Papers by Marcello Bolpagni

Polet500/Archive: Polet500 Archive 17/09

The digital archive of PoLet500 - Polemiche Letterarie del Cinquecento. Version: 17/09

Czech-It! - Linguistic Corpus Of Native Czech Learners Acquiring Italian Language

CzechIT! - Linguistic corpus of native Czech learners acquiring Italian language. See: https://cz... more CzechIT! - Linguistic corpus of native Czech learners acquiring Italian language. See: https://czech-it.github.io

Introduzione a Czech-IT! e applicazioni computazionali alla corpus linguistics

November 3rd, 2017 Loquit - Colloquia di Italianistica Filozofická fakulta, tř. Svobody 686/26, O... more November 3rd, 2017 Loquit - Colloquia di Italianistica Filozofická fakulta, tř. Svobody 686/26, Olomouc https://loquit.github.io/

Czech-It/Czech-It.Github.Io V.17.11

A linguistic corpus of native Czech learners acquiring Italian language

Glossario Di Informatica Umanistica (Glodium)

Glossario di informatica umanistica (GloDIUm) <strong>a cura di Antonello Fabio Caterino, M... more Glossario di informatica umanistica (GloDIUm) <strong>a cura di Antonello Fabio Caterino, Marco Petolicchio, Marcello Bolpagni.</strong> Ogni voce è seguita dal nome dell'autore, posto tra parentesi quadre. ISBN 978-88-942416-9-3 Edizioni CLORI Collana <em>La "Ruota dei libri": corpora, repertori e dizionari online</em>

GLODIUM - Glossario di Informatica Umanistica

Glodium - Glossario di Informatica Umanistica <strong>A cura di</strong> Antonello Fa... more Glodium - Glossario di Informatica Umanistica <strong>A cura di</strong> Antonello Fabio Caterino Marcello Bolpagni Marco Petolicchio Alessandra Di Meglio Vincenzo Vozza Aprile 2019

Presentazione del corpus linguistico Czech-IT a Nitra (SK)

Presentazione di Czech-IT a Bari

polet500/archive: Archive version December 2017

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M. Bolpagni e N.M. Fracasso, s'a[r]mavano assai: Decameron IV 9 tra allusione e tragedia, in II Ciclo di Studi Medievali, Atti del convegno, 27-28 maggio 2017, Firenze, EBS, Firenze 2017, pp. 363-375.

I novellieri italiani e la loro presenza nella cultura europea: rizomi e palinsesti internazional... more I novellieri italiani e la loro presenza nella cultura europea: rizomi e palinsesti internazionali 268 Il percorso novellistico che si affronterà in questo contributo prevede, come punto di partenza, una fugace e agile veduta di alcune delle cosiddette novelle di viaggio del Decameron 1 : non certo per tentare di ridefinirne l'interpretazione, quanto per servirsi di esse in un'ottica comparatistica che risulterà molto utile quando si analizzeranno corrispondenti storie a firma di Bandello e Giraldi Cinzio.

"Viaggio e controviaggio": per una nuova Alatiel

"Letteratura Italiana Antica", XVII, 2016, pp. 147-162.

Nuove chiavi di lettura per la celeberrima novella II 7 del "Decameron": a partire dalla rapprese... more Nuove chiavi di lettura per la celeberrima novella II 7 del "Decameron": a partire dalla rappresentazione grafica dei viaggi della protagonista, si giunge a conclusioni non banali sulle intenzioni narrative di Boccaccio e sui significati delle peregrinazioni nel Mediterraneo, spazio commerciale ma anche fittizio.

Research paper thumbnail of La Sicilia e l'(im)precisione storica nel "Decameron" di Giovanni Boccaccio

XIII CONGRESSO SILFI. Palermo, 22-24 settembre 2014., Sep 22, 2014

Una delle caratteristiche principali del capolavoro di Giovanni Boccaccio è senza dubbio l’enorme... more Una delle caratteristiche principali del capolavoro di Giovanni Boccaccio è senza dubbio l’enorme varietà geografica presente nel Decameron: l’autore infatti cita circa 180 tra paesi e città, che all’interno delle cento novelle rappresentano ambientazioni o anche soltanto rapidi accenni.
Un particolare luogo molto ben caratterizzato dal punto di vista geolinguistico è la Sicilia: «dominata da mercanti toscani a Palermo e a Messina, a Trapani e a Catania, è presente col volto fascinoso di queste e altre città […] come una terra ricca e famigliare, protesa verso i temuti e favolosi porti barbareschi» . L’isola infatti è ambientazione principale di molte novelle, tra le quali ne spiccano alcune in cui fa capolino la realtà storica. Molto spesso la critica ha sottolineato il preponderante scarso interesse cronachistico di Boccaccio, dove «anche l’accurata informazione del nome e della condizione sociale, la determinazione geografica e politica rispondono spesso a un modello che richiede ordine, distinzione, completezza […] perché l’esempio risulti probante» . Altre volte invece l’esibizione di personaggi storicamente famosi deriva dalla loro esemplarità: sono i casi, solo per citarne alcuni, di Guglielmo II (IV 4), di Carlo D’Angiò (II 6) e di Pietro d’Aragona (X 7).
Anche dal punto di vista delle vicende storiche, Boccaccio predilige quelle della società a cavallo tra Duecento e Trecento, ossia, le grandi vicende internazionali, comprese naturalmente le guerre tra gli Angioini e la Sicilia svevo-aragonese (novelle II 5,6 e V 5,6).
Il fine del mio intervento è verificare in quali delle sette novelle siciliane i riferimenti alla realtà storica siano effettivamente validi e come influenzino il corso degli eventi: inoltre, sarà opportuno anche individuare quelle storie in cui, al contrario, Boccaccio forza la realtà, utilizzando la storia soltanto come uno scenario dove far muovere i suoi personaggi.
Senza dimenticare che, da buon narratore, Boccaccio si caratterizza per ammantare di verità le sue “parabole”, e, secondo tradizione, si concentra sull’utile e sul dolce già ben indicato da Orazio:
«Aut prodesse volunt aut delectare poetae / ut simul et iucunda et idonea dicere vitae» .
Ogniqualvolta la vicenda, nonostante le fonti e nonostante la presenza di personaggi realmente esistiti, si presenti già all’inizio come particolarmente improbabile, ecco che la «malafede non mascherata, perciò scherzosa e garbatamente complice»  del Boccaccio si materializza, quasi a rassicurare il lettore, che in ogni caso riceverà da quella novella un insegnamento, e insieme si divertirà.
Nella Commedia dantesca la società contemporanea è presente, ma di secondo piano rispetto a Dante personaggio; nel Decameron essa è invece protagonista. È con questo spirito che, probabilmente, bisogna affrontare il vivacissimo alternarsi e mischiarsi di personaggi storici inseriti in racconti di fantasia, creati ad hoc non tanto per riempire un horror vacui di casistica, quanto per cercare di rappresentare il più variamente possibile le declinazioni dell’animo umano.

Research paper thumbnail of Firenze versus Venezia e altre città: la geografia simpatica del "Decameron"

Boccaccio e dintorni / Intorno a Boccaccio. Giornata di studi promossa dall'Ente Nazionale Giovanni Boccaccio. Certaldo, 25 giugno 2014, Jun 25, 2014

Una delle caratteristiche principali del capolavoro di Giovanni Boccaccio è senza dubbio l’enorme... more Una delle caratteristiche principali del capolavoro di Giovanni Boccaccio è senza dubbio l’enorme varietà geografica presente nel Decameron: l’autore infatti cita circa 180 tra paesi e città, che all’interno delle cento novelle rappresentano ambientazioni o anche soltanto rapidi accenni.
Ci sarebbe dunque, concretissimo, un rapporto tra le ambientazioni delle storie narrate dalla brigata e i suoi personaggi, come se i luoghi geografici influenzassero le azioni dei protagonisti.
Il nostro intento è quello di verificare se sia possibile creare un parallelismo strutturale tra l’astuzia dei personaggi e la città di Firenze, e, per opposizione, constatare come alcuni pregiudizi e inimicizie storico-politiche facciano sì che Venezia, Siena e altre realtà siano popolate da gente piuttosto sciocca.
La centralità di Firenze all’interno della geografia del Decameron è indiscussa: in effetti la maggior parte delle novelle è ambientata proprio in questa città, e sembra valere in tutta l’opera un semplice assioma per il quale più ci si allontana dalla Toscana (e da Napoli) più i contorni si fanno sfumati, la precisione scema e l’importanza dell’ambientazione viene meno. Forse anche per questo la critica ha sempre voluto cercare un significato particolare anche nella posizione delle novelle fiorentine all’interno delle varie giornate.
D’altro canto, Boccaccio utilizza spesso la caratterizzazione geolinguistica dialettale ogniqualvolta voglia tratteggiare negativamente un veneziano o un senese: sarà forse un caso? Altri confronti, come per esempio quello tra la novella ravennate di Nastagio degli Onesti (V 8) e quella fiorentina di Federigo degli Alberighi (V 9) ci aiuteranno a chiarire se davvero sia il caso di stabilire una scala di valori geografica.


Bibliografia essenziale:
- Vittore Branca, Boccaccio Medievale, Firenze, Sansoni, 1998 (1956);
- Giorgio Cavallini, Postilla sulla geografia del Decameron, in «Rivista di Letteratura Italiana», XX, vol.3, 2002,  pp. 91-104;
- Roberto Mercuri, Genesi della tradizione letteraria italiana in Dante, Petrarca e Boccaccio, in «Letteratura italiana. Storia e geografia», vol. I, Torino, Einaudi, 1987;
- Giorgio Padoan, Sulla novella veneziana nel «Decameron», in Boccaccio Venezia e il Veneto, a cura di Vittore Branca e Giorgio Padoan, Firenze, Olschki, 1979, pp. 17-46;
- Manlio Pastore Stocchi, Dioneo e l’orazione di frate Cipolla, in Boccaccio Venezia e il Veneto, a cura di Vittore Branca e Giorgio Padoan, Firenze, Olschki, 1979, pp. 47- 61.
- Introduzione al Decameron, a cura di Michelangelo Picone e Margherita Mesirca, Firenze, Cesati, 2004;
- Francesco Tateo, Boccaccio, Laterza, Roma, 1998.

Verbum. Analecta Neolatina, XIV/1-2, pp. 127-133., 2013

The immorality of Cepparello. The aim of this paper is a deep analysis of the opening short stor... more The immorality of Cepparello.
The aim of this paper is a deep analysis of the opening short story of the Decameron. Here Boccaccio plays with the reader, hiding himself behind Ser Cepparello, the main character, and giving rise to various interpretations.
Does the story concern a criticism against the religious habits and the popular naivety or is it rather a divertissement with the only goal of amusing the reader thanks to the power of the word?
First of all, the paper tries to recall the main critic positions, secondly attempts an interpretation of Ciappelletto, who unwillingly became  Saint.

Key–words: Boccaccio, Irony, Subversion, Branca, Decameron

Books by Marcello Bolpagni

Research paper thumbnail of Perché scrivere? Motivazioni, scelte, risultati. Atti del convegno internazionale di studi (Olomouc, 27-28 marzo 2015)

Perché scrivere? Motivazioni, scelte, risultati. Atti del convegno internazionale di studi (Olomouc, 27-28 marzo 2015), 2017

Perché si scrive? Perché lo si fa optando per una lingua piuttosto che per un’altra? Quanto e com... more Perché si scrive? Perché lo si fa optando per una lingua piuttosto che per un’altra? Quanto e come possono le motivazioni influire sulla forma e sul contenuto di un testo scritto?
Intorno a questi interrogativi indagano i 49 saggi che compongono il volume: differenti per taglio e per argomento, essi presentano aspetti specifici del perché si scrive o del perché si è scritto, e del perché lo si fa (o si è fatto) proprio in italiano. La prospettiva è interdisciplinare: i contributi, per formazione degli autori e per strumenti scientifici impiegati, sono ascrivibili alla storia della lingua e a quella della letteratura, alla glottodidattica e alla critica letteraria, all’italianistica e alla comparatistica, non di rado con felici approcci transdisciplinari. A corredo del volume, uno spazio in rete dedicato ai Materiali supplementari.

The Poetics of the Decameron and Two Ways How to Be a Human Being Chapters by Jiri Spicky only.

Boccaccio 2013. Poetika Dekameronu a dva způsoby, jak být člověkem.

Jiří Špička - Marcello Bolpagni - Lenka Kováčová, Univerzita Palackého v Olomouci, Olomouc 2013

Talks by Marcello Bolpagni

Presentazione di Czech - IT!: Un corpus linguistico di parlanti cechi apprendenti la lingua italiana

7° Convegno Annuale AIUCD 2018 Bari, 31 gennaio – 2 febbraio 2018 Book of Abstracts. Patrimoni culturali nell’era digitale. Memorie, culture umanistiche e tecnologia, 2018

Obiettivo dell’intervento è quello di presentare il progetto Czech-IT!, un corpus in ... more Obiettivo  dell’intervento  è  quello  di  presentare  il  progetto  Czech-IT!,  un  corpus  in  fase  di  sviluppo  basato  sull’analisi quantitativa  di  parlanti  madrelingua  ceca  in  fase  di  acquisizione  dell’italiano.  Differenti  tipologie  di  testi  sono  inserite  nel corpus: comunicazioni via mail per analisi di linguaggio burocratico, ricerche sul linguaggio informale (messaggi di testo e conversazioni) e linguaggio parlato e spontaneo. Si utilizzano strumenti di NLP ed automazione per ottenere informazioni morfologiche, sintattiche e POS dei testi.

Presentazione del progetto Czech-IT! Conferenza tenuta il giorno Venerdì, 1° Dicembre 2017 press... more Presentazione del progetto Czech-IT!

Conferenza tenuta il giorno Venerdì, 1° Dicembre 2017 presso il Dipartimento di Lingue e Letterature, Comunicazione, Formazione e Società dell'Università degli Studi di Udine.

https://czech-it.github.io