Books by Gianluca Bascherini
Negli ultimi anni, la consuetudine del giurista a inglobare il discorso letterario nei suoi metod... more Negli ultimi anni, la consuetudine del giurista a inglobare il discorso letterario nei suoi metodi di indagine si è andata rafforzando anche in Italia, dove giuristi teorici e positivi non faticano ormai ad ammettere che l'universo giuridico non si alimenta solo di regole, principi e istituti, ma anche di raffigurazioni narrative e, in particolare, letterarie. A partire da questa consapevolezza, in questo libro le rappresentazioni letterarie offrono l'occasione per una serie di approfondimenti sulla storia costituzionale italiana, che rivelano quanto lo sguardo del giurista intercetti snodi e problemi che spesso sono stati al centro di una letteratura nazionale attenta più di altre all'osservazione politica e sociale: dalla conformazione ristretta della sua opinione pubblica al peso storicamente avuto dal primato della politica, dal persistere irrisolto di fratture territoriali e sociali a un'identità civica segnata da una cronica debolezza. In questa chiave, i saggi contenuti nel volume cercano di esaminare la peculiarità della storia costituzionale italiana alla luce della prospettiva che su di essa hanno offerto scrittori di varie epoche, dagli inizi della vicenda unitaria sino agli anni più recenti.
Papers by Gianluca Bascherini
Volere la luna, 2024
Il dibattito estivo sulla riforma della cittadinanza, anche nella versione ridotta dello “ius sch... more Il dibattito estivo sulla riforma della cittadinanza, anche nella versione ridotta dello “ius scholae”, non ha prodotto risultati. È il frutto della difficoltà del nostro Paese – a differenza di quanto accade in Francia, in Gran Bretagna, in Germania e in altri paesi europei – a fare i conti con la natura strutturale della presenza immigrata e con i mutamenti sociali e culturali indotti dalle dinamiche migratorie.
Diario di Diritto pubblico, 2023
Language; D. Dialectical Means of Seeking Truth. E. Justice as Reciprocity. F. From the Isonomic ... more Language; D. Dialectical Means of Seeking Truth. E. Justice as Reciprocity. F. From the Isonomic Logic of the Dispute to th G. Conflict and Stability. H. The presence of Value in Judicial Reasoning. Part. I I : The Classical Conception of Community at Work: Re-thinking two Contemporary Law Issues. A. Community and Gay Rights. 1. Conflict without Controversy? 2. How can Court Cases promote Change? 3. Controversy and the Transformation of the Social Order B. The Classical Conception of the Community and the Evolution of the Domestic Sphere. 1. The Silence of Western Liberal Thought on Justice in Domestic and Care Work. 2. Shifting our gaze: 3.
Biblioteche 55 Doc. Delivery Titoli Collegati Altri link Indici Cerca doni © Copyright 2018 -Univ... more Biblioteche 55 Doc. Delivery Titoli Collegati Altri link Indici Cerca doni © Copyright 2018 -Università di Bologna & CNR, ABIS & Biblioteca Centrale "G. Marconi" -Note legali -Informativa sulla privacy -Accessibilità -Credits SOMMARIO: 1. Introduzione. La sanatoria colf e badanti del 2009: uno snodo centrale nelle politiche migratorie e del lavoro in Italia. -2. Interpretazioni del lavoro domestico e di cura. -2.1. La triade delle letture mainstream: la rivoluzione femminista fallita, il paradigma biopolitico e l'etica della cura. -2.2. Il lavoro domestico immigrato nella dimensione della storia: le letture italiane. -2.3. (continua) Il punto di vista del giurista. -3. Regolarizzazione del lavoro domestico immigrato e percorsi della cittadinanza in Italia. -3.1. Gli aspetti critici della regolarizzazione 2009. -3.2. Il «seguito» della regolarizzazione 2009. Interventi della magistratura e aggiustamenti amministrativi. -3.3. I diritti sociali dimenticati degli immigrati e i costi della regolarizzazione 2009 in termini di cittadinanza. La legge 3 agosto 2009, n. 102 «Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 1º luglio 2009, n. 78, recante provvedimenti anticrisi, nonché proroga di termini e della partecipazione italiana a missioni internazionali», all'art. 1 ter disciplina la «Dichiarazione di attività di assistenza e di sostegno alle famiglie». Si tratta della cd. «sanatoria per colf e badanti», che ha previsto la possibilità, per i datori di lavoro che, alla data del 30 giugno 2009, occupassero irregolarmente alle proprie dipendenze, da almeno tre mesi, lavoratori domestici stranieri privi di permesso di soggiorno, di sanare tale rapporto e, con esso, la irregolare presenza dello straniero, tramite una dichiarazione di emersione. La legge (ai cc. 8 e 9 dell'art. 1 ter) delinea un procedimento di natura prettamente amministrativa, rivolto al riconoscimento della causa x * Lo scritto è frutto della collaborazione dei due Autori, che hanno redatto insieme l'introduzione. La prima parte del lavoro (parr. 1.1, 1.2, 1.3) è da attribuirsi a Silvia Niccolai, la seconda (parr. 2.1, 2.2, 2.3) a Gianluca Bascherini. L'aspetto apparentemente più vistoso della sanatoria 2009, la sesta dal 1986, consiste peraltro nell'avere limitato, per la prima volta, la possibilità di sanare, ad un tempo, la condizione di irregolarità lavorativa e residenziale 2 ad uno specifico segmento occupazionale, quello del lavoro domestico e di cura. Sotto questo profilo, peraltro, l'intervento del 2009 presenta taluni elementi di continuità sia con quella regolazione per circolari della materia «immigrazione» che ha caratterizzato il trentennio 1960-1990, e che ha via via istituito «corsie preferenziali» per il lavoro domestico 3 , sia con la sanatoria che nel 2002 accompagnò l'adozione della l. 30 luglio 2002, n. 189. Anche questa procedura di regolarizzazione, infatti, era stata inizialmente pensata come riguardante esclusivamente i lavoratori extracomunitari occupati in questo comparto (v. l'art. 33, l. n. 189/2002), ma il blocco degli ingressi deciso quell'anno e, soprattutto, le pressioni degli ambienti imprenditoriali indussero il legislatore ad ampliare il campo d'azione della sanatoria, adottando un provvedimento di più ampia portata 4 . La limitazione della regolarizzazione 2009 al lavoro svolto nello spazio domestico colpisce dunque, più che in se stessa, per il suo coincidere con l'approvazione della legge 15 luglio 2009, n. 94, che ha completato la confezione del cd. «pacchetto sicurezza» e che nell'istituzione del reato di immigrazione clandestina ha riassunto emblematicamente una x 2 La «sanatoria», come accennato, non riguarda solo i lavoratori domestici extracomunitari, ma anche quelli italiani o cittadini di uno Stato membro dell'Unione europea irregolarmente occupati in tali mansioni. Per questi ultimi la procedura di emersione investe il solo rapporto di lavoro, e non anche la regolarità del proprio soggiorno. 3 Oggi come ieri la consapevolezza del bisogno di manodopera immigrata per il comparto in questione ha infatti indotto ad allestire canali privilegiati all'ingresso di tali lavoratori. Inoltre, la regolarizzazione del 2009, nel suo aggancio al contratto di soggiorno, da un lato, e, dall'altro, le circolari più risalenti, sono accomunate anche da una visione rigida del rapporto di lavoro in questione, testimoniata dalla condizione dell'unicità del datore di lavoro, dagli ostacoli frapposti ad una rottura del contratto, dallo scaricare sul datore di lavoro i costi del rimpatrio del lavoratore e dalla dipendenza della durata del soggiorno dalla durata del contratto. Cfr. a riguardo A.
Quodlibet eBooks, Jun 27, 2023
Diritto pubblico, 2021
Copyright c by Società editrice il Mulino, Bologna. Tutti i diritti sono riservati. Per altre inf... more Copyright c by Società editrice il Mulino, Bologna. Tutti i diritti sono riservati. Per altre informazioni si veda Licenza d'uso L'articolo è messo a disposizione dell'utente in licenza per uso esclusivamente privato e personale, senza scopo di lucro e senza fini direttamente o indirettamente commerciali. Salvo quanto espressamente previsto dalla licenza d'uso Rivisteweb, è fatto divieto di riprodurre, trasmettere, distribuire o altrimenti utilizzare l'articolo, per qualsiasi scopo o fine. Tutti i diritti sono riservati.
Parte II: Immigrazione e diritti fondamentali. L'esperienza italiana tra storia costituzionale e prospettive europee
Ritorno al diritto, Feb 1, 2010
Citizenship, "Ius Sanguinis" and "Ius Soli": A Brief Comparative Overview of Historical Developments in Italy
Diritti umani e diritto internazionale, 2019
The constitutional duty of solidarity and the relationship between freedom and responsibility
La "via giurisdizionale" al riconoscimento dei diritti sociali
Il lavoro introduce due contributi che intendono offrire una ricognizione di alcuni dei principal... more Il lavoro introduce due contributi che intendono offrire una ricognizione di alcuni dei principali itinerari giurisprudenziali in materia di diritti civili e sociali degli immigrati e delle loro famiglie caratterizzanti le corti apicali italiane ed europee – Corte costituzionale, Corte di Cassazione e Consiglio di Stato, da una parte e, dall’altra, Corte Europea dei Diritti dell’Uomo e Corte di Giustizia delle Comunità Europee. A fronte di una normativa sempre più ampia, non di rado frammentaria e farraginosa nella sua applicazione, e marcata da un accentuato sbilanciamento delle politiche migratorie sul versante dei controlli e della repressione dell’irregolarità, i problemi legati alla presenza immigrata trovano infatti sempre più spesso una efficace risoluzione davanti alle autorità giudiziarie
Dario Martire, Pluralità degli ordinamenti giuridici e Costituzione repubblicana
Il libro si propone di indagare il contributo che la vicenda coloniale e il diritto che per essa ... more Il libro si propone di indagare il contributo che la vicenda coloniale e il diritto che per essa si elaborò hanno dato alla costruzione di concetti ed istituti centrali per il diritto pubblico italiano. Il diritto coloniale italiano ha costituito a lungo un rimosso dal campo degli studi giuridici e solo di recente il tema è stato ripreso da alcuni storici del diritto, mentre continuano a mancare riflessioni dei giuspubblicisti su questa materia. Tra le ragioni della scarsa attenzione che i giuristi italiani continuano a prestare al diritto che organizzò, accompagnò e sostenne il colonialismo italiano, diversamente da quanto si verifica in Gran Bretagna ed in Francia, sta innanzitutto, il diffuso disinteresse verso uno studio storico del diritto, che induce molti studiosi a ritenere che oggi quella vicenda e il diritto che per essa si elaborò avrebbero poco da dire, riguardando un fenomeno caratterizzante altri tempi e scenari periferici che non coinvolgono la madrepatria, le cui din...

Doveri costituzionali (dir. cost.)
Il tema dei doveri non gode di particolare fortuna nella giurisprudenza e nella dottrina costituz... more Il tema dei doveri non gode di particolare fortuna nella giurisprudenza e nella dottrina costituzionale, specie se comparato a quello dei diritti. Eppure, i doveri al pari dei diritti concorrono a definire i contenuti del discorso costituzionale della cittadinanza. In questa sede, muovendo da una premessa tesa a evidenziare il ruolo storicamente svolto dai doveri nel connotare l’identità civica e nel perimetrare la comunità dei cittadini, si svolge un ragionamento d’insieme sul nesso tra doveri e solidarietà istituito dall’art. 2 Cost. Di seguito – richiamati gli specifici doveri costituzionalmente previsti, ma rinviando alle singole voci l’analisi dei profili giuridici che ciascun dovere pone – si esaminano le principali direttrici della giurisprudenza costituzionale in materia di doveri politici, economici e sociali, concludendo con un richiamo alle tematiche che di recente vengono sollecitando una ripresa della riflessione sui doveri costituzionali
SOMMARIO: 1. La comparsa dei centri per stranieri nel diritto italiano dell'immigrazione. -2. Dal... more SOMMARIO: 1. La comparsa dei centri per stranieri nel diritto italiano dell'immigrazione. -2. Dalla Bossi-Fini al Pacchetto sicurezza. -3. Se diciotto mesi vi sembran pochi. La riforma del trattenimento operata dalla legge 129/2011. -4. Considerazioni conclusive 1. La comparsa dei centri per stranieri nel diritto italiano dell'immigrazione La legge 2 agosto 2011, n. 129 -che ha convertito con modificazioni del decreto-legge 23 giugno 2011, n. 89, recante "Disposizioni urgenti per il completamento dell'attuazione della direttiva 2004/38/CE sulla libera circolazione dei cittadini comunitari e per il recepimento delle direttiva 2008/115/CE sul rimpatrio di cittadini di Paesi terzi irregolari" -ha completato l'attuazione della direttiva 2004/38, già parzialmente recepita dal decreto legislativo 6 febbraio 2007, n. 30, poi modificato dal decreto legislativo 28 febbraio 2008, n. 32, ed al contempo ha dato (tardivamente) attuazione alla direttiva del 2008 1 . Questo secondo obiettivo, al quale è dedicato il capo II della legge, ha condotto ad una riforma della disciplina dell'espulsione e dei reati connessi che ha interessato anche il regime del trattenimento degli immigrati in situazione irregolare nei centri di identificazione e di espulsione. Prima di esaminare più da presso le novelle al trattenimento introdotte da tale normativa, meritano tuttavia di essere sinteticamente ricostruite le riforme precedentemente intervenute in materia, al fine innanzitutto di evidenziare il progressivo rilievo assunto dai "centri" nelle politiche nazionali in tema di ingresso ed allontanamento degli immigrati. Queste riforme infatti nel corso del tempo hanno via via aumentato le tipologie di centri dediti alla gestione degli immigrati in ingresso ed in via di allontanamento 2 , 1 Il ricorso al decreto legge per recepire e attuare questi atti comunitari anziché, come avviene di solito, al decreto legislativo sembra riconducibile alla necessità di intervenire sulla lacuna prodottasi nel diritto italiano dell'immigrazione a seguito della sentenza della Corte di Lussemburgo sul caso Hassen El Dridi alias Karim Soufi (C-61/11 PPU, 28 aprile 2011) che ha riconosciuto il contrasto con il diritto comunitario delle norme che disciplinavano il reato di inottemperanza all'ordine del questore di allontanamento dal territorio dello Stato.