Books by Filippo Masina

Research paper thumbnail of Rolando Anni, Stefano Contini, Alberto Leoni, Filippo Masina, Alpini ribelli. Studi storici sulle penne nere nella Resistenza 1943-1945 (Mursia, 2025)
Studi storici sulle Penne Nere nella Resistenza 1943-1945 MURSIA I diritti di elaborazione in qua... more Studi storici sulle Penne Nere nella Resistenza 1943-1945 MURSIA I diritti di elaborazione in qualsiasi forma o opera, di memorizzazione anche digitale su supporti di qualsiasi tipo (inclusi magnetici e ottici), di riproduzione e di adattamento totale o parziale con qualsiasi mezzo (compresi i microfilm e le copie fotostatiche), i diritti di noleggio, di prestito e di traduzione sono riservati per tutti i paesi. L'acquisto della presente copia dell'opera non implica il trasferimento dei suddetti diritti né li esaurisce. Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte di questo libro può essere riprodotta, memorizzata o trasmessa in alcuna forma o con alcun mezzo, elettronico, meccanico, in fotocopia, in disco o in altro modo, compresi cinema, radio, televisione, senza autorizzazione scritta dell'Editore. Le fotocopie per uso personale del lettore possono essere effettuate nei limiti del 15% di ciascun volume/fascicolo di periodico dietro pagamento alla SIAE del compenso previsto dall'art. 68, commi 4 e 5, della legge 22 aprile 1941 n. 633.

Research paper thumbnail of L'infanzia vittima di guerra in Italia dopo il 1945. Esperienze, cura, rieducazione (Viella, 2025)
I volumi della collana sono sottoposti a valutazione anonima viella Filippo Masina L'infanzia vit... more I volumi della collana sono sottoposti a valutazione anonima viella Filippo Masina L'infanzia vittima di guerra in Italia dopo il 1945 Esperienze, cura, rieducazione Copyright © 2025 -Centro interuniversitario di studi e ricerche storico-militari, Dipartimento di Scienze storiche e dei beni culturali, Università di Siena Tutti i diritti riservati Prima edizione: marzo 2025 ISBN 979-12-5469-935-5 Le ricerche e la pubblicazione del presente volume sono state sostenute dall'Associazione nazionale vittime civili di guerra. viella libreria editrice via delle Alpi 32 I-00198 ROMA tel. 06 84 17 75 8 fax 06 85 35 39 60 www.viella.it Indice michele vigne Prefazione Introduzione 1. Le ferite invisibili: i traumi psichici 2. Gli orfani di guerra 3. L'infanzia vittima nella carne 4. Ricovero, riabilitazione, educazione 5. La Fondazione Pro Juventute Conclusioni Le fonti Le ferite invisibili Gli orfani di guerra e le loro famiglie I bambini uccisi o mutilati e le loro famiglie Assistenza, ricovero, riabilitazione, rieducazione Indice dei nomi Il Centro interuniversitario di studi e ricerche storico-militari michele vigne * Con il presente volume L'infanzia vittima di guerra in Italia dopo il 1945, la serie Per una storia delle vittime civili di guerra si arricchisce di un'altra pubblicazione. Si tratta di ricerche condotte da qualificati studiosi e sostenute dall'Associazione nazionale vittime civili di guerra (Anvcg) anche perché realizzate in prevalenza sulla base della consultazione del nostro Archivio storico. La serie raggiunge, con questo volume, la settima pubblicazione. È nel complesso un risultato che giudichiamo importante, anche se non definitivo perché purtroppo molti sono gli aspetti della nostra esperienza di vittime civili di guerra che potrebbero essere studiati. Al tema della presente ricerca per varie ragioni siamo particolarmente sensibili. Oggi la nostra Associazione, che ormai da ottant'anni rappresenta e tutela le vittime civili di guerra italiane, è infatti ormai in gran parte composta da "ex" bambini vittime di guerra: certo ci sono fra noi ancora i testimoni diretti della guerra, cui hanno assistito in quanto allora già adulti, ma i più anziani fra di loro se ne sono già andati e moltissimi, fra chi rimane (ormai non più giovani), erano allora in tenera età. L'infanzia fu allora vittima della guerra in molti modi, come questo volume ci racconta: vittima degli ordigni, dei bombardamenti, dei combattimenti, delle stragi, che hanno provocato morti, mutilazioni, orfanità, disgregazione familiare. E ci furono anche, come ormai i migliori studi da tempo indagano, le vittime della fame, delle malattie, dei traumi psichici, dello spostamento forzato, della miseria e delle privazioni materiali provocate dalla guerra. Una così vasta e drammatica vittimizzazione dell'infanzia, una tragica novità connessa alla guerra totale, non finì certamente nella primavera del 1945, quando cessarono le operazioni militari. Per tutti quei bambini e quelle bambine, per tutti noi, essere allora vittime di guerra ha segnato l'intera esistenza, modificandone irrimediabilmente il corso: una mutilazione, un'invalidità o la perdita di una persona cara non "guariscono", non scompaiono, ma divengono un dato ineliminabile dell'esistenza. * Presidente dell'Associazione nazionale vittime civili di guerra

Research paper thumbnail of L'assistenza alle vittime civili di guerra negli ultimi decenni. Diritti, legislazione, memorie (Viella, 2023)
La guerra non sempre finisce con la fine dei combattimenti. Lo sanno bene le vittime, fra cui le ... more La guerra non sempre finisce con la fine dei combattimenti. Lo sanno bene le vittime, fra cui le vittime civili. Ogni conflitto lascia infatti – oltre a morti e distruzioni – un’ampia serie di dolorose eredità, con cui le vittime sopravvissute devono convivere, anche con l’aiuto dell’assistenza dello Stato sociale.
Per la prima volta in questo volume si studiano le norme, le esperienze e le memorie delle vittime civili di guerra italiane del secondo conflitto mondiale – spesso dimenticate rispetto alle vittime militari e in uniforme – dopo che i combattimenti erano cessati. È quindi una storia di norme, che indaga come lo Stato sociale italiano abbia risposto alle esigenze e ai problemi delle vittime. È anche una storia di esperienze e di soggettività e per questo il volume restituisce la voce alle vittime civili di guerra e alle loro esigenze, ai loro problemi economici, materiali, assistenziali.
Persino come le vittime abbiano scelto di ricordare e raccontare la guerra, e quindi di raccontarsi, è in relazione con come le loro esigenze sono (o non sono) state prese in considerazione dallo Stato nei lunghi decenni postbellici e sino ad oggi.
Vista così, la storia delle vittime civili di guerra è insomma una storia non solo del tempo di guerra ma quasi soprattutto del tempo di pace: una storia repubblicana.
L’opera – basata sull’archivio ancora largamente insondato dell’Associazione nazionale vittime civili di guerra – è completata da un’ampia selezione di documenti, che illustra la ricchezza e la varietà della ricerca.

Research paper thumbnail of L'assistenza alle vittime civili di guerra in Italia (1945-1971), Viella 2022
L’assistenza alle vittime civili di guerra (1945-1971) è il quinto volume della serie Per una sto... more L’assistenza alle vittime civili di guerra (1945-1971) è il quinto volume della serie Per una storia delle vittime civili di guerra, il primo ad opera di Filippo Masina. Dopo che le precedenti opere della serie, realizzate da Fabio De Ninno, avevano scandagliato a fondo le tipologie della vittimizzazione dei civili, indicandone le principali categorie per descriverne somiglianze e specificità, Masina fornisce, per la prima volta, un quadro per quanto possibile completo delle norme, delle pratiche e dei numeri (quanti assistiti? quante pensioni di guerra? con quali costi?) dell’assistenza post-bellica nell’Italia del dopoguerra, dalla ricostruzione al «miracolo economico» fino alla svolta degli anni Settanta.
Il volume ricostruisce vividamente le condizioni materiali e i bisogni primari delle vittime civili, e ricostruisce la logica delle leggi assistenziali e pensionistiche, a lungo ancorate a concetti e prassi dell’Italia fascista e che solo col tempo sono state riformate. Norme interpretate ed applicate da un apparato burocratico insufficiente e troppo spesso inefficiente, per cause che l’autore porta alla luce inserendole nel più ampio contesto del funzionamento della pubblica amministrazione italiana.
Completa il volume un ricco apparato documentario.

Research paper thumbnail of Gabriele Bassi, Nicola Labanca, Filippo Masina, Una straziante incertezza. Internati militari italiani fra guerra, morte e riconoscimenti da parte della Repubblica, Roma, Viella 2022
L’oblio e il silenzio sembrano essere caduti, nei decenni della Repubblica, sulla vicenda delle c... more L’oblio e il silenzio sembrano essere caduti, nei decenni della Repubblica, sulla vicenda delle centinaia di migliaia di Internati militari italiani, cioè i soldati prigionieri dei tedeschi chiusi nei lager di prigionia o costretti al lavoro coatto fra il settembre del 1943 e la primavera del 1945: decine di migliaia vi persero la vita e i loro parenti incontrarono grosse difficoltà, dopo la guerra, per cercare di ottenere i giusti risarcimenti.

In questo volume gli autori, sulla base della consultazione di fonti inedite e di un uso innovativo di quelle già note, portano alla luce decine e decine di storie degli Imi morti e dei loro parenti, mostrando diverse modulazioni di «strazianti incertezze» che vissero sia i soldati nei luoghi di prigionia sia i loro cari in patria nell’attesa del loro ritorno, e persino i loro familiari affannatisi nel tentare di ottenere – a volta per decenni – un riconoscimento da parte dello Stato democratico.

Research paper thumbnail of Il vincolo associativo. Cosa tiene assieme da cent'anni una grande associazione di alpini, Unicopli, 2019

Vol. III di Nicola Labanca (a cura di), Studi storici per il centenario dell'Associazione Nazionale Alpini, 2019

Volumi pubblicati: G.L. Balestra, N. Labanca (a cura di) Repertorio degli studiosi italiani di st... more Volumi pubblicati: G.L. Balestra, N. Labanca (a cura di) Repertorio degli studiosi italiani di storia militare 2005 P. Del Negro, N. Labanca, A. Staderini (a cura di) Militarizzazione e nazionalizzazione nella storia d'Italia N. Labanca, G. Rochat (a cura di) Il soldato, la guerra e il rischio di morire N. Labanca (a cura di) Fare il soldato. Storie del reclutamento militare in Italia N. Labanca, L. Tomassini (a cura di) Forze armate e beni culturali. Distruggere, costruire, valorizzare P. Del Negro (a cura di) Giuseppe Garibaldi tra guerra e pace N. Labanca, P.P. Poggio (a cura di) Storie di armi N. Labanca (a cura di) Pietre di guerra. Ricerche su monumenti e lapidi in memoria del primo conflitto mondiale P. Del Negro, E. Francia (a cura di) Guerre e culture di guerra nella storia d'Italia N. Labanca (a cura di) Storie di guerre ed eserciti. Gli studi italiani di storia militare negli ultimi venticinque anni N. Labanca, C. Zadra (a cura di) Costruire un nemico. Studi di storia della propaganda di guerra N. Labanca (a cura di) Forze armate. Cultura, società, politica N. Labanca (a cura di) Fogli in uniforme. La stampa per i militari nell'Italia liberale N. Labanca (a cura di) Guerra e disabilità. Mutilati e invalidi italiani e primo conflitto mondiale N. Labanca (a cura di) Città sotto le bombe. Per una storia delle vittime civili di guerra (1940-1945) N. Labanca (a cura di) Studi storici per il centenario dell'Associazione nazionale alpini. Volumi I e II STUDI STORICI PER IL CENTENARIO DELL'ASSOCIAZIONE NAZIONALE ALPINI "Alpini sempre!" Volume III A cura di Nicola Labanca EDIZIONI UNICOPLI Il volume è stato reso possibile dal fondamentale sostegno dell'Associazione nazionale alpini.

Research paper thumbnail of La riconoscenza della nazione. I reduci italiani fra associazioni e politica (1945-1970), Le Monnier, 2016
Nella fase di transizione tra la guerra e la pace, e negli anni della costituzione e del consolid... more Nella fase di transizione tra la guerra e la pace, e negli anni della costituzione e del consolidamento delle istituzioni repubblicano-democratiche, la questione dei reduci rivestì un peso niente affatto trascurabile. Oltre 4,5 milioni di mobilitati, con circa 1,2 milioni di prigionieri: queste le cifre con le quali si dovettero confrontare le istituzioni. Come fu dunque affrontata questa sfida? Come lo Stato perseguì l'inderogabile obiettivo di reinserire nel tessuto economico, lavorativo e sociale, in un rinnovato contesto politico e di cittadinanza, questa massa enorme perlopiù composta di giovani uomini? Quali strumenti legislativi vennero predisposti? Quale fu il ruolo delle associazioni combattentistiche, e dei principali partiti? A questi e ad altri interrogativi si propone di rispondere questo volume, che intende far luce su una delle grandi questioni del dopoguerra italiano, rimasta sinora spesso trascurata dalla storiografia.

Edited Books by Filippo Masina

Research paper thumbnail of N. Labanca, F. Masina, C. Perucchetti, B. Zanolini, I cori alpini. Musiche, testi, esperienze, storia, Unicopli, 2020
Volumi pubblicati: G.L. Balestra, N. Labanca (a cura di) Repertorio degli studiosi italiani di st... more Volumi pubblicati: G.L. Balestra, N. Labanca (a cura di) Repertorio degli studiosi italiani di storia militare 2005 P. Del Negro, N. Labanca, A. Staderini (a cura di) Militarizzazione e nazionalizzazione nella storia d'Italia N. Labanca, G. Rochat (a cura di) Il soldato, la guerra e il rischio di morire N. Labanca (a cura di) Fare il soldato. Storie del reclutamento militare in Italia N. Labanca, L. Tomassini (a cura di) Forze armate e beni culturali. Distruggere, costruire, valorizzare P. Del Negro (a cura di) Giuseppe Garibaldi tra guerra e pace N. Labanca, P.P. Poggio (a cura di) Storie di armi N. Labanca (a cura di) Pietre di guerra. Ricerche su monumenti e lapidi in memoria del primo conflitto mondiale P. Del Negro, E. Francia (a cura di) Guerre e culture di guerra nella storia d'Italia N. Labanca (a cura di) Storie di guerre ed eserciti. Gli studi italiani di storia militare negli ultimi venticinque anni N. Labanca, C. Zadra (a cura di) Costruire un nemico. Studi di storia della propaganda di guerra N. Labanca (a cura di) Forze armate. Cultura, società, politica N. Labanca (a cura di) Fogli in uniforme. La stampa per i militari nell'Italia liberale

Book chapters by Filippo Masina

in Ostaggi della guerra. Vittime civili del secondo conflitto mondiale, a cura di Nicola Labanca, pp. 233-257, 2024

La memoria delle vittime civili italiane nelle pubblicazioni e nei documenti della loro associazione

in Gabriele Bassi, Nicola Labanca, Filippo Masina, Una straziante incertezza. Internati militari italiani fra guerra, morte e riconoscimenti da parte della Repubblica, pp. 111-139, 2022

Research paper thumbnail of La Resistenza in Maremma: un'analisi quantitativa

in Antifascismo, guerra e Resistenze in Maremma, a cura di Stefano Campagna e Adolfo Turbanti, pp. 368-375, 2021

In questo volume si pubblicano i risultati di una ricerca storica relativa alla provincia di Gros... more In questo volume si pubblicano i risultati di una ricerca storica relativa alla provincia di Grosseto, che si articola attorno a tre assi principali: il fenomeno resistenziale, inteso, nella sua duplice accezione di Resistenza armata e Resistenza civile, come il risultato di scelte di soggetti diversi per età, genere e condizione sociale; la guerra totale, ricostruita attraverso l'impatto che ebbe non solo sulle condizioni materiali di vita della popolazione civile ma anche sulla struttura amministrativa della Repubblica fascista e sul sistema di occupazione tedesco; l'antifascismo, interpretato come un reticolo di relazioni e di intrecci biografici che attraversa tutto il Ventennio e che pone in relazione il contesto locale con dinamiche nazionali e transnazionali. I saggi che compongono il volume, accompagnati da una ricca appendice, seguono un criterio tematico, ripercorrendo strade già battute in passato e gettando una luce su percorsi di ricerca ancora inesplorati. Stefano Campagna si è laureato in Storia contemporanea presso l'Università di Pisa ed è attualmente dottorando di ricerca presso l'Università di Parma, dove sta conducendo una ricerca sul cinema e la pedagogia di massa del fascismo. Tra i suoi interessi di ricerca la storia sociale e culturale dell'Italia fascista e la storia transnazionale dei media e della medialità. Ha al suo attivo pubblicazioni in volumi collettanei e riviste. Dal 2021 è vicepresidente dell'ISGREC. Adolfo Turbanti è fra i fondatori dell'ISGREC, di cui è stato presidente dal 2004 al 2016. Laureato in Scienze politiche all'Istituto Cesare Alfieri dell'Università di Firenze, si è occupato, come ricercatore indipendente, della storia contemporanea della Maremma, in particolare di storia politica e sociale del movimento operaio. Ha pubblicato vari saggi in volumi collettanei e in riviste.

Research paper thumbnail of Guerriglia, controguerriglia e lotta partigiana. Aspetti militari della Resistenza nel grossetano

in Antifascismo, guerra e Resistenze in Maremma, a cura di Stefano Campagna e Adolfo Turbanti, pp. 173-223, 2021

In questo volume si pubblicano i risultati di una ricerca storica relativa alla provincia di Gros... more In questo volume si pubblicano i risultati di una ricerca storica relativa alla provincia di Grosseto, che si articola attorno a tre assi principali: il fenomeno resistenziale, inteso, nella sua duplice accezione di Resistenza armata e Resistenza civile, come il risultato di scelte di soggetti diversi per età, genere e condizione sociale; la guerra totale, ricostruita attraverso l'impatto che ebbe non solo sulle condizioni materiali di vita della popolazione civile ma anche sulla struttura amministrativa della Repubblica fascista e sul sistema di occupazione tedesco; l'antifascismo, interpretato come un reticolo di relazioni e di intrecci biografici che attraversa tutto il Ventennio e che pone in relazione il contesto locale con dinamiche nazionali e transnazionali. I saggi che compongono il volume, accompagnati da una ricca appendice, seguono un criterio tematico, ripercorrendo strade già battute in passato e gettando una luce su percorsi di ricerca ancora inesplorati. Stefano Campagna si è laureato in Storia contemporanea presso l'Università di Pisa ed è attualmente dottorando di ricerca presso l'Università di Parma, dove sta conducendo una ricerca sul cinema e la pedagogia di massa del fascismo. Tra i suoi interessi di ricerca la storia sociale e culturale dell'Italia fascista e la storia transnazionale dei media e della medialità. Ha al suo attivo pubblicazioni in volumi collettanei e riviste. Dal 2021 è vicepresidente dell'ISGREC. Adolfo Turbanti è fra i fondatori dell'ISGREC, di cui è stato presidente dal 2004 al 2016. Laureato in Scienze politiche all'Istituto Cesare Alfieri dell'Università di Firenze, si è occupato, come ricercatore indipendente, della storia contemporanea della Maremma, in particolare di storia politica e sociale del movimento operaio. Ha pubblicato vari saggi in volumi collettanei e in riviste.

in Il paesaggio rurale. La Toscana tra storia, identità e sviluppo, pp. 123-129, 2021

in N. Labanca, F. Masina, C. Perucchetti, B. Zanolini, I cori alpini. Musiche, testi, esperienze, storia (Unicopli), pp. 135-396, 2020

Dalla guerra alla pace. Storia militare, politica e sociale dell'Italia alla fine del primo conflitto mondiale (1917-1919), pp. 63-78, 2019

Sounds of Origin in Heavy Metal Music, edited by Toni-Matti Karjalainen, Newcastle-upon-Tyne, Cambridge Scholars Publishing, pp. 71-93, 2018

Studi storici per il centenario dell'Associazione Nazionale Alpini, a cura di Nicola Labanca, vol. II, Milano, Unicopli, pp. 7-119, 2018

Studi storici per il centenario dell'Associazione Nazionale Alpini, a cura di Nicola Labanca, vol. I, Milano, Unicopli, pp. 227-328, 2018

Research paper thumbnail of Assistenza post-bellica e pensioni di guerra nella Repubblica

Guerra e disabilità. Mutilati e invalidi italiani e primo conflitto mondiale, a cura di Nicola Labanca, Milano, Unicopli, pp. 233-260, 2016

39 Emozioni e corpo mutilato. Soldati e disabilità nella prima guerra mondiale, di Vanda Wilcox 5... more 39 Emozioni e corpo mutilato. Soldati e disabilità nella prima guerra mondiale, di Vanda Wilcox 57 I ciechi di guerra nella Firenze del primo conflitto mondiale. Storie, iniziative e traguardi, di Martina Salvante 75 Esistenze mutilate. La storia senza riscatto dei folli di guerra, di Andrea Scartabellati 95 I primi anni dell'ANMIG e il suo primo manifesto (1918), di Ugo Pavan Dalla Torre Parte seconda. LO STATO PER I MUTILATI 119 Cure e protesi per i mutilati. Esempi di riabilitazione, di Fabio Montella p. 169 La strana malattia. Guerra e psichiatria tra primo e secondo conflitto mondiale, di Paolo Francesco Peloso 211 L'evoluzione delle pensioni di guerra italiane dalle origini fino all'avvento del fascismo, di Pierluigi Pironti 233 Assistenza post-bellica e pensioni di guerra nella Repubblica, di Filippo Masina 261 Indice dei nomi 271 Il Centro Interuniversitario di Studi e Ricerche Storico-Militari

Research paper thumbnail of Il capitale umano: gli uomini e le donne di Arci Servizio Civile

Arci Servizio Civile dall'obiezione di coscienza al servizio civile (1981-2004), a cura di Nicola Labanca, pp. 87-138, 2015

Il mondo dell'obiezione di coscienza/servizio civile 1 è stato (ed è) un universo caleidoscopico ... more Il mondo dell'obiezione di coscienza/servizio civile 1 è stato (ed è) un universo caleidoscopico in cui alle storie personali di ciascun soggetto si intrecciano le vicende dell'odc in Italia, le lotte per i diritti civili, il pacifismo, e la spinta per una piena ed attiva cittadinanza che convalidi concretamente lo status democratico di cui l'Italia vuol fregiarsi, accorciando inoltre la distanza, spesso notevole, tra istituzioni e cittadino. C'è tutto questo dietro alle traiettorie di vita seguite dai/dalle dirigenti di Asc, ed ai valori che li ispirano 2 . ma parte attiva di un processo condiviso (in una parola, partecipazione), e la possibilità di unire la teoria -gli ideali politici e sociali -alla pratica, realizzando cioè progetti che nel giro di alcuni mesi davano dei risultati concreti. Non possiamo infine tralasciare un altro elemento, francamente non meno decisivo. Praticamente tutti, infatti, hanno incrociato il mondo del servizio civile legato all'obiezione di coscienza nel momento in cui i numeri andavano aumentando, e Asc stava implementando il proprio organico. C'era bisogno di loro, e della loro esperienza. Per alcuni il sc si è trasformato così in una vera e propria opportunità lavorativa, che gli interessati sono stati ben lieti di cogliere in virtù della positiva e gratificante esperienza come obiettore. Anche qui si mescolano dunque motivazioni ideali e politiche ad altre di ordine assolutamente concreto, cioè il lavoro e la possibilità, attraverso il lavoro, di portare avanti le proprie idealità. Un altro punto è stato poi focale per Asc: la formazione. È questo uno dei distintivi elementi voluti dall'ente nell'ambito del sc, intendendo per formazione non l'addestramento per l'attività che il singolo obiettore sarebbe andato a svolgere, quanto piuttosto la costruzione di una coscienza (e conoscenza) intorno alla storia del pacifismo e dell'obiezione, anche attraverso innovative tecniche didattiche che consentivano -e consentono -a tutti di partecipare e non soltanto di subire passivamente una lezione frontale. Tornano allora anche qui quei concetti di partecipazione ed identità attiva, che per Asc rappresentano non solo un modo di intendere le proprie dinamiche associative, ma l'intera struttura sociale, i rapporti tra gruppi e persone diversi, tra stato e cittadini. Legato, e conseguente, alla formazione c'è un altro elemento molto caro ad Asc: l'attenzione alla qualità del servizio. È da sempre una delle prime preoccupazioni dell'ente, sin dal momento in cui l'Arci, nel 1981, stipulò la convenzione col ministero della Difesa per l'impiego degli obiettori (e Asc, come associazione autonoma, non esisteva ancora 3 ): il servizio doveva essere rispondente alle finalità politiche e sociali attribuite all'odc (e questo vale anche oggi, pur essendo questa venuta a mancare). Emerge qui il contrasto con altre situazione in cui, al contrario di Asc, si ambiva a sfruttare la possibilità di 'reclutare' obiettori per avere forza lavoro quasi a costo zero. Ci sono su questo punto, sull'impiego improprio degli obiettori, le responsabilità innanzitutto dello stato, nello specifico ovviamente del ministero della Difesa, reo di non aver effettuato alcuna selezione degli enti che volevano convenzionarsi e tanto meno una verifica del servizio che effettivamente vi si svolgeva. L'attenzione alla qualità del servizio da parte di Asc non è affatto scemata con la fine dell'obiezione, ma anzi rimane un tema centrale; in questo c'è un'evidente continuità con il periodo precedente, ed anche i problemi risultano i medesimi: cioè il tentativo di contrastare ogni impiego strumentale dei ragazzi, per finalità proprie dell'ente e non dei volontari. Un altro elemento importante per gli uomini e le donne di Asc è stato quello di mantenere e sviluppare i rapporti con altri enti di servizio civile, inclusi quelli pubblici, in cui un ruolo importante è stato giocato prima dal Cesc poi dalla Cnesc. L'obiettivo di mantenere un buon rapporto con gli altri enti di sc di una certa grandezza, diciamo quelli di scala nazionale, poiché perseguivano ideali in buona parte coincidenti con quelli di Asc, è stato costante. Di grande importanza il ruolo del Cesc/Cnesc, centrale per il dialogo con le istituzioni: era il luogo in cui si appianavano le differenze -talvolta le divergenze -per trovare una posizione comune con cui presentarsi agli interlocutori. Non si trattava di nascondere le differenze di motivazioni e di finalità politiche con altri enti, in particolare quelli cattolici, quanto piuttosto, grazie a questo organismo collettivo, trovare una posizione comune dalla quale trattare con le istituzioni. Ma Asc ha guardato spesso anche all'estero, alle esperienze di militanza pacifista confluenti nel Beoc (Bureau Européenne de l'Objection de Conscience) ed alle sue iniziative pro-odc, così come all'esperienza americana degli Americorps, l'organizzazione statunitense per il servizio civile, da cui Asc ha tratto alcune soluzioni di grande importanza per il funzionamento del proprio sc.