Samantha Grassi Giorgia Ramadori CONTACT Scenari e implicazioni della comunicazione tra intelligenze aliene La Terra è l'unico mondo conosciuto che possa ospitare la vita. Non c'è “ altro posto, per lo meno nel futuro prossimo, dove la nostra specie possa migrare. Visitare, sì. Colonizzare, non ancora. Che ci piaccia o meno, per il momento la Terra è dove ci giochiamo le nostre carte. È stato detto che l'astronomia è un'esperienza di umiltà e che forma il carattere. Non c'è forse migliore dimostrazione della follia delle vanità umane che questa distante immagine del nostro minuscolo mondo. Per me, sottolinea la nostra responsabilità di occuparci più gentilmente l'uno dell'altro, e di preservare e proteggere il pallido punto blu, l'unica casa che abbiamo mai conosciuto. Carl Sagan, Pale blue dot 1 Sommario Premessa 4 Il problema della comunicazione Le basi biologiche 6 Gli universali cognitivi 8 Le implicazioni culturali Il quadro etico L’analisi del rischio L’analisi costi-benefici Lo scenario Realpolitik La teoria dei giochi L’impatto sociale del messaggio 13 14 20 23 27 29 30 Le basi della comunicazione a distanza Linguaggio 33 Concetti culturali 34 Messaggi 36 Codifica e decodifica 38 SETI e METI 40 I potenziali rischi della messaggistica Scienziati a confronto da Ryle a Hawking Il paradosso del SETI 42 I little green men ostili di Ryle 42 Il fondamento logico del METI 44 Hawking, Billingam e Benford 47 Il manifesto di Berkeley 49 La minaccia invisibile nell’immaginario collettivo La guerra dei mondi 53 Contact 55 Arrival 58 The Andromeda Strain 60 “Io sono leggenda” 62 2 Aspetti etici e filosofici Il dibattito su METI e libertà di ricerca 65 Il contatto come opportunità 68 L’informazione 70 L’importanza della cooperazione internazionale 71 Il ruolo degli scienziati 73 Bibliografia 76 3 Premessa La seguente ricerca intende esplorare una parte della letteratura astrosociologica dedicata al tema della comunicazione con l’intelligenza extraterrestre. Nel primo capitolo, dopo una breve ricognizione sulle basi biologiche e cognitive del linguaggio, passeremo in rassegna i principali scenari di contatto elaborati dai ricercatori. Da qui acquisiremo le basi concettuali e la terminologia degli studi culturali sul SETI (Search for Extra Terrestrial Intelligence). Il secondo capitolo introdurrà la questione della messaggistica interstellare: su quali presupposti si basa e quali problemi politici pone la sua pratica. Il terzo capitolo cercherà di fornire uno sguardo d’insieme su come si è dipanato il dibattito relativo a SETI e METI all’interno del mondo scientifico. Come vedremo, gli argomenti utilizzati da favorevoli e contrari al METI sono sostanzialmente gli stessi dagli anni ‘60 del Novecento, nonostante le conoscenze scientifiche sull’universo si siano enormemente ampliate. Nel quarto capitolo prenderemo in considerazione le trame di cinque classici del cinema di fantascienza (periodo 1953-2016) in cui sono trattati i temi della comunicazione, del linguaggio e della contaminazione microbica1, per documentare l’evoluzione dell’concetto di nemico invisibile2 nell’immaginario collettivo. 1 Il tema della contaminazione microbica (alter ego della protezione planetaria), oltre a riallacciarsi all’attualità pandemica che stiamo vivendo, è, almeno nel breve periodo, lo scenario di contatto alieno più probabile. 2 Tra i film è incluso anche “Io sono leggenda” dove non sono presenti riferimenti diretti agli extraterrestri. Gli zombie infetti, in quanto creature aliene, possono essere posti in rapporto analogico con l’intelligenza extraterrestre. 4 Infine, nel quinto capitolo, cercheremo di trarre le somme: presenteremo gli aspetti positivi del SETI prima del contatto e, utilizzando l’analogia tra pandemia di Covid-19 e minaccia extraterrestre, proveremo a sviluppare delle riflessioni utili alla discussione. 5 Il problema della comunicazione extraterrestre TAG: ANALISI COSTO-BENEFICI, ANALISI DEL RISCHIO, ASTROBIOLOGIA, ASTROSOCIOLOGIA, COMUNICAZIONE, ECOLOGIA, GUERRA FREDDA, IMPATTO SOCIALE, INTELLIGENZA EXTRATERRESTRE, LINGUAGGIO, MESSAGGIO, PRIMO CONTATTO, REALPOLITIK, SETI, SOCIOBIOLOGIA, TEORIA DEI GIOCHI, UNIVERSALI COGNITIVI, UNIVERSALISMO Il tema dell'intelligenza extraterrestre (Extra Terrestrial Intelligence o ETI) è un’area di studio dell'astrobiologia, la scienza multidisciplinare che studia l'origine, la distribuzione e il futuro della vita nell'universo. Il filone della comunicazione tra intelligenza umana e aliena, derivato dall'ETI, si è imposto all'attenzione degli scienziati negli anni '70 del XX sec. in seguito alle missioni esplorative spaziali e all'attività di SETI (Search for Extra Terrestrial Intelligence). Intorno alla questione della composizione e decifrazione dei messaggi interstellari è fiorito un interessante dibattito che, partendo dai dati scientifici forniti dall’astrobiologia, ha cercato di prevedere i potenziali scenari e le vaste implicazioni della scoperta della vita extraterrestre. Le basi biologiche Il linguaggio umano, basato su un complesso sistema di suoni, significati, simboli e gesti, a differenza di quello degli altri animali, non è determinato da uno stimolo ambientale e permette di creare nuovi significati. Noam Chomsky e altri studiosi hanno rilevato l’esistenza di una struttura profonda del linguaggio uguale per tutti gli esseri umani. Dal 1970 sono state accumulate numerose evidenze che documentano la presenza di distinzioni semantiche in tutte le lingue. Le nostre facoltà mentali, e dunque lo sviluppo del nostro cervello, sono il frutto di un lungo processo evolutivo strettamente correlato all'ambiente terrestre. È lecito supporre che anche altre intelligenze si siano evolute in un 6 contesto ambientale specifico sviluppando forme di comprensione diverse dalla nostra. La comunicazione umana, oltre che dalla capacità di apprendimento, dipende dalla struttura del nostro cervello: nelle aree di Vernicke e Broca, ben connesse al sistema neuronale, hanno sede la facoltà di comprendere e parlare; lo sviluppo del linguaggio è fortemente collegato allo sviluppo del sistema motorio e alla memoria a breve termine (non possiamo apprendere più di 7 concetti alla volta); nella scissura silviana, dove si connettono tutte le informazioni in arrivo dai sensi, è localizzata la capacità di creare simboli che richiede una rappresentazione interna del mondo; nel lobo parietale inferiore si formano le sinestesie. Dato che sulla Terra le forme di vita sono il prodotto dell’evoluzione e vengono modellate dall’ambiente in cui si sviluppano, è ragionevole ipotizzare con D. Raybeck3 che i modelli di percezione, cognizione e comportamento di una civiltà extraterrestre potrebbero essere molto diversi o addirittura inconciliabili con i nostri. Differenze di percezione, ad esempio del colore o dello spazio lineare, esistono anche tra i popoli umani. In uno scenario di comunicabilità le differenze di linguaggio strutturate, regolari e percettibili potranno essere decodificate e tradotte. La comunicazione prescinde da un piccolo grado di condivisione ovvero: 1) la capacità di interpretare in modo comune i segnali ambigui o polisemici; 2) la non presunzione del contesto che da significato al messaggio. Un approccio promettente alla risoluzione del problema potrebbe venire dall’uso di network neurali artificiali comunicanti attraverso livelli ponderati di eccitazione/inibizione. Un computer programmato in italiano capace di distinguere i significati denotativi e connotativi e un computer programmato con il linguaggio alieno potrebbero coordinare la comunicazione bilingue traducendo nel corrispondente vocabolario i termini. 3 Problems in Extraterrestrial Communication, Douglas Raybeck, 1999 7 Gli universali cognitivi G. Lemarchand e J.Lomberg4 hanno richiamato l’attenzione degli studiosi sulla necessità di un'esplorazione sistematica degli universali cognitivi ai fini del loro utilizzo nei programmi SETI. Gli universali cognitivi sono i processi con cui l'intelligenza umana rappresenta nel cervello le caratteristiche dell’ambiente fisico (persone, segni, ordini, istruzioni, descrizioni, ecc.) e le percezioni di valori estetici, etici e spirituali. Molto probabilmente la comunicazione con gli ET comporterà l'adozione di una nuova concezione del mondo dotata di propri standard di razionalità. I percorsi evolutivi della vita extraterrestre dipenderanno dalle caratteristiche degli ambienti planetari di provenienza. Le intelligenze aliene avranno organismi, bisogni, sensi e comportamenti diversi. Potrebbero abitare ambienti in cui né la scienza né le tecnologie sono necessarie per la sopravvivenza. Guardando alle particolarità ambientali inscritte nelle lingue umane5 possiamo supporre che l’uso di mappe cognitive differenti pregiudicherà la nostra comunicazione. La proposta di Vakoch di superare il problema mediante l’uso di rappresentazioni iconiche, in cui il segno ha una somiglianza fisica con ciò che rappresenta, richiede ancora qualche quadro teorico comune per evitare interpretazioni errate. Il pioniere del SETI Sebastian von Hoerner, esplorando le condizioni per la propagazione del suono imposte dalle diverse atmosfere planetarie, ha concluso che c'è solo un numero molto limitato di scale musicali possibili e la musica potrebbe essere universale. 4 A Search for Universal Cognitive Maps, Guillermo A. Lemarchand and Jon Lomberg 5 Mentre nella lingua Inuit ci sono molti termini per indicare il concetto di neve, alcune lingue dei tropici ne hanno solo uno o zero. Un problema più serio nelle diverse mappe cognitive nelle società umane è il modo in cui culture diverse esprimono l'esperienza di vedere il colore. Fisiologicamente tutti gli esseri umani usano la stessa neurologia occhio-cervello per percepire il colore, ma la descrizione del colore è determinata dal numero di colori presenti nella lingua (in alcune culture sono presenti solo bianco, nero e rosso; in altre esistono solo i colori blu e verde). 8 Durante la selezione dei “Suoni della Terra” per i dischi Voyager I e II, Lomberg ha proposto di mettere in apertura il suono del battito del cuore umano, forse intuendo che ha origine da un rapporto di proporzione aurea ovvero un universale estetico6. Ogni civiltà galattica deve sviluppare sistemi di simboli per rappresentare oggetti, cause e obiettivi e per formulare e ricordare le procedure che sviluppa per raggiungere tali obiettivi. Abbiamo bisogno di avviare nuovi programmi di ricerca interdisciplinare per concentrarci su queste altre dimensioni della ricerca della vita intelligente nell'universo. È ragionevole presumere che qualsiasi specie intelligente avanzata debba stabilire alcuni di questi principi per sopravvivere ed evolversi nel proprio ambiente. All'interno della comunità scientifica vi è un consenso generale sul fatto che la matematica contenga universali cognitivi. Esistono anche principi estetici universali che potrebbero risolvere il problema dell'incommensurabilità. Nello stabilire l'universalità dei concetti cognitivi e spirituali potremmo essere inficiati dai pregiudizi dovuti alla nostra cultura (etnocentrismo) e alla nostra natura umana (omocentrismo). Le nostre mappe cognitive dividono il tutto in parti per rendere intelligibile l'universo. Bohm ha sviluppato una nuova nozione di ordine implicito o avvolto, in cui lo spazio e il tempo non sono più i fattori dominanti che determinano i rapporti di dipendenza o indipendenza dei diversi elementi e ha osservato che le lingue indoeuropee non permettono alle nostre mappe cognitive di comprendere la totalità della realtà quantistica. Gli esseri umani esistono tra il macrocosmo e il microcosmo. La scienza rivela i dettagli; l'arte unisce il tutto. Vedere la totalità in una realtà così complessa e multilivello è per molti versi anche un'esperienza di trascendenza. Sfortunatamente, ci sono pochissimi studi sistematici che tentano di percepire le proprietà della natura, dell'estetica e dell'etica basandosi su mappe cognitive alternative. 6 Nel 1997 il biologo russo Valery Tsevetkov ha scoperto che, avendo come unità la pressione media aortica, il rapporto tra pressione sanguigna sistolica e diastolica corrisponde alla sezione aurea (GS), una proporzione ben nota che appare nella matematica pura, nella natura, nelle forme viventi e nelle arti. 9 Sembra che il paradigma dell'ordine implicito e la percezione dell'interezza includano mappe cognitive che potrebbero essere più universali di quelle usate dalla nostra fisica tradizionale, che organizza l'universo e la vita in modo frammentato. Le "immagini della Terra" incluse nelle registrazioni interstellari delle Voyager I e II sono state selezionate da Lomberg in base ai criteri appresi durante lo studio dell’applicazione degli universali cognitivi estetici e musicali alla progettazione dei messaggi interstellari. L'uso delle incisioni ha permesso di confrontare il dato visivo con un oggetto tattile. Nel 1997 Lomberg e Hora hanno analizzato i principi estetici alla base della progettazione della segnaletica utilizzata nei siti di stoccaggio nucleare per prevenire l’intrusione umana in un lontano futuro. Da qui provengono alcuni criteri utilizzati nella progettazione di messaggi extraterrestri, come la necessità di descrivere qualsiasi cosa partendo dai principi primi. La simmetria e altri criteri estetici possono contribuire alla soluzione di alcuni problemi come la scelta tra varie frequenze, direzioni e tempi. C'è anche un forte legame tra i principi estetici e la percezione della verità scientifica. Qualsiasi messaggio interstellare artificiale elettromagnetico (ad esempio, un cortometraggio) viene tradotto in un ordine temporale, che viene trasportato dall'onda radio. I punti contigui nell'immagine visiva non sono necessariamente vicini nell'ordine del segnale radio. Pertanto, l'onda radio trasporta il film secondo un ordine implicito. La funzione dell'utilizzo di ipotetici universali cognitivi estetici è, quindi, quella di esplicitare questo ordine, cioè di dispiegarlo sotto forma di una nuova sequenza di immagini visive. Lemarchand ha proposto di utilizzare i primi tredici numeri della serie di Fibonacci, perché oltre a rendere subito chiara la natura artificiale del messaggio mostrerebbero anche un sottile ordine estetico implicito. Sulla Terra, diverse culture collegano ai valori trascendentali l'estetica e i modelli simmetrici: certe forme che si trovano ovunque in natura evocano un sentimento di trascendenza (geometrie sacre, mandala tibetani, finestre delle chiese europee, Gold Standard). 10 Secondo il principio di mediocrità il nostro sistema planetario, la vita sulla terra e il nostro livello di civilizzazione tecnologica corrispondono alla "media" dell'universo e la vita e l'intelligenza, in presenza delle opportune circostanze, possono svilupparsi ovunque seguendo le regole della selezione naturale (le leggi della natura sono universali). Studi biologici ed ecologici hanno dimostrato che nel corso delle ere geologiche diverse specie terrestri sono emerse, si sono sviluppate e si sono estinte secondo modelli evolutivi simili. Grazie alla parola e all’agricoltura l'Homo sapiens ha infranto i vincoli ecosistemici che rendevano rari i grandi animali predatori. Tuttavia, non ci sono prove che la selezione naturale ci abbia fornito un senso di autoconservazione a lungo termine. Secondo Lemarchand lo stadio di transizione tecnologica che stiamo attraversando, denominato Technological Adolescent Age (TAA), potrebbe condurci all’estinzione a causa di un comportamento tecnologico autodistruttivo (guerra globale, terrorismo, ecc.), del degrado ambientale della Terra o della iniqua distribuzione delle risorse materiali, educative ed economiche (differenza tra paesi sviluppati e in via di sviluppo). Nel periodo 1780-2000 l’applicazione delle scoperte scientifiche e tecnologiche al settore militare ha determinato l’aumento dell’Indice Teorico di Letalità (TLI)7 di un fattore 60 milioni. Una serie di studi hanno mostrato che le dinamiche della violenza interumana sono governate dagli stessi processi osservati in sistemi di criticità autoorganizzata8 (Self-Organized Criticality, SOC). Nei prossimi 100 anni c’è una piccola probabilità che si verifichi un evento violento capace di spazzare via l’umanità a causa dei seguenti fattori critici: il disequilibrio prodotto da una transizione demografica paragonabile a quella indotta dall’invenzione dell’agricoltura; la probabilità di una guerra globale; l’esistenza dell’arma 7 Misura la letalità delle armi in base a una lista di criteri prestabiliti (portata, velocità di fuoco, ecc.). Nel 2000 le armi sul pianeta in un’ora avrebbero potuto uccidere 10 miliardi di persone. 8 Alcuni sistemi dinamici complessi evolvono spontaneamente verso l’attrattore sebbene siano composti da unità microscopiche che agiscono tra loro con schemi ripetitivi semplici. Quando questi sistemi raggiungono un punto critico e le parti microscopiche non riescono più a stare in equilibrio collassano. 11 nucleare capace di annientare l’intera umanità; l’aumento delle spese militari in tutto il mondo. In mancanza di una svolta etica di pari grado di quella tecnologica e capace di riportare armonia tra gli uomini e tra l’uomo e il suo habitat, l’umanità è destinata all’estinzione. I principi alla base della nuova società dovrebbero essere ispirati all’etica kantiana9, alle conclusioni degli studi etici sulla società di Piaget e Kohlberg10 e al principio di altruismo presente in una gran varietà di specie terrestri. La storia della vita sul nostro pianeta mostra che la cooperazione è necessaria affinché l'evoluzione possa costruire nuovi livelli di organizzazione: genoma, cellule, organismi multicellulari, insetti sociali e società umana sono tutti basati sulla cooperazione. Nuovi livelli di organizzazione si evolvono quando le unità concorrenti del livello inferiore iniziano a evolversi. Nella fase di transizione TAA per sopravvivere dobbiamo imparare a cooperare e ad aumentare altruismo e solidarietà. Partendo da questi presupposti Lemarchand ipotizza che una civiltà aliena tecnologicamente avanzata dovrebbe essere propensa: § ad estendere a tutti gli esseri viventi il principio kantiano del rispetto reciproco delle volontà altrui appreso dalla propria storia evolutiva; § a non interferire con il processo evolutivo delle società sottosviluppate per evitare di fornire informazioni potenzialmente distruttive. Inoltre, non si può escludere che, volendo comunicare con una civiltà capace dai primordi di usare il pensiero simbolico, per facilitare la comprensione del messaggio gli alieni scelgano di inviarci loro produzioni artistiche. Una sinfonia extraterrestre, un'immagine astratta o una nuova manifestazione estetica potrebbero aiutarci a espandere le nostre capacità simboliche verso frontiere inaspettate e a diminuire l'incommensurabilità delle mappe cognitive tra specie intelligenti. 9 Kant ha sostenuto che il volere è veramente autonomo se si è in grado di rendere universali i suoi principi. Gli imperativi categorici, espressione della ragione pratica non derivata dai sensi, sono sempre vincolanti; gli imperativi ipotetici, derivati dalla ragione teorica, sono vincolanti solo in certe condizioni. 10 Nelle sue opere pionieristiche, Kohlberg stabilì una corrispondenza tra le fasi evolutive cognitive di Piaget e le sue fasi di giudizio morale. Secondo il suo punto di vista, lo stadio evolutivo etico finale si basa su principi universali. 12 In cinquant'anni di ricerche astronomiche di segnali artificiali extraterrestri, abbiamo esplorato solo lo 0,00000000000001% del cosmo con risultati nulli. Ora abbiamo bisogno di un grande sforzo cooperativo: fisici, biologi, studiosi di scienze sociali e umanisti devono cercare insieme nuove mappe cognitive universali capaci di indicarci nuove strategie di rilevamento della vita extraterrestre. Le implicazioni culturali J. Billingham11 ha approfondito i temi delle implicazioni filosofiche sottese alla possibile esistenza degli extraterrestri e le conseguenze culturali del contatto. Le scoperte e il progresso scientifico hanno dapprima corroborato l’idea dell’esistenza di civiltà extraterrestri e poi quella della loro superiorità. Venuto meno il concetto di “mano di Dio” anche la posizione attribuita all’uomo nel cosmo è stata drasticamente ridimensionata. Uno dei primi esempi di opere fantascientifiche in cui gli extraterrestri diventano una minaccia perché considerati superiori all’uomo è il romanzo a puntate The War of the Worlds di Herbert G. Wells pubblicato a partire dal 1897. Quasi 70 anni dopo Carl Sagan e Frank Drake hanno affermato che, su base cosmologica, non c’è nulla di speciale nella Terra e nell'umanità (principio di mediocrità12). I presupposti della ricerca dell’intelligenza aliena sono stati posti da: § l’accettazione dell'origine naturale e dell'evoluzione cosmica della vita, § lo sviluppo parallelo della radio scienza e della tecnologia per la costruzione di enormi antenne e sistemi di rilevamento segnali molto sofisticati, § l’accettazione dell'idea di SETI da parte dell'establishment politico americano. § l’alfabetizzazione della popolazione sugli argomenti trattati dal SETI (fantascienza e missioni esplorative spaziali). Cultural aspects of the search for extraterrestrial intelligence, J. Billingham, 1998. L'origine e l'evoluzione della vita sono un fenomeno naturale, che può verificarsi in tutto l’universo qualora ricorrano determinate condizioni fisico-chimiche. 11 12 13 Il principale strumento a nostra disposizione per esplorare gli effetti culturali del contatto nel lungo periodo è l’esame delle analogie storiche. Logsdon e Anderson si sono concentrati sullo scenario dell’annuncio della scoperta e hanno raccomandato di esaminare le modalità di comunicazione adottate in caso di incidenti nucleari e terremoti. Altre analogie da indagare sono quelle con la Rivoluzione Copernicana, i grandi viaggi di scoperta scientifica (in primo luogo quello del Beagles di Darwin) e le missioni spaziali Viking. Il quadro etico In un ipotetico scenario post-scoperta, dopo avere risolto il problema del linguaggio, dovremmo occuparci degli aspetti metafisici della comunicazione studiando il quadro etico della civiltà aliena. Nel 2009 S. Baum13 ha esplorato gli esiti dell’incontro tra due civiltà aliene dotate di ordinamento etico14 per capire in che misura ognuna delle parti potrebbe essere propensa a riconoscere i valori intrinseci dell’altra in un’ottica universalista. Precedenti storici come la coesistenza dei pellegrini inglesi e dei nativi Wampanoag in New England suggeriscono che gli umani potrebbero manifestare atteggiamenti universalistici verso gli extraterrestri e viceversa. Secondo alcuni studiosi le civiltà intelligenti tenderebbero a evolvere verso l’universalismo. SCENARIO DI CONTATTO POTENZIALE ESITO A) Due civiltà che non usano le stesse Indipendentemente dalla visione risorse universalista di una delle due, le civiltà potrebbero stabilire una relazione simbiotica ottimale (es.: umani e intelligenze aliene fotosintetiche) 13 Universalist 14 ethics in extraterrestrial encounter, Seth Baum, Acta Astronautica, Issue 3-4, 2010. Qui il concetto di etica è limitato alle opinioni su che cosa sia giusto o sbagliato. 14 oppure continuare a massimizzare i propri valori intrinseci come se l’altra non ci fosse. B) Una civiltà più forte Se non universalista schiaccerà la civiltà più debole. Se universalista, nel caso l’altra civiltà producesse più valore intrinseco, potrebbe decidere di suicidarsi. In caso di civiltà capaci di autodistruggersi il criterio per scegliere chi vivrà potrebbe essere l’efficienza. C) Due civiltà con la stessa concezione È possibile che, nel caso una delle due del valore intrinseco che non usano le società sia più efficiente dell’altra nel stesse risorse produrre valore intrinseco, la civiltà meno efficiente decida di sacrificarsi per permettere all’altra di produrre ancora più valore. D) Due civiltà non hanno la stessa In caso di accordo su quale sia la civiltà concezione di valore intrinseco più efficiente, la meno efficiente si sacrificherebbe; in caso di disaccordo si verificherebbe un conflitto. E) Ogni civiltà si ritiene più efficiente Una civiltà puramente universalista dopo avere vinto un conflitto che ha diminuito la sua efficienza potrebbe sacrificarsi per permettere alla civiltà sconfitta ma più efficiente di produrre maggior valore intrinseco. F) Ogni civiltà ritiene l’altra più Lotta per chi si suiciderà prima. efficiente 15 Le conseguenze di un incontro tra umani e extraterrestri non dipenderanno solo dalla forza relativa delle civiltà (capacità di distruzione reciproca), ma anche dai loro quadri etici. È importante che l’umanità prenda in considerazione l’etica degli alieni e valuti bene la propria così da portare a casa il miglior risultato anche in caso di messaggio ingannevole. A prescindere dagli extraterrestri gli scenari discussi sollevano importanti domande sulla nostra morale, ad esempio su come dovremmo considerare e trattare le altre specie sulla Terra. In un quadro etico consequenzialista, gli umani che si cibano di altri animali senzienti su base antropocentrica dovrebbero riconoscere ad una civiltà aliena più avanzata il diritto di fare altrettanto con loro stessi e si troverebbero di fronte a un vero mostro di utilità15. Partendo dal presupposto che il solo ascolto di messaggi (SETI passivo) non sia pericoloso16 e che il grado di moralità di una civiltà non sia connesso al suo livello di sviluppo tecnologico come dimostrato dalla Germania nazista17, P. Musso18 ha analizzato 4 scenari di pericolo da contatto indiretto e diretto: § una scoperta pericolosa, § un segnale pericoloso, § un contenuto pericoloso, § una reazione pericolosa. 15 Ipotetica creatura che, mangiando gli umani, produce più valore intrinseco di quanto gli umani possano produrre da soli. Fu ideato dal filosofo Robert Nozick per mostrare l’assurdità dell'utilitarismo universalista. In questo scenario, gli esseri umani universalisti sarebbero moralmente obbligati a nutrirsi del mostro dell'utilità. 16 Alcuni critici sostengono che anche il SETI passivo sia pericoloso perché i messaggi intercettati, indipendentemente dall’invio di una risposta, potrebbero contenere informazioni false per indurci a costruire tecnologie distruttive o altri stratagemmi dannosi. 17 Nel lungo periodo il grado di cooperazione internazionale richiesto dallo sviluppo scientifico potrebbe sorgere su basi egoistiche oppure essere determinato dalla paura di una catastrofe. 18 The problem of active SETI: An overview, Paolo Musso, Acta Astronautica, 2011. 16 SHOCK CULTURALE La scoperta di una società aliena senza contatto diretto Per evitarlo: potrebbe incidere sulla nostra concezione del mondo e su sospensione SETI come percepiamo il nostro ruolo in esso, ma non a livello attivo e passivo politico e sociale. Affermazione suffragata dal fatto che la cristocentrica religione cristiana ha accolto l’idea degli ET e della pluralità dei mondi senza particolari problemi19. Dopo un periodo di eccitazione generale le cose tornerebbero come prima. VIRUS INFORMATICO Per evitarlo: Dick Carrigam ha sostenuto che un segnale alieno prendere potrebbe contenere una sorta di virus elettronico capace di precauzioni come attaccare tutti i database mondiali. Il fatto è però uso di sistemi improbabile perché gli alieni dovrebbero prima conoscere operativi diversi da le tecnologie che intendono attaccare. Inoltre, i lunghi quelli in uso tempi di spedizione e ricezione fanno supporre che quando la risposta arriverà le tecnologie del momento dell’invio siano ormai superate. TECNOLOGIA ALIENA Per evitarlo: Il rischio più serio è che il contenuto del messaggio degli includere nei ET sia destabilizzante per il nostro pianeta. Facendo messaggi di SETI riferimento ai casi documentati dall’archeologia di incontro attivo la richiesta di indiretto tra culture diverse possiamo dire che la civiltà non veicolare ricevente è sempre stata beneficiata. Le informazioni su una informazioni nuova tecnologia più avanzata potrebbero invece avere un tecnologiche impatto destabilizzante. Mentre facendo SETI passivo non potremmo chiedere agli ET di inviarci messaggi di questo tipo, con il SETI attivo potremmo farlo. INVASIONE ALIENA Scomponendo il paradosso di Fermi (Dove sono tutti?) in Giordano Bruno venne condannato perché panteista e sostenitore della reincarnazione. Nel 1277 l’arcivescovo di Parigi condannò gli Averroisti poiché sostenevano che dio non aveva creato la pluralità dei mondi. 19 17 tre elementi tutti veri - a) gli ET esistono, b) gli ET non sono qui, c) sono possibili viaggi interstellari - ma non possibili nello stesso momento, il grande fisico giunse alla conclusione che gli ET non esistono. La nostra civiltà tecnologica ha solo 400 anni (un tempo di 3x107 più piccolo dell’età della nostra galassia) per cui se gli ET esistono sono precedenti a noi e quindi sono più avanzati dal punto di vista tecnologico. Le discussioni sistematiche sul paradosso di Fermi sono due: il "classico" The Great Silence di David Brin (1982), e il recentissimo Fermi's Paradox - The last challenge for copernicanism di Milan Cirkovic (2009). Ipotesi presentate nel testo di Webb: 1) gli ET non esistono -> il SETI attivo non può essere pericoloso; 2) gli ET non esistono ancora -> come saranno in futuro quando saranno raggiunti dai nostri messaggi? Gli unici messaggi rischiosi sono quelli molto potenti. I tempi di formazione di un pianeta adatto ad ospitare la vita o gli effetti di sterilizzazione di una catastrofe planetaria (es.: esplosione di raggi gamma) potrebbero far sì che il nostro messaggio arrivi in una fase in cui la civiltà aliena non sia in grado di decifrarlo. 3) gli ET non hanno sviluppato una tecnologia per i viaggi interstellari -> sono meno avanzati di noi o alla pari per cui il SETI attivo non è un rischio né presente, né futuro. Se i viaggi interstellari fossero molto difficili il SETI attivo sarebbe pericoloso; 4) gli ET sono sulla terra ma non vogliono comunicare con noi forse per non interferire con il nostro processo di sviluppo. Panspermia e ipotesi di Von Neumann: la colonizzazione dell’universo potrebbe avvenire attraverso la diffusione di sonde meccaniche autoreplicanti funzionanti come un virus. 5) i viaggi interstellari sono impossibili, troppo difficili, non interessanti, possibili solo nel lunghissimo termine -> vita 18 società tecnologiche breve perché si autodistruggono o vengono distrutte da catastrofe; ipotesi bolla vuota di colonizzazione; gli ET non sono interessati a raggiungerci; le civiltà più avanzate non sono interessate alla nostra perché vivono solo ai bordi della galassia; gli ET sono in viaggio per arrivare da noi; delle astronavi generazionali sono in viaggio per salvare la propria civiltà; ipotesi letteratura fantascientifica dei Berseker: delle macchine distruttrici costruite da alieni malvagi avrebbero annientato le altre civiltà. Musso giunge quindi alla conclusione che le attività di METI (Messaging to Extra Terrestrial Intelligence) vanno condotte con cautela perché al momento non possiamo escludere del tutto il rischio di un attacco alieno. Alla luce del Paradosso di Fermi (i nostri vicini planetari dovrebbero essersi già accorti di noi) possiamo affermare che l’invio di messaggi potrebbe essere rischioso oltre (e non entro) i confini della nostra galassia. Quando scopriremo se e come sono fattibili i viaggi interstellari, i dubbi sul SETI svaniranno: in caso affermativo il SETI sarebbe inutile, in caso positivo diverrebbe sicuro ed essenziale. Nel frattempo, potrebbe essere utile: § individuare la distanza massima a cui la Terra può essere rilevata per permettere il libero esercizio del METI in questa fascia; § cercare di misurare il gap tra noi e una civiltà aliena arrivata alla perfezione tecnica20. 20 Il consiglio presuppone che la linea del progresso non sia infinita ma logaritmica (crescita esponenziale, rallentamento, assestamento). Al momento non abbiamo alcuna prova che altre civiltà siano arrivate allo stadio II e III della Scala di Kardašëv. 19 L’analisi del rischio Lo studio degli aspetti culturali del SETI nel primo decennio del XXI sec. ha ricevuto impulso dal riconoscimento accademico dell’astrosociologia21 e dalla fondazione dell’Astrosociology Research Institute ad opera di Jim Pass. Nel tentativo di sviluppare teorie e soluzioni pratiche ai problemi sollevati dall’interazione umana con le altre ecologie spaziali, dalla nostra affermazione multiplanetaria e dalla ridefinizione del nostro posto nell'universo22, l’astrosociologia ha approfondito i potenziali scenari di contatto arricchendoli con nuovi strumenti: l’analisi del rischio, l’analisi costi-benefici, la teoria dei giochi. Nel 2014 M. Neal23 ha promosso l’estensione degli studi sociali di approccio realista alla tematica della vita extraterrestre pubblicando una ricerca in cui analizza cinque scenari di rischio di contatto con le ETI. SCENARIO PROVE 1. Siamo soli nell’universo. Contro Non ci sono rischi e per i governi non c’è nulla Il 22% delle stelle simili al sole su cui indagare. Il coordinamento internazionale ospitano esopianeti con è debole. caratteristiche simili alla terra24. Il primo pianeta è a 20 anni luce da noi. 2. C’è vita nell’universo ma non è intelligente: è Pro possibile che esistano forme di vita batteriche e Scoperta del Fitovirus. virali che si diffondono tra pianeti per 21 L'astrosociologia è lo studio dei modelli sociali, culturali e comportamentali legati allo spazio. Inizialmente si è occupata di colmare le lacune sociologiche in campo spaziale e poi si è ampliata a tutte le scienze sociali e comportamentali e poi alle scienze umanistiche e artistiche. 22 Astrobiology: Where Science Meets Humanistic Inquiry, Albert A Harrison, 2015. 23 Preparing for extraterrestrial contact, Mark Neal, Macmillan Publishers, 2014. 24 Nel 2014 i pianeti in “zona Goldy Locks” erano 1600 oggi sono 4324 (Nasa Exoplanet Archive, ultima consultazione 03/01/2020). 20 panspermia (spore e nucleotidi nati nello spazio Siberianum che 20.000 anni fa profondo o dall’impatto da asteroidi) o colpì amebe e altri litospermia (presenza in rocce, polvere, ecc.), microrganismi, ma non gli I governi dovrebbero indagare il rischio sanitario esseri umani. nei laboratori ed elaborare scenari di rischio. Il sottocomitato di protezione planetaria del Comitato consultivo della NASA è l’unica forma di coordinamento internazionale. 3. C’è vita intelligente sugli altri pianeti ma il Contro livello di sviluppo tecnologico non è superiore Nessuna prova dell’invio di 25 al nostro : non essendo possibili i viaggi messaggi o trasmissioni da interstellari la comunicazione con civiltà non parte degli ET. pre-elettroniche dovrebbe avvenire a distanza tramite attività SETI. In caso di messaggio alieno il rischio fisico sarebbe limitato. L’impatto sociale e istituzionale (misurabile con la Scala di Rio e la Scala di Londra) sarebbe rilevante. Dal punto di vista della gestione dei disastri le tensioni Pro Distanze cosmiche troppo ampie tra pianeti per permettere comunicazioni nel medio periodo. politiche potrebbero aumentare il rischio di attentati terroristici tra i fautori di visioni del mondo minacciate dagli ET. Un messaggio porterebbe alla riconfigurazione dei nostri concetti di prevenzione e rischio. 4. C’è vita intelligente sugli altri pianeti e Contro possiede un livello di sviluppo tecnologico Nessun incontro. superiore al nostro: gli scienziati che mettono in discussione il SETI ritengono che il rischio di Pro 25 L’umanità è stata in una condizione di immobilità per circa 70 anni sino al passaggio alla tecnologia cellulare a largo raggio. Stephen Hawking, prendendo spunto dalla storia umana, ha osservato che le società con alti stati di sviluppo sociotecnico sono un pericolo più per sé stesse che per gli altri: il progresso tecnologico può portare a guerre industrializzate e alla distruzione degli ecosistemi naturali che sostengono la vita. 21 essere visitati da civiltà aliene ostili sia alto. Distanze cosmiche troppo Sotto scenari ampie tra pianeti per a) Le civiltà esistenti sono troppo distanti e permettere comunicazioni nel non possono raggiungerci: la situazione è medio periodo. analoga a quella del punto 3. b) Contatto fisico con una civiltà benigna vicina alla Terra: - rischio shock culturale; - rischio sviluppo rivalità in mancanza di coordinamento internazionale nella gestione del contatto (esigenza protocollo vincolante). c) Contatto fisico con civiltà malintenzionata: - rischio guerra militare; - rischio guerra info-tecnologica. Devono essere implementate procedure intergovernative di difesa (dalla diplomazia ai missili). 5. Sono già stati qui / sono già qui: per via delle Pro grandi distanze spazio-temporali gli alieni L’universo a 13,8 miliardi di potrebbero avere visitato la terra prima dello anni, la vita sulla terra si è sviluppo della vita umana oppure potrebbero sviluppata 4 miliardi di anni fa. arrivare in futuro. Data l'età dell’universo è probabile che siano sorte civiltà aliene tecnologicamente avanzate capaci di individuare o visitare pianeti lontani. 70 anni fa l’umanità ha iniziato a inviare nello spazio segnali elettromagnetici che, insieme ai cambiamenti atmosferici indotti dall’industrializzazione, hanno reso sempre più riconoscibile la Terra rispetto agli altri pianeti. Mentre i nostri messaggi avanzano nello spazio-tempo galattico, la probabilità di essere contattati aumenta ogni anno di un anno-luce e rende più urgente un’analisi 22 preventiva degli scenari di rischio nell’ambito della prevenzione e della gestione dei disastri. Sebbene incerto il rischio alieno esiste. Ogni scenario di contatto deve quindi essere analizzato e messo a fuoco utilizzando i dati e i modelli forniti dalla ricerca astrobiologica. I contributi di questi temi di ricerca a discipline più ampie sono potenzialmente immensi: per fare un esempio la valutazione dei rischi virali extraterrestri avrebbe conseguenze sia sulla virologia umana e l’epidemiologia che sulla gestione di nuove patologie. In presenza di un messaggio cosmico poi potremmo assistere ad una vera e propria rivoluzione sociale, culturale e tecnologica. L’analisi costi-benefici D. Baum, J.Haqq-Misra e S. Domagal-Goldman26 hanno presentato un'analisi basata su tre scenari allo scopo di addestrare le menti a riconoscere modelli e risultati prima che si verifichi il contatto alieno. BENEFICI NEUTRALITÀ COSTI Scoperta senza contatto Invisibile a noi Danno intenzionale Implicazioni filosofiche su Volontariamente Conflitto fight-to-fight ipotesi zoo27 del (come in La Guerra dei paradosso di Fermi. Mondi). Involontariamente Extraterrestri egoisti30 Diverse forme di vita da ETI predatori. ruolo dell’uomo nel mondo (rivoluzione Copernicana non incidente su assetto geopolitico). noi non rilevabili per 26 Would contact with extraterrestrials benefit or harm humanity? A scenario analysis, Seth D. Baum, Jacob D. Haqq-Misra, Shawn D. Domagal-Goldman, Acta Astronautica, 2014 27 Gli extraterrestri ci osserverebbero a distanza o tramite sonde, per non interferire nel nostro sviluppo (la Direttiva primaria di Star Trek) in attesa di programmi SETI/METI più avanzati o del raggiungimento di un particolare obiettivo (sostenibilità, ecc.). La Terra sarebbe considerata come una riserva naturale non ancora annessa al Club Galattico. 30 Il geografo Jared Diamonds, basandosi sulla storia umana, sostiene che gli astronomi del SETI siano troppo ottimisti. Se gli extraterrestri si comportassero come la nostra civiltà ha fatto con altre intelligenze umane e animali rischieremmo di essere uccisi, infettati, sezionati, schiavizzati, ecc. 23 nostri limiti fisiologici o ETI schiavizzatori Extraterrestri cooperativi tecnologici o altro28. (evangelizzazione, Discussione su scienza e Non desiderano desiderio di matematica. comunicare (ETI non intrattenimento, animali Consigli per evitare una espansiva e sostenibile29). domestici, minatori, ecc.). catastrofe globale. Troppo lontani nello Attacco distruttivo (civiltà Risoluzione dei problemi spazio-tempo. in espansione più pericolosa se umani. Esistono ma con ci sostenibile31). Extraterrestri universalisti Extraterrestri non- interessa approfondire il cooperativi contatto umanità supera con Messaggi rilevati privi di successo una minaccia interesse o equivoco per fattori non prevedibili (disaccordo umano su (scenario virus La Guerra autenticità come in Per usare le nostre risorse dei Mondi). Contact). in modo più efficiente Traiettoria evolutiva diversa. Dispendiose richieste di aiuto senza contropartita (come nel film District 9). Per migliorare le infrastrutture galattiche (come in The Hitchhiker's Guide to the Galaxy). (massimizzazione obiettivo etico). Umani creduti minaccia presente o futura32 per altra civiltà. Danno non intenzionale Rischio fisico 28 Gli extraterrestri potrebbero comunicare su un canale o una frequenza dello spettro elettromagnetico diverso da quello su cui li cerchiamo. 29 In base alla soluzione di sostenibilità del paradosso di Fermi l’assenza di contatti con gli extraterrestri sarebbe spiegata dal fatto che nello spazio, come sulla terra (vedi Isola di Pasqua), le civiltà in crescita esponenziale propense all’espansione sono destinate al collasso perché insostenibili. 31 Il contatto con una civiltà sostenibile che abbia imboccato un fronte d’onda di colonizzazione sarebbe più probabile del contatto con una civiltà non sostenibile in ragione della rarità di quest’ultima. 32 Secondo la soluzione del “grande silenzio” del paradosso di Fermi gli extraterrestri ci osserverebbero in silenzio per varie ragioni. 24 Trasmissione di malattie (contatto anche solo con artefatto). Specie invasive (malattie non virali o specie vere e proprie). Armi meccaniche (schiacciati da ET che tenta manovra come specie terrestri estinte senza volerlo da uomo). Atto di incompetenza (intelligenza artificiale ostile sfuggita di mano, sonde autoreplicanti, incidente durante esperimento). Rischio informativo Virus informatico (trasmissione elettromagnetica) Rischio biologico (uso improprio informazioni da parte umana). Impatto culturale negativo (collasso umano per superiorità aliena). Data l’insostenibilità dell’espansione nello spazio sembra improbabile che gli extraterrestri ci distruggeranno per questa ragione, ma non possiamo escludere che possano danneggiarci volontariamente o meno per questioni etiche o altro. Qualora incontrassimo una forma di vita molto differente da 25 quelle presenti sulla terra potremmo decidere di non approfondire il contatto, ad esempio perché è impossibile comunicare. Dall’analisi degli scenari dannosi è possibile trarre degli spunti su come condurre le attività di SETI e METI. Per evitare di rivelare dati sulla nostra biologia (come fatto in alcuni messaggi precedenti) si suggerisce una comunicazione limitata a semplici discorsi matematici almeno finché non saranno chiare le intenzioni dell’interlocutore; Nei messaggi da noi inviati è bene evitare riferimenti e dati che dimostrino l’impatto umano negativo sull’ambiente terrestre (peraltro già visibile analizzando lo spettro elettrochimico della nostra atmosfera), perché a) gli ET universalisti potrebbero giudicare non etico il nostro comportamento; b) gli altri ET, deducendo dallo stato del pianeta che presto andremo incontro a una spinta espansiva colonizzatrice, potrebbero decidere di annientarci a scopo preventivo. Indipendentemente dall’atteggiamento degli alieni nei nostri confronti la ricezione di artefatti potrebbe esporci al rischio di contrarre malattie sconosciute ad alto tasso di contagiosità e letalità, di essere invasi da una specie aliena, di contaminare le nostre riserve alimentari e idriche con effetti devastanti. Alcune catastrofi umane sono state causate dai grandi viaggi esplorativi che hanno esposto popolazioni prive di difese immunitarie specifiche a patogeni sconosciuti per contatto umano o tramite vettori. Per evitare questi rischi dovremmo a) rafforzare le politiche di protezione planetaria della nostra biosfera; b) in vista di un contatto, richiedere per via elettromagnetica informazioni sulla biologia aliena senza fornire dati sulla biologia terrestre e umana. Indipendentemente dall’atteggiamento degli alieni nei nostri confronti la sola ricezione di segnali elettromagnetici (il SETI passivo) può esporci a pericoli informativi capaci di distruggere le nostre tecnologie informatiche, all’uso improprio da parte umana di rivoluzionarie conoscenze trasmesse dalle ETI o al collasso della cultura umana. Una ETI benevola, per evitare conseguenze disastrose, dovrebbe decidere di rivelarsi a noi gradualmente. Sia le attività SETI/METI che le missioni esplorative spaziali dovrebbero considerare l'intera gamma di possibili scenari di incontro. 26 Per finire gli autori auspicano lo sviluppo di un’indagine costi-benefici di tipo quantitativo, anche se molto ardua allo stato delle nostre conoscenze scientifiche attuali, e l’estensione dell’analisi degli effetti del contatto anche ad altre forme di vita terrestre e all’ambiente. Lo scenario Realpolitik Recentemente K.Wisian e J.Traphagan33 hanno colmato il vuoto di scenari basati sulla Realpolitik34, tema invece molto presente nella fiction fantascientifica35. La storia delle relazioni internazionali umane suggerisce che in caso di contatto radio le nazioni potrebbero iniziare una competizione per il monopolio delle comunicazioni con l’intelligenza extraterrestre: se il livello di sviluppo tecnologico della civiltà aliena fosse 100 anni avanti al nostro, lo Stato gestore del contatto arriverebbe a controllare l’intera umanità. La solidità della pratica di spionaggio economico e tecnologico tra gli Stati è lì a indicarci che la Realpolitik non è solo un retaggio della Guerra fredda. Alla luce delle carenze del Primo Protocollo SETI36 e della dubbia copertura delle attività SETI/METI da parte del Trattato Spaziale del 1967, il rischio Realpolitik si imporrebbe all’ordine del giorno coinvolgendo le strutture adibite al METI. 33 The Search for Extraterrestrial Intelligence: A Realpolitik Consideration, Kenneth W. Wisian, John W. Traphagan, Space Policy 52, 2020 34 Termine coniato da Ludwig August von Rochau nel 1853 per indicare l'approccio politico internazionale che pone l’interesse del singolo governo al di sopra di tutto e stabilisce il predominio del più forte. Le prime formulazioni del concetto sono attribuite alle riflessioni di Tucidide sulla guerra tra Spartani e Ateniesi, all'antico pensiero militare cinese e al filosofo indiano Kautilya. Al suo opposto troviamo l’approccio liberale che attribuisce massimo valore al rispetto dei diritti umani (vedi intervento militare ONU-N.A.T.O. nel 1994-95 in Bosnia). 35 Da La guerra dei mondi di G. Wells a The body Snatckers di J. Finney, sino a Contact di C. Sagan e Esistenza di D. Brin. 36 Gli autori rilevano che il protocollo SETI del 1989 non affronta i tempi politici aperti dalla scoperta degli alieni, è su base volontaria e non prevede alcun progetto per raccogliere l’adesione delle nazioni. 27 MONOPOLIO COMPETIZIONE Messaggio su un solo canale di Scenario un’unica ETI abitante fuori dal Messaggio di una ETI abitante sistema solare e priva di sonde fuori dal sistema solare. sulla terra. Lo stato ospitante il costoso e complesso array che ha Rischio individuato il segnale potrebbe negare agli altri stati l’uso del suo spazio di comunicazione aerea e difenderlo con l’uso delle armi. Gli stati che ospitano i 12 più importanti radio telescopi terrestri potrebbero dar vita a una competizione a somma zero per il controllo del contatto ricorrendo allo spionaggio e a strategie di attacco militare. I gestori degli impianti SETI/METI dovrebbero avere allestito vasti piani di sicurezza interna capaci di proteggere fisicamente Presupposti gli spazi e il personale, di controllare il rilascio di informazione sui social media (anche da parte dei familiari del personale) e di stabilire un filo diretto con gli organi di polizia locale, regionale e di intelligence. 1) Innesco della Prima guerra mondiale per il controllo dell’informazione: i centri di ricerca SETI potrebbero essere militarizzati e diventare bersaglio di attività di spionaggio, Potenziali Conseguenze attacchi cibernetici e, in tempo di guerra, di attacchi con armi di distruzione di massa (AMD: guerra biologica, nucleare, chimica) e non convenzionali. 2) Attacchi terroristici anche con AMD per la distruzione dei centri di comunicazione con le ETI ad opera di organizzazioni estremiste. 28 Come nel caso del blocco al riarmo postbellico imposto dagli U.S.A. al Giappone37, in un simile contesto il diritto internazionale e il Protocollo SETI non avrebbero alcun peso sulle decisioni dei singoli Stati. Le politiche di spionaggio e di guerra digitale potrebbero degenerare in una escalation bellica non convenzionale (attacchi missilistici, guerra per procura, armi di distruzione di massa, ecc.) capace di far scivolare l’umanità nella prima guerra mondiale per il controllo dell’informazione. La teoria dei giochi J.Korhonen38, prendendo spunto dalla storia della Guerra Fredda e dalle politiche di deterrenza nucleare, sostiene che gli scenari di attacco alieno più catastrofici, e in particolare quelli di un attacco preventivo all’umanità vista come futura minaccia, sono esagerazioni. Sembra plausibile che civiltà avanzate abbiano sviluppato modi di vita e filosofie che riducono notevolmente la probabilità di conflitti violenti. Tra gli esseri umani il progresso si associa ad una più elevata accettazione del rischio e le simulazioni suggeriscono che le società cooperative sono più longeve. Mentre nella fiction l’ostilità degli alieni è determinata dalla percezione degli umani come una minaccia al benessere della loro specie o da idee paranoidi e xenofobe, nella ricerca i motivi di ostilità più elencati sono il desiderio di consumare le nostre risorse, una posizione ideologica, la volontà di spadroneggiare sulla Via Lattea, l’indifferenza o una combinazione di tutti questi fattori. L’ipotesi che gli alieni desiderino eliminarci per accaparrarsi le nostre risorse sembra inverosimile: una società capace di realizzare viaggi interstellari su larga scala deve necessariamente possedere conoscenze e riserve di energia sufficienti a soddisfare la maggior parte dei suoi bisogni materiali. Qualsiasi attacco interstellare può rivelarsi una sfida talmente impegnativa 37 Subito dopo la Seconda guerra mondiale gli Stati Uniti imposero al Giapponese una Costituzione che prevedeva il divieto di riarmo. Pochi anni dopo, di fronte all’emergere delle potenze sovietica e cinese, gli U.S.A. incoraggiarono il Giappone a riarmarsi. 38 MAD with aliens? Interstellar deterrence and its implications, Janne M. Korhonen, 2013. 29 per l’aggressore da indurlo a ripensarci. Facendo riferimento alla storia umana possiamo instaurare un paragone tra la condizione degli Stati Uniti39 del periodo tra la fine della Seconda guerra mondiale e la prima bomba nucleare sovietica e una qualsiasi intelligenza extraterrestre che avesse captato i nostri messaggi nel cosmo. Dato che ogni anno le nostre potenzialità tecnologiche e di vendetta aumentano, se un'intelligenza extraterrestre ostile, dotata di forze entro 100 anni luce, fosse intenzionata a colpirci o a distruggerci, avrebbe tempo sino a fine secolo per non ritrovarsi di fronte un nemico dotato di navicella interstellare. Con l’avvento dei veicoli spaziali l’uomo dovrà pianificare con molta cura le missioni esplorative perché correrà il rischio di danneggiare accidentalmente le civiltà che hanno scelto di vivere in disparte esponendosi ad attacchi imprevisti. Sarà perciò sempre più importante riuscire ad individuare qualsiasi forma di vita. Alla luce dell’analisi svolta da Korhonen le attività METI possono essere guardate con cauto ottimismo perché: § le civiltà aliene con un livello tecnologico simile al nostro nelle vicinanze dovrebbero essere dissuase dall’attaccarci preventivamente (paura); § le civiltà aliene invulnerabili dovrebbero saperci individuare indipendentemente dal METI; § le civiltà più avanzate della nostra potrebbero credere che il livello di sviluppo tecnologico palesato dai nostri messaggi sia un’esca per fingere debolezza (deterrenza). L’impatto sociale del messaggio Secondo B. Finney40 gli scenari di contatto radio ipotizzati sino agli anni ‘90 del XX sec. risultavano in contrasto con le conoscenze tecnologiche e culturali e non prendevano in considerazione il problema della comunicazione. 39 La strategia militare Mutual Assured Destruction o MAD (Mutua distruzione assicurata), basata sul possesso di armi nucleari o di distruzione di massa, creò una situazione di stallo: nessuno poteva permettersi di scatenare una guerra globale a somma 0. 40 The impact of contact, Ben Finney, Acta Astronautica, Issue 2, febbraio 1990. 30 Il primo tentativo di studio empirico sistematico sull’impatto sociale della ricezione di un messaggio si deve a D. Vakoch e Y. Lee41 che nel 2000 hanno analizzato con scale psicometriche le convinzioni sulle ETI di due gruppi di studenti americani e cinesi (276 persone totali). RISULTATI Prevalenza della vita Predittore religiosità42 extraterrestre I fedeli e gli antropocentrici erano meno propensi a credere nell’esistenza delle ETI sia tra gli americani che tra i cinesi. Le ETI sono Predittore religiosità benevole/dovremmo Gli americani non credenti erano più propensi a rispondere credere in questa ipotesi. Le ETI sono ostili Predittore paranoia Maggiore probabilità tra americani pessimisti e tra americani credenti. La ricezione del messaggio sarebbe inquietante Maggiore probabilità tra studenti cinesi antropocentrici rispetto ai non antropocentrici. Predittore paranoia tra soli studenti cinesi. Significato spirituale Gli studenti cinesi più paranoici reputavano pericolosi le ETI ma vedevano nella loro scoperta un elemento di speranza. I messaggi di risposta Predittore antropocentrismo devono essere progettati Tendenza più alta a fare affidamento su autorità da esperti consolidata. 41 Reaction to receipt of a message from extraterrestrial intelligence: a cross-cultural empiric study, Daniel A, Vakoch e Y.S. Lee, Acta Astronautica vol.6, 2000 42 Il dato è coerente con gli studi precedenti giunti alla conclusione che il livello di scetticismo è proporzionale all’intensità della fede percepita (massimo livello tra i fondamentalisti). 31 L’indagine ha concluso che la compatibilità delle risposte individuali ad un'unica reazione o a un continuum è determinata dalle differenze culturali. Mentre tra gli studenti americani era insolito vedere contemporaneamente come buone e cattive le ETI, per i cinesi questa dicotomia non era evidente. La mancanza di correlazione inversa tra la credenza che le ETI siano benevole e che il messaggio sia inquietante fa supporre che gli studenti cinesi abbiano riflettuto maggiormente sulle conseguenze della scoperta rilevandone sia gli aspetti positivi che quelli negativi. Domande Risposte In che modo la religiosità influenzerà le Sia i cinesi che gli americani più religiosi convinzioni di una persona dopo la ritengono che ETI e vita religiosa siano notizia della scoperta delle ETI? incompatibili e, se giungesse un messaggio, affiderebbero la risposta agli esperti. I cinesi antropocentrici, credendo che le ETI siano ostili, accoglierebbero con inquietudine l’arrivo di un messaggio. In che modo le credenze religiose Gli americani più religiosi tendono a influenzeranno le convinzioni personali ritenere le ETI ostili. Quelli che sulla natura benevola, ostile o attribuiscono un significato spirituale spiritualmente significante dell’alieno? alla scoperta sono più propensi a credere all’esistenza delle ETI e a non temere il contatto. In che misura fattori personali come In attesa che il messaggio venga l’ottimismo e la paranoia influenzeranno decifrato, le persone paranoiche di l’opinione sulle ETI? nazionalità americana tenderanno a proiettare la loro visione di un mondo ostile sulle ETI percependole come malevole. Allo stesso modo gli americani più pessimisti si aspetteranno che l’ETI abbia atteggiamenti negativi. 32 2. Le basi della comunicazione a distanza TAG: ANALOGIA, ANALOGHI ARCHEOLOGICI, CODICE, COMUNICAZIONE, COOPERAZIONE INTERNAZIONALE, LINGUAGGIO, INTELLIGENZA EXTRATERRESTRE, PROTOCOLLI SETI E METI Linguaggio Il contatto tra intelligenze aliene pone il problema della creazione di un nuovo linguaggio condiviso e reciprocamente intelligibile. Gli studi empirici sul processo di acquisizione del linguaggio da parte dei bambini e sulla loro capacità di imparare in modo diverso dagli adulti hanno suggerito una potenziale analogia tra lingue infantili e lingue aliene43. Mentre gli autori di fantascienza già a partire dal XIX sec. hanno ideato una miriade di linguaggi alieni, gli scienziati, partendo dal presupposto che le leggi di natura siano universali, hanno privilegiato forme di comunicazione basate sulla matematica di base. Dopo i progetti di trasmissione ad impulsi di Charles Cross, nel 1920 H. e C. Nieman, ispirati dalle tecniche di disposizione delle perle dei nativi americani, hanno proposto di codificare un’immagine bidimensionale in una matrice quadrata, a sua volta traducibile in una serie di punti e linee (brevi e lunghi flash luminosi)44. In Astraglossa o primi passi della sintassi celeste (1952) lo scienziato britannico Lancelot Hogben suggeriva l’invio di numeri rappresentati come impulsi ordinari di forma rettangolare, e dei concetti matematici basilari (+, -, =) sotto forma di radioglifo (concetto ripreso nei messaggi di Drake). Dopo alcuni esempi aritmetici per far comprendere il funzionamento dei simboli, dovevano essere introdotti i concetti di π e numero irrazionale45. 43 Alien forms for alien language: investigating novel form spaces in cultural evolution, Christine Cuskley, Palgrave Communication, 2019. 44 Searching for SETI: The Social Construction of Aliens and the Quest for a Technological Mytho, John Marvin Bozeman, 2015. 45 Ascoltando l’infinito silenzio. Storia e leggenda del programma SETI, P. Musso, 2001. 33 La lingua cosmica, o Lincos, ideata nel 1960 dal matematico olandese Hans Freudenthal46, ha ispirato altri studiosi e li ha portati a progettare sistemi di comunicazione interstellare incentrati sulla decodifica del significato simbolico dei numeri come base per l’apprendimento di concetti più complessi. Secondo M. Minsk47, padre dell’intelligenza artificiale, tutti gli esseri capaci di risolvere problemi, indipendente dal loro livello di intelligenza, sono in grado di sviluppare tecniche di rappresentazione delle situazioni reali per rispondere ai vincoli di spazio, tempo e materia. Ogni intelligenza nel corso del suo processo evolutivo crea sistemi di simboli per rappresentare e fissare oggetti, cause, obiettivi, soluzioni (principio di economia) e incontra un numero ristretto di idee semplici (come la matematica) per le quali non esistono alternative facilmente accessibili (principio di spartanità). Per questo, se ci trovassimo di fronte ad alieni così evoluti da risultare incomprensibili, avremmo comunque una base comune su cui fare leva. Concetti culturali I progetti SETI del XX secolo hanno fatto uso sia di linguaggi formali basati sulla logica e la matematica48, sia di linguaggi iconici49. Nel 2012 P. Musso50 ha proposto di favorire la comprensione dei concetti culturali integrando le due tipologie di linguaggi in un’unica forma, come nel 46 Communication with Alien Intelligence, Marvin Minsky, Extraterrestrials: Science and Alien Intelligence, Cambridge University Press, 1985. 47 La matematica non sarebbe un’astrazione mentale ma un linguaggio impresso nella realtà. 48 Nel 1896 Francis Galton propose di inviare un’introduzione alla matematica; negli anni ‘50 e ‘60 del XX sec. seguirono Astraglossa e Lincos e poi, negli anni ‘90, il linguaggio di Devito e Oeherle. 49 Nella fase pionieristica (XIX sec.) le strategie proposte miravano a rendere visibile la presenza umana realizzando imponenti figure geometriche visibili dai grandi telescopi alieni (triangolo rettangolo di Gauss in Siberia, canali di fuoco notturni nel deserto del Sahara di Von Littrow). Nel 1920 H. e C. Nieman proposero il primo schema a codice binario di punti e linee simile all’alfabeto Morse. Negli anni ‘70 le Voyager e le sonde Pioneer sono state equipaggiate di placche con disegni incisi come suggerito a inizio secolo da R. Goddard. Vennero poi i messaggi inviati da Zaitsev a Evpatoria. Vicino ai linguaggi iconici possiamo collocare le proposte di Valeria Ascheri di inviare gli spettri radio degli elementi chimici e i messaggi musicali inviati da Zaitsev. 50 A language based on analogy to communicate cultural concepts in SETI, Paolo Musso, Acta Astronautica 68, 2011 34 messaggio di Arecibo e del racconto Contact di Carl Sagan. Questa strategia è stata sviluppata per la prima volta dagli astronomi canadesi Yvan Dutil e Stephane Dumas nel messaggio di Evpatoria. Dello stesso periodo sono le immagini in movimento di Douglas Vakoch e lo studio sistematico di John Elliott basato sull’analisi comparativa della struttura di molte lingue terrestri. Attingendo alle teorie filosofiche su come comunichiamo i nostri concetti51, Musso individua nell’analogia lo strumento migliore. Secondo questa visione, tutte le idee derivano da impressioni sensibili grazie all’intenzionalità. Mentre i concetti scientifici derivano per astrazione dalla realtà sensibile52, i concetti culturali derivano per astrazione analogica da quelli scientifici. La matematica avanzata è la stessa in tutto il mondo perché non dipende dalla cultura53. La matematica, e per estensione la scienza e la tecnologia, si basano su concetti universalmente validi e dimostrabili che possono essere compresi da qualsiasi essere dotato di intelligenza. Un messaggio efficace quindi dovrebbe: § introdurre i concetti di base della matematica e della fisica in un modo molto più sistematico; § definire bene il concetto di analogia; § fornire alcune informazioni sul nostro mondo e sulla nostra razza umana, utilizzando sia formule scientifiche che immagini; § provare a comunicare alcuni concetti culturali estendendo i concetti matematici, logici e scientifici tramite l’uso dell’analogia e il supporto dell’antinomia; § saper comunicare i concetti modali (crederci, volerlo, ecc.); § rappresentare le diversità culturali. 51 Platone, Descartes, Kant hanno sostenuto che queste idee sono a priori; Sant'Anselmo, San Bonaventura, Leibniz che sono il risultato di un'intuizione diretta della nostra mente; Augustinus e Malebranche hanno parlato di un'illuminazione proveniente direttamente da Dio; nominalisti, Hume, positivisti e neopositivisti hanno affermato che si tratta di idee vuote e prive di significato. 52 È stato dimostrato che anche i bambini delle tribù che non conoscono la matematica sono in grado di comprenderla alla pari degli altri. 53 Le geometrie non euclidee sono un buon esempio perché non possono essere manipolate ed esistono in modo oggettivo (cioè indipendentemente da noi) nella nostra mente, ma non a causa della nostra mente. 35 Messaggi Tra la seconda metà dell'Ottocento e l'inizio del Novecento sono stati fatti molti sforzi per elaborare schemi di contatto interplanetari basati sulla telegrafia. Gli sviluppi nel campo delle comunicazioni terrestri (telegrafia elettrica, telefono) e le intense osservazioni marziane suggerivano che sarebbe stato possibile "parlare con altri pianeti", specialmente con Marte54. Un primo tentativo di comunicare con la vita oltre la Terra è consistito nell'apporre targhette sulle navicelle NASA Pioneer 10 e Pioneer 11. Nel 1977 le navicelle Voyager 1 e 2 sono state equipaggiate con targhe, immagini e con registrazioni di suoni, estratti di musica e saluti in 55 lingue (il famoso Golden Record) documentanti la storia del mondo. Vista l’improbabilità che una sonda spaziale vagante nello spazio potesse essere individuata, la ricerca SETI si è concentrata sulle trasmissioni in codice binario per evitare ambiguità55. Il 16 novembre 1974 Frank Drake ha indirizzato verso il gruppo stellare Messier 13, a 25.000 anni luce di distanza dalla Terra, il primo radiomessaggio dimostrativo della storia. Il messaggio di Arecibo, inviato dall’omonimo radiotelescopio di Porto Rico, era composto da 1.679 (73 righe x 23 colonne) impulsi binari della durata di circa 3 minuti e conteneva i numero da 1 a 10 in formato binario, i numeri atomici di idrogeno, carbonio, azoto, ossigeno e fosforo, la formula e una rappresentazione del DNA, le rappresentazioni di un uomo, dell’altezza fisica di un uomo medio e della popolazione terrestre, una rappresentazione del sistema solare e una rappresentazione del telescopio di Arecibo comprensiva del suo diametro. PROGETTI DI COMUNICAZIONE INTERSTELLARE 1960 Project Ozma primo programma per l’invio di messaggi diretto da Frank Drake presso l’Osservatorio radio di Greenbank, in Virginia. 54 Charles Cros and Nikola Tesla, Pioneers of Interplanetary Telegraphy, Raulin Cerceau e Florence, 2018 55 Per evitare che la ricostruzione delle immagini risulti ambigua il numero totale dei bit di cui sono composte deve essere il prodotto di due numeri primi. 36 I messaggi erano indirizzati a Epsilon Eridani e Tau Ceti sulla lunghezza d’onda di 21 cm (frequenza dell’idrogeno libero). 1962 Messaggi radio di Evpatoria verso Venere e Gliese 581 (ancora in viaggio). 1972 Targa con messaggio su Pioneer 10 NASA. 1973 Targa con messaggio su Pioneer 11 NASA.. 1974 Messaggio di Arecibo formulato da Drake e Sagan e indirizzato verso la stella M13 a 25.000 Km dalla terra. 1977 Golden record su Voyager I e II della NASA. 1979 Progetto SERENDIP. 1983-88 Progetto Meta. 1992-99 High Resolution Microwave Survey Project della NASA. 1992 Progetto SETI@home. 1995 Progetto Phoenix condotto su 800 stelle, è terminato nel 2004 senza esiti. 1999 I Cosmic Call dei canadesi Yvan Dutil e Stephan Dumas inviato da Evpatoria. 2001 Messaggio Teen-age di Aleksandr Zaitsev da Evpatoria. Workshop del SETI su come costruire un messaggio al 52°Congresso dell'Associazione Internazionale di Astronautica (IAC) di Tolosa. 2003 II Cosmic Call. 37 2004 Apertura del dibattito sulla revisione del protocollo post-scoperta del SETI. Emerge il problema su chi dovrebbe rispondere in caso di contatto. 2008 A Message From Earth (AMAF) inviato verso il pianeta extrasolare Gliese 581c da Evpatoria. Across the Universe messaggio NASA, contenente l’omonima canzone dei Beatles, inviato verso la stella del Nord. Primo IAA Symposium su Searching for Life Signatures a Parigi. 2010 Incontri sulla scoperta della vita extraterrestre organizzati dalla Royal Society a Londra. 2015 Fondazione METI International per promuovere la ricerca attiva. 2017 Sónar Calling GJ273b Project. Codifica e decodifica Le interminabili distanze e i lunghi tempi di risposta interstellari rendono la pratica del SETI un progetto intergenerazionale: se mai i messaggi inviati negli ultimi 60 anni fossero intercettati e presi in considerazione, un feedback potrebbe giungere solo tra centinaia o migliaia di anni. Al momento gli scienziati coinvolti nelle attività di METI si esercitano progettando nuovi messaggi e testando la loro decifrabilità. Un recente studio di R. Heller56 ha messo in evidenza le potenzialità dei social media nella risoluzione di compiti di decifrazione basati sulla collaborazione. Nel 2016 l’autore ha chiesto agli utenti di Twitter e Facebook di decifrare un messaggio binario (SETI Decript Challenge) ipoteticamente indirizzato agli alieni. A un mese dall’invio sono pervenute 300 risposte di cui 66 corrette. 56 Decryption of Messages from Extraterrestrial Intelligence Using the Power of Social Media – The SETI Decrypt Challenge, René Heller, International Journal of Astrobiology, 2019 38 L’antropologo B. Finney e lo storico J.Bentley57 suggeriscono un approccio basato sugli analoghi archeologici: validi indizi per decifrare un messaggio extraterrestre potrebbero essere rintracciati nei tentativi passati di decodificare le lingue morte umane. La ricezione di un ricco messaggio da parte di una civiltà aliena estinta da tempo potrebbe dar luogo a una rivoluzione del pensiero simile a quella che si ebbe in epoca rinascimentale grazie al recupero dei classici greci conservati nelle biblioteche islamiche58. Un’altra indicazione utile che ci viene dalla storia della decifrazione dei geroglifici egizi59 e degli antichi testi Maya60 è quella di rimanere aperti a nuove possibilità, anche se sembrano contraddire i successi iniziali. L'archeologa e antropologa K. Denning61, ritenendo inadeguata la teoria della comunicazione utilizzata dal SETI e infondata l’analogia tra capacità di decifrazione umana e aliena62, sostiene invece che possa essere più utile studiare le lingue umane non decifrate, come il Rongorongo e il Lineare A63, provenienti da culture sconosciute. 57 A Tale of Two Analogues: Learning at a Distance from the Ancient Greeks and Maya and the Problem of Deciphering Extraterrestrial Radio Transmissions, Ben Finney e Jetty Bentlay, Acta Astronautica 42, 1999 58 Durante il Medioevo molti testi greci erano andati perduti. 59 I sostenitori di Plotino e altri studiosi dell’800 ritenevano che i geroglifici non potessero essere un banale linguaggio basato sui suoni, ma furono smentiti da J.F.Champollion che decifrò la lingua dei faraoni grazie al precedente ritrovamento di una stele di granito nero, la Stele di Rosetta, in cui lo stesso messaggio era riportato in geroglifico, copto e demotico. 60 Gli studiosi europei che iniziarono a decifrare i testi Maya riuscirono a riconoscere la numerazione e il calendario basato sulle fasi lunari, ma non furono in grado di andare oltre. 61 Learning to read: Interstellar message decipherment from an anthropological perspective, Kathryn Denning in D. Vakoch, ed. Archaeology, Anthropology, and Interstellar Communication, NASA History Press, 2012. 62 Mentre un umano che tenta di decodificare un messaggio conosce il linguaggio da estrarre, gli alieni non possono formulare nessuna ipotesi preventiva. 63 Il Rongorongo è un sistema di scrittura basato su glifi scoperto sull’Isola di Pasqua nel XIX sec.; il lineare A sarebbe stato utilizzato dagli abitanti dell’isola di Creta prima dell’avvento dei Micenei. 39 SETI e METI Il SETI (Search for Extra Terrestrial Intelligence) è un programma di ricerca della vita extraterrestre nel cosmo basato sulla rilevazione passiva, tramite radiotelescopi o telescopi ottici, di segnali elettromagnetici provenienti da stelle lontane. L’idea del SETI risale alla pubblicazione dell’articolo Searching for Interstellar Communications (1959), in cui gli autori Giuseppe Cocconi e John Morrison suggerivano di usare la frequenza della riga di 21 centimetri emessa dall'idrogeno neutro interstellare, per comunicare con gli extraterrestri. L’anno seguente Frank Drake mise in pratica il consiglio nel progetto Ozma. Sempre a Drake si deve la fondazione del SETI Institute64 (1984), organizzazione privata senza di scopi di lucro, finalizzata a promuovere la ricerca interstellare e a collegare gli scienziati e i ricercatori del settore di tutto il mondo. Secondo J. Billingham65 tra il 1990 e il 1999 il SETI ha attraversato il suo “momento d’oro”: oltre all’accettazione del concetto di evoluzione cosmica e allo sviluppo della radio scienza e dei telescopi, la NASA, potendo contare sull’aumento dell’alfabetizzazione popolare mondiale in tema di astrobiologia, decise di finanziare progetti di ricerca e programmi educativi. Due recenti passi in avanti sono stati l’istituzione del programma di ricerca Breakthrough Listen66 patrocinato dall’astrofisico Stephen Hawking e finanziato dal miliardario russo Yuri Milner (2015) e l’entrata in funzione del radiotelescopio cinese FAST (tre volte più sensibile di quello di Arecibo) dedicato alla sola ricerca di messaggi interstellari (2019). Il termine METI (Messaging to Extra Terrestrial Intelligences) fu coniato negli anni ‘70 dall’astronomo russo Zaitsev per distinguere il SETI attivo da quello passivo basato sull’invio di messaggi via radio o tramite sonde spaziali oltre il 64 La sede principale del SETI Institute si trova a Mountain View in California. 65 Cultural aspects of the search for extraterrestrial intelligence, J. Billingham, 1998. 66 Il progetto, che potrà contare su 100 milioni di dollari messi a disposizione in 10 anni, prevede anche una successiva parte METI con l’invio di messaggi entro e oltre la Via Lattea. 40 sistema solare. Dal 2015 i sostenitori del METI si sono riuniti nell’associazione METI International. Mentre nel mondo scientifico la discussione su se e come portare avanti le attività di SETI/METI è ancora aperta, a livello giuridico non esistono né accordi internazionali vincolanti, né una legislazione specifica. Ufficialmente l’ascolto e l’invio di messaggi interstellari rientra tra le materie regolate dal Trattato sullo spazio extra-atmosferico delle Nazioni Unite67, che copre tutte le attività di interesse internazionale relative allo spazio cosmico68. Allo scopo di uniformare i principi e le procedure di ricerca, la comunità SETI ha sviluppato due protocolli suggerendo la loro adozione a scienziati, istituti, e ricercatori. Il Primo Protocollo In base alla Dichiarazione dei principi per le attività successive alla scoperta di intelligenze extraterrestri, approvata nel 1989 e rivista nel 2010: ➔ tutti gli esperimenti SETI devono essere condotti in modo trasparente; ➔ gli scopritori devono compiere ogni sforzo per verificare l'autenticità di un presunto rilevamento di informazioni ET; ➔ dopo la conferma di autenticità di un rilevamento, gli scopritori sono tenuti a informare l’opinione pubblica e il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e a rendere disponibili i dati alla comunità scientifica internazionale; ➔ dopo il rilevamento deve essere istituito un gruppo di lavoro internazionale posto sotto la guida dell'Accademia Internazionale di Aeronautica (AIA). 67 Il Trattato sui principi che governano le attività degli Stati in materia di esplorazione ed utilizzazione dello spazio extra-atmosferico compresa la Luna e gli altri corpi celesti è la base del diritto aerospaziale internazionale. I primi firmatari sono stati Stati Uniti, U.K. e U.R.S.S. Il trattato pone il divieto di collocare armi nucleari nell’orbita terrestre e definisce la Luna bene comune dell’umanità. 68 On the search extraterrestrial intelligence (SETI), Richard B. Bilder, 2014. 41 Il Secondo Protocollo La Dichiarazione dei principi sull'invio di comunicazioni alle intelligenze extraterrestri, preparata nel 1995 da un sottocomitato speciale guidato dal diplomatico Michael Michaud, affronta in modo più diretto le questioni legate al SETI stabilisce che: ➔ la decisione sull'opportunità di inviare o meno un messaggio deve essere presa da un organismo internazionale largamente rappresentativo dell'umanità (le Nazioni Unite); ➔ il mittente di qualsiasi messaggio inviato deve essere l’intera umanità; ➔ il contenuto del messaggio deve essere subordinato ad un largo consenso mondiale; ➔ nessuno Stato può inviare un messaggio senza essersi prima consultato con gli altri. L’importanza della supervisione globale e di una regolazione stringente Allo stato attuale l’implementazione delle regole del “Primo Protocollo” nelle attività di contatto va considerata come una best practice affidata all’autodisciplina. Perciò se il dittatore coreano o l’ISIS volessero inviare messaggi agli alieni non andrebbero incontro ad alcuna conseguenza. Dato che l’Ufficio Protezione Planetaria della NASA non si occupa del rischio di contatto alieno, l’esigenza di allestire un’agenzia di supervisione globale e di regolamentare a livello internazionale e nazionale le attività SETI è sempre più urgente. Nel 2017 l’ex presidente del Consiglio di Amministrazione del SETI J.Gertz69 ha messo in evidenza cinque motivi che rendono improcrastinabile un intervento in tal senso: 1. l’iniziativa SETI Breakthrough Listen (2015), finanziata da privati, ha aumentato le possibilità di rilevamento di almeno un fattore 100: 69 Post-Detection SETI Protocols & METI: The Time Has Come To Regulate Them Both, John Gertz, 2017. 42 attualmente si sta realizzando più SETI in un solo giorno di quanto sia mai stato fatto prima nello spazio di un intero anno; 2. dal momento che la terra perde radiazioni elettromagnetiche da 104 anni luce70 e in questa fascia della Via Lattea sono presenti tra le 12.000 e le 15.000 stelle, è plausibile che una civiltà aliena ci abbia individuato; 3. l’umanità è quasi vicina ad effettuare un salto di tecnologia71 e questo aumenta le possibilità di un contatto imminente visto che gli extraterrestri potrebbero avere silenziosamente monitorato la nostra situazione attraverso sonde a distanza o sulla terra; 4. la Cina ha annunciato che collaborerà alle attività del progetto Breakthrough Listen ma non è dato sapere se condividerà le informazioni raccolte o se imporrà il segreto di Stato (scenario Realpolitik); 5. il piccolo, ma sonoro gruppo di scienziati riunitisi intorno a D. Vakoch nel METI International, ha annunciato di essere in cerca di fondi e di una struttura per attuare un programma di trasmissioni affidate alla sola revisione tra pari. 70 Ogni anno la fascia aumenta di un anno luce. 71 In base alla Scala di Kardašëv il grado di sviluppo di una civiltà è legato all’espansione delle sue capacità energetiche. L'umanità, dopo avere sfruttato al massimo i depositi energetici della Terra (livello 0), ha raggiunto uno sviluppo tecnologico che la rende prossima al livello 1 ovvero la capacità di trarre energia dalla propria stella, il Sole. I livelli successivi prevedono un’espansione delle capacità tecnologiche e delle necessità energetiche tale da richiedere lo sfruttamento di sempre più stelle interne alla galassia planetaria. 43 3. I potenziali rischi della messaggistica Scienziati a confronto da Ryle a Hawking TAG : COOPERAZIONE INTERNAZIONALE, IMPATTO SOCIALE, METI, SEGNALE ARTIFICIALE, SEGRETEZZA, SETI, SICUREZZA Il Paradosso del SETI Il radioastronomo Alexander Zaitsev ha messo in luce l’esistenza di due tendenze umane simultanee e ambivalenti: da una parte l’insistente ricerca di segnali che provino l’esistenza dell’intelligenza extraterrestre, dall’altro la persistente avversione verso la trasmissione di messaggi dalla Terra72. Supponendo che tutte le civiltà extraterrestri si comportino come gli umani, il paradosso di Fermi sarebbe risolto e il SETI sarebbe inutile. I little green men ostili di Ryle La prima manifestazione di METI fobia, dopo l’invio del messaggio interstellare di Arecibo (1974), si deve al Nobel per la fisica Sir Martin Ryle che arrivò a chiedere la messa al bando internazionale di ogni tentativo di contatto o trasmissione di messaggi in ragione della possibile aggressività e ostilità aliena. Ryle aveva già avuto modo di manifestare le sue preoccupazioni nel 1961, in seguito agli esperimenti di radiodiffusione condotti da Frank Drake all’Osservatorio di Green Bank73. Il timore che chiunque potesse provare a mettersi in contatto con le intelligenze extraterrestri aumentando le probabilità di un attacco, lo aveva spinto a chiedere un intervento regolatorio congiunto della International Astronomical Union e della politica. In questo senso può essere visto come un anticipatore delle istanze che hanno poi trovato forma nei protocolli SETI. 72 The SETI Paradox, Alexander Zaitsev, Bull. Spec. Astrophys. Obs., 60, 2006. 73 The SETI Episode in the 1967 Discovery of Pulsars, Alan J. Penny, 2010. 44 Il 22 novembre 1976 un articolo del New York Post, intitolato Should Mankind Hide?74 (L’umanità dovrebbe nascondersi?), rispondeva alle dichiarazioni di Ryle sostenendo che "vivere è accettare i pericoli": l'universo sembra troppo ricco per ritenere plausibile che una razza avanzata possa guardare con avidità al patrimonio della Terra. L’umanità dovrebbe nascondersi? Un avvertimento straordinario è arrivato da Sir Martin Ryle, l'astronomo britannico dell’Accademia Reale e premio Nobel per la fisica. Sir Martin è preoccupato che alcuni dei suoi colleghi scienziati possano rivelare l’esistenza della razza umana ad intelligenze aliene in altre parti del cosmo. Sir Martin teme che una tale storica falla nella sicurezza, possa portare all'invasione e alla conquista della Terra da parte di esseri ostili desiderosi di trasformare il nostro pianeta e i suoi abitanti in fonti di cibo, schiavi, minerali e simili. In altre parole, Sir Martin ha sollevato la questione: l'umanità dovrebbe nascondersi in questo oscuro angolo di un piccolo sistema solare attaccato a una stella minore? Gli osservatori consapevoli del volume quotidiano di trasmissioni elettroniche su questo pianeta si chiederanno come sia possibile nascondersi visto che i segnali di radio, televisione o altre stazioni dovrebbero essere già stati captati. Troppi precedenti scomodi della storia terrestre si scontrano con l’idea di licenziare in modo sbrigativo l’avvertimento di Sir Martin. Perché i potenziali visitatori di Alpha Centauri, o di qualche stella più lontana, dovrebbero essere più misericordiosi con i terrestri di quanto lo siano stati gli europei con gli indiani d'America solo pochi secoli fa? Oppure, se i visitatori possiedono un altro aspetto fisico, perché non dovrebbero vedere i vantaggi insiti nell'addomesticamento degli esseri umani come fatto da noi molto tempo fa con bovini, cavalli, ungulati e gatti o ancora spingere l’umanità alla schiavitù? Ma vivere significa accettare i pericoli. A conti fatti, i possibili benefici attesi dal comunicare con l'intelligenza aliena superano di gran lunga i danni potenziali. Gli uomini sono già sbarcati sulla Luna; gli strumenti tecnologici umani hanno già riportato informazioni da Mercurio, Venere, Marte e Giove. Non vi è alcuna prova 74 Should Mankind Hide?, New York Times 16/11/1967. 45 che l'umanità abbia vicini intelligenti. Data l'immensità dello spazio, è probabile che gli esseri intelligenti più vicini, come minimo, siano a 100 mila anni luce. Qualora fossero in grado di rilevare la civiltà terrestre, vista la loro migliore capacità di sfruttare i doni della natura, non avrebbero bisogno di tecniche di appropriazione così rozze come quelle impiegate dai seguaci di Colombo nel Nuovo Mondo e da altri conquistatori umani di nuovi territori. L'universo sembra troppo ricco per farci supporre che una razza avanzata possa smaniare dietro al magro patrimonio terrestre. Sir Martin sembra prestare troppo poca attenzione ai possibili benefici di questa comunicazione. La vastità dell'universo potrebbe contenere esseri che molto tempo fa hanno trovato la cura per il cancro, hanno risolto il problema del controllo dell'energia termonucleare e praticano abitualmente l'ingegneria genetica a beneficio della loro specie. In breve, le informazioni trasmesse da intelligenze aliene potrebbero migliorare l'esistenza umana. Nonostante l'eminenza di Sir Martin, non ci sono prove che l'intelligenza aliena tra le stelle debba essere ostile o predatrice. Vale la pena ricordare che la carriera di Ryle è legata a uno dei primi segnali falso positivi di vita extraterrestre, il leggendario Little Green Men. Nel luglio 1967 presso l’Osservatorio Radioastronomico Mullard della Cambridge University, l’astrofisica Jocelyn Bell Burnell75, analizzando le registrazioni del grafico a nastro del nuovo telescopio messo da punto da Antony Hewish, scoprì uno sfarfallio anomalo. Passate alcune settimane, la studentessa si rese conto che questa sorgente aveva le caratteristiche di una fonte astronomica fissa. Verso la fine di agosto ne parlò con Hewish e decisero di analizzare lo sfarfallio più da vicino. Dopo un mese di mancata presentazione, il 28 novembre la sorgente ricomparve con una serie di brevi impulsi separati da circa 1,3 secondi. Lo scintillio anomalo e artificiale di quel corpo, diverso da ogni stella conosciuta sino a quel momento, portò il team di studiosi guidato da Ryle76 a credere che fosse un segnale di vita 75 Mentre per la scoperta delle pulsar Ryle e Hewish ottennero il Nobel per la fisica nel 1974, Jocelyn Bell ottenne solo 44 anni dopo il Breakthrough Prize. 76 Sir Ryle in un primo momento credette che “altri esseri intelligenti stavano cercando di stabilire un contatto" e scrisse alla Royal Society per far gestire la scoperta dal governo nazionale. 46 extraterrestre e, in attesa di ulteriori verifiche l’oggetto fu denominato Little Green Men (LGM). Più tardi si scoprì che J. Burnell aveva scoperto la prima pulsar PSR B1919+2. Il fondamento logico del METI Secondo A. Zaitsev77 la trasmissione delle informazioni nel cosmo costituisce una delle esigenze pressanti di una civiltà avanzata. Se esistesse una civiltà aliena avanzata capace di intraprendere viaggi interstellari probabilmente ci avrebbe già raggiunto, non tanto per i messaggi radio interstellari inviati tramite METI, ma principalmente per i segnali radar provenienti dai radiotelescopi terrestri (potenza 100 volte superiore). La rapida individuazione di oggetti spaziali pericolosi è resa possibile solo da questi radar. La NEO78Radar Research e il METI utilizzano gli stessi telescopi. Il METI equivale a una trasmissione radar “senza indirizzo”. I critici del METI non conoscono l’astronomia e non si rendono conto delle dimensioni dell'Universo. Nel 1971 Nicholas Kardashev ha sostenuto che la ricerca di vita intelligente nel cosmo è un requisito vitale per una società avanzata. Oltre che dal paradosso del SETI (inclinazione delle civiltà a ricevere e ma non a dare), il Grande Silenzio potrebbe essere giustificato dai timori di invasione aliena diffusi dalla fantascienza e dagli scienziati a capo del SETI. Sebastian von Hoerner ha indicato nell’apatia e nella perdita di interesse le possibili cause di estinzione delle civiltà avanzate. Senza poter inviare messaggi la terra e i suoi abitanti vivrebbero in stato di isolamento forzato: “le civiltà, che sono costrette a nascondersi e a tremare a causa di paure improbabili, sono condannate all'estinzione”. Sospendere le trasmissioni dalla terra significherebbe perciò essere impotenti di fronte al pericolo asteroidi ed esporre l’umanità al rischio di estinzione. 77 The rationale for METI, Alexander L. Zaitsev, IRE, Russia, 2010. 78 Near-Earth Object Observation. 47 Hawking, Billingam e Benford Nel 2010 il fisico Stephen Hawking ha dichiarato che la trasmissione di messaggi nello spazio potrebbe esporci al rischio di contatto con una civiltà aliena più antica, dotata di potenza illimitata. Allo stato attuale non abbiamo alcuna prova della natura benevola o ostile dell’intelligenza extraterrestre, ma sappiamo che essendo la nostra civiltà molto giovane (la vita sulla terra è comparsa 4,4 miliardi di anni fa), è statisticamente probabile che nell’universo (comparso 13,82 miliardi di anni fa) ci siano civiltà molto più vecchie e avanzate. Secondo Hawking una civiltà avanzata potrebbe considerare l’umanità come un parassita79 e nell’ipotesi migliore ci tratterebbe come Cristoforo Colombo con i nativi americani caraibici. Sulla terra gli incontri tra civiltà tecnologicamente avanzate e civiltà arretrate si sono sempre conclusi in modo disastroso per le seconde. L’universo potrebbe brulicare di nomadi alieni in cerca di terre vergini da colonizzare dopo che, per raggiungere un elevato livello tecnologico, hanno distrutto il proprio pianeta. Analoghe preoccupazioni sono state espresse da altri scienziati di rilievo, come l’ex direttore del Royal Observatory di Greenwich Marek Kukula e il direttore dell'Agenzia Spaziale Europea Malcolm Fridlund. In linea con la denuncia di Hawking J. Billingham80 e J. Benford81 nel 2011 hanno chiesto la sospensione delle attività METI e la realizzazione di una serie di incontri internazionali presieduti da esperti di varie discipline82, per decidere se e come proseguire. 79 «Avrebbero per noi lo stesso interesse che noi abbiamo per i batteri, e se ci andasse bene ci tratterebbero come Cristoforo Colombo trattò gli indigeni che incontrò nel nuovo mondo» in Ignoriamo i segnali degli alieni. Ci tratterebbero come Colombo con gli indiani, AGI, 2010.La dichiarazione si trova nella prima puntata (“Aliens”) della miniserie “Into the Universe with Stephen Hawking” curata da Hawking per Discovery Channel. Nel 2016 è stata ripresa nel documentario televisivo “Steven Hawking’s Favorite Places” mandato in onda in Inghilterra da Curiosity Stream. 80 James Billingham è il redattore, insieme a Heyns, del “Primo Protocollo” SETI (1989). 81 Costs and difficulties of large-scale “messaging”, and the need for International debate on potential risks, John Billingham, James Benford, 2010. 82 Scienza e ingegneria dei radiofari, probabilità di rilevamento, prospettive del SETI passivo, studio di analoghi storici, analisi del rischio, diritto, educazione e media. 48 All’indomani dell'aiuto dato da Hawking al lancio dei programmi Breakthrough Listen e Breakthrough Message (luglio 2019), S. Dick, ha fatto notare che si potrebbe concludere che il desiderio di conoscere gli ET è più forte della paura nei loro confronti. Il manifesto di Berkeley Nel 2015 ventotto scienziati e personalità del mondo della ricerca astronautica, tra cui molti aderenti al SETI Institute, hanno deciso di prendere posizione sull’argomento in seguito alla mole di progetti METI commerciali e accademici83 preannunciati. Il documento è stato pubblicato dalla prestigiosa Università di Berkeley, impegnata in diversi progetti SETI (Seti@home, SERENDIP, Pulse) e più recentemente nel progetto Breakthrough Listen. Le implicazioni e i pesanti rischi sottesi all’invio di messaggi interstellari rendono indispensabile sottoporre ogni progetto METI al consenso mondiale e ad un ampio dibattito. Pochi individui con accesso a potenti apparecchiature di comunicazione non possono arrogarsi il diritto di decidere. I firmatari intendono far notare che: § al momento non possiamo sapere se le intenzioni delle ETI siano benevole o ostili e quale sia il loro livello di sviluppo; § dato che l’umanità è entrata nel campo delle comunicazioni interstellari solo di recente, è lecito supporre che altre civiltà cosmiche siano milioni di anni più avanti di noi; § il SETI è nato da poco e gli scienziati sono ben lontani dal completare la ricerca di segnali radio. Dal momento che l’umanità sta muovendo i suoi primi passi, è prudente ascoltare prima di gridare; § aldilà delle emissioni involontarie e della presenza di rifiuti umani nello spazio, l’invio di segnali tramite grandi telescopi amplifica enormemente 83 Il comunicato è reperibile al seguente link: https://setiathome.berkeley.edu/meti_statement_0.html 49 le possibilità di rilevamento dei nostri messaggi da parte di un’intelligenza extraterrestre; § per studiare la trasmissione di messaggi non è necessario né fare uso di potenti segnali elettromagnetici, né sviluppare tecniche finalizzate ad effettuare una futura risposta interstellare; § gli oppositori del METI confonderebbero il pubblico e metterebbero a repentaglio, in buona fede, i finanziamenti alla ricerca della vita extraterrestre. Intentionally signaling other civilizations in the Milky Way Galaxy raises concerns from all the people of Earth, about both the message and the consequences of contact. A worldwide scientific, political and humanitarian discussion must occur before any message is sent. Prendendo spunto dal manifesto di Berkeley l’astronomo S. Dick84 ha cercato di confutare alla radice le critiche poste dagli oppositori del METI. Rinunciare al METI, che condivide con il SETI passivo e l’astrobiologia lo stesso spirito di ricerca della vita, significherebbe isolare l’umanità dall’universo di cui è parte integrante. La mancanza di informazioni sull’esistenza e sulla natura benevola o ostile degli alieni non è una valida ragione per soffocare la curiosità umana. Se tutte le ETI seguissero la regola di ascoltare senza gridare e non allestissero programmi METI, il SETI sarebbe inutile. Le obiezioni rivolte contro il METI basate sulle analogie con l’operato dei Conquistatores celano la paura dell’ignoto e non tengono conto di analoghi positivi come l’opera di proselitismo dei Gesuiti. In generale chi si oppone al METI sembra subire l’influenza della fantascienza che punta sul conflitto e la drammaticità per attrarre il pubblico. Durante un simposio della NASA successivo all’incidente del Columbia Space Shuttle, molti esploratori, tra cui alpinisti e astronauti, hanno sostenuto che la 84 Should We Message ET?, Steven J. Dick, Trustee, METI International, ultima consultazione 27/12/2020 50 prima priorità del settore, dopo aver preso tutte le precauzioni necessarie, è la partenza. Per risolvere il mistero della vita l’umanità non può nascondersi. 51 4. La minaccia invisibile nell’immaginario collettivo TAG: ATTACCO TERRORISTICO, COMUNICAZIONE, CONTAMINAZIONE, COOPERAZIONE INTERNAZIONALE, IMPATTO SOCIALE, IPOTESI VAN NEUMANN, EVOLUZIONE CONVERGENTE, LINGUAGGIO, MILITARIZZAZIONE, PANDEMIA, PANSPERMIA, PRIMO CONTATTO, REALPOLITIK, RUOLO DEGLI SCIENZIATI, SCIENZA E FEDE Il contatto con l’intelligenza extraterrestre è uno dei principali topic della fantascienza sin dai suoi albori. I classici letterari e cinematografici del settore hanno ampiamente esplorato la tematica proponendo un’impressionante varietà di scenari. Se da un lato la fantascienza ha il merito di avere contribuito all'alfabetizzazione astronautica del pubblico dei paesi sviluppati, dall’altro ha contribuito, direttamente o indirettamente, a diffondere lo stereotipo dell’intelligenza extraterrestre ostile e malvagia. Il dato è particolarmente evidente nella cinematografia americana del secondo dopoguerra dove, ad esempio, si afferma la figura dello zombie, creatura dell’inconscio a cavallo tra mondo visibile e invisibile, che associa le ETI all’oltretomba. Un secolo e mezzo dopo Viaggio nella luna di Georges Méliès, l’esigenza di sbancare il botteghino porta i produttori a privilegiare trame impattanti e drammatiche, dove è subito chiaro con chi schierarsi. Nel contempo la tendenza dei registi a caricare i film di significati politici più o meno velati amplifica la drammaticità. Dalla fine del Novecento, dopo l’inizio dell’era spaziale e l’avvio dei programmi SETI, arrivano al cinema pellicole più sobrie e realistiche, capaci di veicolare agli spettatori nuove teorie scientifiche e intramontabili riflessioni filosofiche. È significativo che queste produzioni siano il frutto della collaborazione tra registi e autori-scienziati come nel caso di Contact. 52 Mentre nello scenario colonialista della Guerra dei Mondi il contatto con l’intelligenza aliena è impossibile (i Marziani non hanno alcun interesse a comunicare con l’umanità) e catastrofico (la loro cecità morale li rende simili ai virus e batteri che li sconfiggeranno), ma permane una prospettiva di speranza da parte umana, in The Andromeda Strain e Io sono leggenda l’idea del contatto è esclusa a priori dalla natura fisica del nemico. Dove invece la comunicazione sembra essere possibile per via scientifica (Contact) o per via culturale (Arrival), lo scenario cambia e le intelligenze aliene si manifestano come entità dotate di intelletto (Contact e Arrival) o benevole (Arrival). La Guerra dei Mondi (1953) Regia: Byron Haskin. In apertura una voce narrante racconta che i Marziani, dopo avere devastato il loro pianeta, hanno deciso di stabilirsi sulla Terra per sfruttare le nostre risorse. In un giorno estivo dei primi anni ‘50 un oggetto infuocato, simile a una meteora, cade nella campagna intorno alla cittadina di Linda Rosa in California meridionale. Il giorno seguente Clayton Forrester, uno scienziato veterano del Progetto Manhattan85, si reca sul posto e, oltre a fare la conoscenza della professoressa Sylvia Van Buren e di suo zio, il pastore Collins, appura che lo strano meteorite è leggermente radioattivo e rovente. Durante la notte un braccio meccanico dotato di occhio fuoriesce dal meteorite, incenerisce i tre uomini posti a sua guardia e colpisce la centrale elettrica causando un blackout. Allertati dalla vista di un incendio nel bosco, lo scienziato, lo sceriffo e un poliziotto accorrono sul posto: mentre il poliziotto ha la peggio, Forrester e lo sceriffo riescono a scamparla e assistono all’arrivo di un altro pseudo meteorite. L’indomani l’esercito americano si accampa fuori dal cratere scavato dai meteoriti e, dopo il lancio aereo di un bengala, viene attaccato 85 Programma di ricerca e sviluppo in ambito militare che portò alla realizzazione delle prime bombe atomiche durante la Seconda guerra mondiale. 53 da tre navicelle da guerra marziane. Prima dello scatenarsi della “guerra dei due mondi”, il pastore Collins viene brutalmente freddato mentre recita versetti di pace tratti dalla Bibbia. Appurato che le navicelle marziane sono dotate di uno scudo indistruttibile, ai sopravvissuti non resta che fuggire. Mentre la notizia della strage arriva al Pentagono, Forrester e Silvya si rifugiano in una fattoria abbandonata nei pressi di Corona86 dove, purtroppo, vengono raggiunti da una navicella. Nel corso di due occasioni di scontro con i Marziani, Forrester riesce a raccogliere un campione di sangue alieno e un pezzo di cavo ottico. Sperando di poter ricavare informazioni utili ad abbattere il nemico, lo scienziato e la compagna si recano al Laboratorio Tecnologico di Los Angeles. I campioni fanno supporre che i Marziani, in ossequio alla teoria dell’evoluzione convergente, siano dotati di vista e fisicità. Successivamente la situazione precipita: nemmeno la bomba atomica lanciata su Los Angeles riesce a scalfire la potenza di fuoco aliena e il furgone con l’apparecchiatura tecnica che avrebbe permesso di raccogliere elementi utili contro i Marziani viene travolto da un gruppo di sfollati. Forrester, ormai disperato, prende a vagare per la città in macerie finché una chiesa attrae la sua attenzione e decide di entrare. Mentre l’edificio sta per crollare lo scienziato ritrova Sylvia tra i fedeli ed entrambi escono illesi dal disastro. Fuori intanto si sta compiendo un altro miracolo: le navicelle nemiche precipitano al suolo e i marziani muoiono lentamente sopraffatti da virus e batteri a cui l'umanità è immune. Il film è ricco di argomenti impliciti riferiti all’attualità sociopolitica degli anni ‘50: un rimando alla situazione politica alla fine della Seconda guerra mondiale e ai bombardamenti U.S.A. in Nord Corea; l’importanza della religione che porta conforto a chi soffre (il pastore Collins va incontro alla morte con serenità); la critica verso l’uso delle armi atomiche e in particolare verso i bombardamenti di Hiroshima e Nagasaki; il ruolo ambivalente e provvidenziale di virus e batteri, ovvero il nemico, che ci invita a cogliere la 86 Corona è una cittadina del New Messico a circa 121 Km da Roswell. 54 realtà in tutte le sue sfaccettature, senza inutili contrapposizioni (possibile rimando alla Guerra Fredda). La trama della pellicola è ispirata all’omonimo libro di Herbert George Wells pubblicato da Pearson’s Magazine nel 1897. Le tematiche dell’invasione marziana e della prevalenza del più forte riflettono l’interesse dell’autore per l’evoluzionismo e l’etica darwinista sociale. Nel testo i Marziani vengono accostati ai fautori del colonialismo europeo che cercarono di governare con la forza i paesi conquistati. Nel 1938 l’americano Orson Wells traspose il contenuto del libro in uno sceneggiato radiofonico mandato in onda dalla CBS e ambientato in New Jersey. Nonostante la radio avesse avvertito gli ascoltatori che si trattava di una finzione, molte persone credettero che stesse davvero avvenendo uno sbarco alieno e andarono nel panico. Nel 2005 il regista Spielberg ha tentato un riadattamento cinematografico del libro, ma l’operazione non ha convinto la critica: in primo luogo per il fatto che la guerra tra Marziani e terrestri è messa in secondo piano e fa da contorno al ricongiungimento dei membri della famiglia del protagonista; in secondo luogo per la mancanza della prospettiva altruista invece messa in rilievo nella pellicola del 1953. Giudizi positivi sono stati espressi per gli effetti speciali e l’uso frequente del primo piano allo scopo di esaltare i sentimenti di paura e angoscia degli attori. Contact (1997) Regia: Robert Zemeckis. La protagonista della storia è Ellie Arroway, una promettente e appassionata astronoma impegnata nei programmi di ricerca SETI87. Il film inizia con un flashback sulla sua infanzia. Dopo la morte della madre, Ellie viene cresciuta dall'amato padre Ted che le trasmette la passione per i contatti radio e l'astronomia. Una tragica sera Ted ha un attacco di cuore improvviso e la 87 Il personaggio è ispirato all’astronoma Gill Tarter, ex direttrice del Centro di Ricerca SETI del SETI Institute di Mountain View. 55 bimba, che lo stava attendendo sul balcone con un telescopio, non riesce a soccorrerlo in tempo. Ellie vive questo evento come un grande ingiustizia e perde la fede in Dio. Il flashback si chiude e ritroviamo Ellie a Porto Rico, impegnata in un progetto di ricerca e ascolto di segnali extraterrestri presso il famoso Osservatorio di Arecibo. Poco dopo il suo arrivo la donna conosce il pastore evangelico Joss Palmer, che mette in dubbio la sua totale mancanza di fede. I due si attraggono, ma Ellie ha paura di legarsi affettivamente a un uomo. Venuti meno i finanziamenti al progetto di ricerca iniziato ad Arecibo, Ellie e il suo team si trasferiscono in New Mexico dove il misterioso magnate S. R. Hadden, decide di rifinanziare il progetto SETI. Quando la mancanza di esiti sembrerebbe nuovamente pregiudicare la ricerca, i radiotelescopi intercettano un segnale proveniente da Vega, la stella più brillante della Costellazione della Lira. Dopo la decodifica del primo messaggio, che contiene una sequenza di numeri primi allo scopo di dimostrarne l'artificialità, giunge un secondo messaggio più complesso: nella parte superficiale sono presenti degli spezzoni video tratti dal discorso di inaugurazione delle Olimpiadi del 1936 tenuto da Hitler (prima trasmissione televisiva umana di una certa potenza); nella parte interna ci sono le indicazioni per ricostruire una serie di pagine tridimensionali, decifrate con l'aiuto di Hadden, che contengono le istruzioni per costruire una navicella interstellare. Le implicazioni della scoperta sono così grandi che governo ed esercito statunitense prendono in mano la gestione del progetto e avviano la costruzione della navicella interstellare. Ellie ottiene la supervisione scientifica dei lavori ma, nonostante il suo contributo si riveli determinante, non viene scelta come astronauta perché giudicata non sufficientemente rappresentativa del popolo americano in quanto atea. Al suo posto ci sarà David Drumlin, il superiore che ha tentato di accaparrarsi i meriti della scoperta. La commissione che aveva giudicato Ellie non idonea era composta dal reverendo Stone. 56 Arrivato il giorno del lancio della navicella mentre Drumlin sta ultimando le ultime manovre, Ellie si accorge che tra il personale di supporto sul mezzo c'è anche un estremista religioso che l'aveva minacciata. Il fanatico innesca una bomba e per Drumlin e la navicella è la fine. Grazie ad Hadden, che ora vive su una stazione spaziale sovietica per cercare di frenare gli effetti del cancro, Ellie ha un'altra occasione. La donna infatti viene scelta come astronauta del progetto gemello a quello andato distrutto. I finanziatori esterni si erano tutelati costruendo una seconda navicella in Giappone. Questa volta tutto fila liscio ed Ellie, che nel frattempo si è riavvicinata a Joss Stone, può finalmente partire. Una volta acceso lo strumento supera i tunnel spazio-temporali e approda su un pianeta in cui la accoglie un extraterrestre che ha le sembianze di suo padre. Il posto è paradisiaco: c'è una vasta distesa oceanica e nel cielo si vedono più satelliti. La spiaggia su cui si trova riproduce nei dettagli la sua visione onirica fanciullesca della spiaggia di Pensacola. Gli extraterrestri spiegano alla donna che la tecnologia per la costruzione della navicella è stata tramandata loro da una civiltà che sperano ritorni a manifestarsi un giorno. Dopo 18 ore Ellie si risveglia sulla Terra e scopre che secondo la strumentazione tecnica della base di lancio non c'è stato alcun viaggio. La scienziata ribadisce con forza la sua esperienza di contatto e, mentre la gente comune è al suo fianco, i membri della commissione governativa istituita per accertare le ragioni e le responsabilità del fallimento della missione la accusano di essere un’imbrogliona e la umiliano. In mancanza di prove tangibili, la verità di Ellie può essere accolta solo con un atto di fede. Quando la sua carriera sembra ormai finita, arriva il colpo di scena: il capo della Commissione di indagine scopre che la registrazione della telecamera indossata da Ellie durante la missione, seppur priva di immagini, dura 18 ore. La Casa Bianca fa calare il segreto sulla vicenda e decide di continuare a finanziare le ricerche SETI di Ellie, che terrà per sé la splendida esperienza aliena. 57 Il film divulga al grande pubblico alcuni temi e interessi della ricerca SETI: la forte speranza del mondo scientifico di provare che la vita è diffusa in altri luoghi dell'universo; i benefici scientifici e tecnologici che l'umanità potrebbe trarre dal confronto e dallo scambio con l’intelligenza extraterrestre; la necessità di includere nella riflessione sull’esistenza della vita aliena anche il punto di vista delle religioni. Il tema e le caratteristiche del messaggio extraterrestre inseriti nel film sono ripresi dall'omonimo romanzo del 1985 di Carl Sagan, che, insieme alla moglie Ann Druyan, ha contribuito alla stesura della sceneggiatura. Purtroppo Sagan morì prima che il film fosse proiettato nelle sale. Mentre le modalità di trasmissione del segnale e quelle di codifica del messaggio (basate sull’idea dell’universalità del linguaggio matematico come in Sagan) sono compatibili con le conoscenze scientifiche del 1997, la pellicola presenta delle imprecisioni: nel 1997 Vega era una stella in formazione pertanto non poteva ospitare una civiltà; le coordinate astronomiche di Vega sono errate; allo stato attuale ci sono circa 100 miliardi di galassie con 100 miliardi di stelle nello spazio visibile88; i ponti di EinsteinRosen (o wormhole89) sono previsti solo per tunnel instabili della gorandezza di un atomo. Arrival (2016) Regia: Denis Villeneuve. Il film si apre con un flashforward: il racconto della vita di Hannah, figlia della linguista di fama internazionale Louise Banks, morta di neoplasia a soli 12 anni. 88 Durante il primo incontro con Joss, Ellie dice che ci sono 400 miliardi di stelle. 89 La teoria prevede l’esistenza di una quarta dimensione. Il termine wormhole deriva dall’esempio del verme che per accorciare le distanze tra un estremo e l’altro della mela decide di bucarla e attraversarla. I cunicoli spazio-temporali sono caratterizzati dall’assenza di gravità. 58 Subito dopo si torna al presente. La lezione che Louise sta tenendo in facoltà viene interrotta da una clamorosa notizia: sulla Terra sono atterrate 12 astronavi aliene soprannominate “gusci”. Louise viene convocata dall’esercito per coordinare un team di esperti incaricati di stabilire una forma di comunicazione con gli alieni atterrati in Montana. I militari vogliono sapere lo scopo della visita e la provenienza degli ospiti. Tra gli scienziati che lavorano a fianco di Louise c’è il fisico teorico Ian Donnelly, suo futuro marito e padre di Hannah. Louise e Ian hanno un primo contatto sul guscio con due gentili rappresentanti della civiltà eptapode, che vengono soprannominati "Tom e Jerry". Riflettendo su quanto appreso Louise si rende conto che non sarà possibile instaurare una forma di comunicazione basata su un linguaggio convenzionale: gli eptapodi possiedono una lingua basata su segni circolari palindromi riprodotti visivamente con l'uso di un gas che fuoriesce dai loro piedi. La linguista inizia perciò a decifrare più simboli possibili per creare un alfabeto e, in corso d’opera, si accorge di essere soggetta a strane visioni che riguardano il suo futuro con la figlia Hannah, verosimilmente indotte dal contatto con gli eptapodi. Il fatto la spinge a credere di avere trovato una conferma della teoria di Sapir-Whorf, secondo cui il linguaggio è in grado di programmare e cambiare la mente umana slegando l’uomo dai limiti temporali. Mentre gli scienziati sono al lavoro per risolvere gli enigmi della comunicazione, i mezzi di informazione non si fanno scrupoli: presentano gli alieni come certamente ostili e pericolosi, terrorizzano l’opinione pubblica e incitano la politica ad agire. Alcuni militari fanatici allestiscono così un attentato contro il guscio nel Montana in occasione di un incontro: Louise e Ian si salvano grazie all’intervento di un eptapode che li spinge fuori dalla nave appena in tempo. Analizzando l’immagine con un centinaio di simboli mostrata loro prima dell’esplosione, Louise e Ian comprendono che si tratta di messaggio diviso tra le 12 navi aliene: gli eptapodi desiderano che l’umanità cooperi in un gioco a somma zero per risolvere il quesito. 59 Il successivo incontro sembra fatto apposta per evidenziare il problema dell'ambiguità del linguaggio: Louise chiede agli alieni per quale motivo siano giunti sulla Terra e la loro risposta “offrire arma” viene fraintesa da alcune nazioni, tra cui la Cina, che abbandonano il tavolo di lavoro delle Nazioni Unite. Il rischio di una guerra è più che mai reale, ma Louise ha una nuova premonizione che le indica la strada da seguire per evitare il conflitto. Così, mentre l’accampamento militare nei pressi del guscio del Montana sta per essere evacuato, la linguista sottrae un cellulare militare e contatta il capo dell’esercito cinese, generale Shang, ricordandogli in lingua mandarina le parole proferite dalla moglie in punto di morte. Louise aveva capito che l’arma offerta in dono agli umani dagli eptapodi era la loro lingua. Il film si chiude con un ultimo flashforward: Louise rivede il suo matrimonio, la nascita della figlia Hannah e il divorzio da Ian, che non ha accettato la sua scelta di far nascere la bimba pur sapendo che sarebbe morta presto, e conferma di avere fatto la cosa giusta. Il libro da cui è tratto il film è Storia della tua vita di Ted Chiang del 2002. Il tema principale delle due opere, che condividono la trama, è la difficoltà di comunicare, conoscere e apprendere una lingua diversa dalla propria, soprattutto se comporta l’adozione di un altro alfabeto. Una comunicazione scorretta può infatti plasmare la realtà circostante in senso negativo. Altro aspetto interessante è la questione della percezione umana del tempo. Sono davvero possibili le premonizioni? Nel film l’ambivalente natura dell’incontro tra intelligenze aliene, tanto emozionante quanto spaventoso, viene volutamente esaltata dal regista con riprese e scene piene di pathos. The Andromeda Strain (1971) Regia: Robert Wise. La prima scena del film è ambientata in una piccola cittadina del Nuovo Messico nei pressi Roswell: due militari impegnati nel recupero di un satellite 60 rientrato dallo spazio interrompono improvvisamente le comunicazioni con la base radio e scompaiono. L’esercito attiva immediatamente la procedura di emergenza e un velivolo mandato in ricognizione scopre che gli abitanti del paese sono tutti morti. Il chirurgo ed ematologo Jeremy Stone, i dottori Mark Hall e Charles Dutton e la dottoressa Ruth Leavitt vengono prelevati dall’esercito e portati presso i laboratori di una base militare segreta nel deserto del Nevada. I quattro costituiscono un’equipe di indagine. I dottori Stone e Hall, muniti degli opportuni dispositivi di protezione individuale previsti in caso di rischio biologico, vengono calati da un elicottero sulla cittadina della strage e, dopo avere scoperto che il satellite era stato aperto dal medico locale, trovano un neonato e un anziano ancora in vita. L’indagine in situ e le analisi condotte sui sopravvissuti, in isolamento presso la base segreta, chiariscono la dinamica dei fatti: gli abitanti del villaggio sono stati uccisi da un misterioso virus alieno trasportato sulla Terra dal satellite militare (contaminazione esterna). Il virus, denominato Andromeda, causa l’immediata coagulazione del sangue degli infetti, si trasmette per via aerea, ha un alto indice di contagio, un elevato tasso di letalità e si auto replica a una velocità vertiginosa (ipotesi panspermica e scenario di colonizzazione). Al contrario dei virus terrestri Andromeda non possiede un capside contenente DNA o RNA ed è in grado di trasformare la materia direttamente in energia. In occasione del primo incontro dell’equipe il dottor Stone aveva consegnato al dottor Hall la chiave per fermare il processo di autodistruzione della base in caso di avvenuta contaminazione. Purtroppo, a causa di alcune distrazioni avvenute in laboratorio e fuori90, la situazione precipita. Una forma mutata e non più letale del virus invade l’ala del laboratorio dove è custodita e fa innescare la procedura di autodistruzione della base militare. Per gli scienziati e per il pianeta sembra giunta la fine, ma il dottor Hall non si dà per vinto e riflettendo sui referti clinici dei sopravvissuti comprende che Andromeda riesce a vivere solo in ristrette condizioni di Ph. Hall ingaggia una disperata e 90 La dottoressa Leavitt, sotto stress e malata di epilessia, non si accorge che il virus cresce in certe condizioni ambientali; nessuno si accorge che nel paese contagiato il virus è mutato e tende a disgregare i polimeri plastici. 61 rocambolesca corsa contro il tempo e, seppur ferito, riesce a bloccare il processo di autodistruzione. Il virus, dopo essere fuoriuscito dalla base, cola a picco nell’oceano per effetto delle correnti atmosferiche e delle precipitazioni artificiali e qui finalmente soccombe. Ad ucciderlo è stata una conseguenza dell’inquinamento umano: l’acidificazione degli oceani. La pellicola è tratta fedelmente dall’omonimo romanzo di Michael Crichton pubblicato nel 1969. Lo scenario prospettato, fatta eccezione per la capacità del virus di trasformare la materia in energia, è piuttosto realistico. Nel 2008 i fratelli Ridley e Tony Scott hanno prodotto una miniserie di due puntate valorizzando la trama del romanzo con sorprendenti effetti speciali. Io sono leggenda (2007) Regia: Francis Lawrence. Il film è ambientato in un apocalittico 2012, il protagonista è il virologo militare Robert Neville, tra i pochissimi immuni (1%) ad una pandemia causata dalla mutazione genetica del morbillo. Il virus ha ucciso gran parte degli umani e ha trasformato i restanti in zombie che, come i vampiri, vengono inceneriti dai raggi ultravioletti. Dopo la tragica morte della moglie e della figlia, Neville vive barricato in casa con il cane Samantha (unico ricordo della sua famiglia) e nei sotterranei dell'edificio lavora a un vaccino per salvare l’umanità dall’estinzione. Ogni giorno Neville si reca nel centro di New York: contende la selvaggina alle fiere, preleva dai negozi dischi, libri, viveri e invia messaggi radio ai sopravvissuti segnalando la sua posizione e chiedendo aiuto. Un giorno durante una battuta di caccia, Sam entra in un palazzo buio e Neville per recuperarla viene individuato dagli zombie. Alla fine i due riescono a cavarsela catturando anche una donna zombie su cui testare il vaccino. Il giorno dopo però Neville cade in un tranello, si ferisce in modo significativo e assiste all’aggressione di Sam da parte di tre cani zombie che la infettano. Giunti a casa il vaccino si rivela inefficace. A Neville non resta che sopprime il 62 cane e dar sfogo alla sua rabbia: al tramonto del sole prende l’auto e si dirige in città con l’intenzione di investire il maggior numero di zombie possibile. L’azione suicida è impedita dal provvidenziale intervento di una donna di origini brasiliane, Anna, che insieme a suo figlio Ethan, si sta recando in Vermont per unirsi a una colonia di sopravvissuti. I due, che sono gli unici superstiti di una nave ospedaliera della Croce Rossa, salvano Neville assediato dagli infetti. Tornati a casa, Neville manifesta degli atteggiamenti paranoidi spaventando gli ospiti. Mentre tra lui e Anna è in corso una discussione sulla fede (la donna è convinta di essere in diretto contatto con Dio), un gruppo di zombie assalta la casa. I tre umani scappano in laboratorio dove scoprono che la zombie sta guarendo. Robert allora preleva un campione di sangue e lo consegna ad Anna invitandola a fuggire attraverso un cunicolo. Poco dopo il protagonista si suicida facendosi esplodere insieme agli zombie. Il suo nome diventa leggenda perché, grazie al vaccino, portato da Anna in Vermont, l’umanità riesce a sopravvivere. Inizialmente il regista aveva previsto un altro finale aperto alla possibilità che negli zombie potessero persistere aspetti umani: portati in laboratorio Anna e Ethan, Robert si accorge che il capo degli zombie tenta di comunicare disegnando sul vetro la farfalla al collo della zombie cavia. Il contatto induce Robert a uscire dallo spazio protetto per interrompere il processo di guarigione della zombie e riconsegnarla agli infetti, che, inaspettatamente, se ne vanno lasciando tutti in vita. Il tema centrale della pellicola è quello della pandemia virale: pochi immuni sono fuggiti dalle rovine del mondo civilizzato infestate da mostri, per rifugiarsi in segrete e ristrette colonie. Altro aspetto correlato è la condizione psicologica dei sopravvissuti: il protagonista manifesta atteggiamenti paranoici verso Anna e suo figlio Ethan perché non è più abituato a comunicare e interagire con gli umani. Il film è tratto dall’omonimo romanzo di Richard Matheson (1954), a sua volta ispirato a Dracula di T. Browning. Le differenze tra le due opere sono 63 significative. Nel libro infatti il protagonista è un civile alcolizzato e fumatore ed è davvero l’ultimo uomo rimasto sulla Terra; il teatro degli eventi è Los Angeles; Sam è una trovatella; Neville di giorno va a caccia di vampiri per ucciderli mentre dormono; gli infetti che mettono a morte il protagonista hanno tratti sociali più sviluppati e progettano di costruire una nuova società; Neville si suicida ingerendo una pillola e diventa leggenda nel mondo dei vampiri per il suo ruolo di sterminatore. 64 5. Aspetti etici e filosofici TAG: CIVILIZZAZIONE, COOPERAZIONE INTERNAZIONALE, DIBATTITO SETI E METI, INFORMAZIONE, REALPOLITIK, RICERCA, MILITARIZZAZIONE, PANDEMIA, RUOLO DEGLI SCIENZIATI, SEGRETEZZA, UNIVERSALISMO Il dibattito su METI e libertà di ricerca Per decenni la comunità scientifica ha dibattuto sull’eticità del METI. Il confronto si è concentrato intorno alle ipotesi sulla natura benevola o ostile dell’intelligenza extraterrestre. Il problema centrale della questione verte sulla possibilità che l’invio intenzionale di segnali nello spazio possa esporre il genere umano al rischio di essere spazzato via da una civiltà extraterrestre tecnologicamente più avanzata della nostra. Il SETI passivo è invece stato considerato come poco o per nulla pericoloso perché si ipotizza che il possibile shock culturale derivato da un contatto indiretto sarebbe riassorbito dalla popolazione mondiale nel giro di qualche giorno. I critici del METI, tra cui, come visto nel capitolo 3, spiccano scienziati di primo piano, sostengono che per evitare il rischio di esporre l’intera umanità ad una catastrofe, non dovremmo inviare o rispondere a messaggi interstellari. I loro argomenti si basano su queste considerazioni: 1. la storia e l'esperienza umana suggeriscono che, quando una civiltà tecnologicamente più avanzata entra in contatto con una società meno avanzata, la seconda è destinata all’estinzione per assorbimento o annientamento; 2. il contatto con una civiltà aliena potrebbe avere un impatto profondo, forse dirompente, religioso, culturale e di altro tipo sulle società umane; 65 3. il METI riferito a esseri senzienti non è mai etico perché non rispetta i criteri di proporzionalità, giustizia e consenso informato91. I sostenitori del METI rispondono che è troppo tardi per nascondersi perché gli extraterrestri potrebbero già essere consapevoli della nostra esistenza visto che: 1. da più di mezzo secolo la terra emette nello spazio segnali radio92 volontari (radar militari) e involontari (radio, TV); 2. alcune sonde come "New Horizon" della NASA sono state inviate al di là della nostra galassia; 3. le vaste distanze interstellari e i limiti fisici imposti dalla velocità della luce, rendono ardua la possibilità che una civiltà aliena intercetti i nostri segnali (es.: il messaggio inviato da Arecibo raggiungerà M13 a distanza di 25.000 anni dall’invio): 4. gli scenari di contatto più catastrofici che prevedono l’annientamento preventivo dell’umanità da parte degli alieni non trovano analogie nella storia umana e sono contraddetti dagli esiti della Guerra Fredda93. Nel 2014 A. Korbitz94 ha applicato le intuizioni della comunicazione e della percezione del rischio95 al dibattito politico sul SETI/METI per favorire una migliore comprensione delle posizioni reciproche e aiutare chi pratica il METI a comunicare efficacemente con gli altri scienziati, il pubblico, i media, i politici. In ragione dell’attuale vuoto di conoscenze sull’esistenza di altre forme di vita e alla luce del principio di precauzione, non abbiamo ragione di credere che 91 Active SETI and the Problem of Research Ethics, John W. Traphagan, 2018. 92 Le onde radio sono onde elettromagnetiche che si propagano alla velocità della luce. MAD with aliens? Interstellar deterrence and its implications, Janne M. Korhonen, 2013. 93 94 Toward understanding the active SETI debate: Insights from risk communication and perception, Adam Korbitz, 2014. 95 La comunicazione del rischio è approccio scientifico per la gestione della comunicazione tra individui, gruppi e istituzioni in contesti di forte stress, preoccupazione e controversia. Negli ultimi 40 le sue tecniche sono state utilizzate per affrontare minacce potenziali o percepite ai beni comuni (centrali energetiche, vaccini, radon, ecc.) sottoponendole all’analisi dei rischi e dei benefici. 66 il METI sia rischioso. La sorprendente sicurezza argomentativa manifestata dai suoi sostenitori e detrattori ci indica che anche gli esperti in caso di mancanza di dati si affidano all’intuizione e sono inclini al pregiudizio. Dietro all’accusa di pericolosità del METI si nascondono: § la tendenza umana al pregiudizio omissivo: non trasmettere (omettere) è più sicuro che trasmettere (affermare) e tutelare lo status quo; § l'avversione alla perdita: di fronte a un rischio sconosciuto anche se meno probabile le potenziali perdite vengono percepite come più rilevanti dei potenziali benefici; § la trascuratezza della probabilità o compressione: la frequenza dei rischi più drammatici e rari è sovrastimata (incidenti aerei), quella dei rischi banali più frequenti e sottostimata (incidenti stradali); § la predilezione umana ad essere meno tolleranti verso i rischi imposti contro la nostra volontà (amianto, residui di pesticidi) e più tolleranti verso i rischi scelti volontariamente (fumo di sigarette, guida, ecc.); § la tendenza a temere maggiormente i rischi che minacciano un gran numero di persone una sola volta (attentato terroristico) rispetto a quelli più frequenti e gravi che si distribuiscono nello spazio e nel tempo (influenza); § la tendenza a temere maggiormente i rischi che provocano dolore e quelli incerti. Effetti positivi del SETI Mentre le critiche al SETI, poggiano su supposizioni ipotetiche, è fattuale che impedire lo sviluppo di questo legittimo filone di ricerca intellettuale, scientifica e tecnologica provocherebbe un grave danno di conoscenza alle generazioni future96. Se l’umanità avesse sempre seguito questo precetto, oggi non esisterebbero né la scienza, né la tecnologia moderna. 96 Vedi anche We just beamed a signal at space aliens. Was that a bad idea?, Intervista a Seth Shostak. 67 Una ricerca di A. Tough97 ha individuato ed elencato ben sei effetti positivi prodotti dal SETI prima della scoperta degli extraterrestri. Il SETI ha: § esteso il campo di visione dell’umanità su sé stessa; § favorito l’analisi esterna (dal punto di vista alieno) delle debolezze dei sistemi sociali umani e dei nostri valori, delle nostre priorità e delle nostre leggi; § stimolato il pensiero e la discussione sui fondamenti della vita e della realtà anche a livello educativo; § attivato un circuito di spin-off nel campo della produzione scientifica e culturale con conseguenti ricadute positive in termini di posti di lavoro; § approfondito gli scenari e le conseguenze di un futuro contatto con gli ET. A questi fattori possiamo aggiungere il merito di avere promosso il gridware scientifico presso il largo pubblico grazie al progetto seti@home98. Il contatto come opportunità La scoperta di forme di vita intelligente su altri pianeti sarebbe uno dei più grandi eventi della storia dell’umanità e potrebbe avere importanti conseguenze sul nostro futuro. Secondo Neal99 il contatto con l’intelligenza aliena rappresenta una sfida chiave per l’umanità poiché potrebbe condurci a riconfigurare in modo imprevisto e positivo la concezione dell’uomo, del suo posto nell’universo e nella natura e l’importanza relativa dei rischi che affrontiamo. § Il nostro intero concetto di ecosistema dovrà essere ampliato e ripensato. § Le nostre teorie economiche e sociali e le nostre tecnologie da globali diverranno cosmiche o universali. 97 Positive consequences of SETI before detection, Allen Tough, Acta Astronautica, 1999. 98 How SETI has taken a worrisome turn into dangerous territory, David Brin, ultima consultazione 27/12/2020. 99 Preparing for extraterrestrial contact, Mark Neal, Macmillan Publishers, 2014. 68 § I nostri sistemi politici, sociali e culturali saranno riconfigurati alla luce di nuovi scenari di rischio che potrebbero prevedere anche l’estinzione umana. La scoperta di altri rami della vita potrebbe assestare un duro colpo alle vetuste posizioni antropocentriche che ancor oggi giustificano lo sfruttamento della natura. In attesa dell’evento gli scenari di contatto ostile ci permettono di sperimentare mentalmente la condizione di vittima e di ragionare sulle nefandezze perpetrate contro i nostri simili (schiavitù, colonizzazione) e contro gli altri animali (predazione, ipotesi zoo, estinzione). Sul fronte culturale l’inclusione delle scienze sociali nell’astrobiologia potrebbe rappresentare un primo passo verso la riunificazione dei saperi e una visione universalistica della conoscenza. Il cambio di paradigma potrebbe essere definitivamente innescato dall’individuazione di ulteriori universali cognitivi. È interessante notare che mentre sulla Terra la proprietà privata è considerata ormai da secoli uno standard inviolabile di civiltà e progresso, per lo spazio non valgono le stesse regole. La Luna è stata dichiarata bene comune dell’umanità. Dalla pratica del diritto spaziale internazionale, che è sostanzialmente improntato a una forma di universalismo “strategico”, potrebbe emergere una nuova visione delle relazioni tra stati tesa a valorizzare concretamente la cooperazione e la condivisione tra popoli. Il fatto che il SETI non persegua alcuno scopo economico egoistico di breve durata, come notato da John Marvin Bozman100, lo rende ricco di potenziale utopistico. 100 Searching for SETI: The Social Construction of Aliens and the Quest for a Technological Mytho, John Marvin Bozeman, 2015. 69 L’informazione Come sottolineato da J.Gertz101, non ci sono garanzie che il dovere di informare l'opinione pubblica, sancito dal Primo Protocollo SETI, venga rispettato dagli scienziati coinvolti in una scoperta aliena. Dal momento che le decisioni da prendere dopo il contatto sono di natura politica, gli scopritori potrebbero subordinare il rilascio di informazioni e dati al consenso dei servizi di sicurezza statali. Nel 1990 A. Tough102 riflettendo sull’opportunità di non comunicare la notizia della scoperta aveva individuato sette argomenti a favore del silenzio. La segretezza eviterebbe: 1. situazioni di panico tra la popolazione; 2. reazioni sconsiderate derivanti dall’impatto del contatto con le ETI su convinzioni religiose e culturali; 3. situazioni di imbarazzo; 4. la spinta competitiva individuale (scienziati) e nazionale (stati) per la gestione della comunicazione con le ETI; 5. una risposta prematura dannosa; 6. la lotta per accaparrarsi eventuali vantaggi commerciali o militari derivanti da scoperte scientifiche e tecnologiche aliene; 7. il rischio di annunciare un falso scenario positivo (argomento del cavallo di Troia). A distanza di 31 anni le problematiche elencate ai punti 4, 5, 6, prese in considerazione dai protocolli SETI, non sono state risolte da nessun intervento legislativo di carattere internazionale e nazionale. Tough aveva auspicato l’introduzione di un vero e proprio trattato per la condivisione immediata dei dati tra gli scienziati SETI di tutto il mondo e uno studio per limitare l’accesso alla posizione e al canale del segnale sospetto. Anche chi è favorevole ad informare subito l’opinione pubblica, come J. Gertz, ritiene che la comunicazione delle coordinate della comunicazione 101 Post-Detection SETI Protocols & METI: The Time Has Come To Regulate Them Both, John Gertz, 2017. 102 A critical examination of factors that might encourage secrecy, Allen Tough, 1990. 70 debba essere riservata all’ONU e agli astronomi direttamente coinvolti, al fine di impedire l’invio di risposte plurime e dissonanti. In previsione del contatto con gli extraterrestri J. Billingam ha esortato la comunità SETI e i media a mantenere un atteggiamento proattivo favorendo l’educazione del pubblico e promuovendo il dibattito. L’ordine dei giornalisti è stato invitato a commissionare uno studio sugli scenari possibili. Nelle settimane successive all’annuncio della scoperta è lecito supporre che i media non parleranno d’altro e il team o l’organizzazione degli scopritori sarà tempestata da una sempre maggiore richiesta di informazioni da dare in pasto all’opinione pubblica. Per questo è importante che gli scienziati, come nel romanzo Contact di C. Sagan, siano cauti e mostrino scetticismo sino al termine delle verifiche. D. Tarter103 ha raccomandato l'istituzione di un "Comitato internazionale per la verifica dei contatti e l'identificazione" che funga da punto di riferimento per il mondo massmediatico. Al netto delle differenze di percezione tra un rischio certo e incombente (pandemia) e un rischio incerto (benefici/danni scoperta extraterrestri), lo studio retrospettivo della gestione dell’informazione durante la pandemia di Covid-19 potrebbe evitare, soprattutto alle istituzioni nazionali e internazionali, clamorosi errori di comunicazione104. L’importanza della cooperazione internazionale Le riflessioni di Tough sullo scenario competitivo internazionale post-scoperta fanno da contraltare al tema della cooperazione internazionale ampiamente 103 Signal typology as a variable in interpretation and reporting of a SETI discovery, Paper presented to the International Space University, Toulouse, France, 1991. 104 Un esempio di ciò ci viene dall’Organizzazione Mondiale della Sanità che a fine marzo 2020, a causa della carenza di dispositivi di protezione individuale, fece circolare l’idea che le mascherine protettive servissero solo al personale sanitario e alle persone infette."There is no specific evidence to suggest that the wearing of masks by the mass population has any potential benefit. In fact, there's some evidence to suggest the opposite in the misuse of wearing a mask properly or fitting it properly," Dr. Mike Ryan, executive director of the WHO health emergencies”. Fonte: CNN, ultima consultazione 31/12/2020. 71 trattato dalla fiction e dagli studi sull’analisi del rischio di contatto alieno. Nella fiction la cooperazione si rivela un efficace strumento alternativo alla militarizzazione della società e a scenari conflittuali in cui prevalgono incomprensioni e fraintendimenti. Mentre i fautori della cooperazione provengono dalle fila degli scienziati, le teste calde provengono dall’esercito o dal mondo politico105. Le ricerche sull’analisi del rischio di contatto evidenziano in modo unanime la necessità di rafforzare la cooperazione internazionale nelle fasi di pre e post scoperta. Sia gli astrosociologi che gli astrobiologi suggeriscono di istituire un’agenzia di supervisione capace di imporre a tutte le nazioni il rispetto dei Protocolli SETI. Già nel 1998 M. Michaud106 auspicava la creazione di un programma di SETI attivo che facesse da banco di prova per la consultazione e la cooperazione internazionale. L’anno seguente il progetto SETI@home estendeva l’idea di cooperazione alla rete Internet e nel 2010 un altro studio suggeriva di ottimizzare i protocolli SETI facendoli testate via Web dagli utenti della rete107 dando vita a una specie di W3C108 del METI. Il ruolo risolutivo della cooperazione internazionale è stato rimarcato anche in una recente analisi dell'antropologo J. Traphagan109 in cui si istituisce un’analogia tra pandemia di Covid-19 e scenario post-contatto alieno. 105 Allie Arrowey, l’astronoma interpretata da Jodie Foster in Contact, mostra a più riprese la sua insofferenza per i politici e i militari che invita ad uscire dal suo laboratorio di Arecibo. In Arrival invece un gruppo di giovani militari, sobillati dalle dell'irresponsabilità dei media, compie un attentato preventivo contro l’astronave aliena. 106 Policy issues in communicating with ETI, Michael A.G. Michaud, 1998. 107 A Protocol for Messaging to Extraterrestrial Intelligence, Dimitra Atri, Julia De Marines and Jacob Haqq-Misra, 2010. 108 Il World Wide Web Consortium dalla nascita di Internet stabilisce i protocolli e le regole d’uso dei linguaggi in uso sulla rete. 109 What Can SETI Scholars Learn from the Covid-19 Pandemic?, John W. Traphagan, ultima consultazione 03/01/2021. 72 Secondo Traphagan i tre elementi capaci di tutelare in modo efficace la sicurezza e la salute pubblica, anche dal punto di vista mentale, in questi due scenari sarebbero: - l’azione tempestiva e credibile dei governi nazionali; - una risposta globale guidata in modo chiaro dalle organizzazioni internazionali e dalla comunità scientifica; - un atteggiamento responsabile dei governi nazionali nel mettere da parte le controversie localistiche. La pandemia ha messo in rilievo che le diversità di risposte e politiche dei governi nazionali sono il frutto delle differenze culturali, ideologiche e politiche tra e dentro le nazioni del mondo. Densità demografica e differenze socioeconomiche hanno inciso su risposte e politiche, così come i fenomeni sociopolitici (es.: xenofobia sistemica negli U.S.A.) hanno pesato sulla cura dei malati. Da ciò possiamo dedurre che in caso di contatto alieno: § il mondo non reagirà in modo coordinato e unificato nemmeno se l’ETI sarà ostile; § le risposte degli Stati saranno guidate dai sistemi di valori alla base della loro cultura; § le diversità di opinioni renderà più arduo il coordinamento110. Il ruolo degli scienziati Uno scenario di contatto alieno diretto, alla pari della pandemia da Coronavirus che stiamo vivendo, potrebbe portare ad una riduzione dello spazio decisionale della politica e ad un ampliamento dei poteri degli scienziati111. 110 In conclusione, Traphagan suggerisce di aggiornare gli scenari SETI con una visione pluralistica della civiltà umana e delle potenziali civiltà aliene (differenti culture, interpretazioni e risposte) e di iniziare a pensare ai protocolli di contatto. 111 Durante il III incontro del Seminario Scienza e Fantascienza 2020, lo scrittore e studioso di fantascienza Gianfranco De Turris, vicino alla “neodestra”, ha parlato addirittura del rischio di iatrocrazia. Un’ipotesi suggestiva contraddetta dalle intimidazioni e dalle minacce subite in diverse parti del mondo da medici e infermieri a contatto con i malati. 73 In mancanza di un protocollo SETI vincolante adottato dalla maggioranza dei governi terrestri, le prime scelte relative alla gestione della comunicazione con le ETI potrebbero essere affidate alla discrezione degli scienziati. In Italia, nei mesi del lockdown, la presenza sui media di medici e scienziati è aumentata in modo vorticoso. La politica nazionale ha probabilmente scelto di fare un passo indietro per sopperire alla mancanza di credibilità di cui gode: la posta in gioco, ovvero il rischio di rivolte sociali che avrebbero compromesso la sua stessa esistenza, valeva la candela. Sul fronte politico internazionale poi l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) si è più volte mostrata inadeguata in quanto ad azioni e risposte. In questo vuoto al pubblico sono rimasti come punti di riferimento solo gli scienziati divulgatori, problem solver e salvatori. Un’anticipazione del nuovo status degli scienziati è forse rintracciabile nella filmografia statunitense a partire dagli anni ‘70. In The Andromeda Strain e in Contact gli scienziati devono difendere la conoscenza e la ricerca dall'ottusità dell’apparato politico-militare. La visione a corto raggio dei politici li porta addirittura ad istituire commissioni di inchiesta, che evocano il tribunale della Santa Inquisizione scagliatasi contro Galileo. In Contact, dove è centrale il tema della fede, gli esiti di questa tendenza sono rivelatori di un paradosso ancora più grande e forse irrisolvibile: aldilà della dimensione del mondo sensibile sperimentata dalla nostra civiltà potrebbe esisterne un’altra che, in ragione dei nostri attuali precetti scientifici, non saremmo in grado di accogliere se non sotto forma di fede. L’esperienza di contatto alieno vissuta dalla protagonista Ellie viene negata perché in contraddizione con la visione scientifica del suo tempo. Il potere politico brandisce la scienza come un’arma contro gli stessi scienziati. Il film sembra suggerire che, di fronte a una nuova verità, il confine tra trascendenza e mondo fisico (tra follia e verità), può essere davvero labile. In questo senso lo scienziato-guerriero112 e profeta del genere umano, di Io sono leggenda 112 In entrambi i finali del film lo scienziato appare come una sorta di guerriero mistico: in un caso sacrifica la sua vita per permettere la sopravvivenza dell’umanità ed entra appunto nell’universo leggendario, mitico, divino; nell’altro caso, grazie a un inatteso atto di fede nell’amore universale, viene risparmiato e redime il mondo dal male dell’incomprensione. 74 potrebbe rappresentare il frutto di un percorso evolutivo, non solo biologico ma pure morale, che ha visto prevalere i fautori della verità riducendo in macerie l’organizzazione sociale impressa dalla politica. Tornando al mondo reale A. Korbitz113 ha invitato i detrattori del METI a riflettere sulle conseguenze dell’accusa di mettere in pericolo l’umanità rivolta agli scienziati che praticano il METI: senza prove dimostrabili si rischia di generare paure infondate tra l’opinione pubblica, screditare chi pratica il METI e favorire attacchi politici come accaduto agli scienziati che si occupano di riscaldamento globale e di ricerca sulle staminali. 113 Toward understanding the active SETI debate: Insights from risk communication and perception, Adam Korbitz, 2014. 75 Bibliografia 1. A critical examination of factors that might encourage secrecy, Allen Tough, 1990. 2. Active SETI and the Problem of Research Ethics, John W. Traphagan, 2018. 3. A language based on analogy to communicate cultural concepts in SETI, Paolo Musso, Acta Astronautica 68, 2011. 4. Alien forms for alien language: investigating novel form spaces in cultural evolution, Christine Cuskley, Palgrave Communication 2019. 5. A Protocol for Messaging to Extraterrestrial Intelligence, Dimitra Atri, Julia De Marines and Jacob Haqq-Misra, 2010. 6. Ascoltando l’infinito silenzio Storia e leggenda del programma SETI, P. Musso, 2001. 7. A Search for Universal Cognitive Maps, Guillermo A. Lemarchand and Jon Lomberg. 8. Astrobiology: Where Science Meets Humanistic Inquiry, Albert A Harrison, 2015. 9. A Tale of Two Analogues: Learning at a Distance from the Ancient Greeks and Maya and the Problem of Deciphering Extraterrestrial Radio Transmissions, Ben Finney e Jetty Bentlay, Acta Astronautica 42, 1999. 10. Charles Cros and Nikola Tesla, Pioneers of Interplanetary Telegraphy, Raulin Cerceau e Florence, 2018. 11. Communication with Alien Intelligence, Marvin Minsky, Extraterrestrials: Science and Alien Intelligence, Cambridge University Press 1985. 12. Costs and difficulties of large-scale “messaging”, and the need for International debate on potential risks, John Billingham, James Benford, 2010. 13. Cultural aspects of the Search for Extraterrestrial Intelligence, J. Billingham, 1998. 14. Decryption of Messages from Extraterrestrial Intelligence Using the Power of Social Media – The SETI Decrypt Challenge, René Heller, International Journal of Astrobiology, 2019. 15. How SETI has taken a worrisome turn into dangerous territory, David Brin, ultima consultazione 27/12/2020. 76 16. Learning to read: Interstellar message decipherment from an anthropological perspective, Kathryn Denning in D. Vakoch, ed. Archaeology, Anthropology, and Interstellar Communication, NASA History Press, 2012. 17. MAD with aliens? Interstellar deterrence and its implications, Janne M. Korhonen, 2013. 18. On the search extraterrestrial intelligence (SETI), Richard B. Bilder, 2014. 19. Policy issues in communicating with ETI, Michael A.G. Michaud, 1998. 20. Positive consequences of SETI before detection, Allen Tough, Acta Astronautica, 1999. 21. Post-Detection SETI Protocols & METI: The Time Has Come To Regulate Them Both, John Gertz, 2017. 22. Preparing for extraterrestrial contact, Mark Neal, Macmillan Publishers, 2014. 23. Problems in Extraterrestrial Communication, Douglas Raybeck, 1999. 24. Searching for SETI: The Social Construction of Aliens and the Quest for a Technological Mytho, John Marvin Bozeman, 2015. 25. Should Mankind Hide?, New York Times 16/11/1967. 26. Should We Message ET?, Steven J. Dick, Trustee, METI International, ultima consultazione 27/12/2020. 27. Signal typology as a variable in interpretation and reporting of a SETI discovery, Paper presented to the International Space University, Toulouse, France, 1991. 28. Statement regarding METI, https://setiathome.berkeley.edu/meti_statement_0.html ultima consultazione 13/01/2021. 29. The detection of extra-terrestrial life and the consequences for science and society, Martin Dominik and John C. Zarnecki, The Royal Society Publishing, 13 febbraio 2011. 30. The problem of active SETI: An overview, Paolo Musso, Acta Astronautica, 2011. 31. The rationale for METI, Alexander L. Zaitsev, IRE, Russia, 2010. 77 32. The Search for Extraterrestrial Intelligence: A Realpolitik Consideration, Kenneth W. Wisian, John W. Traphagan, Space Policy 52, 2020. 33. Toward understanding the active SETI debate: Insights from risk communication and perception, Adam Korbitz, 2014. 34. Universalist ethics in extraterrestrial encounter, Seth Baum, Acta Astronautica, Issue 3-4, 2010. 35. We just beamed a signal at space aliens. Was that a bad idea? Intervista a Seth Shostak, Match, nbcnews.com. 36. What Can SETI Scholars Learn from the Covid-19 Pandemic?, John W. Traphagan, ultima consultazione 03/01/2020. 37. Would contact with extraterrestrials benefit or harm humanity? A scenario analysis, Seth D. Baum, Jacob D. Haqq-Misra, Shawn D. Domagal-Goldman, Acta Astronautica, 2014. 78