Papers by Niccacci Alviero
Ritengo che il fatto che Giobbe non risponde mai ai suoi discorsi sia il segno che Elihu ha centr... more Ritengo che il fatto che Giobbe non risponde mai ai suoi discorsi sia il segno che Elihu ha centrato il cuore del problema. Giobbe resta colpito e silenzioso. In realtà Elihu dice tutto quello che un uomo di fede poteva dire. Oltre potevano arrivare solo la rivelazione e l’incontro personale con Dio. Grazie alla preparazione operata in lui da Elihu, Giobbe – benché schiacciato dalla maestà divina che gli si dispiega dinanzi – ritrova finalmente la voce per lodare e umiliarsi di fronte al suo Creatore (40,3-5; 42,1-6).
a) creazione della coppia a immagine di Dio, coppia che è fonte di vita in
comunione con Dio, b) ... more a) creazione della coppia a immagine di Dio, coppia che è fonte di vita in
comunione con Dio, b) rapporto uomo-donna da vivere sul modello del rapporto Cristo-Chiesa, c) da un modello così alto emerge la dignità del corpo umano – siamo
membra di Cristo e siamo membra gli uni degli altri – e ne seguono anche delle conseguenze di comportamento, d) e infine sacerdozio santo e regale di tutti noi, che consiste nell’offrire i nostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio, sull’esempio di Gesù che proprio attraverso il sacrificio del suo corpo è stato reso Sommo Sacerdote e causa di salvezza per tutti i credenti.
Mosè e Giobbe sono nell’AT due figure ideali, due modelli per la formazione dei credenti lungo i ... more Mosè e Giobbe sono nell’AT due figure ideali, due modelli per la formazione dei credenti lungo i secoli: due guide e due protagonisti di un percorso di maturazione che ha come base, rispettivamente, la storia della salvezza e la creazione.
Nell’AT storia e creazione sono le due sorgenti della vita e della formazione dell’uomo verso la maturità della fede, che è poi la maturità della persona in quanto tale, nella sua completezza.
Uno sguardo al NT ci insegna che, esercitando ciascuno i propri compiti di ministero, possiamo diventare capaci di “edificare il corpo di Cristo”, che è la Chiesa, di operare da veri discepoli di Gesù, come si legge in Ef 4,11-16.
BIBLICA ET SEMlTICA, Studi in memoria di Francesco Vattioni, a cura di Luigi Cagni†, pp. 127-149.
Il Sal 9 (TM) mostra che come Dio è intervenuto nel passato a favore del povero, così farà nel fu... more Il Sal 9 (TM) mostra che come Dio è intervenuto nel passato a favore del povero, così farà nel futuro; questa fede costituisce la base della preghiera. In partenza, il Sal 10 (TM) è molto meno ottimista, in quanto lamenta l’assenza di Dio mentre descrive a lungo lo spadroneggiare del malvagio. Benché la situazione sembri disperata per il povero, la fede espressa nel Sal 9 sostiene la speranza e nutre la preghiera nel Sal 10. Si noti infatti che l’appello di 9,20 (“Sorgi, Yahveh!”) ritorna in 10,12.
Dopo aver identificato e esaminato le diverse unità che compongono i cc.
1-9, ho cercato di indiv... more Dopo aver identificato e esaminato le diverse unità che compongono i cc.
1-9, ho cercato di individuare le sezioni maggiori che le contengono (cc. 1-3 e
4-9, § 2.1), e ho discusso le diverse opinioni degli esegeti (§ 2.2). Poi ho analizzato
alcune dinamiche e temi caratteristici di Pr 1-9: i vari parlanti che si alternano
(§ 2.3), le tre personificazioni della Sapienza nei cc. 1, 8 e 9 (§ 2.4) e anche
il genere letterario della personificazione della Sapienza (§ 2.5).
Euntes Docete 29 (1976) 291-323
Scopo dello studio è mostrare che tutto Gv 14 è un'unità letteraria e teologica
Bibbia e Oriente 23 (1981) 149-153
I due testi raggiungono un senso analogo per vie diverse. Non si può dire che dipendano l'uno dal... more I due testi raggiungono un senso analogo per vie diverse. Non si può dire che dipendano l'uno dall'altro, ma piuttosto hanno attinto vocabolario e idee da un comune patrimonio che ha le sue radici nell'AT.
Come un primo passo verso il riesame delle relazioni tra la collezione III di Prov (22, 17-24,22)... more Come un primo passo verso il riesame delle relazioni tra la collezione III di Prov (22, 17-24,22) e l'Insegnamento di Amenemope, e, stato affrontato lo studio della prima pericope (22, 17-23, 11) di detta collezione dai punti di vista stilistico (Il parte), del vocabolario e della sintassi (IlI-IV parte), del contenuto (V parte). Lo scopo di tale esame è giungere gradatamente a chiarire la composizione letteraria e quindi l'individualità propria della collezione III.
Liber Annuus 30 (1980) 197-224, tavv. 5-6
In vari detti dei "Testi dei Sarcofagi" è presente una formula
nella quale il defunto asserisce ... more In vari detti dei "Testi dei Sarcofagi" è presente una formula
nella quale il defunto asserisce di aver la capacità di salire al cielo e di scendere sulla terra insieme a certi esseri divini per aver parte al loro cibo e non essere costretto a mangiare sterco e bere urina. Tale formula presenta uno schema fisso con due parti, azione degli dèi e azione del defunto, in relazione tra loro. All'interno dello schema però compare una grande varietà di costrutti verbali. Questo fatto rende la formula interessante dal punto di vista grammaticale, in
quanto essa fornisce il quadro fisso che lega gli elementi variabili delle frasi, e in tal modo si rivela come un luogo ideale per studiare le relazioni tra le forme verbali che vi compaiono.
Discussione del volume N.C. Grimal, Études sur la propagande royale égyptienne. I, La stèle triom... more Discussione del volume N.C. Grimal, Études sur la propagande royale égyptienne. I, La stèle triomphale de Pi('ankh)y au Musée du Caire (JE 48862 et 47086-47089) (MIFAO CV), Le Caire 1981.
Liber Annuus 35 (1985) 7-26
La formula di Es 3,14a è composta di uno yiqtol iniziale volitivo e di un altro yiqtol legato all... more La formula di Es 3,14a è composta di uno yiqtol iniziale volitivo e di un altro yiqtol legato all'asse del passato: "Io (prometto che) sarò quello/colui che ero". Un importante parallelo egiziano si trova nel "Viaggio di Unamun" 2,27-28 e un'interpretazione simile compare nelle fonti giudaiche.
In Es 1-15 si notano vari agganci del racconto biblico con l'ambiente e con il linguaggio egizian... more In Es 1-15 si notano vari agganci del racconto biblico con l'ambiente e con il linguaggio egiziano del Nuovo Impero.
In Ex 1-15 we can see several hooks of the biblical narrative with the environment and with the language of the Egyptian New Kingdom.
Liber Annuus 37 (1987) 7-19
Indicative Yiqtol is always a second position verb form as opposed to jussive Yiqtol which usuall... more Indicative Yiqtol is always a second position verb form as opposed to jussive Yiqtol which usually occupies the first position in a sentence.
Jussive Yiqtol can also occupy the second position in a sentence when it is preceded by a direct volitive form, e.g. the imperative, or it is followed by a weyiqtol. Things are different in the apodosis of the conditional sentence, because in this case a Yiqtol is always a second position verb form because the apodosis is preceded by the protasis.
Biblische Notizen 38/39 (1987) 85-102
Four major theological themes of Ex 1-15 – 1) Moses, the prophet of Yahweh, and the Pharaoh; 2) T... more Four major theological themes of Ex 1-15 – 1) Moses, the prophet of Yahweh, and the Pharaoh; 2) The hardening of the Pharaoh's heart; 3) meaning of the plagues; 4) "I am Yahweh" – are examined in comparison with the Egyptian theology .
RivBiblIt XXXV (1987) 83-84
On the base of excavations at Umm er-Rasas it was discovered that the ancient name of this place ... more On the base of excavations at Umm er-Rasas it was discovered that the ancient name of this place was Mefaa, Mefaat in Josh 13:18 and 21:37.
La lettura di una recente monografia di J. Levi 1 mi suggerisce l'opportunità di discutere in man... more La lettura di una recente monografia di J. Levi 1 mi suggerisce l'opportunità di discutere in maniera complessiva le funzioni sintattiche del verbo hyh. Mi sembra infatti che, nonostante gli sforzi di vari studiosi, non si sia arrivati ancora a una descrizione adeguata di esse.
Uploads
Papers by Niccacci Alviero
comunione con Dio, b) rapporto uomo-donna da vivere sul modello del rapporto Cristo-Chiesa, c) da un modello così alto emerge la dignità del corpo umano – siamo
membra di Cristo e siamo membra gli uni degli altri – e ne seguono anche delle conseguenze di comportamento, d) e infine sacerdozio santo e regale di tutti noi, che consiste nell’offrire i nostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio, sull’esempio di Gesù che proprio attraverso il sacrificio del suo corpo è stato reso Sommo Sacerdote e causa di salvezza per tutti i credenti.
Nell’AT storia e creazione sono le due sorgenti della vita e della formazione dell’uomo verso la maturità della fede, che è poi la maturità della persona in quanto tale, nella sua completezza.
Uno sguardo al NT ci insegna che, esercitando ciascuno i propri compiti di ministero, possiamo diventare capaci di “edificare il corpo di Cristo”, che è la Chiesa, di operare da veri discepoli di Gesù, come si legge in Ef 4,11-16.
1-9, ho cercato di individuare le sezioni maggiori che le contengono (cc. 1-3 e
4-9, § 2.1), e ho discusso le diverse opinioni degli esegeti (§ 2.2). Poi ho analizzato
alcune dinamiche e temi caratteristici di Pr 1-9: i vari parlanti che si alternano
(§ 2.3), le tre personificazioni della Sapienza nei cc. 1, 8 e 9 (§ 2.4) e anche
il genere letterario della personificazione della Sapienza (§ 2.5).
nella quale il defunto asserisce di aver la capacità di salire al cielo e di scendere sulla terra insieme a certi esseri divini per aver parte al loro cibo e non essere costretto a mangiare sterco e bere urina. Tale formula presenta uno schema fisso con due parti, azione degli dèi e azione del defunto, in relazione tra loro. All'interno dello schema però compare una grande varietà di costrutti verbali. Questo fatto rende la formula interessante dal punto di vista grammaticale, in
quanto essa fornisce il quadro fisso che lega gli elementi variabili delle frasi, e in tal modo si rivela come un luogo ideale per studiare le relazioni tra le forme verbali che vi compaiono.
In Ex 1-15 we can see several hooks of the biblical narrative with the environment and with the language of the Egyptian New Kingdom.
Jussive Yiqtol can also occupy the second position in a sentence when it is preceded by a direct volitive form, e.g. the imperative, or it is followed by a weyiqtol. Things are different in the apodosis of the conditional sentence, because in this case a Yiqtol is always a second position verb form because the apodosis is preceded by the protasis.