesto
Comprende tutta la
Manciuria
a est della catena del grande Khingan: si tratta di una vasta e fertile pianura circondata da monti e colline tagliate da moltissime valli e piccoli pendii. A sud si trova la
penisola di Liaodong
, le cui coste sono ricche di porti naturali. Nella parte occidentale del nord est si trovano ampie zone desertiche.
La Cina settentrionale
modifica
modifica wikitesto
Questa regione si trova nella zona delimitata a nord dalla Mongolia interna e a sud dal bacino del Fiume Giallo; qui si trova l'
altopiano del Loess
, caratterizzato da profonde vallate, gole e terrazze coltivate, il bassopiano cinese, i monti dello Shandong e gli aspri e inaccessibili rilievi del sud ovest.
La Cina meridionale
modifica
modifica wikitesto
Questa regione abbraccia la valle del Fiume Azzurro e numerose regioni del sud. La valle del Fiume Azzurro consiste in una serie di bacini i cui fertili terreni alluvionali sono solcati da canali navigabili e da molti laghi. A ovest si estende il bacino dello
Sichuan
, un fertile territorio collinare, circondato dagli irregolari altopiani centrali. Gli altopiani meridionali sono compresi tra i monti tibetani e il mare. A est si estendono zone collinari disboscate e soggette ad erosione; lungo la costa si trovano gli irregolari altopiani sud orientali.
L'estrema regione sud-occidentale
modifica
modifica wikitesto
È occupata dall'
altopiano del Tibet
(青藏高原), conosciuto anche come il "tetto del mondo" che, posto a un'altitudine media di
512
sul livello del mare, è la regione in cui si trovano le montagne più alte del mondo, con quattordici cime che si elevano al di sopra degli
000
, tra cui il
K2
e il monte
Everest
(珠穆朗玛峰). Morfologicamente vario, costituito da vasti affioramenti rocciosi, alternati da pianure alluvionali, laghi salati e paludi, l'altopiano è attraversato da numerose catene montuose e orlato dall'
Himalaya
a sud, dal
Pamir
e dal
Karakorum
a ovest e dal
Quiliam sham
a nord. Qui si trova la sorgente del
Gange
. In estate la catena dell'Himalaya fa da scudo protettivo alle più basse nuvole
monsoni
, provenienti dal versanti indiano e nepalese. Le piogge sono dunque limitate, presenti soprattutto nei mesi di luglio e agosto.
Idrografia
modifica
modifica wikitesto
Le precipitazioni in Cina
La Cina è sede di un gran numero di fiumi e i tre maggiori sono: lo
Huang He
黄河 (in italiano "Fiume Giallo"), il
Chang Jiang
长江 (o "Fiume Azzurro") e lo
Xi Jiang
西江 (o "fiume dell'ovest"), che nella parte media e bassa del loro corso dividono tre grandi assi
orografici
della Cina orientale e hanno la loro origine sull'altopiano tibetano.
Il Fiume Giallo nasce nelle montagne del
Qinghai
(青海), percorre il territorio cinese per circa
855
km
, prima di sfociare nell'
oceano Pacifico
presso la penisola dello
Shandong
(山东). Il Fiume Azzurro è il maggiore fiume cinese e il terzo per lunghezza al mondo. Anch'esso nasce dalle montagne del Qinghai, ma procede verso sud-est attraversando così zone di montagne ricche di acqua che gli garantiscono una notevole portata. Lo Xi Jiang nasce sull'altopiano dello Yunnan e ha notevole importanza dal punto di vista agricolo, dato il clima subtropicale delle regioni irrigate. Nel Guangdong confluisce nello Zhu Jiang (珠江) o
fiume delle Perle
, che è un'altra importante arteria di trasporto fluviale con il suo delta che arriva fino alla città di
Canton
e oltre verso un territorio pieno di canali e dighe.
Circa la metà dei fiumi della Cina, compresi i tre più lunghi (Fiume Azzurro, Fiume Giallo e Xi Jiang), scorre da ovest a est e sfocia nei mari cinesi aperti all'oceano Pacifico; in minore quantità sfociano nel
mar del Giappone
, mentre altri sono privi di sbocco sul mare e quindi si gettano negli aridi bacini occidentali e settentrionali, dove le acque filtrano nel sottosuolo formando profonde e importanti riserve d'acqua. Le piene dei grandi fiumi portano inondazioni che hanno sovente conseguenze disastrose sugli insediamenti umani e sulle coltivazioni.
Società
modifica
modifica wikitesto
Evoluzione demografica
modifica
modifica wikitesto
Questa voce o sezione
sull'argomento Cina è ritenuta
da controllare
Motivo
bisogna ricontrollare i dati e aggiornarli con le ultime fonti, separare la parte demografica da quelle economica
Partecipa alla
discussione
e/o
correggi
la voce.
Segui i suggerimenti del
progetto di riferimento
Carta della densità della popolazione al 2009, che vede le province della costa orientale molto più densamente popolate rispetto alle zone occidentali interne
Popolazione della Cina dal 1949 al 2008
Il censimento nazionale del 2015 ha permesso di stimare la popolazione della Repubblica Popolare Cinese in
408
000
000
persone
; il 16,5% di essi aveva un'età di 14 anni o inferiore, il 68% era tra i 15 e i 59 anni e il 15,5% aveva più di 60 anni.
80
Il tasso di crescita della popolazione per il 2013 è stato stimato di essere dello 0,46%.
81
Sempre secondo il censimento, la densità della popolazione era di 139,6 ab./km² e un
ISU
di 0,777; classificandosi all'81º posto. La popolazione è sparsa in modo molto irregolare; è infatti concentrata prevalentemente nelle province orientali e nelle grandi pianure, mentre a ovest, zona più aspra e arida, vi è una densità bassissima. La Cina annovera una dozzina di grandi città con uno o più milioni di residenti di lungo periodo, tra cui 7 megalopoli come
Chongqing
Shanghai
Pechino
Tientsin
Shenzhen
Canton
Hong Kong
i cui abitanti, sommati, formano una popolazione di oltre 130 milioni di abitanti. Le principali città della Cina svolgono ruoli chiave a livello nazionale e per quanto riguarda l'identità regionale, la cultura e l'economia. L'
aspettativa di vita
è salita a 73 anni.
Anche se per gli standard occidentali il Paese può essere considerato a reddito medio, a partire dal 1978 la sua rapida crescita ha permesso a centinaia di milioni di suoi cittadini di uscire dalla povertà. Nel 2009 circa il 10% della popolazione cinese vive al di sotto della
soglia di povertà
di 1 dollaro al giorno, rispetto al 64% del 1978. La disoccupazione in ambito urbano, al 2014, era di circa il 4,1%.
82
83
La disoccupazione media si attesta attorno al 10%. Sono cresciuti notevolmente sia la fetta di popolazione appartenente al
ceto
, sia i "super ricchi" (individui con un patrimonio superiore a 10 milioni di yuan). Con oltre 1,4 miliardi di persone e una costante diminuzione delle
risorse naturali
, il governo cinese si è dimostrato molto preoccupato per l'elevato tasso di crescita della popolazione e, fin dal 1979 e con risultati alterni,
84
ha tentato di attuare una politica severa di pianificazione familiare, nota come "
politica del figlio unico
". Con questa dottrina, fino al 2013, si è cercato di limitare le famiglie ad avere un unico figlio, con eccezioni per le minoranze etniche e un certo grado di flessibilità nelle zone rurali. Un importante allentamento di questa politica è stato promosso nel dicembre 2013, consentendo alle famiglie di avere due figli se uno dei genitori è figlio unico.
85
86
I dati del censimento del 2010 hanno svelato che il tasso di fertilità totale era di circa 1,4.
87
Le indicazioni politiche, insieme alla tradizionale preferenza per i figli di sesso maschile, può aver contribuito a uno squilibrio nel rapporto tra i sessi.
88
89
Secondo il censimento del 2010 il rapporto nelle nascite era di 118,06 maschi per 100 femmine,
90
un valore che si discosta dalla media, che è di circa 105 maschi per 100 femmine.
91
Il censimento del 2010 ha rilevato che i maschi rappresentavano il 51,27% della popolazione totale.
90
Tuttavia il rapporto tra i sessi della Cina è più equilibrata di quanto non fosse nel 1953, quando i maschi erano il 51,82%.
90
Alfabetizzazione
modifica
modifica wikitesto
ll tasso di alfabetizzazione è passato dal 20% nel 1949 ad oltre il 65% trenta anni dopo.
92
Il tasso di alfabetizzazione sopra i 15 anni è del 98%, mentre per gli uomini è del 99,2% e per le donne del 96,7% (stime 2001); nel 1950 esso era del 20%.
Studenti universitari: 2,8%; 30 milioni (2010), con aumento di 5 milioni per anno.
Etnie
modifica
modifica wikitesto
Cinesi
han
La Cina riconosce ufficialmente 56 gruppi etnici distinti (民族), il più grande dei quali è quello dei i cinesi
han
(汉族), che costituiscono circa il 91,9% della popolazione totale, ma la distribuzione è molto irregolare; esistono infatti vaste zone della Cina occidentale in cui l'etnia han è una minoranza.
Inoltre la riunione di molti cinesi nella maggioranza han oscura alcune delle grandi differenze linguistiche, culturali e etniche che sussistono tra persone all'interno di questo stesso gruppo.
senza
fonte
Le grandi minoranze etniche comprendono gli
zhuang
壮族 (16 milioni), i
manciù
满族 (10 milioni), i cinesi
hui
回族 (9 milioni), i
miao
/Hmong 苗族 (8 milioni), gli
uiguri
维吾尔 (7 milioni), gli
yi
彝族 (7 milioni), i
tujia
土家族 (5,75 milioni), i
mongoli
蒙古族 (5 milioni), i
tibetani
藏族 (5 milioni), i
buyei
布依族 (3 milioni) e i
coreani
朝鲜族 (2 milioni). La natura multietnica della Cina è il risultato in parte dei territori incorporati dalla dinastia
Qing
, i cui imperatori erano essi stessi di etnia manciù e non membri della maggioranza han. Le teorie etniche cinesi sono state pesantemente influenzate da quelle dell'
Unione Sovietica
. La politica ufficiale afferma di essere contro l'assimilazione e sostiene che ogni gruppo etnico dovrebbe avere il diritto di sviluppare il proprio linguaggio e la propria cultura. Il grado di integrazione dei gruppi etnici di minoranza con la comunità nazionale varia largamente da gruppo a gruppo. Alcuni di essi, come i tibetani e gli uiguri, provano un forte sentimento di ostilità verso la maggioranza. Invece altri gruppi come gli zhuang, gli hui e i manciù, sono ben integrati.
Religione
modifica
modifica wikitesto
Lo stesso argomento in dettaglio:
Religioni in Cina
Cristianesimo in Cina
Chiesa cattolica in Cina
Religioni in Cina (2014)
93
94
95
Religione tradizionale cinese
e non affiliati
73,56%
Buddhismo
15,87%
Altri gruppi,
movimenti popolari di salvazione
clero taoista
96
7,60%
Cristianesimo
2,53%
Islam
97
0,45%
Distribuzione geografica delle religioni in Cina.
98
99
100
101
religione tradizionale cinese
(e
confucianesimo
taoismo
, e
buddhismo cinese
buddhismo
tout court
(non mescolato con la religione cinese)
islam
religioni indigene delle minoranze etniche
religione popolare mongola (sciamanesimo o tengrianesimo mongolo)
religione popolare del nordest influenzata dallo sciamanesimo tunguso e mancese
Il governo cinese si dichiara formalmente "laico" e in quanto tale non riconosce alcuna religione "di Stato". L'articolo 36 della
Costituzione cinese
stabilisce la libertà di credo religioso, bandendo e proibendo qualsiasi forma di intolleranza e coercizione. L'idea cinese di "religione" non corrisponde pienamente a quanto con questo termine si intende in Occidente; il termine cinese tradotto come "religione" —
zōngjiào 宗教
— è un'introduzione recente (dal giapponese nel XX secolo) e definisce quelle "dottrine" dotate di un corpo istituzionale e scritturale ben definito. Gran parte della tradizione spirituale cinese, tuttavia, si svolge al di fuori delle forme dottrinali ed ecclesiastiche, costituendo quella che è definita dagli studiosi "
religione tradizionale cinese
", e in cinese "credi nativi" o "popolari" — 民間信仰
mínjiān xìnyǎng
, riconosciuta come tale anche sul piano giuridico e pertanto come una categoria distinta rispetto alle "religioni" dottrinali.
102
Le dottrine (
zongjiao
) riconosciute e in quanto tali gestite a livello statale, sono cinque: il
buddhismo
, il
taoismo
, il
protestantesimo
, il
cattolicesimo
e l'
islam
. Il taoismo si sviluppò in Cina a partire dal I-II secolo. Il buddismo si diffuse nel Paese, introdotto dall'
India
, dal I secolo. Il
cristianesimo
e l'islam sono presenti in Cina come religioni minoritarie, il secondo predominante tra alcune etnie non-
han
(i più numerosi sono gli
hui
e gli
uiguri
). Il quadro religioso del Paese è tuttavia più complesso, una volta che si guardi alla situazione al di fuori dei riconoscimenti ufficiali, infatti non c'è una netta linea di demarcazione tra buddhismo, taoismo e pratiche religiose locali (
minjian xinyang
), e sono in particolare queste ultime a costituire un oggetto di difficile indagine e quantificazione. Esse sono infatti un insieme eterogeneo di atteggiamenti rituali che possono comprendere l'omaggio a divinità locali della natura, della nazione cinese (fondatori culturali e inventori, eroi, patriarchi di lignaggi), oppure agli antenati della propria famiglia. Ciò significa che ogni
lignaggio
(宗族
zongzu
o 家族
jiazu
, l'equivalente della
gens
romana, ovvero tutte le famiglie che condividono lo stesso cognome, per esempio i Wu o i Lin di una determinata regione, più o meno estesa) spesso fa riferimento a specifici templi, titolati ai capostipiti del lignaggio stesso; ogni famiglia in tal modo ricorda e onora le proprie origini. Il taoismo in certe sue scuole funge da cornice rituale per alcune espressioni della religione tradizionale nativa. Esistono anche forme dottrinali della religione tradizionale (民間宗教
mínjiān zōngjiào
, "dottrine native" o "popolari") che tuttavia non sono riconosciute a livello nazionale oppure godono di riconoscimenti solo a livello provinciale (un esempio tra i tanti, la dottrina del sanyiismo riconosciuta ufficialmente in
Fujian
dal 2011
103
).
Il culto degli antenati è una delle espressioni più evidenti del
confucianesimo
, la scuola di pensiero che più di ogni altro ha condizionato e condiziona tuttora la morale e il comportamento dei cinesi. Sebbene non sia tra le dottrine riconosciute, la sua influenza sulla morale cinese è tangibile (rispetto dei genitori, rapporti tra uomo e donna, educazione dei figli e modelli di comportamento virtuoso). Negli ultimi anni è in atto un processo di riscoperta e reinvenzione del confucianesimo che prende forma in una grande varietà di iniziative e gruppi di studio, di culto e di politica.
Per quanto riguarda il
buddismo tibetano
e il cattolicesimo va ricordato che se da un lato il riconoscimento ufficiale consente la pratica religiosa ai credenti di queste religioni, dall'altro comporta l'obbligo di giurare fedeltà allo Stato da parte delle gerarchie religiose. Esse sono gestite da istituzioni inquadrate a livello statale, i cui membri sono tenuti a giurare fedeltà alla repubblica. Il XIV
Dalai Lama
Tenzin Gyatso
e il suo
Panchen Lama
(l'autorità incaricata della scelta del successore del Dalai Lama) non sono riconosciuti come autorità religiosa dallo Stato cinese, il quale ha scelto un proprio Panchen Lama. Per quanto riguarda il
cattolicesimo
lo Stato cinese non riconosce i vescovi nominati dalla
Santa Sede
, che sono spesso di fatto soggetti a provvedimenti restrittivi, e reclama invece per sé il diritto alla nomina di questi ultimi. I cattolici cinesi fedeli alla
Chiesa cattolica
sono pertanto costretti celebrare i propri riti in clandestinità.
In aggiunta alle religioni già menzionate sono presenti varie religioni delle minoranze etniche che abitano alcune regioni della Cina e un numero non quantificato di aderenti a una varietà di nuove religioni sorte principalmente nell'alveo della religione tradizionale cinese.
I rilevamenti statistici parte del Chinese General Social Survey condotti dal 2008 al 2012 su ampi campioni della popolazione hanno restituito una media del 6,2% di persone dichiarantisi buddiste, 2,3% cristiane, 2,2% membri di sette religiose di matrice popolare, 1,7% musulmane e 0,2% seguaci di altre religioni. Del resto della popolazione solo il 6,3% sono le persone dichiarantisi "atee", mentre la maggioranza assoluta rimanente sono persone "non religiose" nel senso di non appartenenti alle associazioni religiose di stato, ma impegnate in culti tradizionali di dèi e antenati.
104
Secondo rilevamenti statistici del 2014 circa il 70% dei cinesi pratica la religione tradizionale che comprende confucianesimo, taoismo e buddismo (buddismo cinese). Gli aderenti al buddismo sono circa il 16%. I cristiani sono circa il 2,5%. I musulmani sono circa lo 0,5%.
93
Un sondaggio effettuato alla fine del 2014 ha rilevato che il 61% della popolazione si considera "atea".
105
Esempi di luoghi di culto delle religioni cinesi
RELIGIONE TRADIZIONALE CIVILE:
Tempio della Montagna Gialla (黄岳宫
Huángyuè gōng
), dedicato a
Huangdi
, a Feiluan, in
Fujian
RELIGIONE TRADIZIONALE CIVILE:
Tempio del Dio del Fiume (河神庙
Héshén miào
), dedicato a
Hebo
a Hequ,
Xinzhou
, in
Shanxi
. Hebo, letteralmente il "Signore del Fiume", è il dio dello
Huang He
, il fiume sacro della Cina.
RELIGIONE TRADIZIONALE DEGLI AVI:
Grande Tempio del Signore Zhang Hui (张挥公大殿
Zhānghuīgōng dàdiàn
), il tempio cattedrale del lignaggio gentilizio Zhang, a Qinghe,
Xingtai
, in
Hebei
TAOISMO:
Tempio del Drago di Giada (玉龙殿
Yùlóng diàn
), parte del Tempio Taoista della Stella della Fortuna (福星观
Fúxīng guān
) a
Hangzhou
, in
Zhejiang
CONFUCIANESIMO:
Tempio di Confucio a
Liuzhou
, in
Guangxi
. Un
wénmiào
(文庙), vale a dire un tempio dove Confucio è venerato in qualità di
wéndì
(文帝), "divinità della cultura".
BUDDHISMO:
Palazzo di Brahma (梵宫
Fàn gōng
) del "Vaticano buddista" edificato dal 2008 a
Wuxi
, in
Jiangsu
, come fuoco d'incontro di tutte le confessioni buddiste dell'Asia orientale.
BUDDHISMO CINESE HAN:
Guanyin
dalle Mille Mani e dalle Undici Teste al grande Tempio di Guanyin inaugurato nel 2021 a Zhujiajian,
Zhoushan
, in
Zhejiang
BUDDHISMO TIBETANO:
L'accademia buddhista Larung Gar a
Sêrtar
Garzê
, in
Sichuan
. Fondata negli anni 1980, è oggi la città-monastero più grande al mondo, con circa 40.000 residenti di cui un decimo cinesi di etnia Han.
Lingue
modifica
modifica wikitesto
Lo stesso argomento in dettaglio:
Lingua cinese
Lingua cinese standard
Carta delle varie lingue in Cina
La tradizione ha tramandato l'immagine del cinese come un'unica lingua dotata di pochi
dialetti
principali, ma con l'avvento della
linguistica comparativa
si è affermata l'interpretazione che vede invece il cinese come una vasta
famiglia
di "parlate affini", le cosiddette
lingue sinitiche
(汉语族). Esse costituiscono una branca importante delle
lingue sinotibetane
(汉藏语系) e sono accomunate da caratteristiche importanti come la
tonalità
e l'ordine
soggetto-verbo-oggetto
, così come dal fatto di servirsi tutte quante di un unico sistema di scrittura basato sui
caratteri cinesi
(汉字, usati anche in Corea, Giappone e Vietnam e noti anche come
hanja
kanji
chu nom
). Tutte queste parlate locali si possono classificare in base alla loro appartenenza a pochi "gruppi dialettali" noti come
lingua mandarina
lingua Wu
lingua Hakka
, la
lingua Yue
(la denominazione di "lingua" è dovuta al fatto che anticamente venivano semplicemente considerati "dialetti" del cinese, mentre in realtà costituiscono vere e proprie famiglie di lingue affini e distinte) e altre ancora.
A fronte di questa situazione la Cina offre oggi un panorama linguistico assai variegato, caratterizzato da centinaia di parlate locali, ciascuna contraddistinta dai suoi dialetti. Molte di queste lingue non sono
mutuamente intelligibili
La lingua maggiormente diffusa nella Cina continentale è il
cinese mandarino
, che viene parlato (in una qualche varietà locale) dal 70% della popolazione di madrelingua cinese. Grazie alla sua diffusione in tutto il Paese il mandarino è stato scelto agli inizi del XX secolo come base per la codifica di una pronuncia standard della lingua cinese, allo scopo di facilitare l'integrazione territoriale e culturale del paese.
Nel 1932 è stato così adottato ufficialmente il cosiddetto
mandarino standard
普通话
o "lingua comune"), una pronuncia codificata a partire da una variante locale del cinese mandarino parlata nei pressi di Pechino (北京话). Il mandarino standard è divenuto successivamente lingua ufficiale della Repubblica Popolare Cinese, di Taiwan, riconosciuto a Singapore e in Malesia; è soprattutto una delle sei lingue ufficiali dell'ONU.
La scrittura del cinese si basa su un sistema di
caratteri
la cui origine risale a incisioni su ossa oracolari 甲骨文 (gusci di tartaruga e scapole di bue messi sul fuoco durante le divinazioni) risalenti a prima dell'età del bronzo. Il sistema di scrittura fu standardizzato per la prima volta nel III secolo a.C., ai tempi del primo imperatore della dinastia Qin, ed è stato riordinato nei dizionari con un sistema di 214 radicali detti
radicali Kangxi
(康熙部首), usati anche per riordinare gli hanja, kanji e chu nom. Pur avendo subito una naturale evoluzione nel corso dei secoli, il sistema di scrittura basato su caratteri è rimasto sostanzialmente integro negli anni. Negli anni cinquanta la Cina ha introdotto una riforma del sistema di scrittura con l'adozione dei cosiddetti
caratteri semplificati
(简体字). Questo sistema di scrittura è usato nella Repubblica Popolare Cinese e a Singapore, mentre a Taiwan e Hong Kong si usano ancora i
caratteri tradizionali
(繁体字). Ciascun carattere cinese può avere diverse pronunce a seconda della lingua del parlante, ma il suo significato non cambia. Spesso ciò avviene anche nel caso dei kanji e hanja e in svariati casi anche nei chu nom.
Il cinese standard è anche dotato di un sistema di romanizzazione ufficiale chiamato
Hanyu Pinyin
(汉语拼音), che permette di trascrivere la pronuncia standard dei caratteri cinesi servendosi dell'alfabeto latino e di alcuni diacritici eventuali. Il padre dello
Pinyin
, adottato ufficialmente in Cina l'11 febbraio 1958, viene spesso ritenuto
Zhou Youguang
(周有光). Il mandarino prevede in tutto 415
sillabe
che possono essere pronunciate applicando quattro
toni
diversi, segnalati sopra le vocali come diacritici o accanto ad esse come numeri.
Oltre al cinese standard e alle varianti regionali e dialetti locali, vi sono altre lingue, diffuse specialmente nelle regioni più esterne, alcune delle quali sono riconosciute dallo Stato come seconde lingue minoritarie ufficiali, in particolare nelle regioni amministrative speciali: il
mongolo
nella
Mongolia interna
, il
tibetano
in
Tibet
, l'
uiguro
nello
Sinkiang
; e poi il
coreano
e il
kazaco
Ordinamento dello Stato
modifica
modifica wikitesto
La
Grande Sala del Popolo
dove si riunisce il
Congresso nazionale del popolo
La Cina è una
repubblica popolare
e il massimo organo
legislativo
è il
Congresso nazionale del popolo
(全国人民代表大会), i cui rappresentanti rimangono in carica per cinque anni. L'elezione di tali rappresentanti avviene per via indiretta attraverso un sistema piramidale di assemblee e comitati: i cittadini riuniti in assemblee eleggono dei comitati, i cui rappresentanti a loro volta si riuniscono in assemblee per eleggere i propri rappresentanti di livello superiore e così via fino all'elezione dei membri del Congresso, che elegge a sua volta un
Comitato permanente
che ne esercita le funzioni negli intervalli tra le sessioni plenarie, che avvengono di norma una volta l'anno: in tali occasioni il Congresso può nominare il presidente della repubblica e i membri del governo, del quale supervisiona l'operato e all'occorrenza approva le leggi.
Il potere
esecutivo
è nelle mani del
Consiglio di Stato
(国务院), l'organo di governo del quale fanno parte il
primo ministro
(总理) e i capi dei vari
ministeri
, oltre a eventuali rappresentanti di agenzie statali di livello superiore a quello ministeriale (può trattarsi di agenzie di coordinamento). Fin dalla fondazione della Repubblica Popolare Cinese nel 1949 le più importanti cariche dello Stato sono sempre state occupate da dirigenti di alto livello del Partito Comunista Cinese (a titolo di esempio, l'attuale Presidente della Repubblica (主席)
Xi Jinping
(习近平) è anche segretario generale del partito; lo stesso valeva per il suo predecessore
Hu Jintao
胡锦涛) con il risultato che la
leadership
politica dello Stato cinese ha sempre coinciso con il gruppo dirigente del Partito Comunista: ciò comporta che di fatto esiste un unico soggetto politico alla guida del Paese.
Xi Jinping
a sinistra e il Primo Ministro
Li Keqiang
(李克强) a destra
Le leggi approvate dal Congresso sono di solito proposte direttamente dal Consiglio di Stato, le quali sono il risultato delle decisioni prese all'interno del
Politburo
. Dal momento che il Congresso è composto per la maggior parte da iscritti al partito, l'esito delle votazioni è già noto in anticipo e l'approvazione delle leggi è un fatto quasi scontato (sebbene negli ultimi anni vi siano stati episodi in cui il Congresso non ha approvato in prima battuta alcuni provvedimenti proposti dal Consiglio di Stato).
106
A capo del potere giudiziario vi è la
Corte suprema del popolo
, a cui spetta in ultima istanza il giudizio sui processi. Dal 2006 è l'unica avente titolo di pronunciare sentenze di condanna a morte.
107
Suddivisione amministrativa
modifica
modifica wikitesto
Lo stesso argomento in dettaglio:
Suddivisioni della Cina
Suddivisione amministrativa della Repubblica Popolare Cinese
Le
province cinesi
da sempre rivestono un importante ruolo culturale in Cina. I cinesi tendono a identificarsi con la provincia nativa e solitamente a ogni territorio provinciale corrispondono determinati stereotipi riferiti alla popolazione. I confini della maggior parte delle province cinesi furono stabiliti ai tempi della tarda
dinastia Ming
. La Cina ha una giurisdizione su ventidue province (e considera
Taiwan
la
ventitreesima
), cinque
regioni autonome
, quattro
municipalità
e due
regioni amministrative speciali
Le ventidue province (省
shěng
) cinesi
Nome italiano
Pinyin
Abbreviazione
Capitale
Superficie
Popolazione
Anhui
安徽
Ānhuǐ
Wǎn
Hefei
139
600
km²
59 860 000
Fujian
福建
Fújiàn
Mǐn
Fuzhou
121
400
km²
34 710 000
Gansu
甘肃
Gānsù
Gān
Lǒng
Lanzhou
390
000
km²
25 620 000
Guangdong
广东
Guǎngdōng
Yuè
Canton
197
000
km²
86 420 000
Guizhou
贵州
Guìzhō͘u
Qián
Guì
Guiyang
176
000
km²
35 250 000
Hainan
海南
Hǎinán
Hǎi
Qióng
Haikou
34
000
km²
7 870 000
Hebei
河北
Héběi

Shijiazhuang
187
700
km²
67 440 000
Heilongjiang
黑龙江
Hēilóngjiāng
Hēi
Harbin
460
000
km²
36 890 000
Henan
河南
Hénán

Zhengzhou
167
000
km²
92 560 000
Hubei
湖北
Húběi
Wuhan
187
500
km²
60 280 000
Hunan
湖南
Húnán
Xiāng
Changsha
210 500
km²
64 400 000
Jiangsu
江苏
Jiāngsū

Nanchino
100 000
km²
74 380 000
Jiangxi
江西
Jiāngxī
Gàn
Nanchang
169 900
km²
41 400 000
Jilin
吉林
Jílín

Changchun
187 400
km²
27 280 000
Liaoning
辽宁
Liáoníng
Liáo
Shenyang
145 900
km²
42 380 000
Qinghai
青海
Qīnghǎi
Qīng
Xining
720 000
km²
5 180 000
Shaanxi
陕西
Shǎnxī
Shǎn
Qín
Xi'an
206 000
km²
36 050 000
Shandong
山东
Shāndōng

Jinan
156 700
km²
90 790 000
Shanxi
山西
Shānxī
Jìn
Taiyuan
150 000
km²
32 970 000
Sichuan
四川
Sìchuān
Chuān
Shǔ
Chengdu
480 000
km²
87 250 000
Yunnan
云南
Yúnnán
Diān
Yún
Kunming
394 000
km²
42 880 000
Zhejiang
浙江
Zhèjiāng
Zhè
Hangzhou
101 800
km²
46 770 000
Rivendicazioni territoriali
modifica
modifica wikitesto
Oltre a rivendicare
Taiwan
, la Cina è stata coinvolta in una serie di altre dispute territoriali internazionali. Dal 1990 la Cina è impegnata in negoziati per risolvere le contese sui territori del
Kashmir
, tra cui una tratta di un confine conteso con l'
India
e una frontiera non ben definita con il
Bhutan
. La Cina contesta il possesso di diverse piccole isole nella parte orientale e sud del mar Cinese Meridionale: le
isole Ryukyu
e le
isole Senkaku
/Diaoyu al
Giappone
, la provincia dell'
Arunachal Pradesh
all'India, le
isole Paracelso
al
Vietnam
(attualmente sotto amministrazione cinese) e le
isole Spratly
ai diversi Stati sud-est asiatici.
108
109
Il 21 maggio 2014 il presidente Xi, parlando a una conferenza a Shanghai, si impegna a risolvere pacificamente queste contestazioni territoriali affermando: «La Cina intende perseguire la soluzione pacifica delle controversie con altri Stati sovrani sui diritti e gli interessi territoriali e marittimi».
110
Città principali
modifica
modifica wikitesto
Lo stesso argomento in dettaglio:
Città della Cina
A questa voce o sezione va aggiunto il
template sinottico
Città principali
Puoi
aggiungere
e riempire il template secondo le
istruzioni
e poi rimuovere questo avviso. Se non sei in grado di riempirlo in buona parte, non fare nulla; non inserire template vuoti.
Principali centri urbani della Cina
Shanghai
Hong Kong
Canton
Shenzhen
Posizione
Città principale
Divisione amministrativa
Popolazione
Popolazione prefettura
Regione
Pechino
Tientsin
Chongqing
Nanchino
Shanghai
上海
Municipalità di Shanghai
9 495 701
18 542 200
Est
Pechino
北京 (Beijing)
Municipalità di Pechino
7 296 962
17 430 000
Nord
Hong Kong
香港 (Xianggang)
Hong Kong SAR
6 985 200
6 985 200
Sud
Wuhan
武汉
Provincia di Hubei
6 660 000
9 100 000
Centro-sud
Nanchino
南京 (Nanjing)
Provincia di Jiangsu
5 452 600
8 004 000
Est
Tientsin
天津 (Tianjin)
Municipalità di Tientsin
5 066 129
11 500 000
Nord
Canton
广州 (Guangzhou)
Provincia di Guangdong
4 154 808
15 000 000
Sud
Shenzhen
深圳
Provincia di Guangdong
4 000 000
8 615 500
Sud
Shenyang
沈阳
Provincia di Liaoning
3 981 023
7 500 000
Nord-est
10
Chongqing
重庆
Municipalità di Chongqing
3 934 239
31 442 300
Sud-ovest
11
Nanchang
南昌
Provincia di Jiangxi
3 790 000
4 990 184
Est
12
Harbin
哈尔滨
Provincia di Heilongjiang
2 672 069
8 499 000
Nord-est
13
Shijiazhuang
石家庄
Provincia di Hebei
2 620 357
9 630 000
Nord
14
Xi'an
西安
Provincia di Shaanxi
2 588 987
10 500 000
Centro
15
Chengdu
成都
Provincia di Sichuan
2 341 203
11 300 000
Sud-ovest
16
Changchun
成春
Provincia di Jilin
2 223 170
7 400 000
Nord-est
17
Dalian
大连
Provincia di Liaoning
2 118 087
6 200 000
Nord-est
18
Hangzhou
杭州
Provincia di Zhejiang
1 932 612
7 000 000
Est
19
Jinan
济南
Provincia di Shandong
1 917 204
6 300 000
Est
20
Taiyuan
太原
Provincia di Shanxi
1 905 403
3 413 800
Nord
21
Tsingtao
青岛 (Qingdao)
Provincia di Shandong
1 867 365
8 000 000
Est
Stime del 2008 - popolazioni delle aree rurali e suburbane sono escluse nel conteggio della popolazione urbana
Costituzione
modifica
modifica wikitesto
La
Costituzione della Repubblica Popolare Cinese
, quella corrente, fu adottata dal V Congresso Nazionale del Popolo il 4 dicembre 1982.
Istituzioni
modifica
modifica wikitesto
Università
modifica
modifica wikitesto
La prima università nazionale cinese venne fondata nel dicembre 1898, col nome di Università Imperiale della capitale: si tratta dell'
Università di Pechino
, (in cinese conosciuta col nome di Beidà, 北京大学 oppure 北大), è una delle più rinomate a livello internazionale.
Ordinamento scolastico
modifica
modifica wikitesto
L'
Università Tsinghua
è considerata una delle università più prestigiose della Cina
111
Dal 1986 l'educazione obbligatoria comprende la formazione primaria e media, che complessivamente durano nove anni.
112
Nel 2010 circa l'82,5% degli studenti hanno continuato a studiare nelle scuole secondarie.
113
Il
gāokǎo
高考
), l'esame di Stato d'ammissione all'università, è un prerequisito per accedere alla maggior parte delle istituzioni dell'educazione superiore. Sempre nel 2010 il 27% dei diplomati di scuola secondaria hanno continuato a studiare nelle università.
114
L'orientamento professionale è a disposizione degli studenti dei livelli secondari e terziari.
115
Nel febbraio del 2006 il governo si è impegnato a rendere completamente gratuiti i primi nove anni d'istruzione.
116
La spesa annuale per l'istruzione è aumentata da meno di 50 miliardi di dollari statunitensi nel 2003 a più di 250 miliardi di dollari nel 2011.
117
Tuttavia vi è ancora un grande divario nelle condizioni d'istruzione; per esempio, nel 2010 la spesa annuale per l'istruzione secondaria a Pechino era di circa
330
per alunno, mentre nel
Guizhou
, una delle province più povere, non superava i
530
per alunno.
118
Nel 2012 si sono iscritti circa l'89% dei cinesi d'età avanzata per frequentare la scuola secondaria.
119
Nel 2007 c'erano
396 567
scuole primarie,
94 116
scuole secondarie e
2 236
università.
120
Nel 2010 la popolazione con più 15 anni d'età sapeva leggere e scrivere,
121
paragonato col 20% del 1950.
122
Va notato che gli studenti di
Shanghai
hanno ottenuto i migliori risultati in matematica, in scienze e in letteratura nell'esame
PISA
del 2012.
123
Sistema sanitario
modifica
modifica wikitesto
Il grafico mostra la crescita dell'
indice di sviluppo umano
in Cina tra il 1970 e il 2010
Il Ministero della Salute, insieme agli uffici sanitari provinciali, supervisiona i bisogni di salute della popolazione cinese.
124
Sin dai primi anni cinquanta la politica sanitaria cinese ha prestato particolare attenzione alla salute pubblica e alla
medicina preventiva
. A quel tempo il Partito Comunista Cinese iniziò la "campagna patriottica della salute" che mirava a migliorare i servizi igienici, nonché il trattamento e la prevenzione di diverse patologie. Malattie come il
colera
, il
tifo
e la
scarlattina
, che precedentemente erano diffuse in Cina, furono quasi sradicate grazie a questa campagna. Dopo che Deng Xiaoping iniziò le riforme economiche del 1978 la salute pubblica cinese migliorò rapidamente per via di una migliore nutrizione, anche se molti dei servizi sanitari pubblici gratuiti scomparvero insieme con Comuni del Popolo. La sanità in Cina è stata quindi in gran parte privatizzata e ha registrato un significativo aumento della qualità. Nel 2009 il governo ha intrapreso un programma triennale su larga scala concernente l'assistenza sanitaria del valore di 124 miliardi di dollari.
125
Questa iniziativa ha portato nel 2011 il 95% della popolazione cinese ad avere una copertura di base di assicurazione sanitaria.
126
Nel 2011 la Cina era stimata per essere il terzo più grande fornitore al mondo di prodotti farmaceutici, ma la popolazione era colpita dallo sviluppo e dalla distribuzione di farmaci contraffatti.
127
A partire dal 2012 l'aspettativa media di vita alla nascita è di 75 anni,
128
e il tasso di mortalità infantile è del 12 per mille.
129
Entrambi i dati sono migliorati in modo significativo dal 1950. Il tasso di arresto della crescita, una condizione causata dalla
malnutrizione
, è diminuito dal 33,1% del 1990 al 9,9% del 2010. Nonostante i significativi miglioramenti nella salute e la costruzione di strutture mediche avanzate, la Cina ha diversi problemi emergenti di sanità pubblica, come ad esempio le malattie respiratorie causate dall'
inquinamento
atmosferico diffuso,
130
le centinaia di milioni di fumatori di sigarette
131
e l'aumento dell'
obesità
tra i giovani abitanti dei centri urbani.
132
133
La numericamente grande popolazione della Cina e le città densamente popolate hanno portato allo svilupparsi di gravi focolai di malattie negli ultimi anni, come ad esempio lo scoppio nel 2003 della
SARS
134
Si stima che nel 2010 l'inquinamento atmosferico abbia causato 1,2 milioni di morti premature in Cina.
135
L’inquinamento, tuttavia, è diminuito considerevolmente a partire dagli anni 2010. La campagna di decontaminazione dell’aria lanciata da Pechino nel 2013 è considerata una delle politiche ambientali più efficaci mai attuate, con una riduzione del 75% delle emissioni di aerosol in dieci anni.
136
Forze armate
modifica
modifica wikitesto
Chengdu J-20
, uno dei caccia di quinta generazione prodotti dalla Cina
Il
Lanzhou
(DDG170)
Le forze armate della Repubblica Popolare Cinese sono composte da Esercito Popolare di Liberazione,
Polizia Armata del Popolo
e milizia popolare. Il comando unificato di tutte le forze armate risiede presso la
commissione militare centrale
, mentre il Ministero della Difesa alle dipendenze del
Consiglio di Stato
si occupa di gestire la difesa nazionale.
Il fulcro delle forze armate cinesi è costituito dall'Esercito Popolare di Liberazione (
中国人民解放军
Zhōngguó Rénmín Jiěfàng Jūn
, abbreviato in EPL; più comunemente noto come PLA, acronimo di
People's Liberation Army
) che, con un apparato di circa 2.285.000 soldati, è il più grande esercito permanente esistente al mondo.
137
L'EPL è composto da
Esercito
(che conta su 1,25 milioni di unità in servizio attivo),
Marina
Aeronautica
e da una forza strategica denominata
Secondo Corpo di Artiglieria
, che gestisce il deterrente nucleare cinese.
Secondo i dati forniti dal governo cinese, il bilancio militare per il 2015 ammontava a 145 miliardi di
dollari statunitensi
, conquistando il secondo posto come più grande budget militare tra gli Stati del mondo.
138
Tuttavia molte autorità, compresa la
SIPRI
e l'
Ufficio del Segretario della Difesa statunitense
, sostengono che questo budget non rifletta il reale livello di spesa militare, che si presume quindi assai più elevato rispetto ai dati ufficiali.
138
Entrata ufficialmente in possesso di
armi nucleari
, la Cina ha aderito nel 1992 al
trattato di non proliferazione nucleare
. Non ci sono dati ufficiali sul numero di testate atomiche effettivamente operative, ma soltanto stime dei vettori (missili a breve, medio e lungo raggio) in possesso del Paese (nel 2015 il Dipartimento della Difesa americano stima in almeno
1 200
SRBM
e 50 o 60
ICBM
).
139
Varie istituzioni di monitoraggio delle potenze atomiche stimano il numero di testate effettive nell'ordine delle 240, ma circolano interpretazioni che stimano questa cifra essere assai più alta.
140
La Cina è considerata sia una grande potenza militare regionale che una potenziale superpotenza militare.
141
Per compensare ciò, a partire dai primi anni 2000 essa ha sviluppato numerose attività per allargare la propria potenziale azione, la sua prima
portaerei
è entrata in servizio nel 2012,
142
143
144
e mantiene inoltre una consistente flotta di
sottomarini
, tra cui otto di attacco a propulsione nucleare e missili balistici sottomarini.
145
La Cina ha inoltre creato una rete di relazioni militari straniere.
146
Negli ultimi decenni la Cina ha compiuto progressi significativi nella modernizzazione della sua forza aerea grazie all'acquisto di aerei da combattimento russi come il
Sukhoi Su-30
e anche mediante la produzione di propri velivoli moderni e in particolare il
Chengdu J-10
J-20
e gli
Shenyang J-11
J-15
J-16
J-31
142
147
La Cina è inoltre impegnata nello sviluppo di un
aereo
stealth
proprio e numerosi
droni
da combattimento.
148
149
150
Il Paese ha inoltre aggiornato la sua forza terrestre, sostituendo il suo ormai vecchio parco di
carri armati
sovietici
con numerose varianti del moderno
ZTZ-99
e sistemi per migliorare il
command and control warfare
151
La Cina ha inoltre sviluppato o acquisito numerosi sistemi missilistici avanzati,
152
153
tra cui
missili anti-satellite
154
missili da crociera
155
ICBM
nucleari lanciati da sottomarini.
156
Secondo i dati dell'
Istituto Internazionale di Ricerche sulla Pace di Stoccolma
, tra il 2010 e il 2014, la Cina è diventato il terzo più grande esportatore al mondo delle principali armi con un incremento del 143% rispetto al periodo 2005-2009.
157
Questa crescita smisurata ha portato la Cina nel 2015 a dover frenare le esportazioni di droni e supercomputers. La Cina ha rafforzato il controllo sul suo settore tecnologico in quanto cerca di evitare infiltrazioni di spie straniere, puntando alla costruzione di aziende tecnologiche competitive a livello mondiale, che possano rendere il paese tecnologicamente autosufficiente dall'Occidente.
158
La marina dell'Esercito Popolare di Liberazione, fino ai primi anni novanta del XX secolo la marina militare ha ricoperto un ruolo subordinato alle forze armate terrestri. Ha subito in seguito una rapida modernizzazione ed è ormai, nel XXI secolo inoltrato, la terza più potente al mondo, con oltre
200 000
uomini, organizzata in tre grandi flotte: Flotta del mare del nord con sede a
Tsingtao
, la flotta del mar oriente con sede a
Ningbo
e la flotta del mar del sud con sede a
Zhanjiang
. Il suo teatro d'operazioni si estende fin dove la Cina ha o prevede di avere basi d'appoggio:
Maldive
Bangladesh
Pakistan
, Gibuti e
Birmania
Politica
modifica
modifica wikitesto
Lo stesso argomento in dettaglio:
Una Cina, due sistemi
Fino al 1911 la
Cina era una monarchia
, formalmente facente
capo all'imperatore
La
Rivoluzione cinese del 1911
portò alla deposizione dell'ultimo imperatore
Pu Yi
(all'epoca ancora bambino) e alla proclamazione della prima
Repubblica di Cina
nel 1912 sotto la presidenza di
Sun Yat-sen
. Il panorama politico del Paese fu determinato dal partito nazionalista
Kuomintang
, che a ridosso della seconda guerra mondiale era divenuto di fatto l'unico partito al governo. Gli anni quaranta furono dominati dallo scontro tra le forze nazionaliste e quelle del nascente
Partito Comunista Cinese
. Dopo la fine della seconda guerra mondiale la situazione sfociò in una vera e propria
guerra civile
che coinvolse l'intero Paese. Essa si concluse nel 1949 con la vittoria delle forze comuniste. In quello stesso anno il partito nazionalista del Guomindang trasferì formalmente la capitale della Repubblica di Cina presso
Taipei
sull'
isola di Formosa
, dove si rifugiò l'intero governo repubblicano, che continuò a rivendicare la
sovranità territoriale
sull'intero territorio della Cina e delle sue isole. Nel mese di ottobre dello stesso anno il Partito Comunista proclamò la nascita della
Repubblica Popolare Cinese
, rivendicando a sua volta la sovranità su tutto il territorio precedentemente governato dalla Repubblica di Cina, ivi inclusa la stessa isola di Formosa, sulla quale però non aveva modo di esercitare alcun potere effettivo. Da allora la
Cina continentale
è sotto il diretto controllo e l'amministrazione diretta del Partito Comunista Cinese, che include formalmente
Taiwan
tra l'elenco delle proprie province, sebbene non eserciti su di essa alcun controllo. Di converso il governo di Taiwan rivendica e mantiene il proprio
status
di governo indipendente, non rinunciando al diritto alla sovranità formale sulla Cina continentale, che è anche scritto nella sua stessa costituzione.
Per più di quindici anni la comunità internazionale non riconobbe la Repubblica Popolare Cinese come Stato sovrano. Fino al 1971 fu infatti un rappresentante della Repubblica di Cina a sedere sul seggio cinese all'Assemblea delle Nazioni Unite e presso il Consiglio di Sicurezza dell'ONU. A partire dal 1971 la maggior parte degli Stati del mondo riconobbero la Repubblica Popolare come legittimo rappresentante della Cina nel panorama internazionale, chiudendo formalmente le loro relazioni diplomatiche con Taiwan e nel 1971 il seggio cinese all'ONU passò alla Repubblica Popolare.
La particolare situazione, in cui due governi contemporaneamente esistenti
de facto
rivendicano entrambi la sovranità su un territorio cinese (es. Hong Kong, Taiwan, Macao), è espressa e risolta dal governo cinese nel principio "
un Paese, due sistemi
", reso celebre dopo esser stato formulato dal
leader
comunista Deng Xiaoping.
Politica interna
modifica
modifica wikitesto
Dal 1949 il Partito Comunista Cinese è l'unico soggetto politico alla guida del Paese. Esso è il secondo più grande partito del mondo con più di 97 milioni di membri, dietro solo al
Bharatiya Janata Party
159
Alla sua fondazione la Repubblica Popolare Cinese era uno
Stato socialista
con un'economia pianificata, votato alla realizzazione del
socialismo reale
. Dopo la morte di Mao Zedong nel 1976 il Partito Comunista Cinese sotto la guida del nuovo segretario generale Deng Xiaoping iniziò una serie di riforme economiche che segnarono il passaggio al cosiddetto
socialismo con caratteristiche cinesi
socialismo di mercato
Hong Kong e Macao
modifica
modifica wikitesto
Appartengono alla Repubblica Popolare Cinese anche le città di
Hong Kong
160
e di
Macao
161
che fino alla fine del XX secolo erano le ultime
colonie
in terra d'
Asia
rispettivamente di
Regno Unito
Portogallo
. Hong Kong tuttora infatti presenta varie caratteristiche del Regno Unito, come ad esempio la guida automobilistica sulla corsia di sinistra.
Politica estera
modifica
modifica wikitesto
Il presidente cinese
Xi Jinping
insieme agli altri capi dei
BRICS
al
G20
del 2014 a
Brisbane
in
Australia
La Repubblica Popolare Cinese intrattiene relazioni diplomatiche con 171 Paesi e conta 162
ambasciate
proprie all'estero.
162
La sua legittimità è contestata dalla Repubblica di Cina e da pochi altri Paesi; è infatti il più grande e popoloso Stato ad avere un
riconoscimento limitato
. Nel 1971 la Repubblica Popolare Cinese ha sostituito la Repubblica di Cina come unico rappresentante della Cina alle
Nazioni Unite
ed è uno dei cinque membri permanenti del
Consiglio di sicurezza
163
La Cina è anche un ex membro e
leader
del
movimento dei Paesi non allineati
e si considera ancora oggi un portavoce per i
Paesi in via di sviluppo
164
Insieme a
Brasile
Russia
India
Sudafrica
, la Cina è un membro del gruppo
BRICS
che comprende le principali economie emergenti.
165
La Cina è anche membro dello SCO, un'alleanza militare di cui è uno dei cinque membri fondatori. È inoltre membro del
Comitato Zangger
Sotto la sua interpretazione della politica di una sola Cina, Pechino pone delle condizioni nello stabilire relazioni diplomatiche con Paesi che riconoscono Taiwan e non mantengono alcun legame ufficiale con il governo della Repubblica di Cina. I funzionari cinesi in numerose occasioni hanno protestato con Paesi esteri che hanno aperto sedi diplomatiche e rapporti commerciali con Taiwan,
166
in particolare in materia di vendita di armamenti.
167
Gran parte della attuale politica estera cinese si basa sui cinque principi della
coesistenza pacifica
e sono inoltre guidati dal concetto di "armonia senza uniformità", che incoraggia le relazioni diplomatiche tra gli Stati nonostante vi siano differenze ideologiche.
168
Questa politica può portare la Cina a sostenere stati considerati pericolosi o repressivi da parte delle nazioni occidentali, come lo
Zimbabwe
, la
Corea del Nord
e l'
Iran
169
La Cina ha una stretta relazione economica e militare con la Russia
170
e i due Stati votano spesso all'unisono nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.
171
172
173
Problemi sociopolitici, diritti umani e riforme
modifica
modifica wikitesto
Proteste a sostegno dei mezzi di informazione cantonesi a
Guangzhou
nel 2010
Il
movimento democratico cinese
, gli attivisti sociali e alcuni membri del Partito Comunista Cinese ritengono necessaria una riforma politica e sociale. Mentre i controlli dello Stato sull'economia e sul sociale sono stati notevolmente ridotti a partire dal 1970, la libertà politica è ancora fortemente limitata. La
Costituzione della Repubblica Popolare Cinese
afferma che i "diritti fondamentali" dei cittadini comprendono: la
libertà di parola
, la
libertà di stampa
, il diritto a un giusto processo, la
libertà di religione
, il
suffragio universale
e i diritti di proprietà. Tuttavia tali disposizioni non garantiscono una significativa protezione contro l'
azione penale
da parte dello Stato.
174
175
Anche se qualche critica delle politiche del governo e del Partito Comunista è generalmente tollerata, la
censura
di parola e di informazione politica, in particolare su
internet
176
177
è abitualmente utilizzata per prevenire azioni collettive.
178
Nel 2005
Reporter senza frontiere
ha classificato la Cina al 159º posto, su 167 Stati considerati, nel suo annuale
World Press Freedom Index
, indicando pertanto un livello molto basso di libertà di stampa.
179
Nel 2016 la Cina ha occupato il 176º posto, su 180 Paesi analizzati.
180
I migranti dalle campagne alle città si trovano spesso a essere trattati come cittadini di seconda classe da parte del sistema di registrazione
hukou
delle famiglie, che controlla l'accesso alle prestazioni statali.
181
182
I diritti di proprietà vengono spesso scarsamente protetti
181
e la tassazione colpisce in modo sproporzionato i cittadini più poveri.
182
Tuttavia un certo numero di imposte rurali sono state ridotte o abolite a partire dai primi anni duemila e dei servizi sociali aggiuntivi sono stati forniti agli abitanti delle campagne.
183
184
Un certo numero di governi stranieri, le principali
agenzie di stampa
straniere e alcune
ONG
criticano l'applicazione dei
diritti umani
in Cina e in particolare facendo riferimento a episodi di
detenzione
senza
processo
aborti
obbligati,
185
confessioni forzate,
torture
, restrizioni dei diritti fondamentali,
186
187
e il ricorso eccessivo alla
pena di morte
188
Il governo è solito a sopprimere con la forza le manifestazioni e proteste popolari considerate una potenziale minaccia per la stabilità sociale, come è avvenuto durante la
protesta di piazza Tienanmen
(天安门广场) del 1989. A seguito di una dimostrazione su larga scala a Pechino nel 1999, il Partito Comunista ha lanciato una campagna per eliminare la pratica spirituale del
Falun Gong
(法轮功) con conseguenti arresti di massa, detenzioni illegali e episodi di torture e decessi in carcere.
189
190
Alcuni ricercatori ritengono inoltre che decine di migliaia di aderenti al
Falun Gong
siano prigionieri e un minor numero di
uiguri
tibetani
potrebbero essere stati uccisi per fomentare il
commercio di organi umani
191
Lo Stato cinese viene anche regolarmente accusato di repressioni su vasta scala e abusi riguardanti i diritti umani nella regione del
Tibet
e nello
Xinjiang
, tra cui interventi violenti da parte della polizia e soppressione del culto religioso.
192
193
Il governo cinese ha risposto alle critiche straniere sostenendo che il diritto alla sussistenza e allo sviluppo economico è un prerequisito per gli altri tipi di diritti umani e che il concetto di "diritti umani" dovrebbe tener conto del livello attuale di un Paese in sviluppo economico.
194
Inoltre in Cina è stato sottolineato l'aumento a partire dal 1970 della
qualità di vita
, del tasso di
alfabetizzazione
e dell'
aspettativa di vita
media, così come il miglioramento della sicurezza sul lavoro e la prevenzione contro le calamità naturali, come le perenni
inondazioni
del fiume Giallo.
194
195
196
Alcuni politici cinesi si sono inoltre espressi a sostegno della democratizzazione, anche se altri rimangono di stampo più conservatore.
197
Sono stati condotti alcuni grandi sforzi di riforma; per esempio, nel novembre 2013 il governo ha annunciato piani per ridurre la
politica del figlio unico
e abolire il molto criticato programma di rieducazione attraverso il lavoro,
198
tuttavia alcuni gruppi a sostegno dei diritti umani hanno rilevato che tali riforme siano state in gran parte di facciata.
189
Durante gli anni duemila e nei primi anni duemiladieci il governo cinese si è dimostrato sempre più tollerante nei confronti delle ONG che offrono soluzioni pratiche ed efficienti ai problemi sociali, ma tali attività del "terzo settore" sono comunque rimaste fortemente regolamentate.
199
Diritti umani
modifica
modifica wikitesto
Lo stesso argomento in dettaglio:
Diritti umani in Cina
Diritti LGBT
modifica
modifica wikitesto
Lo stesso argomento in dettaglio:
Diritti LGBT in Cina
La Cina ha rimosso l'omosessualità dalla lista delle malattie mentali nel 2001.
200
Economia
modifica
modifica wikitesto
Lo stesso argomento in dettaglio:
Economia della Repubblica Popolare Cinese
Deng Xiaoping
, successore di
Mao Tse-tung
alla guida del Paese e principale fautore dell'apertura della Cina all'economia mondiale
L'economia cinese è la seconda maggiore economia al mondo per
PIL
(nominale) prodotto, alle spalle degli
Stati Uniti d'America
201
mentre per PIL pro capite nominale è al 59º posto (2020).
Dal 1949, anno di fondazione della Repubblica Popolare, il governo portò avanti un modello di
economia pianificata
(计划经济) in stile sovietico, strutturato su
piani quinquennali
che determinavano gli obiettivi per agricoltura e industria. L'agricoltura venne
collettivizzata
, la terra divenne proprietà dello Stato, i mercati locali aboliti e la maggior parte delle industrie di settori strategici passò sotto diretto controllo statale. Tuttavia, i piani economici non portarono i risultati sperati.
Alla morte di Mao nel 1976 seguirono diverse vicende politiche interne al Partito Comunista, che si conclusero con l'elezione di
Deng Xiaoping
a segretario generale. Sotto la sua influenza, dal 1978-1979 il sistema politico-economico cinese abbandonò il modello pianificato in favore del
socialismo con caratteristiche cinesi
(有中国特色社会主义). Con questa espressione, coniata da Deng, si indica un sistema statale basato sue due principi cardine: da un lato il monopolio del Partito Comunista sulla sfera politica, dall'altro l'apertura del sistema economico a principi del libero mercato. Si tratta di un processo graduale che ebbe inizio a partire dalle ZES o
Zone Economiche Speciali
(经济特区), una selezione di province cinesi in cui vennero applicate in via sperimentale le prime riforme di apertura del mercato. In concomitanza con l'avvio del programma delle "
quattro modernizzazioni
" 四个现代化 (agricoltura, industria, scienza e tecnologia, apparato militare), questo segnò l'avvio di un lungo processo di crescita economica durato oltre trent'anni, basato tra gli altri su due fattori chiave: la grande quantità di manodopera a basso costo disponibile sul mercato del lavoro e il gran numero di
investimenti diretti
effettuati da compagnie straniere, attratte dalle possibilità offerte dalla
delocalizzazione produttiva
delle loro strutture in Cina. Un altro fattore chiave da considerare è, secondo alcuni, la
svalutazione competitiva
del
renminbi
(人民币) che ha caratterizzato questo lungo periodo.
Tasso percentuale di crescita annuale del PIL cinese dal 1980 al 2015
La
borsa di Shanghai
è la quinta a livello mondiale per
capitalizzazione
complessiva. Dopo oltre due decenni di crescita del PIL con valori superiori al 10% negli ultimi anni l'economia cinese continua a crescere, ma a un tasso ridotto, che nel 2015 ha raggiunto il minimo storico (le stime sono ancora incerte, a seconda delle fonti oscillano tra il 4% e il 7%).
Il 1º dicembre 2015 il renminbi cinese è divenuto una delle sei
valute di riserva
approvate dal
FMI
: la direzione del FMI ha motivato questa decisione asserendo che, oltre al fatto che nel 2014 le esportazioni della Cina hanno totalizzato il 12,4% degli scambi internazionali mondiali, il renminbi ottempera al requisito di essere una valuta "ampiamente utilizzata" nelle transazioni internazionali.
Shanghai
, cuore finanziario della Cina, 2016.
Il Paese ha anche sperimentato un impressionante sviluppo delle proprie infrastrutture e trasporti. Tuttavia fino al 2004 la Costituzione cinese non riconosceva la
proprietà privata
. Ai cinesi è concesso acquistare beni e immobili, ma la terra rimane tuttora proprietà unicamente dello Stato, che la può affidare ai contadini con contratti di usufrutto della durata massima di novant'anni.
Il sistema energetico è ancora inefficiente: sebbene negli ultimi decenni del Novecento e nei primi del duemila la Cina sia il maggior consumatore mondiale di elettricità, ha bisogno di molta più energia della media dei Paesi
OCSE
per svolgere gli stessi processi industriali e circa il 70% della produzione viene dalle
centrali a carbone
, il combustibile fossile di cui la Cina è più ricca (i maggiori giacimenti si trovano nello
Xinjang
). Per ovviare a questo ritardo strutturale il governo sta promuovendo fortemente fonti di energia più pulite: la Cina è il secondo Paese al mondo per produzione di
energia eolica
dopo gli Stati Uniti e sfrutta molto anche il suo potenziale idroelettrico (degna di nota è la
diga delle tre gole
, la più grande al mondo); sono inoltre attive quattro centrali nucleari, per un totale di undici
reattori
e altri diciassette sono in costruzione con l'obiettivo di soddisfare il 6% del fabbisogno energetico con l'energia nucleare entro il 2020.
Classi e disuguaglianze di reddito
modifica
modifica wikitesto
La classe media cinese (definita come la popolazione con un reddito annuo compreso tra
10 000
60 000
dollari statunitensi) nel 2012 contava più di 300 milioni di individui.
202
Secondo il rapporto Hurun il numero di miliardari in dollari statunitensi in Cina è aumentato da 130 del 2009 ai 251 del 2012, conferendo alla Cina il secondo numero più alto al mondo di miliardari.
203
Nel 2012 il mercato al dettaglio nazionale della Cina si è attestato a più di 20 miliardi di yuan (3,2 miliardi di dollari statunitensi)
204
e vede una crescita di oltre il 12% annuo,
205
mentre il mercato dei beni di lusso si è ampliato enormemente, con il 27,5% della quota globale.
206
Tuttavia negli ultimi anni la rapida crescita economica della Cina ha contribuito a una grave
inflazione
207
208
che ha comportato una maggiore regolamentazione da parte del governo.
209
La Cina accusa un elevato livello di disuguaglianza economica
210
ed esso è aumentato negli ultimi decenni.
211
Nel 2012 il
coefficiente di Gini
della Cina era 0,474.
212
Infrastrutture
modifica
modifica wikitesto
Telecomunicazioni
modifica
modifica wikitesto
Nel 2013 la Cina possedeva il maggior numero di cellulari attivi rispetto a qualsiasi Paese del mondo, con oltre 1 miliardo di utenti registrati a febbraio 2012.
213
Il Paese conta anche il maggior numero al mondo di utenti di
internet
e della
banda larga
214
con oltre 591 milioni al 2013, che corrispondono a circa il 44% della sua popolazione.
215
Un rapporto dello stesso anno ha rilevato che la velocità media nazionale della connessione ad internet è
3,14
MB/s
216
Al luglio 2013 da sola contava il 24% dei dispositivi collegati a internet nel mondo.
217
China Telecom
China Unicom
, i due maggiori fornitori di banda larga a livello mondiale, possiedono il 20% degli abbonati alla banda larga di tutto il mondo. Da sola China Telecom serve oltre 50 milioni di abbonati, mentre la China Unicom ne ha oltre 40 milioni.
218
Diverse società di telecomunicazioni cinesi, in particolare
Huawei
ZTE
, sono state accusati di
spionaggio
a favore delle autorità militari cinesi.
219
Nel 2015 la Cina sta sviluppando un proprio
sistema di navigazione satellitare
, chiamato
Beidou
, che ha iniziato a offrire servizi di navigazione commerciale in Asia nel 2012
220
e si prevede che possa offrire una copertura globale entro il 2020.
221
Trasporti
modifica
modifica wikitesto
Il ponte sul fiume Baling è uno dei più alti del mondo
La rete stradale cinese si estende per una lunghezza complessiva di 1,87 milioni di km, concentrati maggiormente lungo la zona costiera, di cui
34
300
km
sono costituiti da strade a scorrimento veloce. A partire dagli anni novanta i collegamenti stradali sono notevolmente aumentati grazie alla costruzione di una rete autostradale che collega l'intera nazione, conosciuta come
National Trunk Highway System
(NTHS): alla fine del 2011 si contano in Cina
53
000
km
di autostrade il che rende il sistema autostradale più lungo del mondo.
222
Nel 1991 vi erano solo sei passaggi sul tratto principale del fiume Yangtze, che taglia in due il Paese; nell'ottobre 2014 se ne contavano ottantuno tra ponti e gallerie.
La Cina vanta il più grande mercato automobilistico al mondo, dopo aver superato gli Stati Uniti sia nelle vendite di auto sia della produzione. Nel 2009 le vendite di automobili hanno superato i 13,6 milioni
223
e si stima che raggiungano i 40 milioni entro il 2020.
224
Un effetto collaterale della rapida crescita della rete stradale della Cina è stato un aumento significativo degli
incidenti stradali
225
anche a causa delle regole della strada mal applicate; solo nel 2011 circa
62 000
cinesi sono morti in incidenti stradali.
226
Nelle aree urbane le
biciclette
rimangono un comune mezzo di trasporto, nonostante la crescente prevalenza di automobili. Al 2012 si contavano circa 470 milioni di biciclette nel paese.
227
Tratto della
ferrovia del Qingzang
Le ferrovie della Cina, di proprietà dello Stato, sono tra le più trafficate del mondo. Il treno costituisce, insieme agli autobus, il mezzo di trasporto più frequentato anche per le tratte lunghe, vista la relativa onerosità dei viaggi aerei. Lo sviluppo del sistema ferroviario, monopolizzato dallo Stato, è stata la risposta privilegiata alla crescente domanda di trasporti che ha accompagnato lo sviluppo economico cinese ed è per questo che molti centri urbani in forte crescita si stanno dotando di trasporti pubblici su rotaie. Nel 2006 le ferrovie cinesi gestivano un quarto del volume di traffico ferroviario di tutto il mondo.
228
229
Dal 2013 il paese vanta
103
144
km
di
ferrovia
, la terza rete più lunga del mondo.
230
Tutte le province e le regioni sono collegate alla rete ferroviaria, ad eccezione di
Macao
. Le ferrovie si sforzano di soddisfare l'enorme domanda, in particolare durante la festa del
Capodanno cinese
, quando si realizza la più grande migrazione umana annuale del mondo.
229
Nel 2013 le ferrovie cinesi permisero
2 106
milioni spostamenti di utenti, generando
1 059,56
passeggeri per chilometro e trasportarono
3 967
milioni di tonnellate di merci, generando
2 917,4
tonnellate di merci per chilometro.
230
È degna di nota la
ferrovia del Qingzang
, inaugurata nel 2006 a coronamento di un progetto iniziato negli anni cinquanta, che collega
Lhasa
, capitale del
Tibet
, al resto della rete nazionale: è la strada ferrata più alta del mondo, sviluppandosi per l'80% del suo percorso oltre i
4 000
metri e toccando i
072
Tang Gu La
, ed è per questo anche una delle infrastrutture ferroviarie di più alto livello tecnologico.
Il
transrapid di Shanghai
La
ferrovia ad alta velocità in Cina
, costruita a partire dai primi anni 2000, nel 2013 contava una rete di
11
028
km
ed era la rete di
ferrovia ad alta velocità
più lunga al mondo.
231
La rete comprende la
ferrovia Pechino-Canton-Shenzhen-Hong Kong
, la singola linea ad alta velocità più lunga al mondo, e la
linea ad alta velocità Pechino-Shanghai
, che ha tre dei più lunghi ponti ferroviari di tutto il mondo.
232
Si prevede che la rete ad alta velocità possa raggiungere i
16
000
km
complessivi entro il 2020.
233
Il
Transrapid
di Shanghai, che raggiunge
431
km/h
, è il più veloce servizio ferroviario commerciale nel mondo.
234
Il terminal 3 dell'
Aeroporto di Pechino-Capitale
A partire da maggio 2014 venti città cinesi possiedono sistemi di trasporto pubblico urbano, con una dozzina di città che le raggiungeranno entro il 2020.
235
La
metropolitana di Shanghai
, la
metropolitana di Pechino
, la
metropolitana di Canton
, la
MTR di Hong Kong
e la
metropolitana di Shenzhen
sono tra le più lunghe e le più trafficate del mondo. Hanno costruito una rete
metropolitana
, nell'ordine:
Pechino
(1969), Hong Kong (1979),
Tientsin
(1980),
Shanghai
(1995),
Canton
(1999),
Changchun
(2002),
Dalian
(2003),
Shenzhen
(2004),
Wuhan
(2004),
Nanchino
(2005) e
Chongqing
(2005),
Shenyang
(2009),
Chengdu
Foshan
(2010),
Xi'an
(2011),
Hangzhou
Suzhou
Kunming
nel 2012,
Harbin
Zhengzhou
nel 2013, nel 2014 è la volta di
Changsha
Ningbo
Wuxi
Qingdao
Nanchang
(2015), nel 2016 il servizio di metropolitana si avvia a
Nanning
Fuzhou
Hefei
e a
Dongguan
, nel 2017 tocca a
Shijiazhuang
Guiyang
Xiamen
, inaugura nel 2018 a
Ürümqi
e l'ultima inaugurata è la
metropolitana di Lanzhou
il 20 giugno 2019.
Nel 2016 la
rete aeroportuale della Cina
era composta da 218 aeroporti civili
236
e nello stesso anno veniva superata per la prima volta la quota di un miliardo di passeggeri annui.
237
Nel 2013 più di due terzi degli aeroporti in costruzione in tutto il mondo erano in Cina
238
e la statunitense
Boeing
si aspetta che la flotta cinese degli aerei commerciali possa crescere dai
1 910
aeromobili del 2011 ai
5 980
nel 2031.
238
Con la rapida espansione nel settore dell'aviazione civile, i maggiori aeroporti della Cina sono stati inseriti nelle liste degli aeroporti più trafficati al mondo. Nel 2013 l'
aeroporto di Pechino-Capitale
si piazzava al secondo posto per traffico passeggeri al mondo (nel 2002 copriva la 26ª posizione). Nel 2010 l'
aeroporto internazionale di Hong Kong
e l'
aeroporto internazionale di Shanghai-Pudong
erano al primo e al terzo posto nel trasporto merci.
Circa l'80% dello
spazio aereo
della Cina rimane limitato per uso militare e le
compagnie aeree
cinesi sono tra le meno efficienti tra le compagnie asiatiche in termini di ritardi.
239
La Cina possiede inoltre
2 000
porti marittimi e fluviali
, 130 circa dei quali sono aperti ai traffici internazionali. Nel 2012 i porti di
Shanghai
, di
Hong Kong
, di
Shenzhen
, di
Ningbo-Zhoushan
, di
Guangzhou
, di
Qingdao
, di
Tianjin
e di
Dalian
erano classificati tra i primi al mondo nel traffico
container
e merci.
240
Il porto di Shanghai
Il 23 ottobre 2018 è stato aperto il
Ponte Hong Kong-Zhuhai-Macao
, il ponte più lungo del mondo.
Ambiente
modifica
modifica wikitesto
Lo stesso argomento in dettaglio:
Ambiente della Cina
Fauna selvatica in Cina
Le principali regioni della Cina
Il territorio cinese, quarto Paese del mondo per estensione, varia in altitudine dal livello del mare, ad est, alla vetta dell'
Everest
(la montagna più alta del mondo), al confine con il Nepal. Le regioni meridionali confinanti con
Laos
Vietnam
Myanmar
sono ricoperte da
foreste pluviali
tropicali, mentre in Mongolia Interna sul
permafrost
del Grande Khingan cresce una vegetazione simile alla
tundra
. La Cina ospita inoltre le più importanti zone umide dell'Estremo Oriente, il più lungo fiume dell'Asia (il Fiume Azzurro) e le sorgenti di due fiumi di inestimabile importanza per centinaia di milioni di persone dell'Asia meridionale e sud-orientale, ossia il
Brahmaputra
e il
Mekong
. Tuttavia un quinto della Cina è coperto anche da
deserti
, soprattutto nel nord-ovest del Paese, e aride
steppe
ricoprono vaste zone dei monti
Altai
Tian Shan
Kunlun
nell'estremo ovest, regioni che non possono essere raggiunte né dal monsone di sud-ovest, bloccato dall'altopiano tibetano, né da quello di sud-est, che non raggiunge la zona per la notevole distanza dal mare. Questa gran diversità di topografia e
habitat
ha portato a un notevole sviluppo della vita
vegetale
animale
Foreste
modifica
modifica wikitesto
In Cina si riscontra una gran varietà di
foreste
. Sia nelle zone nord-orientali che in quelle nord-occidentali si innalzano montagne ricoperte da gelide foreste di conifere in cui vivono animali come l'
alce
e l'
orso dal collare
, oltre a circa 120 specie di uccelli. Nelle foreste di
conifere
più umide spesso si sviluppano boschetti di
bambù
, rimpiazzati, ad altitudini più elevate, da boscaglie di
rododendri
ginepri
tassi
. Le foreste
subtropicali
, che dominano le regioni della Cina centrale e meridionale, sono il regno di circa
146 000
specie
vegetali
, ma anche del famoso
panda gigante
, del
rinopiteco dorato
e della
tigre
della Cina meridionale. Le foreste pluviali
tropicali
e quelle monsoniche, confinate allo
Yunnan
e ad
Hainan
, contengono circa un quarto di tutte le
specie
vegetali e animali della Cina.
La Cina ha aumentato la copertura forestale del 40% tra il 1990 e il 2020.
241
Praterie
modifica
modifica wikitesto
Le
praterie
ricoprono circa un terzo della superficie totale della Cina. Di queste le più vaste e fertili sono concentrate quasi tutte in Mongolia Interna,
Ningxia
, in alcune zone del
Qinghai
e in
Tibet
. Queste distese erbose sono l'habitat principale di tre specie a rischio di estinzione: il
cavallo di Przewalski
, l'
asino selvatico asiatico
e il
cammello della Battriana
(l'antenato dei cammelli domestici). Spesso gli animali selvatici entrano in competizione diretta con quelli domestici e perciò i carnivori presenti nell'area vengono avvelenati o catturati con trappole; molto frequenti sono anche gli incendi appiccati volutamente dall'uomo per incrementare le zone di
pascolo
. Tale pratica è stata recentemente vietata dal governo, ma nelle aree più remote la
legge
è difficile da far rispettare.
Ecosistemi d'acqua dolce
modifica
modifica wikitesto
Fiume Lijiang
Gli habitat d'
acqua dolce
ricoprono un ruolo importantissimo in Cina e un'altissima percentuale della popolazione dipende direttamente dalle
zone umide
paludi
fiumi
laghi
per l'attività economica, l'irrigazione e l'acqua potabile. Sei dei più importanti fiumi del mondo nascono dagli
altopiani
della Cina occidentale. Il
Fiume Giallo
Huang He
), il
Fiume Azzurro
Chang Jiang
), il
Lancang Jiang
Mekong
) e il
Salween
nascono dalle zone orientali dell'
altopiano del Tibet
Qinghai
, mentre l'
Indo
e il
Brahmaputra
da quelle meridionali. Questi fiumi sono una fonte inesauribile di acqua, utilizzata sia per bere sia a scopo agricolo, ma anche un'importantissima via di comunicazione; non bisogna inoltre dimenticare l'importanza culturale e religiosa che rivestono per circa due miliardi di abitanti di Cina,
India
Pakistan
Bangladesh
Asia sud-orientale
. I fiumi suddetti danno origine a molte delle migliaia di laghi d'acqua dolce della regione.
Nel nord-est si trova la maggior parte delle paludi d'acqua dolce della Cina. Un'area di
20 000
chilometri quadrati della pianura di Sanjiang, nell'
Heilongjiang
, è essenzialmente una distesa di laghi d'acqua dolce poco profondi e di letti fluviali dove i fiumi Heilongjiang,
Sungari
Wusuli
si riuniscono insieme. Questo
ecosistema
si riscontra anche nel
Jilin
, nel
Liaoning
e in Mongolia Interna. Una delle più note aree protette di palude è la riserva naturale di Zhalong, un'area di
2 000
chilometri quadrati, creata nel
1979
per proteggere i siti di nidificazione della
gru della Manciuria
e di altri uccelli che vi trascorrono l'inverno. Queste paludi sono anche di grande valore per la raccolta di canne, la maggior parte delle quali viene trasformata in pasta per
carta
. Gli uccelli acquatici possono vivere nei terreni di raccolta delle canne, almeno ai livelli attuali, dando vita a un connubio tra conservazione della natura e sviluppo economico. Nel
Sichuan
occidentale le paludi offrono terreno di nidificazione alle
gru collonero
e alle
oche indiane
Tra i laghi della Cina vi sono le più famose
zone umide
dello Stato: il
Poyang Hu
, nel
Jiangxi
, e il
Dongting Hu
, nell'
Hunan
. Il
Dongting Hu
, il secondo lago d'acqua dolce più grande della Cina, è di estrema importanza per varie specie di animali selvatici, come il
lipote
e lo storione cinese, ma anche per molti uccelli acquatici che vi svernano. Il Poyang Hu è formato da un complesso di laghetti e zone paludose la cui estensione varia stagionalmente; le inondazioni estive rendono fertilissimo il terreno circostante in autunno e tale caratteristica attrae sia i contadini che gli uccelli migratori. L'importanza dell'area è difficile da sopravvalutare, dato che questi laghi costituiscono l'habitat di svernamento per la quasi totalità della popolazione globale di
gru siberiana
(circa duecento esemplari), così come per cinquecentomila uccelli che fanno del Poyang Hu la propria dimora durante i mesi invernali. Tuttavia dal 2000 alcuni dei più grandi laghi del Poyang sono rimasti in secca alla fine dell'autunno e gli uccelli acquatici si sono ritrovati con una minore disponibilità di cibo.
Laghi d'acqua salata
modifica
modifica wikitesto
Circa metà dei laghi della Cina sono
salati
e anche questi, come quelli d'acqua dolce, offrono rifugio a moltissimi uccelli acquatici. Quasi tutti sono concentrati nella Cina nord-occidentale, nei bacini
endoreici
dell'altopiano tibetano settentrionale e del bacino del
Qaidam
. Il più grande di essi è il
Qinghai
, uno specchio d'acqua di 4426
km² che ogni estate attrae migliaia di uccelli, compresi i
cormorani
, i
gabbiani del Pallas
, le
oche indiane
e le
avocette bianche e nere
. Allo stesso modo il bacino del
Tarim
, nello
Sinkiang
, dà sostentamento a una delle più grandi popolazioni di
cicogne nere
della Cina. La zona dell'
altopiano di Ordos
, in Mongolia Interna, così come il
Taolimiao-Alashan Nur
(un lago dello Xinjiang), offre terreno di nidificazione al raro
gabbiano relitto
. La maggior parte di questi laghi e paludi varia di livello a seconda delle stagioni ed è minacciata dal sempre più consistente bisogno d'acqua per l'utilizzo umano.
Zone umide costiere
modifica
modifica wikitesto
Spiagge sul
mar Cinese Meridionale
La linea costiera della Cina si snoda per circa
18
000
km
e si estende dal
golfo di Bohai
, gelato in inverno, alle acque tropicali del
mar Cinese Meridionale
. Le zone umide costiere sono un'importante zona di sosta per gli uccelli che seguono la rotta migratoria tra la
Siberia
e l'
Australia
. L'isola di
Chongming
, nel delta del Fiume Azzurro, presso
Shanghai
(la più grande città della Cina e una delle regioni a maggior sviluppo demografico) gioca un'importanza vitale per questi migratori.
Cultura
modifica
modifica wikitesto
Lo stesso argomento in dettaglio:
Cultura cinese
Rappresentazione all'
opera di Pechino
Fin dai tempi antichi la cultura cinese è stata fortemente influenzata dal
confucianesimo
e dalle correnti filosofiche. Per gran parte del periodo dinastico la possibilità di scalare la piramide sociale era correlata all'ottenere un buon risultato nel prestigioso
esame imperiale
, istituzione che risale alla
dinastia Han
242
L'enfasi dell'esame scritto ha influenzato la percezione generale della raffinatezza culturale, portando a ritenere che la
calligrafia
, la
poesia
e la
pittura
fossero forme d'arte superiori alla
danza
e al
teatro
. La cultura cinese ha sempre sottolineato un profondo senso della storia e della prospettiva dell'introspezione nazionale. Gli esami
meritrocratici
sono ancora molto apprezzati nella Cina odierna.
243
I primi
leader
della Repubblica Popolare Cinese erano nati durante il tradizionale ordine imperiale, ma furono influenzati dal
movimento del 4 maggio
e dagli ideali riformisti. Pertanto cercarono di modificare alcuni aspetti tradizionali della cultura, come il possesso della terra, il sessismo e il sistema di istruzione di stampo confuciano; conservando invece altre caratteristiche come la struttura familiare e l'obbedienza allo Stato. Alcuni osservatori hanno visto il periodo successivo alla costituzione della RPC del 1949 come continuazione della tradizionale dinastica cinese, mentre altri hanno sostenuto che il Partito Comunista abbia danneggiato le fondamenta della cultura cinese, in particolare attraverso la
rivoluzione culturale
del 1960 che ha radicalmente modificato molti aspetti tradizionali della cultura, classificandoli come "regressivi o dannosi" e "vestigia feudali". Molti aspetti importanti della cultura e morale cinese, come il confucianesimo, l'arte, la letteratura e le arti dello spettacolo, come l'
opera di Pechino
, hanno subito modifiche per essere conformi con le politiche governative e di propaganda.
244
Il governo ha accettato numerosi elementi della cultura tradizionale cinese come parte integrante della società. Con l'ascesa del nazionalismo e la fine della rivoluzione culturale si è assistito a una forte ripresa delle varie forme d'arte della letteratura, della musica, del cinema, della moda e dell'architettura
245
246
e l'artigianato ha suscitato un grande interesse nazionale e internazionale.
247
Arte
modifica
modifica wikitesto
Lo stesso argomento in dettaglio:
Arte cinese
Pittura cinese
Architettura cinese
La
Pagoda della Grande Oca Selvatica
, costruita a
Xi'an
nel
VII secolo
, durante la
dinastia Tang
L'
architettura cinese
tradizionale è stata influenzata dall'
arte greco-buddhista
del I secolo d.C.
248
Le costruzioni erano realizzate generalmente in
legno
mattone
248
le
colonne
solitamente erano dotate di una base molto alta e prive di
capitello
248
I tetti presentavano spesse gronde leggermente ricurve e rivolte verso l'alto.
248
Vi sono varie decorazioni policrome, come piastrelle, tegole, intarsi, campane e stucchi, dotati di una vasta varietà di dettagli.
248
Dopo l'avvento della RPC l'architettura ha subito un processo di rimodernamento e dal 1980 ha iniziato a diversificarsi.
249
Ascoltando tranquillamente il vento tra i pini
, di
Ma Lin
XIII secolo
), pittura su seta,
226 × 110
cm
La nascita della pittura cinese si stima sia avvenuta circa
5 000
anni fa, quando i cinesi disegnavano immagini di esseri umani e animali nelle rocce grazie a coloranti minerali e compivano delle decorazioni su vari oggetti di
ceramica
250
I disegni si sono poi evoluti in motivi mistici su pezzi
bronzo
. Le prime pitture su
seta
che sono giunte fino a noi, si presume che siano state dipinte circa
2 000
anni addietro.
250
I primi dipinti avevano come soggetto figure umane a raffigurazioni di paesaggi con uccelli e piante.
250
A partire dal
XVII secolo
i dipinti provenienti dall'Europa sono stati introdotti nella Cina e questo tipo di arte venne chiamata "pittura occidentale" mentre l'arte nazionale assunse la denominazione di "pittura tradizionale cinese". In Estremo Oriente la rappresentazione dei paesaggi rurali è stata l'oggetto predominante dell'arte.
250
Patrimoni dell'umanità
modifica
modifica wikitesto
Lo stesso argomento in dettaglio:
Patrimoni dell'umanità della Cina
Il patrimonio culturale della Cina è testimoniato anche dalla presenza di siti (oltre 50) che risultano iscritti nella
Lista dei patrimoni dell'umanità
dell'
UNESCO
Cinema
modifica
modifica wikitesto
Lo stesso argomento in dettaglio:
Cinema cinese
Il
cinema
ha fatto il suo ingresso in Cina nel 1896 e la prima produzione cinese è stata realizzata nove anni più tardi, nel 1905:
Il monte Dingjun
, una registrazione di un'
opera di Pechino
251
Mentre durante ventesimo secolo il cinema è progredito in occidente, in Cina in pochi decenni è passato dal successo iniziale alla decadenza, riflettendo la situazione politica del Paese.
252
Con la liberalizzazione del 1970 i film cinesi cominciarono ad apparire all'estero. Nel 1997 la
Fabbrica dei sogni
di
Feng Xiaogang
è diventato il primo film cinese a ottenere successo commerciale e di critica in Occidente.
253
Tutti i film, anche stranieri, prima di essere proiettati nel Paese devono essere approvati dal Consiglio di Stato, il quale spesso interviene
censurando
alcune scene.
254
Sette dei dieci film di maggior successo sono produzioni nazionali.
255
L'industria cinematografica è in continua ascesa;
Lost in Thailandia
(2012) è stato il primo film a incassare più di un miliardo di yuan.
255
Tra gli illustratori e designer cinesi che si sono affermati tra il XX e il XXI secolo si ricorda
Tyrus Wong
, che lavorò anche per la Walt Disney Productions e creatore del personaggio di
Bambi
Musica
modifica
modifica wikitesto
Lo stesso argomento in dettaglio:
Musica cinese
Anche nel campo musicale il popolo cinese ha espresso importanti contributi e la musica cinese si è evoluta anche nel corso dei tempi moderni.
Danza
modifica
modifica wikitesto
Lo stesso argomento in dettaglio:
Danza in Cina
Per quanto concerne la danza si ricordano due particolari tipi di danza cinese: la
Danza del leone
e la
Danza del drago
. "Danza cinese" è un "termine generale" per la danza classica cinese, la danza popolare cinese e la danza popolare, ed è anche usato per riferirsi al termine generale per le discipline di danza cinesi che non sono state ancora suddivise.
La danza cinese è stata fondata negli anni '50. La formazione di base si basa sul sistema di allenamento del balletto e integra tecniche e abilità come arti marziali cinesi, opera tradizionale e acrobazie popolari come mani, occhi, corpo, gioco di gambe e passi; over è l'abilità nazionale della danza cinese Nel processo di salto: torcersi, inclinarsi, capovolgersi, schivare, aprirsi, saltare e muoversi. Anche le girelle laterali in aria hanno nuovi sviluppi.
Letteratura
modifica
modifica wikitesto
Questa voce o sezione
sull'argomento letteratura è ritenuta
da controllare
Motivo
traduzione smozzicata con palesi errori nei contenuti, va totalmente rivista e riscritta alla luce delle verità storiche e scientifiche
Partecipa alla
discussione
e/o
correggi
la voce.
Segui i suggerimenti del
progetto di riferimento
Lo stesso argomento in dettaglio:
Letteratura cinese
Poema di
Mi Fu
dell'epoca della
dinastia Song
La letteratura cinese è nata come un modo per preservare le memorie e le divinazioni sugli
ossi oracolari
256
La vasta collezione di libri che sono stati conservati a partire dalla
dinastia Zhou
dimostrano la loro prestigio intellettuale. L'epoca della dinastia Zhou è spesso vista come un importante sviluppo culturale della Cina. I cinque
punti cardinali
erano alla base di quasi tutti i principali studi. I concetti trattati dai testi classici cinesi presentano una vasta gamma di argomenti, tra cui la
poesia
, l'
astrologia
, l'
astronomia
, il
calendario
e le
costellazioni
257
Molti dei concetti tipici cinesi, come lo
yin e yang
, il
qi
e i quattro pilastri del destino in relazione con il cielo e la terra, sono stati teorizzati nei periodi dinastici.
258
Alcuni dei più importanti scritti antichi sono
I Ching
Shujing
nei
Quattro Libri
e nei
Cinque Classici
257
Il periodo di regno della
dinastia Song
fu anch'esso ricco di produzione di letteratura scientifica e ha visto la realizzazione di opere come
Xin Yixiang Fayao
di
Su Song
Mengxi Bita
di
Shen Kuo
259
260
Sono state realizzate anche molte opere di storiografia e grandi enciclopedie, come
Zizhi Tongjian
di
Sima Guang
(1084) e i
Quattro Grandi Libri dei Song
completamente compilati e modificati nell'XI secolo.
261
262
Molti dei personaggi della letteratura cinese facevano parte del governo del Paese o ricoprivano importanti posizioni. Essi parlavano consapevolmente e talvolta proponevano e dirigevano nuove forme di governo. Nel XVII secolo gli autori cinesi produssero da soli più testi che il resto del mondo.
263
Molti romanzi come i
Quattro grandi romanzi classici
fecero nascere innumerevoli storie di finzione. Alla fine della
dinastia Qing
la cultura cinese si avviò verso una nuova era in cui la scrittura era alla portata dei cittadini comuni.
264
Hu Shih
Lu Xun
sono stati pionieri della letteratura moderna. Nel 2000
Gao Xingjian
ha vinto il
premio Nobel per la letteratura
grazie ai suoi romanzi, come
La montagna dell'anima
(1989), che è stata tradotta in diverse lingue.
265
Il premio Nobel per la letteratura di Gao Xingjian ha suscitato polemiche nella Cina continentale. Alcune persone pensano che ci siano molti scrittori migliori in Cina, e ha vinto il premio per la sua posizione politica; alcune persone si oppongono all'affermazione del primo, credendo che abbia un significato positivo nella letteratura cinese.
Filosofia
modifica
modifica wikitesto
Lo stesso argomento in dettaglio:
Filosofia cinese
Ritratto di
Confucio
Uno dei più importanti filosofi cinesi fu
Confucio
da cui derivò il movimento di pensiero noto come
confucianesimo
Altri importanti filosofi cinesi sono
Sun Tzu
, generale che scrisse "
l'arte della guerra
" e
Laozi
, fondatore del
taoismo
Nel XX secolo si affermò la dottrina politica, ma fondata sul pensiero del presidente cinese
Mao Zedong
, nota come
maoismo
Scienza e tecnologia
modifica
modifica wikitesto
Lo stesso argomento in dettaglio:
Scienza e tecnologia in Cina
Nella storia
modifica
modifica wikitesto
La Cina è stata
leader
mondiale nel campo della scienza e della tecnologia fino dalla
dinastia Ming
. Antiche scoperte e invenzioni cinesi come la carta, la stampa, la
bussola
e la
polvere da sparo
si diffusero poi in
Asia
e in
Europa
. I matematici cinesi sono stati i primi a utilizzare i
numeri negativi
266
267
Tuttavia, a partire dal XVII secolo, il mondo occidentale ha superato la Cina nello sviluppo scientifico e tecnologico.
268
Le cause di questa
grande divergenza
continuano a essere discusse.
269
Dopo le ripetute sconfitte militari da parte delle nazioni occidentali nel XIX secolo i riformatori cinesi iniziarono la promozione della scienza moderna e della tecnologia come parte del movimento di auto-rafforzamento. Dopo che i comunisti presero il potere nel 1949 si è cercato di organizzare la scienza e la tecnologia basandole sul modello dell'
Unione Sovietica
, in cui la ricerca era in gran parte pianificata dal governo centrale.
270
Dopo la morte di Mao nel 1976 la scienza e tecnologia sono state comprese nelle "
quattro modernizzazioni
271
e il sistema accademico di ispirazione sovietica è stato gradualmente riformato.
272
Nell'era moderna
modifica
modifica wikitesto
Il lancio di un razzo cinese Lunga Marcia 3B
Dalla fine della rivoluzione culturale la Cina ha fatto significativi investimenti nel campo della ricerca scientifica,
273
con 163 miliardi di dollari spesi in ricerca e sviluppo nel 2012.
274
La scienza e la tecnologia sono considerati di vitale importanza per la realizzazione economica del Paese e per i suoi obiettivi politici e talvolta esse vengono prese come fonte di orgoglio nazionale tanto che a volte si descrive come "tecno-nazionalismo".
275
Nonostante l'aumento delle spese in questo campo, il sistema di finanziamento non è ancora trasparente e la quota del bilancio si sta restringendo.
273
Nel 2011 la Cina ha dedicato il 4,7% e l'11,8% del suo bilancio totale rispettivamente per la ricerca di base e la ricerca applicata, una percentuale significativamente inferiore alle principali potenze tecnologiche come gli Stati Uniti e il Giappone.
276
La Cina sta rapidamente sviluppando un sistema di istruzione che ponga l'accento sulla scienza, sulla matematica e sull'ingegneria; nel 2009 ha prodotto oltre
10 000
laureati in ingegneria e
500 000
laureati in scienze, più di qualsiasi altro Paese.
277
La Cina è anche il secondo più grande editore al mondo di pubblicazioni scientifiche; la produzione nel solo 2010 è stata di
121 500
articoli, tra cui
5 200
apparsi sulle principali riviste scientifiche internazionali.
278
Società tecnologiche cinesi come
Huawei
Lenovo
sono diventati
leader
mondiali nel settore delle telecomunicazioni e dei
personal computer
279
280
281
e i
supercomputer
cinesi sono costantemente classificati
tra i più potenti al mondo
282
283
La Cina sta inoltre vivendo una significativa crescita nell'uso di robot industriali; tra il 2008 e il 2011 l'installazione di robot multiruolo in fabbriche cinesi è aumentato del 136%.
284
La Cina nello spazio
modifica
modifica wikitesto
Il
programma spaziale cinese
è uno dei più attivi al mondo ed è fonte importante di orgoglio nazionale.
285
286
Nel 1970 la Cina ha lanciato il suo primo
satellite
, il
Dong Fang Hong I
, diventando il quinto Paese a farlo in modo indipendente.
287
Nel 2003 la Cina è diventata il terzo Paese a inviare autonomamente esseri umani nello spazio, grazie alla missione di
Yang Liwei
a bordo della
Shenzhou 5
; al 2015 dieci cittadini cinesi hanno viaggiato nello spazio, tra cui due donne. Nel 2011 è stato lanciato il primo laboratorio orbitale cinese, il
Tiangong 1
, e questo segna il primo passo di un progetto per assemblare una grande stazione abitata dai primi anni del 2020.
288
Nel 2013 la Cina ha fatto atterrare con successo la sonda
Chang'e 3
e il rover
Yutu
sulla
Luna
; vi è la previsione di raccogliere campioni di suolo lunare entro il 2017 Nel 2019 la Cina ha fatto allunare una sonda nel lato nascosto della Luna, prima al mondo.
289
24 aprile 1970: viene lanciato
Dong Fang Hong 1
, il primo satellite cinese lanciato nello spazio.
15 ottobre 2003:
Yang Liwei
è il primo cinese ad andare nello spazio
16 giugno 2012:
Liu Yang
è la prima donna cinese ad andare nello spazio
Fisica
modifica
modifica wikitesto
Nel campo della fisica da ricordare le figure di
Tsung-Dao Lee
e di
Chen Ning Yang
e i loro contributi alle scoperte riguardo alla
particella elementare
, vincitori del
Premio Nobel per la fisica
, nel 1957 (primi cinesi a vincere un Nobel).
Tra il XX e il XXI secolo si distinse la figura di
Charles K. Kao
, pioniere della
fibra ottica
Premio Nobel per la fisica
, nel 2009.
Medicina
modifica
modifica wikitesto
Lo stesso argomento in dettaglio:
Medicina tradizionale cinese
Un aspetto rilevante nell'ambito scientifico cinese è dato dalla medicina: tra i grandi medici e naturalisti cinesi spicca la figura di
Li Shizhen
(1518-1593), autore di un'enciclopedia medica e naturalistica chiamata
Běncǎo Gāngmù
(1596). La teoria della medicina tradizionale cinese si è formata fondamentalmente durante il periodo primaverile e autunnale e il periodo degli Stati Combattenti, ed è stata riassunta e sviluppata nelle dinastie successive. Inoltre, ha un'influenza di vasta portata sui paesi nel circolo culturale dei caratteri cinesi, come la medicina giapponese, la medicina coreana, la medicina coreana e la medicina vietnamita, tutte sviluppate sulla base della medicina tradizionale cinese.
La medicina tradizionale cinese racchiude l'esperienza e le conoscenze teoriche della lotta contro le malattie dell'antico popolo cinese: è un sistema medico teorico formatosi e sviluppato gradualmente attraverso la pratica medica a lungo termine sotto la guida dell'antico materialismo semplice e della dialettica spontanea. La teoria della medicina tradizionale cinese nel periodo primaverile e autunnale e nel periodo degli Stati Combattenti si è sostanzialmente formata, con l'emergere dell'anatomia e delle sottodiscipline mediche, e sono state adottate le "quattro diagnostiche". Il classico di medicina interna dell'imperatore giallo è una delle quattro opere classiche della medicina tradizionale cinese ed è anche il primo classico medico nella casa del tesoro della medicina cinese. Allo stesso tempo, è un capolavoro medico che studia la fisiologia umana, la patologia, la diagnostica, i principi di trattamento e la farmacologia. Teoricamente stabilito la "teoria dello Yin-Yang e dei cinque elementi", "teoria del polso", "teoria dello zangxiang", "teoria dei meridiani", "teoria dell'eziologia", "teoria della patogenesi", "malattia", "metodo diagnostico" nella medicina tradizionale cinese. Sul trattamento e sulle teorie della "conservazione della salute" e della "scienza della fortuna", in seguito la medicina tradizionale cinese e la conservazione della salute iniziarono a spiegare la fisiologia umana con yin e yang e cinque elementi, e "ingegneria medica", aghi d'oro, chiavi di bronzo, ecc. è apparso. Si riferisce alla medicina basata sulla medicina tradizionale creata dalla nazionalità Han in Cina, è una disciplina che studia la fisiologia umana, la patologia, la diagnosi e la prevenzione delle malattie.
Matematica
modifica
modifica wikitesto
Nel XX secolo un importante contributo alla
teoria dei numeri
venne dato da
Chen Jingrun
Dal 1989, la Cina è stata per 22 volte al 1º posto nella classifica delle nazioni stilata in ogni edizione delle
Olimpiadi internazionali della matematica
, vincendo un totale 168 medaglie d'oro, 36 d'argento e 6 di bronzo.
290
Sport
modifica
modifica wikitesto
Gara di
dragonboat
, uno sport molto popolare in Cina
La Cina vanta una delle più antiche culture sportive al mondo. Vi sono testimonianze che il
tiro con l'arco
shèjiàn
) sia praticato fin dalla
dinastia Zhou occidentale
. Anche il gioco con la spada (
jianshu
) e il
cuju
sono sport che risalgono alle prime dinastie.
291
292
Alcuni degli sport più popolari del Paese includono; le
arti marziali
, la
pallacanestro
, il
calcio
, il
ping pong
, il
nuoto
e il
biliardo
. Giochi da tavolo come il
Go
(noto in Cina come
weiqi
), lo
Xiangqi
, il
Mahjong
e più recentemente gli
scacchi
, sono praticati a livello professionale.
293
La forma fisica è ampiamente sottolineata nella cultura cinese con ginnastica mattutina, con il
qigong
e il
taijiquan
, che sono ampiamente praticati, e le palestre e centri di
fitness
guadagnano sempre più popolarità.
294
I giovani cinesi apprezzano anche il calcio e il basket, in particolare nei centri urbani. La Cina ha ospitato nel 2019 la XVII edizione della
FIBA World Cup
. La
National Basketball Association
statunitense ha un enorme seguito tra i giovani cinesi, con giocatori cinesi come
Yao Ming
Jeremy Lin
tenuti in grande considerazione.
295
La Cina è inoltre la patria di un gran numero di ciclisti, con circa 470 milioni di biciclette registrate nel 2012.
227
Molti sport più tradizionali, come il
dragonboat
, il wrestling in stile mongolo e le corse dei cavalli sono molto popolari.
296
Nuoto
modifica
modifica wikitesto
Tra le migliori nuotatrici cinesi vi è
Ye Shiwen
, vincitrice, tra l'altro, dell'oro ai mondiali di Shanghai 2011 e dell'oro alle olimpiadi di Londra.
Calcio
modifica
modifica wikitesto
La
Nazionale di calcio della Cina
, fondata nel 1924, ha ottenuto i migliori risultati, in particolare, in
Coppa d'Asia
raggiungendo il secondo posto nel 1984 e nel 2004, senza mai riuscire a vincere il titolo continentale. Nel 2002 la nazionale ha partecipato al
Mondiale di calcio
, uscendo al primo turno.
Giochi olimpici
modifica
modifica wikitesto
Lo stesso argomento in dettaglio:
Cina ai Giochi olimpici
La prima medaglia olimpica per la Cina fu la medaglia d'oro conquistata nel tiro a segno da
Xu Haifeng
, ai Giochi olimpici di Los Angeles 1984.
La Cina occupa la terza posizione nel medagliere complessivo dei Giochi olimpici.
L'atleta cinese più medagliata ai Giochi olimpici è
Wu Minxia
, nei tuffi, con 5 ori, 1 argento e 1 bronzo.
La Cina ha ospitato rispettivamente le olimpiadi e le paralimpiadi di
Pechino 2008
e le olimpiadi e le paralimpiadi invernali di
Pechino 2022
. Con ciò Pechino è diventata la prima città ad ospitare l'edizione estiva e invernale.
Sport motoristici
modifica
modifica wikitesto
Zhou Guanyu
, primo pilota cinese in Formula 1.
Dal
2004
al
2019
, e nuovamente dal
2024
si svolge, presso il
Circuito di Shanghai
il
Gran Premio di Cina
nel
Campionato mondiale di Formula 1
. Nel
2022
Zhou Guanyu
297
ingaggiato dall'
Alfa Romeo
, è il primo pilota cinese a gareggiare in questa categoria riuscendo nell'impresa di andare a punti all'esordio.
298
Sullo stesso circuito impiegato per la Formula 1, dal
2005
al
2008
, si è svolto il
Gran Premio motociclistico di Cina
valevole per le classi 125, 250 e
MotoGP
. La prima edizione ha coinciso con la partecipazione, in qualità di
wild card
, di ben otto piloti cinesi tra 125 e 250. Il
2023
vede l'esordio di una casa motociclistica cinese in un campionato mondiale di motociclismo su pistaː viene infatti schierata la Kove 321RR nel
Campionato mondiale Supersport 300
299
Tradizioni
modifica
modifica wikitesto
Gastronomia
modifica
modifica wikitesto
Lo stesso argomento in dettaglio:
Cucina cinese
Cucina di Hong Kong
Alcuni piatti della cucina tipica cinese: ciotole di riso,
gamberetti
melanzane
tofu
, verdure fermentate, anatra e piatto centrale con carne e germogli di bambù
La
cucina cinese
è molto varia ed è il risultato di millenni di storia e di sviluppo. Gli imperatori dell'antica Cina possedevano molte stanze adibite al pranzo nei loro palazzi, ognuna delle quali divisa in diverse zone, in cui era servito un piatto diverso.
300
L'alimento base della cucina cinese è il riso, mentre il maiale è la carne più mangiata che rappresenta i tre quarti del totale svolgendo pertanto un ruolo fondamentale.
301
La cucina cinese non può tuttavia considerarsi unica, in quanto coesistono numerosi stili, come la
cucina di Hong Kong
e il cibo cinese americano.
I principali ingredienti utilizzati nella dieta cinese sono il pollame, il maiale, il manzo, il vitello o l'agnello, le verdure, la frutta e i semi di soia. Tra le spezie più utilizzate vi è lo zenzero e l'aglio; spesso si trovano inoltre le arachidi, il lardo, l'aceto, il vino giallo, il brodo di pollo e maiale e la pasta di sesamo.
302
La Cina è considerata il Paese di origine del tè, poiché vi sono stati sviluppati metodi di coltivazione e produzione antichi di questo prodotto.
302
Al contrario dell'Occidente, i principali utensili per mangiare sono le bacchette; questa tradizione è nata in seguito alla consuetudine di avere pezzi di cibo molto piccoli.
302
Tra i piatti più popolari della cucina cinese vi sono: carne di maiale con ananas,
germogli di soia
saltati, pollo con peperoncino piccante e uova fritte con fungo nero o di maiale con pezzi di aglio.
303
Tra i piatti della cucina cinese troviamo gli
involtini primavera
, i
Jiaozi
, i
ravioli Shao Mai
, il
riso alla cantonese
, l'
anatra laccata alla pechinese
, le
uova dei cent'anni
, le
nuvole di drago
, il
pollo alle mandorle
, gli
spaghetti di riso
, il
gelato fritto
, i
gamberi alla piastra
, i
wonton
e i
nidi di rondine
304
Folclore
modifica
modifica wikitesto
Lo stesso argomento in dettaglio:
Folclore cinese
Mitologia cinese
Il folclore cinese include anche canzoni, poesia, danze, burattini e racconti.
Abbigliamento
modifica
modifica wikitesto
Tipico abito tradizionale cinese viene chiamato
Hanfu
. Altri abiti sono il
Changshan
e il
Cheongsam
, mentre un particolare tipo di giacca cinese viene chiamata
Tangzhuang
Festività
modifica
modifica wikitesto
Il governo cinese riconosce sette festività per tutto il popolo e altre quattro dedicate solo a una categoria. Per questo motivo viene utilizzato sia il
calendario gregoriano
, sia il
calendario cinese
. Annualmente il Consiglio di Stato pubblica le date delle feste un paio di giorni prima del 1º gennaio. Dal 2011 le giornate di vacanza vengono correlate con il fine settimana, quindi le feste durano tre giorni.
305
306
Giorno
Festa
Nome locale (
pinyin
Note
1º gennaio
Primo dell'anno
元旦 (
Yuándàn
Inizio del
calendario gregoriano
Per quindici giorni dall'inizio dell'anno
Capodanno cinese
春节 (
Chūn jié
Inizio del
calendario cinese
8 marzo
Giornata internazionale della donna
国际妇女节 (
Guójì fùnǚ jié
Le donne lavorano solo mezza giornata
Quindicesimo giorno dall'equinozio di primavera
Festa di Qingming
清明节 (
Qīngmíng jié
Celebrazioni del
culto degli antenati
20 aprile
Giornata della lingua cinese nelle Nazioni Unite
聯合國中文日 (
Liánhéguó zhōngwén rì
Commemora la figura di
Cangjie
, mitico inventore dei
Caratteri cinesi
1º maggio
Festa del lavoro
劳动节 (
Láodòng jié
Celebrazioni della giornata internazionale dei lavoratori
4 maggio
Giornata della gioventù
青年节 (
Qīngnián jié
I ragazzi dai 14 ai 28 anni lavorano solo mezza giornata
1º di giugno
Giornata del bambino
六一儿童节 (
Liùyī értóng jié
I minori di 14 anni non vanno a scuola
5º giorno del 5º mese lunare
Festa delle barche drago
端午节 (
Duānwǔ jié
Festa per il solstizio d'estate
7º giorno del 7º mese del calendario lunare
Festa di Qixi
七夕节 (
Qīxì jié
Festa degli innamorati, simile al
San Valentino
occidentale
1º agosto
Giorno dell'esercito
建军节 (
Jiàn jūn jié
Il personale militare lavora solo mezza giornata
15º giorno dell'8º mese lunare
Festa di metà autunno
中秋节 (
Zhōngqiū jié
Festa del raccolto
1º di ottobre
Giornata nazionale della Repubblica Popolare Cinese
国庆节 (
Guóqìng jié
Anniversario della costituzione della Repubblica Popolare Cinese, nel 1949
Note
modifica
modifica wikitesto
mongolo
tibetano
uiguro
coreano
kazaco
Cina, Repùbblica Popolare della-
, su
sapere.it
URL consultato il 25 agosto 2016
In precedenza, ossia dal 1949 al 1971, sul seggio cinese alle Nazioni Unite sedeva il rappresentante del governo di
Taiwan
EN
China Population
, su
worldometers.info
URL consultato il 17 dicembre 2025
EN
World Economic Outlook Database, April 2019
, su
imf.org
Fondo Monetario Internazionale
URL consultato il 12 ottobre 2022
Tasso di fertilità nel 2010
, su
data.worldbank.org
URL consultato il 12 febbraio 2013
Cina
, in
Treccani.it – Enciclopedie on line
, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
URL consultato il 7 novembre 2021
EN
Report for Selected Countries and Subjects
, su
IMF
URL consultato il 2 dicembre 2023
Un'organizzazione multilaterale è un'istituzione internazionale finanziata da Paesi che volontariamente vi aderiscono.
Bangladesh–China–India–Myanmar Forum for Regional Cooperation, un Forum per la cooperazione regionale per facilitare commerci e investimenti tra i paesi in questione.
Vogelsang
pagina 18.
Wilkinson, Endymion (2000).
Chinese History: A Manual
. Cambridge, MA: Harvard University Press. Rev. and enl. pagina 132,
ISBN 0-674-00247-4
China
".
The American Heritage Dictionary of the English Language
(2000). Boston and New York: Houghton-Mifflin.
Lydia He Liu,
The Clash of Empires: the invention of China in modern world making
Harvard University Press
, 2009, pp.
77-78,
ISBN
978-0-674-04029-8
«Olivelle's evidence affirms that
cīna
is related to the Qin dynasty but leaves the precise nature of that linkage open to speculation»
Wade, Geoff. "
The Polity of Yelang and the Origin of the Name 'China'
".
Sino-Platonic_Papers
, numero 188, maggio 2009, pagina 20.
Storia della Cina
, Laterza, p.
23,
ISBN
978-88-420-7903-3
Per l'intero paragrafo cfr.
Vogelsang
pagina 8.
Vogelsang
pagina 10.
Vogelsang
pagine 11-12.
Harold M. Tanner,
China: A History
, Hackett Publishing, 2009, pp.
35-36,
ISBN
978-0-87220-915-2
Progetto di cronologia Xia Shang Zhou
della Repubblica Popolare Cinese.
Bronze Age China
, su
nga.gov
, National Gallery of Art
archiviato
il 25 luglio 2013)
China: Five Thousand Years of History and Civilization
, City University of HK Press, 2007, p.
25,
ISBN
978-962-937-140-1
Kenneth Pletcher,
The History of China
, Britannica Educational Publishing, 2011, p.
35,
ISBN
978-1-61530-181-2
Jeaneane D. Fowler e Merv Fowler,
Chinese Religions: Beliefs and Practices
, Sussex Academic Press, 2008, p.
17,
ISBN
978-1-84519-172-6
William G. Boltz,
Early Chinese Writing
, in
World Archaeology
, vol.
17, n.
3, febbraio 1986, p.
436.
David N. Keightley,
Art, Ancestors, and the Origins of Writing in China
, in
Representations
, n.
56, autunno 1996, p.
68.
Pam Hollister,
Zhengzhou
, in Paul E. Schellinger e Robert M. Salkin (a cura di),
International Dictionary of Historic Places: Asia and Oceania
, Fitzroy Dearborn Publishers, 1996, p.
904,
ISBN
978-1-884964-04-6
Keith Allan,
The Oxford Handbook of the History of Linguistics
, Oxford University Press, 2013, p.
4,
ISBN
978-0-19-958584-7
Warring States
, su
Encyclopædia Britannica
Sima Qian,
Records of the Grand Historian: Han Dynasty I
, traduzione di Burton Watson, pp.
11-12,
ISBN
0-231-08165-0
Derk Bodde,
The State and Empire of Ch'in
, in Denis Twitchett e Michael Loewe (a cura di),
The Cambridge History of China: Volume I: the Ch'in and Han Empires, 221 B.C. – A.D. 220
, Cambridge, Cambridge University Press, 1986,
ISBN
0-521-24327-0
Mark Edward Lewis,
The Early Chinese Empires: Qin and Han
, Londra, Belknap Press, 2007,
ISBN
978-0-674-02477-9
Carl J. Dahlman e Jean-Eric Aubert,
China and the Knowledge Economy: Seizing the 21st century
, su
World Bank Publications via Eric.ed.gov
URL consultato il 22 ottobre 2012
Candice Goucher e Linda Walton,
World History: Journeys from Past to Present – Volume 1: From Human Origins to 1500 CE
, Routledge, 2013, p.
108,
ISBN
978-1-135-08822-4
Marvin C. Whiting,
Imperial Chinese Military History
, iUniverse, 2002, p.
214.
Ki-Baik Lee,
A new history of Korea
, Harvard University Press, 1984, p.
47,
ISBN
978-0-674-61576-2
David Andrew Graff,
Medieval Chinese warfare, 300–900
, Routledge, 2002, p.
13
ISBN
0-415-23955-9
S. A. M. Adshead,
T'ang China: The Rise of the East in World History
, New York, Palgrave Macmillan, 2004, p.
54.
Sadao Nishijima,
The Economic and Social History of Former Han
, in Denis Twitchett e Michael Loewe (a cura di),
Cambridge History of China: Volume I: the Ch'in and Han Empires, 221 B.C. – A.D. 220
, Cambridge, Cambridge University Press, 1986, pp.
545-607,
ISBN
978-0-521-24327-8
John S. Bowman,
Columbia Chronologies of Asian History and Culture
, New York, Columbia University Press, 2000, pp.
104-105
China: Five Thousand Years of History and Civilization
, City University of HK Press, 2007, p.
71,
ISBN
978-962-937-140-1
Ann Paludan,
Chronicle of the Chinese Emperors
, Londra, Thames & Hudson, 1998, p.
136
ISBN
0-500-05090-2
Essentials of Neo-Confucianism: Eight Major Philosophers of the Song and Ming Periods
, Greenwood Publishing Group, 1999, p.
3,
ISBN
978-0-313-26449-8
Northern Song dynasty (960–1127)
, su
metmuseum.org
, Metropolitan Museum of Art.
URL consultato il 27 novembre 2013
ZH
从汝窑、修内司窑和郊坛窑的技术传承看宋代瓷业的发展
, su
wanfangdata.com.cn
, 15 febbraio 2011.
URL consultato il 15 agosto 2015
Daily Life in China on the Eve of the Mongol Invasion, 1250–1276
, Stanford University Press, 1962, p.
22
ISBN
978-0-8047-0720-6
symbolhunt.com
Titolo mancante per url
url
aiuto
Timothy May,
The Mongol Conquests in World History
, Londra, Reaktion Books, 2012, p.
1211,
ISBN
978-1-86189-971-2
Jack Weatherford,
2: Tale of Three Rivers
, in
Genghis Khan and the Making of the Modern World
, New York,
Random House
/Three Rivers Press, 2004, p.
95
ISBN
978-0-609-80964-8
Ping-ti Ho,
An Estimate of the Total Population of Sung-Chin China
, in
Études Song
, vol.
1, n.
1, 1970, pp.
33-53.
Xan Rice,
Chinese archaeologists' African quest for sunken ship of Ming admiral
, su
The Guardian
, 25 luglio 2010.
URL consultato il 16 gennaio 2020
Wang Yangming (1472–1529)
, su
Internet Encyclopedia of Philosophy
URL consultato il 9 dicembre 2013
(archiviato dall'
url originale
il 9 novembre 2013)
ZH
论明末士人阶层与资本主义萌芽的关系
, su
docin.com
, 8 aprile 2012.
URL consultato il 2 settembre 2015
Qing dynasty | Definition, History, Map, Time Period, Emperors, Achievements, & Facts | Britannica
, su
www.britannica.com
URL consultato il 10 novembre 2022
John M. Roberts,
A Short History of the World
, Oxford University Press, 1997, p.
272,
ISBN
0-19-511504-X
John K. Fairbank,
The Cambridge History of China: Volume 10, Part 1
, p.
37.
ZH
) 中国通史·明清史, 九州出版社, 2010, pp.
104-112,
ISBN
978-7-5108-0062-7
ZH
) 中华通史·第十卷, 花城出版社, 1996, p.
71,
ISBN
978-7-5360-2320-8
Ainslie Embree e Carol Gluck,
Asia in Western and World History: A Guide for Teaching
, M. E. Sharpe, 1997, p.
597,
ISBN
1-56324-265-6
Sino-Japanese War (1894–1895)
, su
Encyclopædia Britannica
URL consultato il 16 gennaio 2022
archiviato
il 20 settembre 2021)
ZH
) 李恩涵,
近代中國外交史事新研
, 臺灣商務印書館, 2004, p.
78,
ISBN
978-957-05-1891-7
Dimensions of need – People and populations at risk
, su
Food and Agriculture Organization of the United Nations (FAO)
, 1995.
URL consultato il 3 luglio 2013
Xiaobing Li,
A History of the Modern Chinese Army
, University Press of Kentucky, 2007, pp.
13
, 26-27,
ISBN
0-8131-2438-7
The abdication decree of Emperor Puyi (1912)
, su
Chinese Revolution
, 4 giugno 2013.
URL consultato il 22 maggio 2021
EN
) Donald F. Busky,
Communism in History and Theory: Asia, Africa, and the Americas
, Greenwood Publishing Group, 2002,
ISBN
978-0-275-97733-7
URL consultato il 5 settembre 2020
web.archive.org
Titolo mancante per url
url
aiuto
EN
) Jonathan Mirsky,
Unnatural Disaster
, in
The New York Times
, 7 dicembre 2012.
URL consultato il 5 settembre 2020
Holmes, Leslie.
Communism: A Very Short Introduction
(Oxford University Press 2009).
ISBN 978-0-19-955154-5
. p. 32
EN
) Martin Hart-L, sberg, Paul Burkett,
Monthly Review | China and Socialism: Market Reforms and Class Struggle
, su
Monthly Review
URL consultato il 5 settembre 2020
The Impact of Tiananmen on China's Foreign Policy
, su
nbr.org
URL consultato il 5 settembre 2020
(archiviato dall'
url originale
il 4 aprile 2014)
Peter Gordon,
Review of "China: The Balance Sheet -- What the World Needs to Know Now About the Emerging Superpower"
, su
asianreviewofbooks.com
, The Asia Review of Books.
URL consultato il 24 dicembre 2007
(archiviato dall'
url originale
il 27 maggio 2012)
Lyman Miller,
China an Emerging Superpower?
, su
stanford.edu
, Stanford Journal of International Relations.
URL consultato il 24 dicembre 2007
(archiviato dall'
url originale
l'11 maggio 2014)
Country profile: China
, su
news.bbc.co.uk
, BBC News, 1º luglio 2009.
URL consultato il 14 luglio 2009
EN
Fighting Poverty: Findings and Lessons from China’s Success
, su
econ.worldbank.org
, World Bank.
URL consultato il 20 gennaio 2014
(archiviato dall'
url originale
il 22 settembre 2013)
Jim Landers China's rapidly aging population may strain its economy
, su
globalaging.org
, 11 agosto 2008.
URL consultato il 15 ottobre 2008
(archiviato dall'
url originale
il 10 dicembre 2015)
Pechino's Olympic Quest: Turn Smoggy Sky Blue - New York Times
, su
nytimes.com
Asia-Pacific
China fails environment targets
, BBC News, 10 gennaio 2007.
URL consultato il 15 giugno 2009
Total Population on the Mainland of China
, su
cpirc.org.cn
URL consultato il 14-04-2010
(archiviato dall'
url originale
il 16 aprile 2010)
Statistical Communiqué of the People's Republic of China on the 2014 National Economic and Social Development
, su
stats.gov.cn
, National Bureau of Statistics of China.
URL consultato il 19 gennaio 2016
POPULATION GROWTH RATE
, su
cia.gov
, CIA.
URL consultato il 29 settembre 2013
(archiviato dall'
url originale
il 25 giugno 2014)
China´s 2013 urban unemployment rate at 4.1 pct CCTV News - CNTV English
, su
english.cntv.cn
, 27 dicembre 2013.
URL consultato il 12 marzo 2014
(archiviato dall'
url originale
il 12 marzo 2014)
China's 2013 urban unemployment rate at 4.1%
, su
business-standard.com
, Business Standard, 24 gennaio 2014.
URL consultato il 12 marzo 2014
The New England Journal of Medicine, September 2005
, su
content.nejm.org
DOI
10.1056/NEJMhpr051833
URL consultato il 14 luglio 2009
(archiviato dall'
url originale
il 2 luglio 2009)
China formalizes easing of one-child policy
, in
USA Today
, 28 dicembre 2013.
China to keep one-child policy
, CNN, 10 marzo 2008.
URL consultato il 14 luglio 2009
The most surprising demographic crisis
, in
The Economist
, 5 maggio 2011.
URL consultato il 1º novembre 2011
Simon Parry,
Shortage of girls forces China to criminalize selective abortion
, in
The Daily Telegraph
, London, 9 gennaio 2005.
URL consultato il 22 ottobre 2012
Chinese facing shortage of wives
, BBC News, 12 gennaio 2007.
URL consultato il 23 marzo 2009
Chinese mainland gender ratios most balanced since 1950s: census data
, in
Xinhua
, 28 aprile 2011.
URL consultato il 20 ottobre 2011
The odds that you will give birth to a boy or girl depend on where in the world you live
, su
pewresearch.org
, Pew Research Center, 24 settembre 2013.
Livre de Marte, Kjær Galtung,
49 Myths about China
, in
2015
Chinese Family Panel Studies 2014, per i risultati vedere
rilascio #1
archiviato
) e
rilascio #2
archiviato
). Le tavole contengono anche i risultati del CFPS 2012 (campione 20,035) e i risultati del Chinese General Social Survey (CGSS) per gli anni 2006, 2008 and 2010 (campioni ~10.000/11,000). Vedere anche, per comparazione,
Yunfeng 云峰 Lu 卢,
卢云峰:当代中国宗教状况报告——基于CFPS(2012)调查数据
Report on Religions in Contemporary China – Based on CFPS (2012) Survey Data
PDF
), in
World Religious Cultures
, n.
1, 2014
(archiviato dall'
url originale
il 9 agosto 2014)
p. 13, che riporta i risultati del CGSS 2006, 2008, 2010 and 2011, e la loro media (prima tavola, quinta colonna).
Katharina Wenzel-Teuber,
Statistics on Religions and Churches in the People's Republic of China – Update for the Year 2016
PDF
), in
Religions & Christianity in Today's China
, VII, n.
2, China Zentrum, 2017, pp.
26-53,
ISSN
2192-9289
WC
ACNP
(archiviato dall'
url originale
il 22 luglio 2017)
Nb
: CFPS 2014 ha studiato 13,857 famiglie e 31,665 individui (p. 27, nota 4). Come notato da Katharina Wenzel-Teuber del China Zentrum, istituto tedesco per la ricerca sulle religioni in Cina, a confronto con il CFPS 2012, il CFPS 2014 domandò ai cinesi quali fossero le loro credenze personali riguardo a certe concezioni della divinità associate a una religione precisa (i.e. "Buddha", "Tao", "Allah", "Dio dei cristiani/Gesù", "Dio dei cattolici") piuttosto che l'appartenenza a precise istituzioni religiose (p. 27). CFPS 2014 ha anche incluso regioni, come quelle nell'occidente della Cina, che furono escluse dal CFPS 2012 (p. 27, nota 3), nonché i cristiani non membri delle chiese ufficiali (p. 28). Per questi motivi, Wenzel-Teuber conclude che il CFPS 2014 offre risultati particolarmente accurati.
Nb
: CFPS 2014 ha rilevato che il 5.94% della popolazione dichiarava di aderire ad "altre" categorie religiose, non identificandosi nelle cinque altre opzioni, ossia le cinque religioni riconosciute. A questi si aggiungono uno 0.85% della popolazione che si definiva "taoista"; è da notare che il titolo "taoista", nell'uso comune cinese, definisce il clero taoista (
daoshi
) e non i laici. CFPS 2014 ha anche rilevato un ulteriore 0.81% che dichiarava di seguire le sette popolari o movimenti di salvazione, mentre il CFPS 2012 rilevava un 2.2%, e il CGSS 2006–2010 rilevava una media del 3% per tali religioni.
Nb
: CFPS 2014 ha preso in esame soprattutto cinesi di etnia
Han
. Ciò può essere risultato in una sottostima dei musulmani. Il CGSS 2006–2010 rilevava che una media del 2-3% della popolazione della Cina dichiarava di seguire l'Islam.
Source map #1
. Dumortier, Brigitte, 2002,
Atlas des religions
, Autrement, collection Atlas, Paris, p. 32.
Archiviato
Source map #2
Narody Vostochnoi Asii
("Ethnic Groups of East Asia" (1965)),
Zhongguo Minsu Dili
("Folklore Geography of China" (1999)),
Zhongguo Dili
("Geography of China" (2002)).
Archiviato
Source map #3
. 高文德 主编.中国少数民族史大辞典.长春:吉林教育出版社. 1995.
Archiviato
Source map #4
. 《中国少数民族艺术词典》编程委员会 编;殷海山,李耀宗,郭洁 主编.中国少数民族艺术词典.北京:民族出版社. 1991.
Archiviato
"Credi popolari" (民间信仰
mínjiān xìnyǎng
) è incluso nei documenti ufficiali di stato riguardanti le religioni a partire dal 2015. Cf. Xiaoxuan Wang,
"“Folk Belief”, Cultural Turn of Secular Governance and Shifting Religious Landscape in Contemporary China"
, in K. Dean, P. van der Veer (a cura di),
The Secular in South, East, and Southeast Asia. Global Diversities
, Palgrave Macmillan, Cham, 2019,
ISBN
9783319893686
. p. 149
Religions & Christianity in Today's China
PDF
), IV, n.
1, China Zentrum, 2014,
ISSN
2192-9289
WC
ACNP
(archiviato dall'
url originale
il 27 aprile 2017)
pp. 22–23
Yunfeng 云峰 Lu 卢,
卢云峰:当代中国宗教状况报告——基于CFPS(2012)调查数据
Report on Religions in Contemporary China – Based on CFPS (2012) Survey Data
PDF
), in
World Religious Cultures
, n.
1, 2014
(archiviato dall'
url originale
il 9 agosto 2014)
p. 13, riportante i risultati del Chinese General Social Survey (CGSS) dell'Università Renmin per gli anni 2006, 2008, 2010 e 2011, e la loro media per il 2012.
Nota
: secondo i ricercatori del CFPS, solo il 6,3% sono non religiosi nel senso dell'ateismo; gli altri sono non religiosi nel senso che non appartengono a religioni dottrinali organizzate, mentre pregano od onorano dèi e antenati nei modi propri alla religione popolare tradizionale.
In un sondaggio effettuato tra settembre e dicembre 2014 dalla Gallup International Association è stata posta la domanda: "A prescindere dal frequentare o meno luoghi di culto, lei si definisce: a) una persona religiosa; b) una persona non religiosa; c) un ateo convinto; d) non sa/non risponde". Sul campione intervistato in Cina il 61% si è dichiarato "ateo convinto". A Hong Kong solo il 34% del campione ha risposto allo stesso modo. Cfr.
EN
2/3 della popolazione mondiale si professano ancora religiosi
, su
wingia.com
(archiviato dall'
url originale
il 18 aprile 2015)
EN
China bites the bullet on fuel tax
, su
rsc.org
China changes law to limit death sentence
, China Daily, 31 ottobre 2006.
China denies preparing war over South China Sea shoal
, in
BBC
, 12 maggio 2012.
Q&A: China-Japan islands row
, BBC News, 27 novembre 2013.
Asian nations should avoid military ties with third party powers, says China's Xi
China National News
URL consultato il 21 maggio 2014
(archiviato dall'
url originale
il 22 maggio 2014)
EN
Zhejiang University surpasses Tsinghua as top university of China
, su
China.org.cn
, 17 giugno 2011.
URL consultato il 14 gennaio 2014
EN
9-year Compulsory Education
, su
China.org.cn
URL consultato il 14 gennaio 2014
EN
China eyes high school enrollment rate of 90%
, su
China Daily
, 8 agosto 2011.
URL consultato il 14 gennaio 2014
EN
China's higher education students exceed 30 million
, su
People's Daily
, 11 marzo 2011.
URL consultato il 14 gennaio 2014
EN
Vocational Education in China
, su
China.org.cn
URL consultato il 14 gennaio 2014
EN
) China Economic Net,
China pledges free 9-year education in rural west
, su
En.ce.cn
, 21 febbraio 2006.
URL consultato il 14 gennaio 2014
(archiviato dall'
url originale
il 10 ottobre 2017)
EN
In Education, China Takes the Lead
, su
New York Times
, 16 gennaio 2013.
URL consultato il 14 gennaio 2014
EN
) Dexter Roberts,
Chinese Education: The Truth Behind the Boasts
, su
Business Week
, 4 aprile 2013.
URL consultato il 14 gennaio 2014
EN
) Banco Mundial,
School enrollment, secondary (% gross)
, su
World Bank
URL consultato il 14 gennaio 2014
EN
FACTBOX: Education in China
, su
Xinhua
, 7 agosto 2008.
URL consultato il 14 gennaio 2014
EN
) Banco Mundial,
Literacy rate, adult total (% of people ages 15 and above)
, su
World Bank.org
URL consultato il 14 gennaio 2014
EN
) Plafker, Ted,
China's Long—but Uneven—March to Literacy
, su
International Herald Tribune
, 12 febbraio 2001.
URL consultato il 14 gennaio 2014
EN
) OCDE,
PISA 2012 Results In Focus
PDF
), su
OECD.org
, 2012.
URL consultato il 14 gennaio 2014
Ministry of Health
, su
english.gov.cn
, GOV.cn.
URL consultato il 28 novembre 2013
(archiviato dall'
url originale
il 14 luglio 2014)
China's $124 Billion Health-Care Plan Aims to Boost Consumption
, in
Bloomberg L.P.
, 22 gennaio 2009.
Great Progress, but More Is Needed
, in
New York Times
, 1º novembre 2011.
David Barboza,
2,000 Arrested in China in Counterfeit Drug Crackdown
, in
New York Times
, 5 agosto 2012.
URL consultato il 23 marzo 2013
Life expectancy at birth, total (years)
, su
data.worldbank.org
, World Bank.
URL consultato il 28 ottobre 2013
Mortality rate, infant (per 1,000 live births)
, su
data.worldbank.org
, World Bank.
URL consultato il 28 ottobre 2013
McGregor, Richard,
750,000 a year killed by Chinese pollution
, su
Financial Times
, 2 luglio 2007.
URL consultato il 22 luglio 2007
(archiviato dall'
url originale
il 7 agosto 2007)
Didi Kirsten Tatlow,
China's Tobacco Industry Wields Huge Power
, in
The New York Times
, 10 giugno 2010.
Bruce Kennedy,
Serving the people?
, in
CNN
, 1999.
URL consultato il 17 aprile 2006
"Obesity Sickening China's Young Hearts"
, in
People's Daily
, 4 agosto 2000.
URL consultato il 17 aprile 2006
China's latest SARS outbreak has been contained, but biosafety concerns remain
, in
World Health Organization
, 18 maggio 2004.
URL consultato il 17 aprile 2006
Edward Wong,
Air Pollution Linked to 1.2 Million Premature Deaths in China
, in
New York Times
, 1º aprile 2013.
EN
China's huge push to reduce air pollution had an unexpected consequence in the Arctic
, su
Live Science
, 31 marzo 2026.
Forze armate cinesi
, Ministero della difesa cinese.
URL consultato il 16 dicembre 2015
(archiviato dall'
url originale
il 24 gennaio 2016)
Mar. 2014: Deciphering China's latest defence budget figures
, su
sipri.org
SIPRI
, marzo 2014.
URL consultato il 9 febbraio 2015
China Military Power Report 2015
PDF
), su
defense.gov
, Dipartimento della difesa degli Stati Uniti d'America.
URL consultato il 15 settembre 2015
(archiviato dall'
url originale
il 9 luglio 2016)
How Many Nukes Does China Have?
, su
wsj.com
Wall Street Journal
, 24 ottobre 2011.
URL consultato il 16 settembre 2015
James H. Nolt,
Analysis: The China-Taiwan military balance
, in
Asia Times
, 1999.
URL consultato il 15 aprile 2006
(archiviato dall'
url originale
il 1º ottobre 2018)
IN FOCUS: Long march ahead for Chinese naval airpower
, su
flightglobal.com
, 26 novembre 2012.
URL consultato il 26 novembre 2012
China's first aircraft carrier completes sea trial
, su
news.xinhuanet.com
, Xinhua News Agency, 15 agosto 2011.
URL consultato il 15 agosto 2011
China: Aircraft Carrier Now in Service
, in
The Wall Street Journal
, 25 settembre 2012.
URL consultato il 26 settembre 2012
EN
China unveils fleet of submarines
, in
The Guardian
, 22 aprile 2009.
URL consultato il 16 ottobre 2011
India, Japan join hands to break China's 'string of pearls'
, in
Times of India
, 30 maggio 2013.
URL consultato il 7 luglio 2013
(archiviato dall'
url originale
il 13 luglio 2013)
J-10
, su
sinodefence.com
, 28 marzo 2009.
URL consultato il 27 aprile 2010
(archiviato dall'
url originale
il 21 settembre 2013)
Inside China's Secret Arsenal
, su
Popular Science
, 20 dicembre 2012.
URL consultato il 20 dicembre 2012
EN
Early Eclipse: F-35 JSF Prospects in the Age of Chinese Stealth.
, in
China-Defense
URL consultato il 23 gennaio 2011
"Chengdu J-20 – China's 5th Generation Fighter"
, in
Defense-Update.com
URL consultato il 23 gennaio 2011
(archiviato dall'
url originale
il 2 gennaio 2011)
EN
Ground Forces
, su
sinodefence.com
URL consultato il 20 marzo 2016
(archiviato dall'
url originale
il 4 novembre 2013)
EN
HongQi 9 Surface-to-Air Missile System
, su
sinodefence.com
, 3 ottobre 2009.
URL consultato il 20 marzo 2016
(archiviato dall'
url originale
il 4 settembre 2013)
HQ-19 (S-400) (China)
, in
Jane's Weapons: Strategic
, IHS, 23 dicembre 2008.
China plays down fears after satellite shot down
, su
channelnewsasia.com
URL consultato il 6 aprile 2015
(archiviato dall'
url originale
il 29 settembre 2011)
Agence_France-Presse
via
ChannelNewsAsia
. 20 gennaio 2007. URL consultato l'11 luglio 2013.
Chinese Navy Tests Land Attack Cruise Missiles: Implications for Asia-Pacific
, in
New Pacific Institute
, 25 luglio 2012.
URL consultato il 1º ottobre 2012
(archiviato dall'
url originale
il 9 novembre 2012)
China expanding its nuclear stockpile
, in
The Washington Times
, 25 agosto 2011.
URL consultato il 16 ottobre 2011
The United States leads upward trend in arms exports, Asian and Gulf states arms imports up, says SIPRI
, su
sipri.org
, Stockholm International Peace Research Institute (SIPRI).
URL consultato il 18 marzo 2015
La Cina Frena Le Esportazioni Dei Droni - Recensioni Droni
, su
recensionidroni.com
URL consultato il 13 settembre 2015
Il Partito Comunista Cinese supera gli 85 milioni di membri
, Xinhua, 30 giugno 2013.
URL consultato il 24 luglio 2013
(archiviato dall'
url originale
il 4 luglio 2013)
Sotto sovranità
britannica
dalla fine della
guerra dell'oppio
e tornata sotto la giurisdizione cinese dal 1º luglio
1997
; la città godrà fino al 2047 di uno
status
amministrativo speciale, costituito da un sistema di amministrazione politica e un regime economico diversi e parzialmente indipendenti se confrontati con il resto delle province sottoposte all'autorità del governo centrale della RPC.
Sotto sovranità
portoghese
per acquisto della durata di cinquecento anni alla fine del XVII secolo come base commerciale e trasferita sotto alla sovranità cinese il 20 dicembre 1999; ancora nel secondo decennio del 2000 gode di uno statuto amministrativo simile a quello di
Hong Kong
Background Note: China
, su
Bureau of Public Affairs
, US Department of State.
URL consultato il 10 marzo 2011
Chang, Eddy (22 August 2004).
Perseverance will pay off at the UN
, in
The Taipei Times
China says communication with other developing countries at Copenhagen summit transparent
, in
People's Daily
, 21 dicembre 2009.
URL consultato il 20 agosto 2010
BRICS summit ends in China
, in
BBC
, 14 aprile 2011.
URL consultato il 24 ottobre 2011
EN
Taiwan's Ma to stopover in US: report
, su
google.com
Agence France-Presse
, 11 gennaio 2010.
URL consultato il 20 marzo 2016
(archiviato dall'
url originale
il 28 giugno 2012)
Macartney, Jane,
China says US arms sales to Taiwan could threaten wider relations
, in
The Times
, London, 1º febbraio 2010.
Ronald C. Keith,
China from the inside out – fitting the People's republic into the world
, PlutoPress, pp.
135–136.
An Authoritarian Axis Rising?
, in
The Diplomat
, 29 giugno 2012.
China, Russia launch largest ever joint military exercise
, su
Deutsche Welle
, 5 luglio 2013.
URL consultato il 5 luglio 2013
Energy to dominate Russia President Putin's China visit
, BBC, 5 giugno 2012.
Rick Gladstone,
Friction at the U.N. as Russia and China Veto Another Resolution on Syria Sanctions
, in
The New York Times
, 19 luglio 2012.
URL consultato il 15 novembre 2012
Xi Jinping: Russia-China ties 'guarantee world peace'
, BBC, 23 marzo 2013.
URL consultato il 23 marzo 2013
Guy Sorman,
Empire of Lies: The Truth About China in the Twenty-First Century
, 2008, pp.
46, 152.
World Report 2009: China
, su
hrw.org
, Human Rights Watch.
URL consultato il 14 luglio 2009
China Requires Internet Users to Register Names
, su
apnews.myway.com
, 28 dicembre 2012.
URL consultato il 29 dicembre 2012
AP via My Way News.
Keith Bradsher,
China Toughens Its Restrictions on Use of the Internet
, in
New York Times
, 28 dicembre 2012.
King, Gary, Pan, Jennifer e Roberts, Margaret E.,
How Censorship in China Allows Government Criticism but Silences Collective Expression
PDF
), in
American Political Science Review
, maggio 2013,
DOI
10.1017/S0003055413000014
ISSN
0003-0554
WC
ACNP
URL consultato il 6 marzo 2015
Annual Worldwide Press Freedom Index – 2005
, su
rsf.org
, Reporters Without Borders, 30 aprile 2009.
URL consultato il 14 luglio 2009
(archiviato dall'
url originale
il 19 aprile 2008)
EN
) Reporters Without Borders,
World Press Freedom Index 2016
, su
rsf.org
URL consultato il 5 ottobre 2016
(archiviato dall'
url originale
il 14 marzo 2017)
Rupert Wingfield,
China's rural millions left behind
, BBC, 7 marzo 2006.
URL consultato il 14 luglio 2009
Tim Luard,
China rethinks peasant apartheid
, BBC, 10 novembre 2005.
URL consultato il 14 luglio 2009
Ching-Ching Ni,
China to Abolish Contentious Agricultural Levy
, in
Los Angeles Times
, 30 dicembre 2005.
URL consultato il 27 aprile 2010
China ends school fees for 150m
, BBC, 13 dicembre 2006.
URL consultato il 27 aprile 2010
Didi Tang,
Forced abortion highlights abuses in China policy
, Associated Press, 9 gennaio 2014.
Freedom in the World 2011: China
, su
freedomhouse.org
, Freedom House, 2011.
URL consultato il 19 giugno 2013
(archiviato dall'
url originale
il 4 gennaio 2012)
China bans religious activities in Xinjiang
, in
Financial Times
, 2 agosto 2012.
URL consultato il 28 agosto 2012
Maureen Fan e Ariana Eunjung Cha,
China's Capital Cases Still Secret, Arbitrary
, in
The Washington Post
, 24 dicembre 2008.
URL consultato il 16 agosto 2010
Amnesty International,
Changing the soup but not the medicine: Abolishing re-education through labor in China
PDF
), London,UK, Dec 2013
(archiviato dall'
url originale
il 15 luglio 2014)
Mickey Spiegel,
Dangerous Meditation: China's Campaign Against Falungong
, Human Rights Watch, 2002,
ISBN
1-56432-269-6
Ethan Gutmann,
The Slaughter: Mass Killings, Organ Harvesting, and China’s Secret Solution to Its Dissident Problem
, Prometheus Books, agosto 2014, p.
368
ISBN
1-61614-940-X
China 'moves two million Tibetans'
, BBC, 27 giugno 2013.
URL consultato il 27 giugno 2013
Fresh unrest hits China's Xinjiang
, BBC, 29 giugno 2013.
URL consultato il 29 giugno 2013
"China's Progress in Human Rights in 2004"
, su
Gov.cn
, luglio 2005.
URL consultato il 5 febbraio 2013
(archiviato dall'
url originale
il 3 luglio 2014)
China seeks to improve workplace safety
, in
USA Today
, 30 gennaio 2008.
URL consultato il 15 maggio 2012
"China's reform and opening-up promotes human rights, says premier"
, su
china-embassy.org
, 11 dicembre 2003.
URL consultato il 28 aprile 2006
Embassy of the People's Republic of China in the United States.
Chinese Premier Wen Jiabao talks reform, but most countrymen never get to hear what he says
, in
Washington Post
, 13 ottobre 2010.
URL consultato il 6 luglio 2013
China ends one child policy
, su
Slate
, 15 novembre 2013.
URL consultato il 16 novembre 2013
Service providers wanted
, su
Development and Cooperation
, 2 agosto 2012.
URL consultato l'11 settembre 2012
ilfattoquotidiano.it
Titolo mancante per url
url
aiuto
Grafico interattivo del Pil con il sorpasso della Cina sul Giappone
, su
ilsole24ore.com
China's growing middle class
, in
CNN
, 26 aprile 2012.
"China's billionaires double in number"
, in
The Daily Telegraph
URL consultato il 7 settembre 2011
China retail sales growth accelerates
, su
China Daily
, 18 gennaio 2013.
URL consultato il 26 aprile 2013
China's retail sales up 12.4 pct in Q1
, su
Global Times
, 15 aprile 2013.
URL consultato il 26 aprile 2013
(archiviato dall'
url originale
il 30 maggio 2013)
Super Rich have Craze for luxury goods
, su
China Daily
, 3 marzo 2010.
URL consultato il 4 marzo 2010
China inflation exceeding 6%
, su
BusinessWeek
, 14 ottobre 2011.
URL consultato il 18 ottobre 2011
Steep rise in Chinese food prices
, in
BBC
, 16 aprile 2008.
URL consultato il 18 ottobre 2011
"China's GDP grows 9.1% in third quarter"
, in
Financial Times
, 18 ottobre 2011.
URL consultato il 16 luglio 2013
Income inequality on the rise in China
, in
Al Jazeera
, 12 gennaio 2013.
Inequality in China: Rural poverty persists as urban wealth balloons
, in
BBC News
, 29 giugno 2011.
Income inequality: Delta blues
, in
The Economist
, 23 gennaio 2013.
URL consultato il 23 gennaio 2013
Russell Flannery,
China Mobile Phone Users Now Top One Billion
, in
Forbes
, 30 marzo 2012.
David Barboza,
China Surpasses US in Number of Internet Users
, in
New York Times
, 26 luglio 2008.
URL consultato il 26 luglio 2008
Chinese internet use surges ahead
, BBC, 17 luglio 2013.
URL consultato il 17 luglio 2013
China's Internet speed averages 3.14 MBps: survey - Xinhua. English.news.cn
, su
News.xinhuanet.com
, 18 aprile 2013.
URL consultato il 9 agosto 2013
Mary Ellen Gordon,
China Report: Device and App Trends in the #1 Mobile Market
, su
flurrymobile.tumblr.com
, Flurry.com, 23 luglio 2013.
URL consultato il 19 gennaio 2016
(archiviato dall'
url originale
il 14 marzo 2016)
Broadband provider rankings: The Rise and Rise of China
, su
telegeography.com
, 28 luglio 2010.
URL consultato il 1º novembre 2011
(archiviato dall'
url originale
il 7 agosto 2010)
Huawei, ZTE Provide Opening for China Spying, Report Says
Bloomberg (azienda)
, 8 ottobre 2012.
URL consultato il 26 ottobre 2012
China's Beidou GPS-substitute opens to public in Asia
, BBC, 27 dicembre 2012.
URL consultato il 27 dicembre 2012
The final frontier
, in
China Daily
, 27 aprile 2012.
URL consultato il 16 febbraio 2013
(archiviato dall'
url originale
il 15 gennaio 2013)
Once China Catches Up--What Then?
, in
Forbes
, 17 settembre 2013.
URL consultato il 30 aprile 2019
(archiviato dall'
url originale
il 29 luglio 2017)
China auto sales officially surpass US in 2009, 13.6 million vehicles sold
, su
egmcartech.com
, Industry News, 8 gennaio 2010.
URL consultato il 14 maggio 2010
China premium car sector remains bright spot
, Reuters, 23 aprile 2012.
URL consultato il 24 aprile 2012
(archiviato dall'
url originale
il 27 aprile 2012)
Road Traffic Accidents Increase Dramatically Worldwide
, su
prb.org
, Population Reference Bureau.
URL consultato il 16 novembre 2013
(archiviato dall'
url originale
il 10 ottobre 2017)
Chinese bus collides with tanker, killing 36
, BBC, 26 agosto 2012.
URL consultato il 28 agosto 2012
Bike-Maker Giant Says Fitness Lifestyle Boosting China Sales
Bloomberg (azienda)
, 17 agosto 2012.
URL consultato l'8 settembre 2012
"Chinese Railways Carry Record Passengers, Freight" Xinhua
, 21 giugno 2007.
China's trains desperately overcrowded for Lunar New Year
, in
Seattle Times
, 22 gennaio 2009.
(Chinese)
"2013年铁道统计公报"
Archiviato
il 13 aprile 2014 in
Internet Archive
(Chinese)
"中国高铁总里程达11028公里占世界一半" 新华网
, 5 marzo 2014.
China opens world's longest high-speed rail route
, BBC, 26 dicembre 2012.
URL consultato il 26 dicembre 2012
"China boasts biggest high-speed rail network"
Archiviato
il 4 dicembre 2011 in
Internet Archive
Agence France-Presse
via The Raw Story. 24 luglio 2011. URL consultato il 24 aprile 2012.
"Top ten fastest trains in the world" railway-technology.com
, 29 agosto 2013.
China's Building Push Goes Underground
, in
Wall Street Journal
, 10 novembre 2013.
URL consultato il 16 novembre 2013
CAAC Issues Chinese Airport Performance Statistics for 2016
, in
China Aviation Daily
, 8 marzo 2017.
URL consultato il 4 marzo 2018
China’s 200-plus airports handled over one billion passengers for the first time in 2016
, in
Anna Aero
, 11 aprile 2017.
URL consultato il 4 marzo 2018
Primed to be world leader
, in
China Daily
, 5 luglio 2013.
URL consultato il 18 novembre 2013
China 'suffers worst flight delays'
, BBC, 12 luglio 2013.
URL consultato il 12 luglio 2013
Top 50 World Container Ports World Shipping Council
, su
worldshipping.org
URL consultato il 2 giugno 2014
(archiviato dall'
url originale
il 27 agosto 2013)
twitter.com
Titolo mancante per url
url
aiuto
Tamura, 1997
pagina 29
EN
Historical and Contemporary Exam-driven Education Fever in China
PDF
), in
KEDI Journal of Educational Policy
, vol.
2, n.
1, 2005, pp.
17-33
(archiviato dall'
url originale
il 14 marzo 2015)
EN
) Administación Nacional de Turismo de China,
Tour Guidebook: Beijing
, su
CNTA.gov.cn
, 14 gennaio 2014.
URL consultato il 22 novembre 2018
(archiviato dall'
url originale
il 9 luglio 2013)
EN
"China: Traditional arts". Library of Congress – Country Studies
, su
Lcweb2.loc.gov
URL consultato il 14 gennaio 2014
EN
China: Cultural life: The arts
, su
britannica.com
, Encyclopædia Britannica.
URL consultato il 14 gennaio 2014
EN
"China: Folk and Variety Arts". Library of Congress – Country Studies
, su
lcweb2.loc.gov
URL consultato il 14 gennaio 2014
Centro Cultural Chino,
Arquitectura china
PDF
), su
CC Chino.cl
, 14 gennaio 2014
(archiviato dall'
url originale
il 19 aprile 2015)
ES
) CRIonline,
La generalización de la arquitectura moderna china
, su
espanol.cri.cn
, CRI.cn.
URL consultato il 14 gennaio 2014
Zhuang 2000
p. 4
EN
) Martin Geiselmann,
Chinese Film History - A Short Introduction
PDF
), su
univie.ac.at
, Unviec.ac.at, 2006.
URL consultato il 14 gennaio 2014
EN
A Brief History of Chinese Film
, su
people.cohums.ohio-state.edu
, Ohio-State.edu.
URL consultato il 14 gennaio 2014
(archiviato dall'
url originale
il 10 aprile 2014)
EN
) Zhang Rui,
The Cinema of Feng Xiaogang: Commercialization and Censorship in Chinese Cinema after 1989
, Hong Kong University Press, 2008,
ISBN
978-962-209-885-5
ES
Relajan censura sobre el cine chino
, su
eluniversal.com.mx
, El Universal, 17 luglio 2013.
URL consultato il 14 gennaio 2014
(archiviato dall'
url originale
il 10 aprile 2014)
EN
) Stephen Cremin,
So Young enters China's all-time top ten
, su
filmbiz.asia
, Film Biz.asia.
URL consultato il 14 gennaio 2014
(archiviato dall'
url originale
il 19 marzo 2015)
García Noblejas, 2007
pagine 18-19
EN
) Jordan, David K.,
The Canonical Books of Confucianism - Canon of the Literati
, su
weber.ucsd.edu
, UCSD.edu.
URL consultato il 14 novembre 2011
(archiviato dall'
url originale
il 2 febbraio 2014)
EN
) André Lévy,
Chinese Literature, Ancient and Classical
, Indiana University Press, 2000,
ISBN
0-253-33656-2
EN
) Hockey, Thomas,
Su Song
, su
springerreference.com
, Springer Reference.com.
URL consultato il 14 gennaio 2014
EN
Mengxi bitan (work by Shen Kuo)
, su
britannica.com
, Enciclopedia Britannica.
URL consultato il 14 gennaio 2014
EN
Zizhi Tongjian (Comprehensive Mirror for Aid in Government)
, su
cultural-china.com
, Cultural China.com.
URL consultato il 14 gennaio 2014
(archiviato dall'
url originale
il 6 marzo 2014)
EN
Chinese Four Great Books of Song begun
, su
litencyc.com
, The Literary Encyclopedia.
URL consultato il 14 gennaio 2014
ES
Literatura china
, su
lengua.laguia2000.com
, La Guía 2000.com.
URL consultato il 14 gennaio 2014
Chen
1999
ES
) Ceinos Arcones, Pedro,
Literatura China
, su
chinaviva.com
, China Viva.com.
URL consultato il 14 gennaio 2014
In Our Time: Negative Numbers
, su
bbc.co.uk
, BBC.
URL consultato il 19 giugno 2013
Struik, Dirk J. (1987).
A Concise History of Mathematics
. New York: Dover Publications. pagine 32–33. "
In these matrices we find negative numbers, which appear here for the first time in history
".
Chinese Studies in the History and Philosophy of Science and Technology
, vol.
179, Kluwer Academic Publishers, 1996, pp.
137-138.
Andre Frank
Review of
The Great Divergence
, in
Journal of Asian Studies
, vol.
60, n.
1, Cambridge University Press, 2001, pp.
180-182,
DOI
10.2307/2659525
Q. Y. Yu,
The Implementation of China's Science and Technology Policy
, Greenwood Publishing Group, 1999, p.
2,
ISBN
978-1-56720-332-5
Ezra F. Vogel,
Deng Xiaoping and the Transformation of China
, Harvard University Press, 2011, p.
129,
ISBN
978-0-674-05544-5
Donald D. DeGlopper,
Soviet Influence in the 1950s
, in
China: a country study
, Library of Congress, 1987.
R&D share for basic research in China dwindles
, su
Chemistry World
Is it a surprise China will surpass US in R&D spending by 2019? Not really
, su
The Guardian
, 12 novembre 2014.
URL consultato il 10 febbraio 2015
David Kang and Adam Segal.
The Siren Song of Technonationalism
, in
Far Eastern Economic Review
, marzo 2006.
URL consultato il 18 aprile 2013
(archiviato dall'
url originale
il 10 marzo 2013)
A Peek Into the 'Black Box' of Where China’s Hefty R&D Budget Goes
, su
Bloomsberg
Desperately seeking math and science majors
, in
CNN
, 29 luglio 2009.
URL consultato il 19 gennaio 2016
China publishes the second most scientific papers in international journals in 2010: report
, in
Xinhua
, 2 dicembre 2011.
URL consultato il 25 aprile 2012
Who's afraid of Huawei?
, in
The Economist
, 4 agosto 2012.
URL consultato l'11 agosto 2012
Shares in China's Lenovo rise on profit surge
, su
New Straits Times
, 17 agosto 2012.
URL consultato il 18 gennaio 2016
(archiviato dall'
url originale
il 15 marzo 2016)
Lenovo ousts HP as world's top PC maker, says Gartner
, BBC, 11 ottobre 2012.
China retakes supercomputer crown
, BBC, 17 giugno 2013.
URL consultato il 18 giugno 2013
Christopher Williams,
'Titan' supercomputer is world's most powerful
, in
The Daily Telegraph
, London, 12 novembre 2012.
URL consultato il 13 novembre 2012
Robots to boost China's economy
, su
People's Daily
, 6 gennaio 2013.
URL consultato il 29 gennaio 2013
David Axe,
China Now Tops U.S. in Space Launches
, in
Wired
, 16 aprile 2012.
URL consultato il 24 ottobre 2012
David Eimer,
"China's huge leap forward into space threatens US ascendancy over heavens"
, in
Daily Telegraph
, 5 novembre 2011.
URL consultato il 16 aprile 2013
Wei Long,
China Celebrates 30th Anniversary Of First Satellite Launch
, su
spacedaily.com
, Space daily, 25 aprile 2000.
Rocket launches Chinese space lab
, BBC, 29 settembre 2011.
URL consultato il 20 maggio 2012
Paul Rincon,
China lands Jade Rabbit robot rover on Moon
, su
bbc.com
BBC News
, 14 dicembre 2013.
URL consultato il 26 luglio 2014
Results
, su
International Mathematical Olympiad
URL consultato il 21 gennaio 2022
Historical Dictionary of Soccer
, Scarecrow Press, 2011, p.
2.
Sport in Ancient China
, su
theworldofchinese.com
, JUE LIU (刘珏) (The World of Chinese), 31 agosto 2013.
URL consultato il 28 giugno 2014
(archiviato dall'
url originale
il 10 ottobre 2017)
Chinese players dominate at Malaysia open chess championship
, su
TheStar.com
, 2 settembre 2011.
URL consultato il 24 settembre 2011
(archiviato dall'
url originale
il 12 maggio 2012)
China health club market – Huge potential & challenges
, su
chinasportsbiz.com
, China Sports Business, 1º luglio 2011.
URL consultato il 31 luglio 2012
Hannah Beech,
Yao Ming
, in
Time Magazine
, 28 aprile 2003.
Ye Qinfa,
Sports History of China
, su
About.com
URL consultato il 21 aprile 2006
(archiviato dall'
url originale
il 3 marzo 2009)
Nico Patrizi,
Chi è Zhou, il primo cinese nel Mondiale. Sarà lui a sostituire Giovinazzi
, su
gazzetta.it
, RCS MediaGroup S.p.A., 16 novembre 2021.
URL consultato il 22 dicembre 2023
Peppe Marino,
F1 | Alfa Romeo, Zhou a punti all’esordio: “Sono felice e senza parole”
, su
f1grandprix.motorionline.com
, Motorinoline S.r.l., 20 marzo 2022.
URL consultato il 22 dicembre 2023
Alessandro Di Moro,
SSP300: la Kove debutta ad Assen scrivendo un pezzo di storia
, su
motosprint.corrieredellosport.it
, Conti Editore S.r.l., 21 aprile 2023.
URL consultato il 22 dicembre 2023
Xu, 2003
pagina 4
EN
China's Hunger For Pork Will Impact The U.S. Meat Industry
, su
forbes.com
, Forbes.
URL consultato il 14 gennaio 2014
ES
) López de Munáin, Estitxu,
La cocina china
PDF
), su
slowfoodaraba.es
, Slow Food Araba.es.
URL consultato il 14 gennaio 2014
(archiviato dall'
url originale
l'8 marzo 2016)
EN
What to eat in China
, su
travelchinaguide.com
, Travel China Guide.com.
URL consultato il 14 gennaio 2014
//www.paginegialle.it/magazine/food/10-piatti-cinesi-da-provare-assolutamente-439
EN
) Hite, Brittany,
China’s 2014 Holiday Schedule: Still Complicated
, su
blogs.wsj.com
, Wall Street Journal.
URL consultato il 14 gennaio 2014
ZH
) Gobierno de la República Popular China,
国务院办公厅关于2014年 部分节假日安排的通知
, su
gov.cn
URL consultato il 14 gennaio 2014
Bibliografia
modifica
modifica wikitesto
Lo stesso argomento in dettaglio:
Storia della Cina § Bibliografia
Storia
Enrica Collotti Pischel,
Storia della Rivoluzione Cinese
, Editori Riuniti,
ISBN
978-88-359-5704-1
Linda Benson,
La Cina dal 1949 a oggi
, Bologna, Il Mulino, 2011,
ISBN
978-88-15-24725-4
Marie-Claire Bergère,
La Repubblica Popolare Cinese dal 1949 ai giorni nostri
, Bologna, Il Mulino, 1994.
J.A.G. Roberts
Storia della Cina
, 3ª
ed., Bologna, Il Mulino, 2011,
ISBN
978-88-15-24152-8
Luigi Tomba,
Storia della Repubblica Popolare Cinese
, Milano, Mondadori, 2002.
Kai Vogelsang,
Cina: Una storia millenaria
, Torino, Einaudi, 2014,
ISBN
978-88-06-21718-1
Economia e politica
Ignazio Musu,
La Cina contemporanea
, Bologna, Il Mulino, 2011,
ISBN
978-88-15-23295-3
Alessandro Spaventa e Salvatore Monni,
Al largo di Okinawa Petrolio, armi, spie e affari nella sfida tra Cina e Usa
, Laterza, 2009.
Archeologia e storia dell'arte
Marco Meccarelli,
Cina Antica, archeologia sulla via del Tao
, 3ª
ed., Archeo Monografie, 2014.
Alessandro Pergoli Campanelli,
Il restauro in Cina
, "Proceedings International Conference PPC 2014, 2, 379-389, Monza-mantova, 5-9 May 2014.
Geografia
Letteratura
Saggi e reportage
Vilma Costantini,
Pechino. Biografia di una capitale
, Editori Riuniti,
ISBN
978-88-359-6051-5
Pierre Loti,
Gli ultimi giorni di Pechino. Reportage della rivolta dei Boxer
, Editori Riuniti,
ISBN
978-88-359-5246-6
Renata Pisu,
Cina, Il drago rampante
Federico Rampini,
Il secolo cinese. Storie di uomini, città e denaro dalla fabbrica del mondo
, Mondadori, 2005.
Federico Rampini,
L'impero di Cindia
, Mondadori, 2006.
Tiziano Terzani,
La porta proibita
, 1985.
Periodici specializzati
Mondo Cinese
Enciclopedie e opere generali
Maurizio Scarpari (a cura di),
La Cina
, Torino, Einaudi, 2009.
(4 volumi, dalla preistoria al XXI secolo)
Voci correlate
modifica
modifica wikitesto
Aeroporti in Cina
Campi di rieducazione dello Xinjiang
Calendario cinese
Città della Cina
CGTN-Español
China Coast Guard
Cina continentale
Cucina cinese
Economia della Repubblica Popolare Cinese
Esercito Popolare di Liberazione
Fotografia in Cina
Geografia della Cina
Gruppi etnici della Cina
Guerra civile cinese
Jǐngchá
Linea di successione al trono della Cina
Isole della Cina
Laogai
Lingua cinese
Mao Zedong
Musica cinese
Parchi nazionali della Cina
Prefetture della Cina
Porti della Cina
Pena di morte in Cina
Polizia armata del popolo
Province della Cina
Relazioni sino-africane
Religioni in Cina
Riforma del pensiero in Cina
Rivoluzione culturale
Storia della Cina
Storia dell'omosessualità in Cina
Suddivisioni della Cina
Tempo in Cina
Zhongguo Renmin Jiefangjun Kongjun
Zhongguo Renmin Jiefangjun Haijun
Altri progetti
modifica
modifica wikitesto
Altri progetti
Wikiquote
Wikizionario
Wikinotizie
Wikimedia Commons
Wikivoyage
Wikiquote
contiene citazioni sulla
Cina
Wikizionario
contiene il lemma di dizionario «
Cina
Wikinotizie
contiene notizie di attualità su
Cina
Wikimedia Commons
contiene immagini o altri file sulla
Cina
Wikivoyage
contiene informazioni turistiche su
Cina
Collegamenti esterni
modifica
modifica wikitesto
EN
Sito ufficiale
, su
english.www.gov.cn
ZH
EN
Sito ufficiale
, su
gov.cn
Cina
, su
Treccani.it – Enciclopedie on line
Istituto dell'Enciclopedia Italiana
Filippo De Filippi, Michele Gortani, Augusto Beguinot, Giuseppe Colosi, Gioacchino Sera, Pino Fortini, Gaetano Fricchione, Carlo De Angelis, Anna Maria Ratti, Luigi Gramatica, Alfred Salmony, Giulio Barluzzi, Giovanni Vacca, Daniele Varè e Kwang-chi Wang,
CINA
, in
Enciclopedia Italiana
, X,
Istituto dell'Enciclopedia Italiana
, 1931, p.
257.
Giuliano Bertuccioli, Elio Migliorini, Onorio Gobbato e Guido Gigli,
CINA
, in
Enciclopedia Italiana
, III Appendice,
Istituto dell'Enciclopedia Italiana
, 1961, p.
374.
Claudio Cerreti, Giuseppe Mureddu e Giorgio Trentin,
CINA
, in
Enciclopedia Italiana
, VI Appendice,
Istituto dell'Enciclopedia Italiana
, 2000.
Pasquale Coppola, Giulia Nunziante e Guido Samarani,
CINA
, in
Enciclopedia Italiana
, VII Appendice,
Istituto dell'Enciclopedia Italiana
, 2006.
Cina
, in
Dizionario di storia
Istituto dell'Enciclopedia Italiana
, 2010.
Marco Del Corona,
La Cina
, in
Atlante Geopolitico
Istituto dell'Enciclopedia Italiana
, 2013.
IT
DE
FR
Cina
, su
hls-dhs-dss.ch
Dizionario storico della Svizzera
EN
) Denis C. Twitchett, David N. Keightley, Charles O. Hucker, Ernest P. Young, Brian E. Mcknight, Herbert Franke, Cho-yun Hsu, Benjamin Elman, Chusei Suzuki, Jerome Silbergeld, Kenneth G. Lieberthal, Evelyn S. Rawski, John Wilson Lewis, Erik Zürcher, Cheng-Siang Chen, Albert Feuerwerker, C. Martin Wilbur, Lynn White, Jack L. Dull, Kenneth J. Dewoskin, Hoklam Chan e James T.C. Liu,
China
, su
Enciclopedia Britannica
, Encyclopædia Britannica, Inc.
EN
Opere di Cina
, su
Open Library
Internet Archive
EN
Cina
, in
Catholic Encyclopedia
, Robert Appleton Company.
EN
Cina
, su
Mindat.org
EN
Cina
, su
Comic Vine
Fandom
La muta del dragone, sul portale RAI Storia
, su
raistoria.rai.it
Cultura, Economia e Diritto nei processi di Internazionalizzazione verso la CINA - CEDIC
, su
poloprato.unifi.it
URL consultato il 6 luglio 2015
(archiviato dall'
url originale
il 6 luglio 2015)
Sito curato dal Ministero degli Esteri e dall'ACI,
Scheda della Cina dal sito Viaggiare Sicuri
, su
viaggiaresicuri.it
URL consultato il 1º ottobre 2014
(archiviato dall'
url originale
il 17 agosto 2017)
Corrieredellacina.it
, risorse utili, notizie e link riguardo la Cina contemporanea.
Politica della
Cina
Ideologia
Mao Zedong
Maoismo
Deng Xiaoping
Socialismo con caratteristiche cinesi
Jiang Zemin
Tre rappresentanze
Hu Jintao
Prospettiva scientifica dello sviluppo
Xi Jinping
Pensiero di Xi Jinping
Sogno cinese
Costituzione
1954
1975
1978
1982 (attuale)
Partito Comunista Cinese
Congresso nazionale
Comitato centrale
Politburo
Comitato permanente del Politburo
Segreteria centrale
Segretario generale
Xi Jinping
Commissione militare centrale
Commissione centrale per l'ispezione disciplinare
Lega della Gioventù Comunista Cinese
Governo
Assemblea nazionale del popolo
Comitato permanente dell'Assemblea nazionale del popolo
Presidente
Zhao Leji
Presidente della Repubblica
Xi Jinping
Presidenti
Vice presidente
Han Zheng
Consiglio di Stato
Primo ministro
Li Qiang
Ministero della pubblica sicurezza della Repubblica Popolare Cinese
Commissione militare centrale
Guojia Anquan Bu
Corte suprema del popolo
Procura suprema del popolo
Funzione pubblica
Fronte Unito
Conferenza politica consultiva
Comitato permanente
Wang Huning
Forze armate
Esercito Popolare di Liberazione
Polizia armata del popolo
Commissione per la mobilitazione alla difesa nazionale
Ministero della difesa nazionale
Altro
Diritto
Suddivisioni amministrative
Diritti umani
Suddivisioni della Cina
Province
Anhui
Fujian
Gansu
Guangdong
Guizhou
Hainan
Hebei
Heilongjiang
Henan
Hubei
Hunan
Jiangsu
Jiangxi
Jilin
Liaoning
Qinghai
Shaanxi
Shandong
Shanxi
Sichuan
Yunnan
Zhejiang
Regioni autonome
Guangxi
Mongolia Interna
Ningxia
Tibet
Xinjiang
Municipalità
Chongqing
Pechino
Shanghai
Tientsin
Regioni amministrative
speciali
Hong Kong
Macao
Rivendicazioni (
Taipei
Capoluoghi delle suddivisioni amministrative
della Cina
Municipalità
Pechino
Chongqing
Shanghai
Tientsin
Città subprovinciali
Changchun
Chengdu
Dalian
Canton
Hangzhou
Harbin
Jinan
Nanchino
Ningbo
Tsingtao
Shenyang
Shenzhen
Wuhan
Xi'an
Xiamen
Capoluoghi di provincia
Changsha
Fuzhou
Guiyang
Haikou
Hefei
Hohhot
Kunming
Lanzhou
Lhasa
Nanchang
Nanning
Shijiazhuang
Taiyuan
Ürümqi
Xining
Yinchuan
Zhengzhou
Regioni amministrative speciali
Hong Kong
Macao
Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite
Membri permanenti
Stati Uniti
Francia
Regno Unito
Cina
Russia
Membri non permanenti
Angola
Ciad
Cile
Giordania
Lituania
Malaysia
Nigeria
Nuova Zelanda
Spagna
Venezuela
Stati del mondo
Asia
Afghanistan
Arabia Saudita
Bahrein
Bangladesh
Bhutan
Birmania
Brunei
Cambogia
Cina
Corea del Nord
Corea del Sud
Emirati Arabi Uniti
Filippine
Giappone
Giordania
India
Indonesia
Iran
Iraq
Israele
Kirghizistan
Kuwait
Laos
Libano
Maldive
Malaysia
Mongolia
Nepal
Oman
Pakistan
Qatar
Singapore
Siria
Sri Lanka
Tagikistan
Thailandia
Timor Est
Turkmenistan
Uzbekistan
Vietnam
Yemen
Stati con riconoscimento limitato
Palestina
Taiwan
Stati solo fisicamente asiatici
Armenia
Azerbaigian
Cipro
Georgia
Kazakistan
Russia
Turchia
Stati
de facto
indipendenti
Abcasia
Cipro del Nord
Ossezia del Sud
Dipendenze
Australia
Isole Cocos (Keeling)
Isola di Natale
Regno Unito
Akrotiri e Dhekelia
Territorio Britannico dell'Oceano Indiano
Stati parzialmente asiatici
Egitto
Sinai
Grecia
Isole dell'Egeo settentrionale
Dodecaneso
Russia
Russia asiatica
Turchia
Turchia asiatica
Stati asiatici generalmente considerati europei sotto il profilo antropico
Stato considerato fisicamente interamente asiatico solo da alcune convenzioni geografiche
Dipendenza generalmente considerata europea sotto il profilo antropico
Economie mondiali emergenti
BRICS
BRIC
(2009-2010)
Brasile
Russia
India
Cina
BRICS
(2011-2023)
Brasile
Russia
India
Cina
Sudafrica
BRICS+ (2024-oggi)
Brasile
Russia
India
Cina
Sudafrica
Egitto
Emirati Arabi Uniti
Etiopia
Indonesia
(dal 2025)
Iran
Vertici BRICS
2009
2010
2011
2012
2013
2014
2015
2016
2017
2018
2019
2020
2021
2022
2023
2024
2025
2026
Prossimi undici
Controllo di autorità
VIAF
EN
132441531
SBN
RAVV058306
BAV
494/8546
ORCID
EN
0000-0002-5166-1365
LCCN
EN
n79091151
GND
DE
4009937-4
BNE
ES
XX4575410
(data)
BNF
FR
cb11936107m
(data)
J9U
EN
HE
987012969512605171
NDL
EN
JA
00573772
Portale Cina
Portale Comunismo
Estratto da "
Categoria
Cina
Categorie nascoste:
Pagine con argomenti di formatnum non numerici
P625 letta da Wikidata
P37 differente su Wikidata
P38 letta da Wikidata
P78 letta da Wikidata
P85 differente su Wikidata
P395 differente su Wikidata
P474 letta da Wikidata
Pagine che utilizzano l'estensione Phonos
Pagine che utilizzano collegamenti magici ISBN
Voci con modulo citazione e parametro pagine
Errori del modulo citazione - citazioni con URL nudi
Controllare - Cina
Controllare - dicembre 2015
Informazioni senza fonte
Aggiungere template Città principali
Template Webarchive - collegamenti all'Internet Archive
Controllare - letteratura
Controllare - novembre 2015
P856 letta da Wikidata
P3365 letta da Wikidata
P4223 letta da Wikidata
P6404 letta da Wikidata
P11772 letta da Wikidata
P902 letta da Wikidata
Voci con template Collegamenti esterni e qualificatori sconosciuti
P1417 letta da Wikidata
P648 letta da Wikidata
P3241 letta da Wikidata
P6265 letta da Wikidata
P5905 letta da Wikidata
Voci con codice VIAF
Voci con codice SBN (nomi)
Voci con codice BAV
Voci con codice ORCID
Voci con codice LCCN
Voci con codice GND
Voci con codice BNE
Voci con codice BNF
Voci con codice J9U
Voci con codice NDL
Voci non biografiche con codici di controllo di autorità
Pagine che utilizzano l'estensione Kartographer
Cina
Aggiungi argomento