Francesca Santamaria - University of Texas at Dallas
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Francesca Santamaria
University of Texas at Dallas
Edith O'Donnell Art History Institute
Center Coordinator for the Centro per la Storia dell'Arte e delle Città Portuali "La Capraia"
Università Degli Studi di Napoli "L'Orientale"
Dipartimento di Scienze Umane e Sociali
Cultrice della Materia
Ministero della cultura
Napoli, Museo Nazionale di Capodimonte
Center Coordinator per il Centro per la Storia dell'Arte e delle Città Portuali, La Capraia (CSAACP)
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Francesca Santamaria è Coordinatrice per il “Centro per la Storia dell’Arte e dell’Architettura delle Città Portuali La Capraia” di Napoli, collaborazione tra l’Edith O’Donnell Institute dell’Università del Texas a Dallas e il Museo e Real Bosco di Capodimonte. E' cultrice della materia in Storia dell'Arte Contemporanea presso l'Università degli Studi di Napoli "L'Orientale". /
Francesca Santamaria is Research Coordinator for the “Center for the Art and Architectural History of Port Cities” at La Capraia (Naples), a partnership between The Edith O’Donnell Institute of Art History and the Museo e Real Bosco di Capodimonte. She serves as Teaching Assistant in History of Contemporary Art at the Università degli Studi di Napoli "L'Orientale".
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Massimo Ferretti and Maria De Vivo
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Papers by Francesca Santamaria
Costanza Paolillo, Francesca Santamaria, "Evoluzione di un 'museo obbligatorio'. Le Stazioni dell’Arte di Napoli da spazio di transito a spazio di visita.
by
Francesca Santamaria
and
Costanza Paolillo
Napoli e il Mediterraneo
, 2026
La metropolitana di Napoli, progettata a partire dalla metà degli anni Novanta, non costituisce s...
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La metropolitana di Napoli, progettata a partire dalla metà degli anni Novanta, non costituisce solo la​ parte cruciale di un intervento di riqualificazione urbana, ma è stata interpretata come “un​ manifesto politico in difesa della democrazia” (Detheridge 2007) nell’ambito del cosiddetto Rinascimento Bassoliniano. Rigettato il modello delle stazioni standardizzate, gli architetti e gli artisti​ coinvolti hanno progettato luoghi unici in cui ogni stazione si connette esteticamente con il tessuto urbano che la​ linea incontra. Il risultato è un peculiare esempio​ di arte pubblica, per definire il quale sono state coniate espressioni come “museo obbligatorio”​ (Bonito Oliva​) e “passeggiate d’arte” (Mendini​).
Nel corso dei decennali cantieri, la percezione nazionale e internazionale di Napoli è molto​ cambiata divenendo, da grumo di malavita e degrado, una delle mete più visitate del turismo di​ massa e assurgendo a simbolo della creatività e autenticità italiane. Nei trent’anni della sua​ realizzazione, il progetto delle stazioni si è espanso passando da strumento di decoro pubblico a​ spazio di autorappresentazione della città. Realizzate su iniziativa del committente pubblico, supervisionate da un unico​ curatore, le Stazioni nel loro insieme hanno agito come sistema di filtraggio dei simboli della geografia e dell'identità napoletane, con un bagaglio di contraddizioni aggravato dalla​ turistificazione e dalla mercificazione del suo immaginario. Attraversate distrattamente da migliaia​ di persone e osservate soprattutto dai turisti, oggi le Stazioni dell’Arte alimentano una peculiare​ immagine della città e del suo posizionamento tra locale e globale.
Introduzione, in "Capodimonte. Un sito reale e un museo tra locale e globale", Artem, Napoli 2024, pp. 12-18
L’idea di fondo che anima la collaborazione tra il Museo e Real Bosco di Capodimonte e l’Edith O’...
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L’idea di fondo che anima la collaborazione tra il Museo e Real Bosco di Capodimonte e l’Edith O’Donnell Institute of Art History – che ha portato alla fondazione del Centro per la Storia dell’Arte e dell’Architettura delle Città Portuali “La Capraia” – è la visione del museo come laboratorio per una conoscenza globale della storia dell’arte, con una prospettiva epistemologica che indirizza lo studio di ogni singolo luogo o manufatto verso molteplici connessioni attraverso lo spazio e il tempo.
Da queste premesse traggono origine il convegno "Napoli, Museo e Real Bosco di Capodimonte in un contesto mondiale (12-14 ottobre 2017)" e la raccolta di saggi, dal medioevo al Settecento, dalla scultura alla pittura, dalla porcellana al presepe, imperniati sulle problematiche della circolazione e mobilità di oggetti, artisti e committenti [dall'introduzione al volume].
Castel Sant'Elmo 1979: dal restauro alle ipotesi di restituzione alla città
ENG: The festival "The Week in the Castle" (Naples, 1979) opened the historical Sant'Elmo Castle,...
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ENG: The festival "The Week in the Castle" (Naples, 1979) opened the historical Sant'Elmo Castle, at that time in restoration, to the city of Naples for the first time. The event aimed to open a public debate on recovery and social use of cultural heritage. Groups and organizations from many different backgrounds joined the event: architects, community outreach programs, feminist and artists' groups organized discussion panels and stands, but also presented artworks and performances. This paper will contextualize that event in the broader framework of Seventies Naples.
ITA: Il festival "La settimana nel castello" (Napoli, 1979) aprì per la prima volta alla città di Napoli lo storico Castello di Sant'Elmo, all'epoca in fase di restauro. L'evento mirava a suscitare un dibattito pubblico sul recupero e l'uso sociale del patrimonio culturale. Gruppi e organizzazioni provenienti da contesti molto diversi parteciparono alla rassegna: architetti, collettivi di attivisti sociali, gruppi femministi e artisti organizzarono
tavole rotonde e stand, ma presentarono anche opere d'arte e performance. Il seguente articolo contestualizza il festival nel quadro più ampio della Napoli degli anni Settanta.
Abitare il Real Bosco di Capodimonte, in "Vesper" no. 3 NELLA SELVA", autunno - inverno 2020, pp. 184-189.
The Real Bosco of Capodimonte, open to the public since 1952, is a perfect case of architectural ...
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The Real Bosco of Capodimonte, open to the public since 1952, is a perfect case of architectural and landscaping heritage, as well as the green lung of Naples, one of the most densely populated cities of Italy. It was established in the 18th century as a royal hunting reserve. Today it has an ambiguous identity, poised between suburban forest, historical garden and public greenery. From the post-war period to the present day, its story tells of the conflict between the real needs of its users and the need to protect public property, the continuous tension between man and nature within an urban wood, as well as new directions in management of the environmental heritage, reflecting at the same time the story of the city. To retrace the story of the Real Bosco, considered as a natural, institutional and a social place, public and private archives have been consulted and disparate sources have been examined, including judicial and journalistic reports, and family memories from the community which passed through it.
"Bianca, morbida et soda". Sulla bellezza femminile nei ritratti in marmo di età barocca
Intorno al ritratto Origini, sviluppi e trasformazioni Studi a margine del saggio di Enrico Castelnuovo, Il significato del ritratto pittorico nella società (1973)
, 2019
IV I testi sono stati sottoposti a procedura di revisione scientifica.
Dalle mostre temporanee alla collezione permanente: la donazione Buontempo al Museo di Capodimonte, in L. Casini, E. Pellegrini (a cura di), Donare allo Stato. Mecenatismo privato e raccolte pubbliche dall'Unità d'Italia al XXI secolo, Bologna, Il Mulino, 2018, pp. 209-215
Dal 1987 al 1992 la mecenate e collezionista Graziella Lonardi Buontempo ha promosso una serie di...
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Dal 1987 al 1992 la mecenate e collezionista Graziella Lonardi Buontempo ha promosso una serie di mostre di arte contemporanea nel Museo di Capodimonte. Ogni artista chiamato a partecipare (tra gli altri Kounellis, Kosuth, Buren, Paolini, Sol LeWitt) avrebbe dovuto realizzare un'opera ispirandosi alle collezioni museali, all'edificio del Museo, alla città stessa di Napoli. A conclusione del programma, la mecenate ha donato le opere al Museo di Capodimonte, costituendo così una delle prime sezioni di arte contemporanea d'Italia ospitata in un museo di arte moderna.
/ From 1987 to 1992 the patron and collector Graziella Lonardi Buontempo promoted a series of contemporary art exhibitions in the Museum of Capodimonte. Each artist (among others Kounellis, Kosuth, Buren, Paolini, Sol LeWitt), had to create a work inspired by the museum collections, by the museum building, and by the city of Naples too. At the end of this program, the patron donated the artworks to the Museo di Capodimonte, thus constituting one of the first galleries of contemporary art in an Italian museum of early modern art.
“Amoris ac moeroris monumentum”. Women's Tombs in the Roman Baroque (1600-1710), in Frauen und Päpste. Zur Konstruktion von Weiblichkeit in Kunst und Urbanistik des römisches Seicento, a cura di Eckhard Leuschner e Iris Wenderholm, De Gruyter, Berlin 2016, pp. 205-219
inhaltsverzeichnis ECKHARD LEUSCHNER / IRIS WENDERHOLM iX Einführung HANDLUNGSSPIELRÄUME CHRISTIN...
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inhaltsverzeichnis ECKHARD LEUSCHNER / IRIS WENDERHOLM iX Einführung HANDLUNGSSPIELRÄUME CHRISTINA STRUNCK 3 die femme fatale im Kirchenstaat: Positionen der Querelle des Femmes in rom (1622-1678) VERONICA BIERMANN 21 Die Königin und ihr Künstler: Christina von Schweden und gian Lorenzo bernini im »großen gemach« des Palazzo riario in rom ANDREAS STOLZENBURG 49 eine Königin in männlicher domäne. bemerkungen zur Kunstsammlung der christina von schweden in rom JENNIFER RABE 69 sauls letzte Hexe. salvator rosa und christina von schweden in der ausstellung von s. giovanni decollato 1668 TOPOI RUDOLF PREIMESBERGER 91 »… castum vel ipsum reddere fornicem.« zu einem topos der römischen agnes-tradition im siebzehnten Jahrhundert Bereitgestellt von | De Gruyter / TCS Angemeldet Heruntergeladen am | 26.06.17 09:04 INHALTSVERZEICHNIS VI ELISABETH PRIEDL 129 männlich im tod. die heroischen märtyrerinnen von santo stefano rotondo IRIS WENDERHOLM 145 Virginitas und Fortitudo. Papst urban Viii. und die hl. bibiana URBANITÄT UND WEIBLICHKEIT ILARIA HOPPE 171 Plautilla bricci, die erste architektin: zum Verhältnis von architektur und geschlecht im römischen seicento MARISA TABARRINI 187 donna olimpia Pamphilj, the innocentian reform of the regular clergy and the architectural renewal of Piazza navona FRANCESCA SANTAMARIA 205 »amoris ac moeroris monumentum«. Women's tombs in the roman baroque (1600-1710) PAWEŁ MIGASIEWICZ 221 »La regina di Polonia, signora di vita essemplare.« der romaufenthalt der Königinwitwe marie casimire sobieska (1699-1714) und seine künstlerischen Folgen KUNSTBEGRIFFE UND DAS GESCHLECHT DER BETRACHTER SOPHIA KUNZE 239 »gegen die natur einen bart bekommen«die normative abweichung als ordnungsprinzip geschlechtlicher rollenmodelle im 17. Jahrhundert ELISABETH OY-MARRA 253 »paiono di mano di una pittrice e d'una donna«. zum genderdiskurs in den Viten belloris ECKHARD LEUSCHNER 265 giovanni Lanfrancos »Junger mann mit Katze auf einem bett« -Fragen an ein bild Bereitgestellt von | De Gruyter / TCS Angemeldet Heruntergeladen am | 26.06.17 09:04 INHALTSVERZEICHNIS VII ANHANG die autoren 289 namensregister 294 ortsregister 301 abbildungsnachweis 304
Talks by Francesca Santamaria
“The most beautiful metro in the world”. Le Stazioni dell’Arte di Napoli tra servizio pubblico e turistificazione
Presentazione al XII CONGRESSO AISU, 10-13 SETTEMBRE 2025, PALERMO

La nuova metropolitana di Na...
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Presentazione al XII CONGRESSO AISU, 10-13 SETTEMBRE 2025, PALERMO
La nuova metropolitana di Napoli, progettata a partire dalla metà degli anni Novanta, non costituisce solo la parte cruciale di un intervento di riqualificazione urbana, ma è stata interpretata come “un manifesto politico in difesa della democrazia” (Detheridge 2007) nell’ambito del cosiddetto ‘Rinascimento bassoliniano’. Rigettato il modello delle stazioni standardizzate, gli architetti e gli artisti coinvolti hanno progettato luoghi unici “creati come una sorta di orchestrazione visiva” (Bonito Oliva in Detheridge 2000), in cui “si compie il processo di connessione con il tessuto urbano che la linea incontra” (Camerlingo in La metropolitana di Napoli 2000). Il risultato è un peculiare esempio di arte pubblica, per definire il quale sono state coniate espressioni come “museo obbligatorio” (Bonito Oliva in Gravagnuolo - Mendini 2006) e “passeggiate d’arte” (Mendini in La metropolitana di Napoli 2002).
Nel corso dei decennali cantieri, la percezione nazionale e internazionale di Napoli è molto cambiata divenendo, da grumo di malavita e degrado, una delle mete più visitate del turismo di massa e assurgendo a simbolo della creatività e autenticità italiane. Nei trent’anni della sua realizzazione, il progetto delle stazioni si è espanso passando da strumento di decoro pubblico e riqualificazione urbana a spazio di autorappresentazione della città, trasformandosi in una sorta di programma iconografico che molto rivela del posizionamento di Napoli tra locale e globale. Realizzate su iniziativa del committente pubblico, supervisionate da un unico curatore, le Stazioni nel loro insieme hanno agito come sistema di filtraggio dei simboli della geografia e dell'identità napoletane, con un bagaglio di contraddizioni aggravato dalla turistificazione e dalla mercificazione del suo immaginario. Tale immaginario non solo è costituito dalle opere site specific, ma alimenta inediti crossover identitari, come dimostra, a titolo di esempio, la campagna fotografica della Società Calcio Napoli realizzata nella Stazione Chiaia.
L’intervento, attraverso l’analisi dell’apparato visivo di alcune delle Stazioni dell’Arte della Metro di Napoli, intende illustrare l’evoluzione di un complesso iconografico nato per parlare all’utenza locale e che prova oggi a intercettare quella turistica, nel contesto di un’infrastruttura di mobilità che basa la sua fama sull’estetica ben più che sull’efficienza.
Estetizzazione della mobilità pubblica contemporanea. Alcune riflessioni a partire dalle Stazioni dell'Arte di Napoli
by
Costanza Paolillo
and
Francesca Santamaria
XII CONGRESSO AISU, Palermo, September 10-13
, 2025
L’intervento di introduzione alla sessione esplora il ruolo delle infrastrutture di mobilità come...
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L’intervento di introduzione alla sessione esplora il ruolo delle infrastrutture di mobilità come spazi in cui la dimensione estetica si intreccia con valori sociali, politici e culturali. Dall’Orient Express e dai transatlantici tra le due guerre – spazi semi-pubblici concepiti per un’élite borghese – alle metropolitane sovietiche, emblema di un “lusso collettivo” che coniugava estetica, etica e propaganda politica, fino alle recenti esperienze urbane in Europa, il trasporto assume una valenza che travalica l’efficienza tecnica per incidere sull’immaginario e sull’identità collettiva.
In questo quadro, il caso della Linea 1 della metropolitana di Napoli rappresenta un laboratorio esemplare: le Stazioni dell’Arte, tutte diverse tra loro e firmate da architetti e artisti di rilievo internazionale, configurano un vero e proprio museo diffuso di architettura e arte contemporanea. Esse agiscono come landmark urbani e dispositivi di rigenerazione simbolica, attribuendo al mezzo pubblico una missione estetica e sociale che si intreccia con le dinamiche di patrimonializzazione, turistificazione e mercificazione tipiche della città contemporanea.
L’intervento propone quindi una riflessione comparativa sul rapporto tra etica ed estetica nel trasporto pubblico, analizzando i rischi e le potenzialità di un modello in cui la bellezza, spesso elevata a predominante criterio di governo urbano, può tanto rafforzare quanto oscurare la funzione primaria dell’infrastruttura.
“Architetture complesse di un meticciato dello sguardo”. Locale e globale negli immaginari visivi delle Stazioni dell’Arte di Napoli
by
Costanza Paolillo
and
Francesca Santamaria
Convegno internazionale "Naples et la Méditerranée aujourd’hui. Géo-histoire, représentations, récits et frontières 1990-2024". Nizza, 11 Ottobre
, 2024
“Architetture complesse di un meticciato dello sguardo”.* Locale e globale negli immaginari visi...
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“Architetture complesse di un meticciato dello sguardo”.*  Locale e globale negli immaginari visivi delle Stazioni dell’Arte di Napoli
L’intervento intende analizzare come le Stazioni dell’arte della linea 1 della metropolitana contribuiscano, con le loro architetture e opere site-specific, alla costruzione dell’identità visiva della Napoli contemporanea.
La nuova metropolitana, progettata a partire dalla metà degli anni Novanta, non costituisce solo la parte cruciale di un intervento di riqualificazione urbana, ma è stata interpretata come “un manifesto politico in difesa della democrazia” (Detheridge 2007, p. 40) nell’ambito del cosiddetto Rinascimento napoletano. Rigettato il modello delle stazioni standardizzate, gli architetti e gli artisti coinvolti hanno progettato luoghi unici “creati come una sorta di orchestrazione visiva” (Bonito Oliva in Detheridge 2000, p. 58), in cui “si compie il processo di connessione con il tessuto urbano che la linea incontra” (Camerlingo in La metropolitana di Napoli 2000, p. 40). Nel corso dei decennali cantieri, la percezione nazionale e internazionale di Napoli è molto cambiata divenendo, da grumo di malavita e degrado, una delle mete più visitate del turismo di massa e assurgendo a simbolo della creatività e autenticità italiane. Attraversate distrattamente da migliaia di persone e osservate soprattutto dai turisti, oggi le stazioni alimentano una peculiare immagine della città e del suo posizionamento tra locale e globale.
L’intervento si focalizzerà sull’interpretazione della connessione tra stazioni e identità locale da parte di alcuni artisti stranieri. Analizzando le stazioni di Università (2011), Toledo (2012), Garibaldi (2013) e Municipio (2015), i casi selezionati mostreranno due strategie opposte che sono state adoperate per conformare Napoli al modello della metropoli contemporanea. Da un lato, sono state adottate soluzioni estetiche che prescindono dal genius loci per creare spazi pienamente postmoderni. Dall’altro lato invece, le opere rielaborano il repertorio visivo, storico e culturale locale in forme aggiornate. I casi illustrati verranno riletti attraverso gli approcci con cui, negli ultimi venti anni, la presunta alterità o antimodernità di Napoli è stata interpretata nell’ambito degli studi postcoloniali.
*La citazione è tratta da Achille Bonito Oliva, Arte pubblica, in La metropolitana di Napoli 2000, p. 51.
La settimana nel Castello (Napoli, 1979). Proposte per un utilizzo collettivo di un edificio storico / AISU Ferrara 2023
The festival "The Week in the Castle" (Naples, 1979) opened the historical Sant'Elmo Castle, at t...
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The festival "The Week in the Castle" (Naples, 1979) opened the historical Sant'Elmo Castle, at that time in restoration, to the city of Naples for the first time. The event aimed to open a public debate on recovery and social use of cultural heritage. Groups and organizations from many different backgrounds joined the event: architects, community outreach programs, feminist and artists’ groups organized discussion panels but also presented artworks and performances. This talk will contextualize that event in the broader framework of 1970s Naples.
The Colonial Empire in Italian Fascist Photobooks: Three Cases in Comparison
by
Francesca Santamaria
and
Costanza Paolillo
NeMLA 49th Annual Convention, April 12-15
, 2018
In May 1936, the Italian Colonial Empire was established by proclaiming the viceroyalty of Italia...
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In May 1936, the Italian Colonial Empire was established by proclaiming the viceroyalty of Italian Eastern Africa. At the time, the process of building a “colonial consciousness” was at its peak. For years, Italians had been subjected to widespread propaganda actions by the Fascist Regime on multiple levels: from popular newsreels to illustrated children’s magazines. Among commemorative publications for the results accomplished overseas, three photobooks stand out: "L’Impero Coloniale Fascista" (1936), "Italiani di Mussolini in A.O." (1937), "L’italia Imperiale" (1937). They are high-end coffee table books, designed to cultural elites and political establishment of the Regime.
These three books are crucial examples of interaction between words and pictures (photos, graphics, illustrations) in the Fascist propaganda. Moreover,  although they are all edited under the Regime control, they show diverse representations  of the conquering subject and of the conquered object. Lastly, these books are an unusual case of propaganda oriented to Fascist cultural elites instead of masses.
Intorno al ritratto. Origini sviluppi e trasformazioni. Studi e ricerche a margine del saggio di Enrico Castelnuovo “Il significato del ritratto pittorico nella società (1973)”, Università degli Studi di Torino, 1 - 2 dicembre 2016
INTORNO AL RITRATTO: Origini, sviluppi e trasformazioni
Università degli Studi di Torino, 1 - 2 d...
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INTORNO AL RITRATTO: Origini, sviluppi e trasformazioni
Università degli Studi di Torino, 1 - 2 dicembre 2016
La Scuola di Dottorato in Scienze Archeologiche, Storiche e Storico-Artistiche dell’Università degli Studi di Torino è lieta di invitare studiosi delle diverse discipline umanistiche a un convegno dedicato al ritratto. L’iniziativa nasce da un ciclo di incontri seminariali in cui si è riflettuto sul saggio che al tema ha dedicato Enrico Castelnuovo, Il significato del ritratto pittorico nella società, 1973, recentemente riedito. L’approccio metodologico di questo testo costituisce la trama sulla quale si intendono aggiungere nuovi contributi.
Conferences and Seminars by Francesca Santamaria
FIELD SEMINAR / Le Stazioni dell'Arte. A Multidisciplinary Exploration of Naples' Subway System / March 18, 2025
by
Centro per la Storia dell'Arte e dell'Architettura delle Città Portuali
Costanza Paolillo
, and
Francesca Santamaria
The Stazioni dell'Arte in Naples’ subway system represent a unique intersection of infrastructura...
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The Stazioni dell'Arte in Naples’ subway system represent a unique intersection of infrastructural development, architecture, and site-specific art installations. Initiated in the 1990s, this network of stations has played a pivotal role in the city’s plan for urban regeneration, where the beautification of public transport was framed as a means of fostering civilized behavior among local users. In recent years, the project has also become a key element in attracting tourists, transforming the metro system into a cultural destination in its own right. Over the decades, the stations’ rich visual apparatus has evolved alongside Naples’ evolution, shaping and reflecting its changing identity.
Acknowledging that the subway is not merely a transportation network but a complex system that influences urban planning, architectural heritage, and social dynamics, this seminar adopts a multidisciplinary approach to analyze it. Bringing together scholars from urban studies, art history, architecture, anthropology, and related fields, it examines the subway’s role in shaping Naples’ cultural identity, its impact on everyday life, and its significance as both an infrastructural and artistic landmark. Through site visits and discussions, participants will engage with the broader implications of integrating public transport with urban aesthetics and social experience.
Poster presentations by Francesca Santamaria
Storia dell'Arte e della Zoologia Marina, una visita a due voci per una cultura accessibile al Museo di Capodimonte
Poster presentato al XXIV congresso dell'ANMS "L''accessibilità nei musei: limiti, risorse e stra...
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Poster presentato al XXIV congresso dell'ANMS "L''accessibilità nei musei: limiti, risorse e strategie". Sessione: strategie di promozione dell'accessibilità"
Il caso che si riporta è il programma di visite speciali tenutosi tra il 2017 e il 2018 al Museo e Real Bosco di Capodimonte, con il coinvolgimento della Stazione Zoologica di Napoli. Le visite tematiche sono state svolte con la formula narrante del dialogo a due voci in cui uno storico della natura e una storica dell'arte si alternavano nel raccontare aspetti diversi degli oggetti esposti, tra i quali alcuni reperti a secco arricchiti da preziose lavorazioni, dipinti di natura morta a soggetto marino, e curiosità da Wunderkammer.
"Contemporary art in a gallery of ancient art. Alberto Burri among Old Masters at the Museum of Capodimonte,1978" / international conference "The limits of art in the Museum", Universidad Complutense de Madrid, nov. 28-30 2017
Poster presentation about Albero Burri's exhibition in the Museum of Capodimonte in 1978, as one ...
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Poster presentation about Albero Burri's exhibition in the Museum of Capodimonte in 1978, as one of the earliest  occasions in Italy that placed in dialogue ancient and contemporary art.
Call for Papers by Francesca Santamaria
CfP AISU Palermo 2025: Oltre la mobilità. Etica ed estetica del mezzo pubblico / Beyond Mobility. Ethics and Aesthetics of Public Transportation
by
Costanza Paolillo
and
Francesca Santamaria
Conferenza Biennale AISU Palermo 2025

Macrosessione 6. Città crocevia di idee e realizzazioni ...
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Conferenza Biennale AISU Palermo 2025
Macrosessione 6. Città crocevia di idee e realizzazioni urbane; il crocevia e gli impranti preordinati nel progetto della città.
--
Macrosession 6. Cities at the crossroads of urban design ideas and realisations. Crossroads and predetermined schemes in city design.
Panel 6.18
In recent transformations of modern European cities, intra- and extra-urban transportation infrastructure is often presented as a regenerative tool for neglected areas not only through the service it provides, but also though the elevating power of its design and visual appeal.
However, in some cases, the pursuit of aesthetic value overshadows the purpose of infrastructure, to the point that beauty becomes the main criterion by which projects are selected and judged in public debate, even when the construction fails to meet its practical function. A striking example is Santiago Calatrava's controversial Constitution Bridge in Venice, one of the city's few modern structures, yet widely contested for its excessive costs, design flaws, and poor accessibility.
In other contexts, the aesthetic quality of infrastructure is intertwined with an assumed ethical value, as if urban regeneration inherently leads to social transformation. A relevant example is Naples’s Metro Line 1 with its Art Stations, where the beautification of public transport was framed as a means of fostering civilized behavior among its users. A new mission pervades this framework: infrastructure not only transforms the space but dictates how inhabitants conform their conduct, creating new spatial expectations. In other cases, the infrastructure produced by these “regenerative” projects becomes a landmark itself, attracting visitors for its design as well as its function, as seen in the Toledo station of the Naples subway or the Hauptbahnhof in Berlin.
In this panel, we seek to explore transportation infrastructure with exceptional aesthetic impact and monumental dimension—including train and subway stations, bus stations, airports and ports, bridges, and more—in diverse global contexts, examining them from both from architectural, urbanistic, and socio-cultural perspectives. Proposals may address—among other topics and across different geographical settings—issues such as the aestheticization, touristification, and commodification of public transport; the tension between efficiency and spectacle in both design and user experience; the impact of these structures on urban identity and collective imagination; and their implications for the local social fabric.
Submissions must include an abstract (maximum 300 words) and a short bio (maximum 150 words) by May 3, 2025 through web platform
[Make sure to mention that you are applying to session 6.18]
For any further details or question please email Costanza Paolillo (Università IULM/New York University)
[email protected]
and Francesca Santamaria (Centro per la Storia dell’Arte e dell’Architettura delle Città Portuali “La Capraia,” Naples)
[email protected]
schede di catalogo by Francesca Santamaria
Scheda di catalogo - Vincenzo Ciardo "Paesaggio notturno leccese" (1958)
Scheda di catalogo; Vincenzo Ciardo, "Paesaggio notturno leccese" (1958), dalla mostra "Depositi....
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Scheda di catalogo; Vincenzo Ciardo, "Paesaggio notturno leccese" (1958), dalla mostra "Depositi. Storie ancora da scrivere", Museo e Real Bosco di Capodimonte, a cura di Maria Tamajo Contarini e Carmine Romano, Editori Paparo, cat. 114, pag. 237.
museum educational texts by Francesca Santamaria
"Jan Fabre Naturalia e Mirabilia", Museo di Capodimonte, Napoli luglio-ottobre 2017 - pannelli didattici
Pannelli didattici della mostra "Jan Fabre Naturalia e Mirabilia", a cura di Sylvain Bellenger e ...
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Pannelli didattici della mostra "Jan Fabre Naturalia e Mirabilia", a cura di Sylvain Bellenger e Laura Trisorio, Museo e Real Bosco di Capodimonte, Napoli luglio-ottobre 2017. / Educational materials of the exhibition "Jan Fabre Naturalia and Mirabilia", curated by Sylvain Bellenger and Laura Trisorio at the Capodimonte Museum in Naples
Museo Capodimonte | L' Opera si racconta: la Parabola dei Ciechi di Pieter Bruegel - pannelli didattici
Pannelli didattici per la mostra focus "L'Opera si racconta. La Parabola dei Ciechi di Pieter Bru...
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Pannelli didattici per la mostra focus "L'Opera si racconta. La Parabola dei Ciechi di Pieter Bruegel" al Museo di Capodimonte (17 novembre 2017 - 4 marzo 2018). /
Educational materials for the focus exhibition on "The Blind Leading the Blind" by Pieter Bruegel at the Capodimonte Museum.
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