Papers by Marcello Bolpagni
Polet500/Archive: Polet500 Archive 17/09
The digital archive of PoLet500 - Polemiche Letterarie del Cinquecento. Version: 17/09
Czech-It! - Linguistic Corpus Of Native Czech Learners Acquiring Italian Language
Introduzione a Czech-IT! e applicazioni computazionali alla corpus linguistics
Czech-It/Czech-It.Github.Io V.17.11
A linguistic corpus of native Czech learners acquiring Italian language
Glossario Di Informatica Umanistica (Glodium)
GLODIUM - Glossario di Informatica Umanistica
Presentazione del corpus linguistico Czech-IT a Nitra (SK)
Presentazione di Czech-IT a Bari
polet500/archive: Archive version December 2017
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M. Bolpagni e N.M. Fracasso, s'a[r]mavano assai: Decameron IV 9 tra allusione e tragedia, in II Ciclo di Studi Medievali, Atti del convegno, 27-28 maggio 2017, Firenze, EBS, Firenze 2017, pp. 363-375.
"Viaggio e controviaggio": per una nuova Alatiel
"Letteratura Italiana Antica", XVII, 2016, pp. 147-162.
XIII CONGRESSO SILFI. Palermo, 22-24 settembre 2014., Sep 22, 2014
Un particolare luogo molto ben caratterizzato dal punto di vista geolinguistico è la Sicilia: «dominata da mercanti toscani a Palermo e a Messina, a Trapani e a Catania, è presente col volto fascinoso di queste e altre città […] come una terra ricca e famigliare, protesa verso i temuti e favolosi porti barbareschi» . L’isola infatti è ambientazione principale di molte novelle, tra le quali ne spiccano alcune in cui fa capolino la realtà storica. Molto spesso la critica ha sottolineato il preponderante scarso interesse cronachistico di Boccaccio, dove «anche l’accurata informazione del nome e della condizione sociale, la determinazione geografica e politica rispondono spesso a un modello che richiede ordine, distinzione, completezza […] perché l’esempio risulti probante» . Altre volte invece l’esibizione di personaggi storicamente famosi deriva dalla loro esemplarità: sono i casi, solo per citarne alcuni, di Guglielmo II (IV 4), di Carlo D’Angiò (II 6) e di Pietro d’Aragona (X 7).
Anche dal punto di vista delle vicende storiche, Boccaccio predilige quelle della società a cavallo tra Duecento e Trecento, ossia, le grandi vicende internazionali, comprese naturalmente le guerre tra gli Angioini e la Sicilia svevo-aragonese (novelle II 5,6 e V 5,6).
Il fine del mio intervento è verificare in quali delle sette novelle siciliane i riferimenti alla realtà storica siano effettivamente validi e come influenzino il corso degli eventi: inoltre, sarà opportuno anche individuare quelle storie in cui, al contrario, Boccaccio forza la realtà, utilizzando la storia soltanto come uno scenario dove far muovere i suoi personaggi.
Senza dimenticare che, da buon narratore, Boccaccio si caratterizza per ammantare di verità le sue “parabole”, e, secondo tradizione, si concentra sull’utile e sul dolce già ben indicato da Orazio:
«Aut prodesse volunt aut delectare poetae / ut simul et iucunda et idonea dicere vitae» .
Ogniqualvolta la vicenda, nonostante le fonti e nonostante la presenza di personaggi realmente esistiti, si presenti già all’inizio come particolarmente improbabile, ecco che la «malafede non mascherata, perciò scherzosa e garbatamente complice» del Boccaccio si materializza, quasi a rassicurare il lettore, che in ogni caso riceverà da quella novella un insegnamento, e insieme si divertirà.
Nella Commedia dantesca la società contemporanea è presente, ma di secondo piano rispetto a Dante personaggio; nel Decameron essa è invece protagonista. È con questo spirito che, probabilmente, bisogna affrontare il vivacissimo alternarsi e mischiarsi di personaggi storici inseriti in racconti di fantasia, creati ad hoc non tanto per riempire un horror vacui di casistica, quanto per cercare di rappresentare il più variamente possibile le declinazioni dell’animo umano.
Boccaccio e dintorni / Intorno a Boccaccio. Giornata di studi promossa dall'Ente Nazionale Giovanni Boccaccio. Certaldo, 25 giugno 2014, Jun 25, 2014
Ci sarebbe dunque, concretissimo, un rapporto tra le ambientazioni delle storie narrate dalla brigata e i suoi personaggi, come se i luoghi geografici influenzassero le azioni dei protagonisti.
Il nostro intento è quello di verificare se sia possibile creare un parallelismo strutturale tra l’astuzia dei personaggi e la città di Firenze, e, per opposizione, constatare come alcuni pregiudizi e inimicizie storico-politiche facciano sì che Venezia, Siena e altre realtà siano popolate da gente piuttosto sciocca.
La centralità di Firenze all’interno della geografia del Decameron è indiscussa: in effetti la maggior parte delle novelle è ambientata proprio in questa città, e sembra valere in tutta l’opera un semplice assioma per il quale più ci si allontana dalla Toscana (e da Napoli) più i contorni si fanno sfumati, la precisione scema e l’importanza dell’ambientazione viene meno. Forse anche per questo la critica ha sempre voluto cercare un significato particolare anche nella posizione delle novelle fiorentine all’interno delle varie giornate.
D’altro canto, Boccaccio utilizza spesso la caratterizzazione geolinguistica dialettale ogniqualvolta voglia tratteggiare negativamente un veneziano o un senese: sarà forse un caso? Altri confronti, come per esempio quello tra la novella ravennate di Nastagio degli Onesti (V 8) e quella fiorentina di Federigo degli Alberighi (V 9) ci aiuteranno a chiarire se davvero sia il caso di stabilire una scala di valori geografica.
Bibliografia essenziale:
- Vittore Branca, Boccaccio Medievale, Firenze, Sansoni, 1998 (1956);
- Giorgio Cavallini, Postilla sulla geografia del Decameron, in «Rivista di Letteratura Italiana», XX, vol.3, 2002, pp. 91-104;
- Roberto Mercuri, Genesi della tradizione letteraria italiana in Dante, Petrarca e Boccaccio, in «Letteratura italiana. Storia e geografia», vol. I, Torino, Einaudi, 1987;
- Giorgio Padoan, Sulla novella veneziana nel «Decameron», in Boccaccio Venezia e il Veneto, a cura di Vittore Branca e Giorgio Padoan, Firenze, Olschki, 1979, pp. 17-46;
- Manlio Pastore Stocchi, Dioneo e l’orazione di frate Cipolla, in Boccaccio Venezia e il Veneto, a cura di Vittore Branca e Giorgio Padoan, Firenze, Olschki, 1979, pp. 47- 61.
- Introduzione al Decameron, a cura di Michelangelo Picone e Margherita Mesirca, Firenze, Cesati, 2004;
- Francesco Tateo, Boccaccio, Laterza, Roma, 1998.
Verbum. Analecta Neolatina, XIV/1-2, pp. 127-133., 2013
The aim of this paper is a deep analysis of the opening short story of the Decameron. Here Boccaccio plays with the reader, hiding himself behind Ser Cepparello, the main character, and giving rise to various interpretations.
Does the story concern a criticism against the religious habits and the popular naivety or is it rather a divertissement with the only goal of amusing the reader thanks to the power of the word?
First of all, the paper tries to recall the main critic positions, secondly attempts an interpretation of Ciappelletto, who unwillingly became Saint.
Key–words: Boccaccio, Irony, Subversion, Branca, Decameron
Books by Marcello Bolpagni
Perché scrivere? Motivazioni, scelte, risultati. Atti del convegno internazionale di studi (Olomouc, 27-28 marzo 2015), 2017
Intorno a questi interrogativi indagano i 49 saggi che compongono il volume: differenti per taglio e per argomento, essi presentano aspetti specifici del perché si scrive o del perché si è scritto, e del perché lo si fa (o si è fatto) proprio in italiano. La prospettiva è interdisciplinare: i contributi, per formazione degli autori e per strumenti scientifici impiegati, sono ascrivibili alla storia della lingua e a quella della letteratura, alla glottodidattica e alla critica letteraria, all’italianistica e alla comparatistica, non di rado con felici approcci transdisciplinari. A corredo del volume, uno spazio in rete dedicato ai Materiali supplementari.
The Poetics of the Decameron and Two Ways How to Be a Human Being Chapters by Jiri Spicky only.
Boccaccio 2013. Poetika Dekameronu a dva způsoby, jak být člověkem.
Jiří Špička - Marcello Bolpagni - Lenka Kováčová, Univerzita Palackého v Olomouci, Olomouc 2013
Talks by Marcello Bolpagni
Presentazione di Czech - IT!: Un corpus linguistico di parlanti cechi apprendenti la lingua italiana
7° Convegno Annuale AIUCD 2018 Bari, 31 gennaio – 2 febbraio 2018 Book of Abstracts. Patrimoni culturali nell’era digitale. Memorie, culture umanistiche e tecnologia, 2018
Conferenza tenuta il giorno Venerdì, 1° Dicembre 2017 presso il Dipartimento di Lingue e Letterature, Comunicazione, Formazione e Società dell'Università degli Studi di Udine.
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