Veterum et Coaevorum Sapientia – 14 ΑΙΝΙΓΜΑΤΟΣ ΑΝΟΙΓΜΑ IL VARCO DELLA SFINGE Nuove etimologie nell’odierno orizzonte linguistico-etnografico Miscellanea di studi etimologici ed etnografici in memoria di Remo Bracchi a cura di Marco Trizzino Prefazione di Wolfgang Schweickard direttore del Lessico Etimologico Italiano LAS - ROMA © 2020 by LAS - Libreria Ateneo Salesiano Piazza del­l’Ateneo Salesiano, 1 - 00139 ROMA Tel. 06 87290626 e-mail:

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- https://www.editricelas.it ISBN 978-88-213-1370-7 ––––––––––––– Elaborazione elettronica: LAS  Stampa: Tip. Giammarioli s.n.c.- Via Enrico Fermi 8-10 - Frascati (Roma) FERSIMO Una proposta etimologica Franco Crevatin (Università di Trieste) 1. I fatti Ad Elleri, alle spalle della cittadina di Muggia (presso Trieste), esisteva un insediamento fortificato che è continuato dall’antica età del bronzo (XVII- XVI sec. a.C.) alla prima età del ferro (XII-VI sec. a.C.) e all’epoca romana ed è probabile che la fortuna dell’insediamento sia stata determinata dalla pro- duzione del sale. In epoca romana il villaggio fu sede di un piccolo tempio e a quanto pare trasparire da un’epigrafe del secondo quarto del I sec. a.C., pur- troppo frammentaria, esso era in rapporto amministrativo con un municipium1. In una delle due epigrafi trovate nel sito si legge «haec lex lata | est Fersimo | quem quis uolet […]», una lex sacra che (ri)stabiliva i privilegi della comunità, identificata con il teonimo locale2. Alcuni studiosi3 ritengono che il municipium citato sia quello di Aegida, nelle vicinanze dell’attuale Capodistria, forse pres- so il monte Sermino (nome di etimo preromano) ed è opinione che condivido. 2. Il paesaggio onomastico Se si guarda alla toponomastica della zona nella prospettiva della storia (pre)romana si possono individuare alcuni elementi coerenti. L’Italia romana nord-orientale finiva in età pre-augustea al fiume Formio, la cui identificazio- ne è dibattuta, ma l’ipotesi più ragionevole è quella che lo identifica con il fiume Ospo che sfocia nel mare poco prima di Muggia4. Accanto all’Ospo c’è 1 Fonti epigrafiche in Supplementa Italica 10 (1992), nn. 1-2. 2 Cf. Zaccaria 2001; Zaccaria 2009. Molto più problematico sarebbe voler riconoscere in Fersimo il nome di un peregrinus. 3 Cf. Santangelo 2016. 4 Cf. Crevatin 2014. Ospo è un toponimo recente, derivato dal nome sloveno del villaggio 84 Franco Crevatin una piccola catena di colli, il cui nome Montedoro o Monte d’Oro è stato eti- mologizzato in maniera fantasiosa: il nome deriva quasi certamente da ōrum (rew, n. 6080) ‘orlo, margine’ e corrisponde semanticamente alla designazione dialettale slovena del colle, ossia Trmùn: la voce slovena deriva da un antico romanismo, ampiamente attestato nei documenti medievali istriani, connesso al confine, ossia termonem5. Ciò si accorda con l’opinione tradizionale che al- meno dal Medioevo fa iniziare da Muggia il territorio istriano. È merito di Paola Càssola Guida6 aver riconosciuto sulla base di prove archeologiche un’area principale di produzione del sale immediatamente a sud dell’attuale Trieste (Zaule e Stramare presso Muggia) e quindi di aver proposto l’identificazione del fortilizio, ossia del luogo dove rifugiarsi in caso di biso- gno, dell’insediamento preromano, il phrourion ricordato da Artemidoro (in Strabone), a San Servolo (sloveno Socerb) sull’estremità del ciglione carsico che sovrasta la piana tra Trieste e Muggia: ivi è stata rinvenuta una necropoli con importanti materiali, tra i quali anche oggetti e armi di sicura attribuzione celtica, una necropoli il cui uso è continuato sino all’età della romanizzazione del territorio. È opportuna una breve digressione. Il nome di Tergeste è di un’ingan- nevole semplicità etimologica, perché è evidente la sua connessione con lo slavo comune *tъrgъ «mercato», dal quale derivano parole baltiche (ad es. lit. turg̃ us), finniche e germaniche settentrionali con lo stesso significato: il cogno- men pannonico in sintagma Tergitio negotiator (cil III 1251, da Scarbantia) è probabilmente della stessa origine come alcuni toponimi di area veneta (Opi- terg-ium Oderzo, dunque originariamente «presso il mercato») e del Norico (Tergolape), semplicità ingannevole, dicevo, poiché non siamo in grado di an- dare oltre un limitato ambito europeo centro orientale né sappiamo riconoscere una radice lessicale altrimenti produttiva nelle lingue indoeuropee, per cui vien fatto di pensare che si tratti di un’antica parola di cultura con carattere di Wan- derwort, una parola fatta propria anche dai Veneti antichi. Ciò è tanto più vero se si accetta, con A. L. Prosdocimi, di riconoscere la stessa origine al toponimo euganeo Tresto presso Este7. Se dunque la Tergeste antica nacque come luogo di mercato, è ragionevole ammettere che essa fosse il nodo socialmente riconosciuto8 di una rete regio- presso il quale c’è la fonte del fiume. 5 Cf. Crevatin 2019. Nel lavoro non si è tenuto conto, forse a torto, della possibilità che la parola, latinizzata, sia in realtà una voce di sostrato venetico, lingua nella quale è noto termon- nel significato di confine. 6 Da ultimo in Càssola Guida 2018; ringrazio la studiosa per avermi fornito una copia del suo importante contributo. 7 Cf. Fogolari – Prosdocimi 1988, pp. 397-401. 8 Intendo dire che al mercato presiedono norme condivise che assicurano aspettative a Fersimo. Una proposta etimologica 85 nale di scambi basati almeno su una risorsa importante e quest’ultima va indi- viduata, come si è detto, nel sale. Tergeste era dunque un mercato circondato da un insieme di insediamenti di modeste proporzioni nella terra ferma e da saline sul mare. La produzione del sale è continuata in epoca romana, medievale e in Istria sino ai giorni nostri. La produzione romana, affidata a ville marittime e funzionale alla conservazione di cibi e alla produzione della porpora, ha lascia- to tracce significative nel latino parlato nella regione: mi riferisco alle parole lamūcŭla ‘bassura del mare, bacino di evaporazione’ < lama ‘ristagno d’ac- qua’ con discrezione altomedievale di la- percepito come articolo, documenta- ta come toponimo (Muggia, Strugnano, Umago, etc.) e nei testi antichi (inter muglam S. Petri Zorna et muglam de Zane ad aedificandas salinas; Parenzo 1206) e pŭrpŭrāria (moderno porporela) ‘piccolo molo frangiflutti formato da gusci di murice, scarti della produzione della porpora’ (porporaria Isola 1360). È linguisticamente verosimile che Tergeste sia stata di fondazione veneta, anche se pare difficile tracciare un confine netto tra venetico e istro, almeno a giudicare dai rispettivi paesaggi onomastici e dai loro tipi formativi: venetico e istro dovevano infatti essere lingue molto vicine che verosimilmente ebbero evoluzioni diverse più o meno solo a partire dal V sec. a.C. – l’istro conserva il dittongo -eu- che invece nel venetico centrale passa ad -ou-. Si terrà conto che da Stramare proviene un coccio con iscrizione venetica non puntuata (tulvis) e che un’iscrizione venetica di poche lettere è stata trovata su un fondo di vaso proveniente da scavi fatti a Corte d’Isola9 (Istria settentrionale, slov. Dvori; l’iscrizione è inedita). 3. Il teonimo Mancando confronti stringenti è per ora impossibile classificare linguisti- camente Fersimo, tanto più che esso è documentato in un’area di presumibile contatto tra Histri e Veneti. Tuttavia, se consideriamo che il nome antico del fiume Formiō (= Ospo) è di evidente etimo indoeuropeo (< *bher-m- ‘ribolli- re’, detto di un corso d’acqua, tipo lessicale frequente negli idronimi) non pare avventuroso proporre per Fersimo un’origine locale venetica. La morfologia del nome fa pensare a una formazione di superlativo in sĭmo-/-sŭmo- come nel lat. maximus < *mag-simo- o acerrimus < *acer-simo-, per cui la radice potreb- be essere il comune *bher- ‘portare’ che ha in molte lingue derivati metaforici legati alla produzione, alla fertilità (si pensi al lat. ferax ‘che produce molto’) chi lo frequenta: si pensi ad es. alla medievale Marktfrieden, alla mercatura araba medievale, e così via. 9 Informazione personale. 86 Franco Crevatin o alla valutazione della qualità (come il gr. φέριστος ‘il migliore’, av. bairišta ‘che è del massimo aiuto’, ambedue con suffisso diverso di superlativo). È dun- que possibile che il dio Fersimo fosse preposto al benessere economico e socia- le della comunità, pure se confesso di ritenere impossibile valutare solamente su base etimologica l’esperienza del sacro. In molta bibliografia divulgativa la divinità in questione è stata ipoteticamente connessa alle acque, ma per questa connessione manca qualsiasi indizio. Bibliografia Bettelli – Del Freo – van Wijngaarden 2018 Marco Bettelli – Maurizio Del Freo – Gert Jan van Wijngaarden (edd.), Medi- terranea itinera. Studies in Honour of Lucia Vagnetti, cnr/Istituto di studi sul Mediterraneo antico, Roma 2018 (Incunabula Graeca, 106). Càssola Guida 2018 Paola Càssola Guida, Tergeste preromana tra il Carso, l’Istria e l’Italia antica, in Bettelli – Del Freo – van Wijngaarden 2018, pp. 381-390. Crevatin 2014 Franco Crevatin, Etimi istriani, in Atti e memorie della società istriana di archeologia e storia patria 114/62 (2014), pp. 285-290. Crevatin 2019 Franco Crevatin, La strada, il campanile, il cimitero: note linguistiche sull’Istria me- dievale, in Del Puente 2019, pp. 17-30. Cuscito 2001 Giuseppe Cuscito (ed.), I celti nell’alto Adriatico. Atti delle tre giornate internazionali di studio: Trieste, 5-7 aprile 2001, Editreg, Trieste 2001 (Antichità altoadriati- che, 48). Cuscito 2009 Giuseppe Cuscito (ed.), Aspetti e problemi della romanizzazione. Venetia, Histria e arco alpino orientale. Atti della XXIX settimana di studi aquileiesi: 15-17 mag- gio 2008, Editreg, Trieste 2009 (Antichità altoadriatiche, 68). Del Puente 2019 Patrizia Del Puente (ed.), Dialetti: per parlare e parlarne. Atti del quinto Convegno Internazionale di Dialettologia – Progetto A.L.Ba.: Potenza-Lauria-Vaglio, 1-3 dicembre 2016, Osanna, Venosa 2019. Fogolari – Prosdocimi 1988 Giulia Fogolari – Aldo Luigi Prosdocimi, I Veneti antichi: lingua e cultura, con il Fersimo. Una proposta etimologica 87 contributo di Mariolina Gamba e Anna Marinetti, Editoriale Programma, Pado- va 1988 (Il mito e la storia, 2). rew Wilhelm Meyer-Lübke, Romanisches etymologisches Wörterbuch, 3. vollständig neubearbeitete Auflage, Winter, Heidelberg 19353 (Sammlung romanischer Ele- mentar- und Handbücher. III. Reihe: Wörterbücher, 3). Santangelo 2016 Federico Santangelo, Caesar’s aims in northeast Italy, in Papers of the British School at Rome 84 (2016), pp. 101-129. Zaccaria 2001 Claudio Zaccaria, Tergeste e il suo territorio alle soglie della romanità, in Cuscito 2001, pp. 95-118. Zaccaria 2009 Claudio Zaccaria, Romani e non Romani nell’Italia nordorientale: la mediazione epigrafica, in Cuscito 2009, pp. 71-108. INDICE Prefazione: UN RICORDO DI DON REMO E DELLA SUA AMICIZIA CON MAX PFISTER (Wolfgang Schweickard)............................................... 5 Introduzione: «GRAECVM EST, SED LEGITVR!». REMO BRACCHI, LE INSIDIE LINGUISTICHE E LO SCACCO ALLA SFINGE (Marco Trizzino)...................................................................................................... 9 Breve profilo biografico di Remo Bracchi.................................................... 9 Genesi e struttura del volume....................................................................... 11 Ave atque vale............................................................................................... 13 Parte I REMO BRACCHI (1943-2019) IN MEMORIAM REMVS. DE DOCTRINAE ET PIETATIS CONCORDIA (Roberto Spataro). 17 1. Quae fuerit eius doctrina.......................................................................... 17 2. Quo loco sit ortus et quibus vacaverit studiis.......................................... 17 3. Quibus virtutibus iste magister sit ornatus.............................................. 18 4. Quae fuerit eius iucunditas...................................................................... 18 IL CONFESSIONALE E IL DESCO. RINGRAZIAMENTO AL SIGNORE PER I 44 ANNI DI SERVIZIO A SANTA MARIA ASSUNTA DI DON REMO (Gianni Di Loreto)......................................................................... 19 1. Fedeltà e servizio..................................................................................... 19 2. Noi sacerdoti ora...................................................................................... 20 AD REMVM BRACCHI LXXV ANNVM EXPLENTEM (Orazio Antonio Bologna)..................................................................................................... 21 1. Tu es sacerdos.......................................................................................... 21 2. Te Christus voluit ministrum.................................................................... 22 VERBIS DATVR INSPICERE (Mauro Pisini).................................................... 23 Parte II ETYMOLOGICA BALDORIA. QUESTIONI ETIMOLOGICHE E METODOLOGICHE (Guido Borghi – Vittorio Dell’Aquila – Gabriele Iannàccaro)...................... 27 Bibliografia................................................................................................... 67 432 Indice FERSIMO. UNA PROPOSTA ETIMOLOGICA (Franco Crevatin)................. 83 1. I fatti......................................................................................................... 83 2. Il paesaggio onomastico........................................................................... 83 3. Il teonimo.................................................................................................. 85 Bibliografia................................................................................................... 86 ROMAN. CACIARA ‘CONFUSIONE’ (Alessandro De Angelis).................... 89 1. La datazione............................................................................................. 89 2. La diffusione diatopica............................................................................. 89 3. Le proposte etimologiche......................................................................... 90 4. Il caciaro rumoroso.................................................................................. 92 Bibliografia................................................................................................... 95 L’ÉTYMOLOGIE COMME (SOURCE DU) SAVOIR. ISIDORE DE SÉVIL- LE ET SON CONCEPT D’ETYMOLOGIA (Tim Denecker – Pierre Swiggers)..................................................................................................... 101 1. Introduction: l’étymologie, les mots et les choses.................................... 101 2. Les Etymologiae d’Isidore de Séville....................................................... 102 3. L’intérêt d’Isidore pour les faits de langue.............................................. 104 4. Le concept isidorien d’etymologia: définition et types............................ 104 5. Conclusion: l’etymologia, clé du savoir.................................................. 108 Bibliographie................................................................................................ 108 ROMAN. BURZUGNO ‘CHI HA MODI GROSSOLANI E POCO EDUCATI’ E UNA POSSIBILE SUA DERIVAZIONE DA LAT. VŬLSUS (Franco Fanciullo)................................................................................................... 115 Bibliografia................................................................................................... 120 GENESI E FORTUNA DI CAFFETTERIA (Vincenzo Orioles)........................ 123 1. Premessa. Il meccanismo formativo......................................................... 123 2. Il caso della forma anglo-ispanica cafeteria............................................ 124 2.1. Gli antefatti extralinguistici. Profilo di una nuova tipologia di locale. 124 2.2. Ricezione italiana.............................................................................. 125 3. Casi tipologicamente affini....................................................................... 126 4. Produttività del nuovo tipo formativo...................................................... 127 Bibliografia................................................................................................... 128 PER L’ETIMO DEL LATINO FAVUS. UNA RIVALUTAZIONE (Massimo Poetto)......................................................................................................... 131 Introduzione.................................................................................................. 131 1. ............................................................................................................. 131 2. ............................................................................................................. 132 3. ............................................................................................................. 133 Indice 433 4. ............................................................................................................. 134 5. ............................................................................................................. 135 Bibliografia................................................................................................... 136 DALLE TENEBRE ALLA LUCE. ALCUNE NOTAZIONI LINGUISTICHE SUL GR. ΦΆΛ(Λ)ΑΙVΑ (Florio Scifo)..................................................... 141 1. Introduzione.............................................................................................. 141 2. Breve storia della parola tra glottologia e mitologia.............................. 142 3. Le fonti...................................................................................................... 146 Bibliografia................................................................................................... 148 Parte III ITALO-ROMANICA UN PROBLEMA NELLA CLASSIFICAZIONE DELLE LINGUE DEL GRUPPO GALLO-“ITALICO” ALL’INTERNO DELLA FAMIGLIA ROMANZA (Lissander Brasca)............................................................... 153 1. Introduzione.............................................................................................. 153 1.1. Introduzione geografica.................................................................... 153 1.2. Problem statement. Due inconciliabili suddivisioni del dominio ro- manzo................................................................................................ 155 1.3. Abstand vs Ausbau............................................................................ 156 1.4. Due criteri classificatori indipendenti stabiliscono due classifica- zioni distinte...................................................................................... 157 2. Il problema classificatorio nella ‘tradizione del criterio misto’.............. 159 2.1. Classificazioni scientifiche................................................................ 159 2.2. Il “problema ontologico” in Hall (1974, 1976)............................... 160 3. Conclusione.............................................................................................. 167 Bibliografia................................................................................................... 167 AN SARDORVM SERMO EX IIS QVI ‘ROMANICI’ VOCANTVR LINGVAE LATINAE SIT PROXIMVS (Emanuele Miola)........................................ 171 1. Explicatio terminorum praevia................................................................ 172 1.1. Methodus........................................................................................... 172 2. De ordine verborum in asseverantibus sententiis.................................... 173 3. De positione morphematis negationis...................................................... 175 4. De praesentia aut absentia particulae interrogativae............................. 176 5. De numero generum grammaticalium...................................................... 178 6. De ordine verborum in nominalibus syntagmatibus................................ 179 7. De praesentia aut absentia articuli determinantis................................... 180 8. De praesentia aut absentia obiecti praepositionalis................................ 180 9. Conclusiones............................................................................................ 182 Bibliographia............................................................................................... 184 434 Indice PENURIA DI AGGETTIVI. RIFLESSIONI SULL’ATTRIBUZIONE DI PRO- PRIETÀ IN ALCUNI DIALETTI ALPINI LOMBARDI (Michele Prandi) 191 1. L’aggettivo: una classe di parole scissa tra struttura e funzione............ 191 2. I dialetti lombardi alpini: nomi alterati e composti verbo-nome al posto di aggettivi.............................................................................................. 197 3. Conclusioni............................................................................................... 200 Bibliografia................................................................................................... 200 Parte IV LEXICOLOGICA AGIONIMI LESSICALIZZATI E TRANSONIMIZZATI COME VETTORI DI TRASMISSIONE DI PATRIMONIO CULTURALE, RELIGIOSO, SOCIALE E LINGUISTICO (ENZO CAFFARELLI)................................ 205 1. Transonimie agionimiche......................................................................... 205 1.1. Agionimi nella toponimia maggiore e minore.................................. 206 1.2. Agionimi nell’odonimia.................................................................... 209 1.3. Agionimia nella socionimia (urbana)................................................ 211 1.4. Agionimi nell’antroponimia.............................................................. 213 1.5. Agionimi nell’astronimia.................................................................. 215 1.6. Agionimi nella crematonimia/gastronimia........................................ 216 1.7. Per una sintesi in àmbito transonimico............................................. 219 2. Deonimie agionimiche.............................................................................. 220 2.1. Agionimi lessicalizzati come etnonimi............................................. 220 2.2. Agionimi come eponimi di appartenenti a gruppi religiosi.............. 220 2.2. Agionimi in antonomasie e metonimie............................................. 221 2.3. Agionimi lessicalizzati nelle denominazioni popolari...................... 222 2.4. Agionimi lessicalizzati come crononimi........................................... 223 2.5. Agionimi nelle tassonomie scientifiche............................................ 224 2.6. Agionimi lessicalizzati come polirematiche e voci di lessico........... 224 3. Conclusione.............................................................................................. 226 Bibliografia................................................................................................... 226 ΘΕΙΑ ΑΝΑΓΝΩΣΙΣ/LECTIO DIVINA. STORIA DI UN NOME TRA ORIGE- NE, AMBROGIO E AGOSTINO ( Enrico dal Covolo)........................ 231 1. Introduzione.............................................................................................. 231 2. Origene..................................................................................................... 232 3. Ambrogio.................................................................................................. 234 4. Agostino.................................................................................................... 235 Bibliografia................................................................................................... 236 INDOVINI, VEGGENTI E AUGURI? NOTE SULLA DIVINAZIONE MICE- NEA (Mario Iodice).................................................................................... 241 1. Introduzione.............................................................................................. 241 Indice 435 2. Indovini, veggenti e auguri?..................................................................... 242 2.1. ke-re-ta-o........................................................................................... 242 2.2. ma-ti.................................................................................................. 243 2.3. o-pe-te-re-u....................................................................................... 244 2.4. we-te-re-u.......................................................................................... 244 2.5. da-ma-te............................................................................................ 245 2.6. e-pi-ko-wo......................................................................................... 245 2.7. te-te-re-u............................................................................................ 246 2.8. mo-qo................................................................................................ 246 2.9. ke-sa-da-ra......................................................................................... 246 3. Conclusione.............................................................................................. 247 Bibliografia................................................................................................... 247 POTERI NASCOSTI DELLA FOLLIA (Julia Krauze)..................................... 253 1. Abbagliare................................................................................................ 254 2. Ammutolire............................................................................................... 257 3. Stordire..................................................................................................... 258 Conclusioni................................................................................................... 258 Bibliografia................................................................................................... 259 ALCUNE DESIGNAZIONI ROMANZE DEL PAPAVERO (Jean-Pierre Lai – Elisabetta Carpitelli)............................................................................ 263 1. Introduzione.............................................................................................. 263 2. Rappresentazioni antropomorfiche: alcuni dati ed alcune interpretazioni. 265 3. Il latte e la fertilità: il papavero come figura materna............................. 268 Bibliografia................................................................................................... 271 RIMOTIVAZIONE E DEFORMAZIONE TABUISTICA NEI NOMI DEL PI- PISTRELLO IN SICILIA (Alfio Lanaia).................................................. 275 1. Premessa.................................................................................................. 275 2. Rimotivazioni e deformazioni del gr. νυκτερίδα....................................... 276 2.1. Il gr. *λυκτερίδα................................................................................ 276 3. Il gr. volg. ταλλαρίδα................................................................................ 277 3.1. Rimotivazioni di taḍḍarida/taḍḍarita/taḍḍarica.............................. 278 3.1.1. taḍḍarita + tata....................................................................... 278 3.1.2. taḍḍarita + tardu..................................................................... 278 3.1.3. taḍḍarita + tartaḍḍïari............................................................ 278 3.1.4. taḍḍarita + tagghjari.............................................................. 278 3.1.5. taḍḍarica + farfaḍḍa............................................................... 278 3.1.6. taḍḍarita + parpaḍḍra/parpaḍḍïari........................................ 279 3.1.7. taḍḍarita + cianciana.............................................................. 279 3.1.8. taḍḍarita + canna.................................................................... 279 3.1.9. taḍḍarita + (r)raḍḍa (?).......................................................... 279 3.2. Il pipistrello e la bacca del cipresso: taḍḍarizza + gaḍḍareḍḍa........ 280 436 Indice 4. L’iconimo topo......................................................................................... 281 4.1. Sorcio con le ali................................................................................ 281 4.2. Sorcio vecchio................................................................................... 281 4.3. Sorcio screziato................................................................................. 282 4.4. Piccolo ratto...................................................................................... 282 4.5. Ratta vola.......................................................................................... 282 4.6. Ratta vecchia..................................................................................... 283 Bibliografia................................................................................................... 283 NOTE DI ORNITONIMIA FRIULANA. ALAUDIDAE E PARIDAE NELLE CARTE DELL’ASLEF (Carla Marcato).................................................. 287 1. Introduzione.............................................................................................. 287 2. Alaudidae................................................................................................. 288 3. Paridae..................................................................................................... 289 Bibliografia................................................................................................... 294 MISERICORDIA NEL TEMPO. IMMAGINI E NOMI INDOEUROPEI (Fer- nando Monzón)........................................................................................... 297 1. Introduzione.............................................................................................. 297 2. Il corpo, sede della misericordia.............................................................. 297 2.1. Un ‘cuore tenero’, un ‘cuore rivolto al povero’................................ 297 2.2. La ‘benevolenza che rigenera’.......................................................... 298 2.3. Il grido del dolore.............................................................................. 298 3. I sentimenti della misericordia................................................................. 299 3.1. ‘Soffrire’ l’altro, con l’altro, nell’altro.............................................. 299 3.2. Ritenere l’altro prezioso.................................................................... 299 4. La benevolenza: proprietà dell’uomo, dei grandi uomini........................ 299 5. L’atteggiamento che pone il povero al centro.......................................... 300 6. Le azioni della misericordia..................................................................... 301 6.1. La misericordia come movimento fisico........................................... 301 6.2. La misericordia e ‘il dire’.................................................................. 301 6.3. Compatire è ‘donare’......................................................................... 301 7. La virtù del gradevole da vedere, gustare o toccare................................ 302 Bibliografia................................................................................................... 303 TASSONOMIE POPOLARI NEI FITONIMI DIALETTALI. ALCUNI ESEM- PI ARETINI (CON UNA CODA SUL NECCIO) (Alberto Nocentini).... 307 1. candépola ‘edera’ (Hedera helix)............................................................ 307 2. menoncéllo ‘salvastrella’ (Poterium Sanguisorba).................................. 308 3. minzúchelo ‘equiseto, coda di cavallo’ (Equisetum arvense e palustre).. 309 4. scarcavèllo ‘spino, arbusto spinoso’........................................................ 310 5. scarnigia ‘rosa canina’............................................................................ 311 6. testucchio, tistucchio ‘acero campestre’.................................................. 311 7. néccio, niccio ‘focaccina di farina di castagne’...................................... 312 Bibliografia................................................................................................... 316 Indice 437 LA GARANZIA DIVINA DEL ‘PATTO’ NELL’ANTICA CULTURA INDO- EUROPEA (Maria Luisa Porzio Gernia)................................................. 321 Introduzione.................................................................................................. 321 1. Analisi semantica dei teonimi.................................................................. 322 2. Stratificazioni cronologiche e culturali.................................................... 326 2.1. Tra fidēs e pāx................................................................................... 329 Conclusione.................................................................................................. 331 Bibliografia................................................................................................... 333 APPUNTI SULLE CONVERGENZE SICULO-MAGHREBINE NEL LESSI- CO DEL MARE (Giovanni Ruffino).......................................................... 337 Bibliografia................................................................................................... 342 TRE PAROLE DEL GATTO (Fiorenzo Toso)...................................................... 345 1. Introduzione.............................................................................................. 345 2. Belin......................................................................................................... 346 3. Mussa....................................................................................................... 354 4. Bulicciu..................................................................................................... 358 Bibliografia................................................................................................... 362 PARDUOMA A DUMBARD. I NOMI DEL “LOMBARDO” DI SICILIA TRA GLOTTONIMIA E GLOTTONOMATURGIA (Marco Trizzino)............ 371 1. Introduzione.............................................................................................. 371 2. La Sicilia “lombarda”: territorio e insediamenti.................................... 372 3. Classificazione e vitalità delle varietà galloitaliche................................ 374 4. Etnoglottonimia di una minoranza alloglotta.......................................... 376 4.1. Dalla Lombardia alla Sicilia............................................................. 377 4.1.1. Lombardi e lombardo di Sicilia.............................................. 377 4.1.2. Franco, francisi e franco-lombardo........................................ 379 4.1.3. Siculo-lombardo, lombardo-siculo......................................... 380 4.1.4. Lingua dei Longobardi............................................................ 381 4.1.5. Normanno-lombardo............................................................... 383 4.2. Un glottonimo (quasi) sui generis..................................................... 383 4.2.1. Il galloitalico di Sicilia........................................................... 383 4.2.2. Da galloitalico a gallosiculo................................................... 386 4.2.3. Le lingue altoitaliane di Sicilia............................................... 387 4.2.4. Altri (tasso- e geo-)glottonimi................................................. 388 4.3. Tra Liguria e Piemonte...................................................................... 389 4.3.1. Il ligure-piemontese di Sicilia................................................. 389 4.3.2. Il monferrino di Sicilia o siculo-monferrino........................... 390 4.4. Aleramici in Sicilia........................................................................... 390 4.4.1. Le parlate alloglotte aleramiche............................................ 390 4.5. I nomi locali del galloitalico: endoglottonimi e blasoni popolari..... 392 4.5.1. Endoglottonimi locali.............................................................. 392 438 Indice 4.5.2. Denominazioni “diglottiche” e “dilaliche”............................. 393 4.5.3. Etichette glottonimiche metalinguistiche................................ 394 4.5.4. Parlate e parlanti alloglotti nel blasone popolare.................... 395 5. E pluribus unum. Alcuni criteri per un glottonimo univoco.................... 396 6. Conclusione e desiderata.......................................................................... 400 Bibliografia................................................................................................... 403 Parte V APPENDIX IL DIALOGO INTERRELIGIOSO PUÒ TRARRE BENEFICI DALLA LET- TURA CABALISTICA, NUMEROLOGICA E GHEMATRICA DELLA BIBBIA EBRAICA? (Biagio Amata)......................................................... 421 1. La lettura ebraica della Torà................................................................... 421 2. L’alfabeto ebraico.................................................................................... 422 3. Misticismo e ghematria............................................................................ 423 4. Lettura liturgica....................................................................................... 425 5. Numerologia biblica................................................................................. 426 6. Approfondimenti e manipolazioni............................................................ 427 7. La Sacra Scrittura nutrimento versatile................................................... 428 Bibliografia................................................................................................... 430 VETERUM ET COAEVORUM SAPIENTIA (= VCS) 1. M. Maritano - M. Sajovic (edd.), Sacerdozio pagano e sacerdozio cristia- no, LAS, Roma 2011, pp. 243, ISBN 978-88-213-0791-1, € 19,00. 2. M. Maritano - M. Sajovic (edd.), “Docere et discere”. La figura del Mae- stro nella formazione scolastica del mondo antico pagano e cristiano, LAS, Roma 2012, pp. 280, ISBN 978-88-213-0818-5, € 25,00. 3. G. Pascoli, “Post occasum Urbis”. L’eredità culturale e letteraria dell’an- tica Roma. Introduzione e note esegetiche a cura di M. Pisini. Traduzione di C. Savini. Concordanza verbale a cura di A. Toniolo. Presentazione di M. Sodi, LAS, Roma 2012, pp. 160, ISBN 978-88-213-0837-6, € 15,00. 4. B. Amata (ed.), Nicola Le Nourry, Studio introduttivo ai sette libri contro i pagani di Arnobio [Afro]. Presentazione di M. Sodi, LAS, Roma 2012, pp. 824, ISBN 978-88-213-0825-3, € 49,00. 5. B. Amata (ed.), Arnobio di Sicca, Difesa della vera religione contro i paga- ni. Testo latino-italiano. Presentazione di M. Maritano, LAS, Roma 2012, pp. 848, ISBN 978-88-213-0829-1, € 49,00. 6. J.L. Vives, Introduzione alla Sapienza. Un manifesto dell’umanesimo eu- ropeo del sec. XVI a servizio dell’odierna emergenza educativa. Testo lati- no-italiano-cinese, a cura di C.L. Rossetti. Presentazione di M. Sodi, LAS, Roma 2012, pp. 166, ISBN 978-88-213-0831-4, € 15,00. 7. M. Sodi - G. Baroffio - A. Toniolo (edd.), Sacramentarium Gregoria- num. Concordantia, LAS, Roma 2012, pp. 610, ISBN 978-88-213-0846-8, € 39,00. 8. M. Sodi - L. Miraglia - R. Spataro (edd.), Veterum Sapientia. Storia - Cul- tura - Attualità. Presentazione del card. Z. Grocholewski, LAS, Roma 2013, pp. 258, ISBN 978-88-213-0858-1, € 25,00. 9. C. Pavanetto, Passione e studio a servizio della cultura classica. Scripta selecta. Presentazione di M. Sodi. Introduzione di M. Pisini e C. Savini, LAS, Roma 2013, pp. 232, ISBN 978-88-213-0868-0, € 21,00. 10. M. Sodi - G. Baroffio - A. Toniolo (edd.), Sacramentarium Veronen- se. Concordantia, LAS, Roma 2013, pp. 672, ISBN 978-88-213-0883-3, € 46,00. 11. M. Sodi - G. Baroffio - A. Toniolo (edd.), Sacramentarium Gelasia- num. Concordantia, LAS, Roma 2014, pp. 800, ISBN 978-88-213-1160-4, € 54,00. 12. Arnobio di Sicca, Difesa della vera religione contro i pagani. Note e in- tegrazioni. A cura di B. Amata, M. Sajovic, A. Sollena, LAS, Roma 2017 pp. 1.134, ISBN 978-88-213-1291-5, € 67,00. 13. M. Ferrero (ed.), Il primo Confucio latino. Il grande studio, La dottrina del giusto mezzo, I dialoghi. Trascrizione, traduzione e commento di un manoscritto inedito di Michele Ruggieri (1543-1607), LAS, Roma 2019, pp. 286, ISBN 978-88-213-1350-9, € 22,00. 14. Trizzino M. (ed.), Il varco della S inge. Nuove etimologie nell’odierno orizzonte linguistico-etnogra ico. Miscellanea di studi etimologici ed etno- gra ici in memoria di Remo Bracchi, LAS, Roma 2020, pp. 440, ISBN 978- 88-213-1370-7, € 40,00.