(PDF) «Questi non sono tempi per libri» Il patrimonio incunabolistico delle biblioteche ucraine. Con una Nota breve di Erri De Luca
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«Questi non sono tempi per libri» Il patrimonio incunabolistico delle biblioteche ucraine. Con una Nota breve di Erri De Luca
Giancarlo Petrella
2022, Napoli, Dante & Descartes, 2022
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uno sguardo al patrimonio incunabolistico conservato nelle biblioteche ucraine alla vigilia dello scoppio della guerra del 2022
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Recensione a Elisa di Renzo, Una biblioteca: un’alluvione. Il 4 novembre 1966 alla Nazionale di Firenze: storia di un’emergenza. Roma, AIB, 2009, «Bollettino AIB», 51, n. 1/2 (2011), pp.117.
Tiziana Stagi
La frase che chiude il Rapporto «L'ultimo che va via spenga la luce (la biblioteca)», a conclusione della descrizione del difficile quadro formativo e occupazionale nel nostro settore, è forse l'espressione scaramantica di chi comprende di doversi confrontare con dinamiche di contesto ben più ampie e incontrollabili di quanto il nostro piccolo universo ci consenta.
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Università degli Studi di Udine. Dipartimento di storia e tutela dei beni culturali – Associazione italiana biblioteche. Sezione Friuli Venezia Giulia, Virginia Carini Dainotti e la politica bibliotecaria del secondo dopoguerra. Atti del convegno Udine, 8-9 novembre 1999, a cura di Angela Nuovo. ...
Mario De Gregorio
2002
Università degli Studi di Udine. Dipartimento di storia e tutela dei beni culturali -Associazione italiana biblioteche. Sezione Friuli Venezia Giulia, Virginia Carini Dainotti e la politica bibliotecaria del secondo dopoguerra. Atti del convegno Udine, 8-9 novembre 1999, a cura di Angela Nuovo. Roma : Associazione italiana biblioteche, 2002, 210 p. L'idea di un convegno su Virginia Carini Dainotti implica necessariamente la volontà di fare il punto su quello che Attilio Mauro Caproni in Premessa defi nisce «quel vasto dibattito che da decenni impegna la cosiddetta biblioteconomia italiana, focalizzato […] sulle trasformazioni che l'istituto bibliotecario ha vissuto nel nostro paese nella seconda parte del Novecento». In un contesto di carattere così generale e per certi versi tormentato -questa la lezione che in qualche modo emerge dal volume -appare però riduttivo identifi care la Carini Dainotti, una delle fi gure certamente più rappresentative della confi gurazione bibliotecaria italiana lungo l'arco di quasi un cinquantennio, con quella che è sicuramente la sua opera più fortunata, vale a dire i due volumi de La biblioteca pubblica istituto della democrazia (Milano : Fabbri, 1964) e con il tentativo, spesso semplicisticamente interpretato, di trapiantare tout court nel nostro Paese la public library di modello anglosassone nata nel corso del secolo XIX. Come emerge da questi atti del meritorio convegno udinese del novembre 1999 curati da Angela Nuovo, l'apporto della Carini Dainotti ad una nuova idea di biblioteca pubblica in Italia infatti va oltre una semplice "scoperta dell'America" da parte dei bibliotecari italiani (cfr. in merito soprattutto il contributo di Giovanni Solimine I bibliotecari italiani alla scoperta dell'America), presentandosi ben più variegato e complesso, identifi cabile per comodità di sintesi in tre aspetti fondamentali: il superamento della biblioteca popolare, il concetto di sistema bibliotecario, il rapporto tra amministrazione centrale dello Stato e autonomie locali in tema di biblioteche e di pubblica lettura. «Su tutti e tre questi temi -scrive Paolo Traniello nell'intervento introduttivo (L'apporto di Virginia Carini Dainotti all'introduzione dell'idea di biblioteca pubblica in Italia) -la Carini si è mossa tenendo presenti i presupposti teorici derivati dalla public library, ma li ha evidentemente interpretati e applicati alla situazione italiana avvalendosi della sua propria cultura storica, politica e amministrativa. Ne è derivata una proposta alquanto complessa che ha avuto una notevole rilevanza negli anni Cinquanta e Sessanta nel fondare una sorta di via italiana alla biblioteca pubblica». Uno dei temi del volume sembra condensarsi proprio nell'interrogativo su quanta parte di suggestioni derivanti dall'ideologia della public library e quanta da una visione strettamente politico-amministrativa ci sia stata nel lungo impegno e nella passione bibliotecaria della Carini Dainotti in un lungo arco di attività nel settore delle biblioteche italiane segnato di fatto -sembra qui di rileggere le pagine della Barone e Recensioni
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[Review] Andreina Rita, Biblioteche e requisizioni librarie a Roma in età napoleonica. Cronologia delle fonti, Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, 2012, 560 p. (Studi e Testi, 470)
Rosa Parlavecchia
Filologia Antica e Modena, XXII-XXIII, 39-40, 2012
Andreina Rita, Biblioteche e requisizioni librarie a Roma in età napoleonica. Cronologia delle fonti, Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, 2012, 560 p. (Studi e Testi, 470)
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Datare le edizioni sine notis: un case-study di incunaboli contrastampati della British Library
Silvia Litterio
«La Bibliofilia» Miscellanea de libris saeculo XV in Italia impressis A cura di Edoardo Barbieri, 2020
ENG A sequence of offsets links four Florentine incunables which originally belonged to George III’s library and are now held in the British Library. The four editions, all of which are without place and date of printing, contain texts, very largely in verse, in Florentine dialect composed in the literary circles round Lorenzo de’ Medici. The article proposes a new dating for the four editions to ‘[Florence, after 25 March 1490]’. The study also includes the identification of a new edition of the Ballatette del Magnifico Lorenzo de’ Medici, of which only two copies are known. ITA Una catena di contrastampe lega fra loro quattro incunaboli fiorentini conservati presso la British Library e appartenuti a re Giorgio III. Le quattro relative edizioni, tutte prive del luogo e della data di stampa, trasmettono testi di ambiente laurenziano in volgare fiorentino, quasi tutti in versi. Si propone di aggiornare la datazione delle quattro edizioni a [Firenze, dopo il 25 marzo 1490]. Contestualmente, si dà notizia dell’individuazione di una nuova edizione delle Ballatette del Magnifico Lorenzo de’ Medici, di cui sono noti due soli esemplari.
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Uno sguardo da oltreoceano (ovvero di tasse, speranze e biblioteche), in "Contro lo sfascio delle biblioteche italiane. Un manifesto per i presìdi culturali del territorio", a cura di Edoardo Barbieri (Milano-Torrita di Siena: CRELEB-Villa Classica, 2020): 92-99
Natale Vacalebre
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«Per condurre finalmente a termine questa pratica, che già troppo è ita per le lunghe». Le biblioteche delle Marche dopo l’Unità
Rosa Marisa Borraccini
La nascita delle istituzioni culturali nelle Marche post-unitarie. Atti della Giornata di studi, Urbino, 11 aprile 2011, a cura di Giuliana Pascucci, Ancona, ICOM Italia - Il Lavoro editoriale, p. 83-94 , 2013
La legge piemontese di soppressione delle corporazioni religiose fu introdotta nelle Marche con il Decreto n. 705 del 3 gennaio 1861 del Commissario straordinario Lorenzo Valerio. Dopo un lungo dibattito politico la L. 15 agosto 1867 n. 3848 definì a livello nazionale le procedure di liquidazione dell’asse ecclesiastico. Il contributo esamina alcune fattispecie della devoluzione delle librerie claustrali che – malgrado fenomeni di dispersione e rifiuto – implementarono in varia misura le collezioni delle biblioteche civiche esistenti e in alcuni casi fornirono la dotazione di base per la loro istituzione.
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La Biblioteca di Ercolano: cronologia, formazione, diffusione
Mario Capasso
Papyrologica Lupiensia, 2019
The article outlines the formation, consistency, content, life of the Greek library and the Latin library of the so called Villa dei Pisoni in Herculaneum. Philodemus is the likely collector of most of the Greek books. it remains to detect the connection between the two libraries.
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Rec. ad A. Turchini, Monumenta Borromaica, IV, Cultura del libro, chierici e modernizzazione. 'Inventari' di biblioteche del clero della città e arcidiocesi di Milano
Luca Ceriotti
Da "Rivista di storia della Chiesa in Italia", LXXI, 2017, pp. 246-252.
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I “libri iurium” dell’Italia comunale
rovere antonella
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«Et non se trova in libraria»: note sull’Elencho historico del Cinico
Claudia Corfiati
Scritto in collaborazione con Margherita Sciancalepore. Analisi dell'Elenco historico di Giovan Marco Cinico, famoso scriba della corte Aragonese a Napoli, con particolare attenzione al rapporto tra questo Elenco e i testi presenti nella biblioteca aragonese.
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accapo
23
2 3
Jack London
Giancarlo Petrella
Rivoluzione
«Questi nonconsono tempi
perErre
libri»
di
Il patrimonio
Erri De incunabolistico
Luca
delle biblioteche ucraine
Traduzione di
Con unaVirginia
Nota breveAscione
di Erri De Luca
e una Premessa di Raimondo Di Maio
LIBRERIA DANTE & DESCARTES
Epistolae et Evangelia, Venezia, Damianus de Medio-
lano, 12 marzo 1495: nota4 di possesso dell’esemplare 5
della Biblioteca ‘A. M. Gorky’ di Odessa.
Nota breve
di
Erri De Luca
Dalla casa bombardata di mio padre
a Napoli, dall’incendio che ne seguì,
si salvò quasi niente. Frugando tra le
© 2022 Edizioni Libreria Dante & Descartes macerie recuperò dei libri, bruciac-
via Mezzocannone, 63 | 80134 Napoli chiati fuori, illesi dentro. Fossero sta-
tel. +39 081 5515368 | +39 081 4202413
ti elettronici: addio.
[email protected]
Della biblioteca di Sarajevo presa
Cura editoriale di Raimondo Di Maio
a cannonate dalle colline, possiedo
In copertina: particolare del Ritratto virile, di
Alessandro Bonvicino detto il Moretto, Monaco,
un fregio di marmo, raccolto al tem-
Alte Pinakothek. po della guerra. L’edificio non esiste-
isbn 978-88-6157-225-6 va più. Anche da quella distruzione
6 7
si salvarono dei libri. Altri erano stati Bibliografia dei tempi
messi al sicuro. di guerra
Resiste una consistenza della car- di
ta stampata e rilegata che sopravvive Raimondo Di Maio
alle guerre.
Esiste una consistenza umana che
provvede a proteggere l’eredità carta- Fermatevi un attimo, voi che passa-
cea delle generazioni. te! In questo luogo fino al 6 aprile
del 1941 sorgeva la Biblioteca Na-
Nel loro rigirare acqua nel morta- zionale della Serbia. Quel giorno, al
io le guerre risultano infine impoten- mattino presto, iniziarono i bom-
bardamenti su Belgrado. Prima fu
ti a sottomettere, a cancellare. spazzata via la pace e poi fu data
L’inchiostro è il materiale più te- alle fiamme la Biblioteca Naziona-
nace, più forte delle bombe. le a Kosančićev Venac. Per giorni
bruciarono gli antichi monumenti
scritti, i libri vecchi e nuovi, ma-
noscritti e lettere, documenti e
giornali. Per giorni le fiamme con-
tinuarono a distruggere le testimo-
nianze dell’esistenza e della storia di
8 9
un popolo. Per giorni il fuoco di- fra tutti, un libro solo da ficcare in
vorò una storia secolare sintetizzata
in forma scritta. Poi finalmente, le
valigia o nel sacco o in tasca? ... era-
fiamme si trasformarono in brace e no evasioni o fughe, la cui ultima
la brace in cenere. In questo luogo meta poteva anche essere, e per mol-
sono disperse le ceneri di gran par-
te della memoria storica del popolo ti mesi, un rifugio murato sotto un
serbo. Pertanto fermatevi un atti- tetto o in una cantina; e per taluni
mo, voi che passate! anche un campo di concentramento
Svetlana Velmar Janković dal Discorso in o un carcere. E il libro che l’uomo
occasione del 65° anniversario del bom-
bardamento della Biblioteca Nazionale di libresco portava con sé poteva anche
Belgrado, Belgrado 2006. essere, come per taluno fu, l’ultimo
libro che lui leggeva…».
In tempo di pace come in tempo
«Negli anni scorsi (e non è ancora di guerra ci sono bibliofili e ci sono
dappertutto finito), quanti di quegli maltrattatori di libri. La guerra è il
uomini cui i libri sono un alimento maggior nemico degli uomini e i libri
necessario, sloggiando o fuggendo insieme ad altri beni culturali corro-
all’improvviso, dovettero scegliersi, no lo stesso pericolo di subire danni
10 11
e distruzioni. Parlare della guerra è «... che a vent’anni portai con me
parlare di quel caos di conseguen- nello zaino nei lunghi anni di guer-
ze che ha il potere di confondere ra», che doveva aver ben chiaro la
le immagini. Ho infatti riproposto condizione esistenziale del vivere
un frammento dell’indimenticabi- la guerra, scrivendo: «Sentivamo a
le saggio memorialistico, del 1946, poco a poco farsi sempre più ostile
di Pietro Pancrazi, critico letterario, il mondo che era stato il nostro, e
nel quale vengono ricordati gli anni che quella incomprensione tra noi
terribili della Seconda guerra mon- e il nostro tempo sarebbe durata a
diale e i libri che ci accompagnano lungo, sino ad essere l’immagine di
nella vita come silenziosi «congiun- una condizione di vita».
ti». Ho continuato a errare con la
memoria, senza smarrirmi, cumu- E la testimonianza dalla relazione
lando altre immagini. Con le parole del libraio Raffaele Pironti: «Il gior-
di un altro critico, Geno Pampaloni, no 12 settembre 1943, verso le ore
il quale ha ricordato come il volume 14, mentre ero al balcone della mia
delle Occasioni di Eugenio Montale, abitazione in via E. De Marinis n.
12 13
19, vidi venire verso di noi, prove- e le finestre … Poi, facendo uso di
nienti dal Rettifilo, una colonna di benzina, vi appiccarono il fuoco…».
automezzi carichi di tedeschi armati
fino ai denti (mitragliatrici, fucili, Come non riflettere di altre con-
bombe a mano ecc.). Arrivati all’al- seguenze delle guerre, la mancanza
tezza della Palazzina Medievale della di carta della quale scrive la Pro-
R. Università (via Mezzocannone n. fessoressa Maria Bizzarrilli: «quando
8) iniziarono un fuoco intenso in cioè l’Italia era divisa in due pezzi,
direzione di tutti i fabbricati di via al di qua e al di là della linea goti-
Mezzocannone, con l’intento, evi- ca, e a Napoli aveva sede il Governo
dentemente, di intimorire gli ita- militare alleato. Il problema della
liani. Dopo che ebbero sparato per ricostruzione materiale e morale del
un poco, dai camions scesero alcu- Paese urgeva già nelle coscienze di
ni tedeschi i quali piazzarono delle molti e in questa nostra città, ta-
mitragliatrici lungo la via e ad ogni gliata fuori di ogni contatto con le
angolo di strada. Altri, con bombe a grandi industrie editoriali del nord
mano sfondarono la porta d’ingresso e dell’Italia centrale, avevamo fame
14 15
di carta stampata non meno che di bri di qualsiasi pestilenza. Si annulla
pane…». il dovere del giudizio e si assale il ri-
Dobbiamo abbandonare queste vale con furia, si perde l’uso dell’in-
immagini di guerra nelle voci amare telletto e si distrugge ogni strumento
e suggestive vicine al nostro tempo e della ragione: la guerra avanza senza
fare un salto all’indietro nei secoli e distinzioni, e rende tutto una livel-
riaprire il Philobiblon di Riccardo de la!…».
Bury (1344), la prima fondamentale Troppe le guerre che hanno causa-
e appassionata opera di bibliofilia, to altrettanti roghi di libri della storia
dove già troviamo quel capitolo VII: dell’umanità. L’inspiegabile nuova
«Querimonia librorum contra bella. tragica guerra d’oggi, l’invasione del-
Lamento dei libri contro la guerra» la Russia in Ucraina, ci ricorda quel-
nel quale de Bury, avverte quanto la vicina a noi nel tempo, quando la
dovrebbe essere sempre ascoltato da- notte del 25 agosto 1992, bruciaro-
gli uomini di guerra: «Tu altissimo, no i libri della Biblioteca Nazionale
creatore e amante della pace, disperdi della Bosnia Erzegovina, bombardata
chi vuole la guerra, più nociva ai li- dai serbi.
16 17
Giancarlo Petrella invece nel bre- quel fondamento del sapere che ha
ve e opportuno saggio bibliografico permesso di vivere in pace e fondato
necessario ai tempi di guerra, cerca la stessa idea d’Europa, ovvero l’in-
di documentare (è più di un moni- contro tra popoli distanti e allo stesso
to), quanti importanti e rari incu- tempo vicini, nel tempo che regna la
naboli corrano il rischio di andare pace e non si lotta per sopravvivere,
distrutti a causa di quest’innaturale ma per vivere.
evento. Questa devastante tragedia
che torna a causare tanti lutti e feriti,
tanta miseria, e tanta distruzione.
Distruzione che mette a rischio
anche i beni culturali e tra essi vi
sono i rarissimi libri descritti che
rappresentano l’eredità culturale eu-
ropea. Quell’Europa di pace che vive
e comunica superando distanze e di-
versità. Perché i libri hanno radicato
18 19
Bibliografia Il patrimonio incunabolistico
di
P. Pancrazi, “Il libro nel sacco” (1946), in
Della tolleranza, a cura di P. P. Trompeo, Giancarlo Petrella
Firenze, Le Monnier 1995;
G. Pampaloni, “Con Le occasioni dentro lo
zaino” (1984), in G. Pampaloni, Il critico
giornaliero. Scritti militanti di letteratura
1948-1993, a cura di Giuseppe Leonelli,
Torino, Bollati Boringhieri 2001;
R. Pironti, “IV. Relazione”, in L’Università
di Napoli incendiata dai tedeschi 12 set-
tembre 1943, Napoli, Macchiaroli 1944;
M. Bizzarrilli, “Pasquale Federico, uo-
mo antico e moderno”, in Pasquale Fe-
derico Editore-Libraio, a cura di Aldo e
Riccardo Federico, Napoli 1958;
R. de Bury, Philobiblon, Introduzione di
Mariateresa Fumagalli Beonio Broc-
chieri, traduzione di Riccardo Falaga,
Milano, Rizzoli 1998.
20 21
«Mai come in questi mesi in cui sui
bollettini di guerra cominciavamo a
leggere con un tremito i luoghi della
Toscana, abbiamo sentito che questi
paesi sono carne della nostra carne,
e che per la sorte di un quadro o di
una statua o di una cupola si può
stare in pena come per la sorte del
congiunto, o dell’amico più caro».
Queste parole, pronunciate da
Piero Calamandrei il 15 settembre
1944 in occasione del suo insedia-
22 23
mento a Rettore dell’Ateneo fioren- insensato parlare di libri dopo gli
tino, suonano di terribile attualità orrori di Bucha, Mariupol. «So che
dopo che la barbarie della guerra questi non sono tempi per libri»
è tornata ad affacciarsi nel cuore scriveva il libraio ed editore Filippo
dell’Europa.1 Può sembrare persino Argelati a Muratori nel bel mezzo
di una delle tante guerre che dila-
Questo breve intervento di natura biblio- niavano l’Europa del Settecento. E
grafica nasce da una lezione ‘aperta’ tenuta da
chi scrive il 1° aprile 2022 presso l’Universi-
quella frase percorsa da un balbettio
tà Federico II di Napoli. Ringrazio l’amico e quasi pudico è tornata ad affligger-
collega Andrea Mazzucchi che in quell’occa- mi in queste settimane. Ma l’identi-
sione volle promuovere l’iniziativa aprendola
anche agli studenti esterni al corso di Storia e tà di una nazione, la memoria di un
conservazione del patrimonio librario. Esprimo popolo è inevitabilmente custodita
la mia gratitudine all’amico libraio ed editore
Raimondo Di Maio per essersi offerto di pub-
blicare questa plaquette che Erri De Luca ha irreparabili che le biblioteche ucraine rischiano
generosamente impreziosito delle sue parole in di subire nel corso del conflitto. Resta altret-
limine. Le poche pagine che seguono sono la tanto viva la speranza che in un futuro pros-
mia, per quanto sterile, risposta all’insensatez- simo si possa tornare a parlare soltanto di libri
za di questa guerra oltre che il tentativo di sen- e bibliotecari e studiosi possano sfogliare tutti
sibilizzare l’opinione pubblica riguardo i danni gli incunaboli qui fuggevolmente menzionati.
24 25
anche, o soprattutto, nel proprio pa- inutile fu invece il preventivo trasfe-
trimonio artistico-culturale. E i beni rimento a San Paolo Belsito dei più
archivistico-librari sono parte inte- preziosi documenti dell’Archivio di
grante di questo patrimonio. Eredità Stato, tra cui i registri della Cancel-
cartacea, da preservare e tramandare, leria angioina, distrutti nell’incendio
material cultural heritage. Come sa appiccato il 30 settembre 1943 per
bene l’Italia, che ancora freme per deliberata rappresaglia dai tedeschi
le perdite subìte durante la Seconda in ritirata.2
guerra mondiale e i rischi corsi dalle
biblioteche sotto le bombe. Soltanto
S. Palmieri, L’Archivio di Stato di Napoli:
distruzioni durante la Seconda guerra mondia-
a Napoli, due strenue direttrici, Ma- le e successiva ricostruzione, «Archivum», XLII,
ria Giuseppina Castellano Lanzara 1996, pp. 239-53; A. Borrelli, Inter arma
tacent musae. Archivi, biblioteche e istituti scien-
e Guerriera Guerrieri, si prodigaro- tifici a Napoli durante la guerra 1940-1945, Na-
no con passione e determinazione poli, Dante & Descartes, 2005; V. Trombet-
ta, Biblioteche e archivi napoletani durante la
per mettere al riparo il patrimonio guerra, in Le biblioteche e gli archivi durante la
della Biblioteca Universitaria e del- Seconda guerra mondiale: il caso italiano, a cura
la Biblioteca Nazionale. Fatalmente di A. Capaccioni, A. Paoli, R. Ranieri, Bo-
logna, Pendragon, 2007, pp. 393-442. Più in
26 27
Sotto le bombe e a rischio di- la città in un deposito sotterraneo,
struzione è oggi il patrimonio ar- come già era accaduto durante la
tistico-librario dell’Ucraina, le sue Seconda guerra mondiale. Le fiam-
biblioteche e gli istituti di conserva- me hanno invece divorato il cinque-
zione. Abbiamo negli occhi le statue centesco monastero ortodosso della
e le vetrate delle chiese di Leopoli “Santa Dormizione” a Svyatogorsk.
protette per quanto possibile, fin dai Poco sappiamo della sorte del pur
primi giorni del conflitto, con telo- ricco patrimonio librario, da Leopo-
ni e sacchi di sabbia dai colpi dei li al Mar Nero sino al confine orien-
mortai e dalle onde d’urto, come si tale. Soprattutto della porzione più
protegge un congiunto. La scultu- antica di quel patrimonio, risalente
ra lignea di Gesù Cristo trasferita a al XV secolo.
braccia dalla Cattedrale armena del- Le fonti bibliografiche accessibi-
li forniscono dati ragionevolmente
generale, sul tema, si veda A. Paoli, «Salviamo
la creatura»: protezione e difesa delle biblioteche
incompleti, ma già ragguardevoli. Si
italiane nella Seconda guerra mondiale, con sag- stima che il patrimonio incunaboli-
gi di G. de Gregori e A. Capaccioni; presen- stico ucraino – vale a dire i più anti-
tazione di M. Guerrini, Roma, AIB, 2003.
28 29
chi libri a stampa, impressi non oltre Procediamo dall’Ucraina orien-
il 1500, convenzionalmente noti col tale. A Kharkiv prima dello scoppio
termine di incunaboli – ammonti a della guerra e dei bombardamen-
239 edizioni, per circa 250 esempla- ti risultavano ufficialmente cinque
ri. Questo, almeno, è quanto si ac- edizioni incunabole, conservate nei
certa dalla consultazione della banca due principali istituti culturali. Un
dati dell’ISTC (The Incunabula Short esemplare completo della pondero-
Title Catalogue), il più autorevole re- sa edizione in folio in sei parti dei
pertorio bibliografico sulle edizioni Sermones di Sant’Agostino stampata
del Quattrocento. Un patrimonio a Basilea da Johann Amerbach nel
disseminato in almeno una decina 1494-95 (ISTC ia01308000) presso
di biblioteche, da Kharkiv a Kiev, da la Biblioteca ‘Vladimir Korolenko’,
Odessa a Leopoli, a testimonianza di la seconda biblioteca dell’Ucraina,
un giacimento librario diffuso, spec- fondata nel 1866. Quattro edizioni
chio di una circolazione libraria che invece presso la Biblioteca Naziona-
fu profonda e stratificata, sebbene le dell’Università ‘Vasily Karazin’,
poco nota. una delle più antiche e prestigiose
30 31
dell’ex Unione Sovietica, fonda- mento della prototipografia scienti-
ta nel 1804. Non sappiamo, men- fica veneziana, Elementa geometriae,
tre scriviamo, quale sia il destino di Venezia, Erhard Ratdolt, 25 mag-
questi esemplari quattrocenteschi gio 1482 (ISTC ie00113000) e, per
dopo il bombardamento di alcuni quanto forse bibliograficamente da
edifici del grande complesso univer- escludere dal novero degli incunabo-
sitario. Abbiamo speranza che siano li, l’edizione Sermo ad laudem Dei et
sopravvissuti l’Aristotele, De anima- beatae Ursulae et eius societatis, [Basel,
libus, Venezia, Johannes de Colonia Michael Furter, post 17 giugno 1504]
e Johannes Manthen, 1476 (ISTC (ISTC iu00077600). Sul Mar Nero,
ia00973000) – di cui si conserva in l’elegante complesso neoclassico della
Ucraina un secondo esemplare pres- Biblioteca Scientifica Nazionale ‘A.
so la Biblioteca Nazionale di Kiev M. Gorky’ di Odessa, la più antica
–; l’Albertus Magnus, De animali- biblioteca pubblica ucraina, fonda-
bus, Mantova, Paulus de Butzbach, ta nel 1829, custodisce un nucleo di
12 Jan. 1479 (ISTC ia00224000); il almeno 35 edizioni quattrocentesche
bellissimo Euclide illustrato, monu- (ma l’ISTC è qui inaffidabile e forni-
32 33
sce un dato palesemente incompleto in volgare di Cristoforo Landino, Ve-
di sole 15 edizioni) di cui informa un nezia, Nicolaus Jenson, 1476 (ISTC
prezioso catalogo degli anni Venti del ip00801000) – di autori classici o
secolo scorso.3 Si tratta di edizioni in medievali, come l’Ammianus Mar-
latino – con l’unica eccezione, che cellinus, Historiae, Roma, Georgius
necessita di ulteriori accertamenti, Sachsel e Bartholomaeus Golsch, 7
dell’Historia naturalis nella versione giugno 1474 (ISTC ia00564000) o
il Chronicon di Antoninus Florenti-
I. Faas, Die Wiegendrucke der Zentralen Wis- nus, Norimberga, Anton Koberger,
senschaftlichen Bibliothek zu Odessa, Kiev 1927 31 luglio 1484 (ISTC ia00778000).
(il catalogo, completo di alcune immagini de-
gli incunaboli descritti, è redatto in ucraino Nucleo fondante della raccolta sono
fuorché una sommaria introduzione in tedesco le numerose edizioni di argomento
e le intestazioni in alfabeto latino. Ringrazio la
Professoressa Mary-Allen Johnson del Center giuridico italiane e tedesche prove-
for Slavic and East European Studies dell’Ohio nienti dalla collezione dell’insigne
State University Library per avermene fornito
una tempestiva riproduzione). Dal sito aggior-
giurista polacco Romuald Hube
nato della Biblioteca (http://odnb.odessa.ua/) (1803-1890). Sorprendono la prima
si apprende però che la raccolta incunabolisti- edizione in assoluto degli Statuta di
ca ammonta addirittura a 52 edizioni.
34 35
Verona (1475) e di Ferrara (1476), in «lingua illyrica» delle Epistolae et
l’edizione degli Statuta di Vicenza del Evangelia per la chiesa slava stampata
1490 e quella degli Statuta Mediola- a Venezia da Damianus de Mediolano
ni, Milano, [Ambrosius de Capona- nel marzo 1495 (ISTC ie00064695).
go per Alexander Minutianus], del Sul margine inferiore della prima pa-
1498 (ISTC is00718000), oltre alla gina di testo – riprodotta nel catalo-
silloge di Bullae et constitutiones pa- go – si intravede, quasi un’agnizione,
pali, [Roma, Bartholomaeus Guldin- una nota di possesso cinquecentesca
beck, 1477-80] (ISTC ib01280000) di una biblioteca ecclesiastica, la cui
del tutto assente nelle biblioteche identificazione resta però sospesa a
italiane. Vi affiora anche un rarissimo mezz’aria: «Iste liber pertinet ad lo-
esemplare (ne sono censiti solo altri cum…». E con lei un tassello del per-
due al mondo, entrambi sulla sponda corso che portò quest’esemplare da
croata dell’Adriatico, nessuno sembra Venezia sino ad Odessa.
dunque rimasto in Italia) della «vul- Nell’Ucraina nord-occidentale, l’af-
garizacio dalmatica epistolarum et fascinante città di Leopoli, scrigno
evangeliorum», vale a dire la versione di straordinarie testimonianze arti-
36 37
stico-culturali, custodisce, ancora af- neziana del Compendium theologicae
fidandoci ai dati trasmessi dall’ISTC veritatis di Alberto Magno (Venezia,
passibili quantomeno di integrazio- Gabriel de Grassis, 14 giugno 1485:
ni, tredici edizioni incunabole. Si ISTC ia00238000), gli Opera omnia
tratta, a quanto apprendiamo, di una di Sant’Ambrogio nell’edizione basi-
raccolta non concentrata in un’unica leese di Johann Amerbach del 1492
biblioteca, ma riaffiorante da diver- (ISTC ia00551000) e due preziosi
si istituti di conservazione. La Bi- esemplari delle più antiche edizioni
blioteca Nazionale ‘Vasyl Stefanyk’, in caratteri cirillici stampate a Craco-
istituita nel 1940 dopo l’annessione via dalla prototipografia di Fiol Swie-
da parte dell’Unione Sovietica con i topolk nei primi anni Novanta del
fondi librari provenienti da nume- XV secolo: Triodium quadragesimale
rose biblioteche, collezioni e isti- Triod’ postnaya, [Cracovia, Swieto-
tuti culturali nazionalizzati, tra cui polk Fiol, 1491] (ISTC it00427980);
lo smembrato istituto Ossolineum, Triodium temporis paschalis Triod’
conserva almeno sei edizioni incu- tsvetnaya, [Cracovia], Swietopolk
nabole. Tra queste un’edizione ve- Fiol, [1493] (ISTC it00428000).
38 39
Due strumenti per la confessione niversità di Leopoli ‘Ivan Franko’, il
stampati a Roma nel tardo Quattro- cui nucleo originario rimanda a un
cento, il primo (Andreas de Escobar, precedente collegio gesuitico. L’U-
Modus confitendi: ISTC ia00680000) niversità, la più antica dell’Ucraina,
noto in soli altri due esemplari (nes- fu istituita nel 1661 per volontà del
suno dei quali in Italia), risultano re di Polonia Giovanni II Casimiro e
presso la Biblioteca dell’Accademia durante la sua storia conobbe episo-
delle Scienze di Leopoli, istituita nel di di brutale saccheggio che dovet-
1918. Quattro edizioni religiose, tra tero intaccarne anche il patrimonio
cui l’Expositio super toto psalterio di librario. Infine, tre esemplari di al-
Johannes de Turrecremata, stampata cune delle già incontrate edizioni in
ancora a Cracovia c. 1475-76 (ISTC caratteri cirillici stampate a Cracovia
it00520500), sono quanto rimane negli anni Novanta del XV secolo –
(ma i dati andrebbero verificati) di che testimoniano il sostrato cultura-
quella che doveva essere un tempo le e linguistico polacco dell’Ucraina
l’assai più ingente dotazione incu- nord-occidentale – si conservano
nabolistica della Biblioteca dell’U- anche presso i due più importanti
40 41
istituti museali cittadini, l’Historical fragment che evidentemente necessi-
Museum e il Museo ‘Andrey Shep- ta di una verifica) della Bibbia in la-
tytsky’. Quest’ultimo, fondato nel tino sine notis attribuita alla tipogra-
1905 dall’arcivescovo metropolita fia di Strasburgo o di Basilea c. 1480
Andrey Sheptytsky (1865-1944), cu- (ISTC ib00607000). Come accen-
stodisce la più importante collezione nato, è però ragionevole che anche
di arte ucraina. qui i dati siano poco affidabili. Con
Il nucleo numericamente più conseguenze bibliografiche piutto-
consistente di incunaboli si conserva sto rilevanti. Solo l’analisi autoptica
invece presso la Biblioteca nazionale può consentire di delineare meglio
‘Vernadskij’ di Kiev. L’ISTC censisce la consistenza dei singoli fondi libra-
214 edizioni, alle quali aggiunge un ri e le caratteristiche materiali degli
solo incunabolo presso la Biblioteca esemplari, tracciandone la storia pre-
dell’Accademia delle Scienze di Kiev: gressa e, fin dove possibile, il percor-
si tratta di un’edizione incompleta so che li ha portati nelle biblioteche
(o piuttosto di un frammento, co- ucraine. Qualcosa riusciamo però a
me suggerisce l’indicazione esplicita capire anche dall’esterno, dal nostro,
42 43
oggi terribilmente privilegiato, pun- Ivanovic Zdanevyc a partire dagli
to di osservazione. anni Quaranta del secolo scorso ma
Una fonte bibliografica altret- pubblicato solo nel 1974.4 L’impres-
tanto autorevole informa che presso sione è che l’ISTC, che pure cita il
la biblioteca dell’Accademia delle catalogo tra le proprie fonti biblio-
Scienze si conserva un fondo addi- grafiche, abbia però inserito nella
rittura di 516 incunaboli, compren- banca dati solo una minima parte
sivi di alcuni frammenti. Cifra che (meno della metà) degli incunaboli
porterebbe dunque più che a rad- ivi registrati, alterando così di fatto
doppiare il patrimonio incunaboli- la nostra percezione del patrimonio
stico complessivo delle biblioteche incunabolistico nazionale.
ucraine. La fonte, della cui veridicità
bibliografica è impossibile dubitare,
B. Zdanevyc, Katalog inkunabul, Kiev,
è il prezioso catalogo (formalmente Naukova dumka, 1974 (ringrazio la dottores-
intestato Biblioteca dell’Accademia sa Marina Gentilini della Biblioteca Statale di
delle Scienze della Repubblica So- Cremona che ne possiede una rarissima copia
per avermene fornito una preziosa riproduzio-
cialista Ucraina) compilato da Boris
ne).
44 45
46 Kiev, Naukova dumka, 1974.
B. Zdanevyc, Katalog inkunabul, 47
Il catalogo è corredato di una preziosi frammenti rintracciati all’in-
provvidenziale presentazione in in- terno delle legature e provenienti
glese e di copiosi indici (dei luoghi da esemplari smembrati per essere
di stampa, tipografi e persino dei reimpiegati dai legatori come carta
possessori rilevati dall’analisi dei sin- di riuso, secondo una prassi all’epo-
goli esemplari) in alfabeto latino che ca piuttosto usuale. Tra questi lascia
consentono pertanto di sfogliarne stupefatti un lacerto (purtroppo da-
con maggiore agio le schede anali- to già come smarrito all’epoca della
tiche in cirillico (fuorché l’intesta- pubblicazione del catalogo) di un’e-
zione). Si apprende, preliminarmen- dizione non altrimenti nota, forse
te, che la raccolta incunabolistica riconducibile, in ragione del caratte-
dell’Accademia delle Scienze di Kiev re di stampa impiegato, addirittura
è tra le più ingenti fra quelle dell’ex alla prototipografia maguntina pres-
Unione Sovietica, inferiore solo alle sappoco coeva all’attività di Johann
due biblioteche di San Pietroburgo e Gutenberg (ma a lungo lo si è attri-
alla Biblioteca di Stato di Mosca. Ne buito a Gutenberg stesso): Provin-
fanno parte, come accennato, alcuni ciale omnium ecclesiarum, [Magonza,
48 49
c. 1456-57] (ISTC ip01025690). prima del 1920.5 Tolgono il fiato
Zdanevyc lo estrasse da un sor- anche altri due esemplari (entram-
prendente esemplare di una Bibbia bi ignoti al censimento dell’ISTC)
latina stampata a Ginevra nel 1555 impressi a Magonza da Johann Fust
la cui legatura fu rinforzata con al- e Peter Schöffer, i due soci che ri-
cuni fogli che rimandano a diverse levarono l’officina di Gutenberg: il
edizioni quattrocentesche tedesche. Cicerone, De officiis, [Magonza],
Un caso quasi unico di recupero bi- Johann Fust e Peter Schöffer, 1465
bliografico offerto da una legatura (ISTC ic00575000) e la più miste-
cinquecentesca. Libro assai curioso riosa edizione non sottoscritta Mat-
anche per l’avventuroso percorso thaeus de Cracovia, Dialogus rationis
che pare l’abbia portato all’Accade- et conscientiae de frequenti usu Com-
mia delle Scienze di Kiev: sembra munionis, [Magonza, Tipografo del
si conservasse ancora nell’area della
Prussia orientale nel tardo Seicento, 5
V. Scholderer, A unique Provinciale ro-
nel 1854 risulta a San Pietroburgo e manum at Kiev, «The Book Collector», VIII,
1959, p. 425. Zdanevyc ne curò un’edizione
da qui deve aver raggiunto Kiev non
facsimilare pubblicata a Kiev nel 1941.
50 51
52 53
Frammento del Provinciale omnium ecclesiarum,
[Magonza, c. 1456-57].
‘Catholicon’, non prima del 1469] anche al pubblico dei non alfabetiz-
o [Johann Gutenberg?, 1460] (ISTC zati. Non possiamo accertare come
im00367000). La Biblioteca cela un sia qui arrivata, ma anche il lettore
paio di autentiche sorprese. Andiamo digiuno di storia del libro capisce
con ordine. L’unico esemplare noto che sarebbe una perdita gravissima
al mondo di un trattato rinascimen- nel caso malaugurato quest’unicum
tale di mnemotecnica in tedesco: dovesse andare smarrito o distrutto.
Ars memorativa [Augsburg, Johann L’indice dei possessori, già me-
Bämler, 1480] (ISTC ia01087500). todologicamente pionieristico, si ri-
Ma soprattutto l’unicum di una deli- vela provvidenziale, offrendo spunti
ziosa edizione illustrata popolare dei e informazioni utili a tracciare un
Miracoli della Vergine Maria, Vene- quadro meno approssimativo della
zia, [Manfredus de Bonellis], 15 no- provenienza degli esemplari e del-
vembre 1498 (ISTC im00619550), la circolazione del libro nell’Europa
corredata di un ciclo di ventisei pic- orientale e lasciando intravedere al-
cole silografie intercalate a testo con cune linee di sviluppo delle colle-
la funzione di parlare visivamente zioni librarie poi confluite nell’alveo
54 55
della biblioteca dell’Accademia delle Manthen, 1476, appartennero all’ul-
Scienze fondata nel 1918. Oltre a timo re di Polonia Stanislao II Augu-
numerosi esemplari un tempo ap- sto Poniatowski (1732-1798). Altret-
partenuti a biblioteche ecclesiastiche tanti al numismatico e collezionista
disseminate su un territorio geografi- di origini franco-russe, ma trapianta-
camente ampio e corrispondente alle to in Ucraina nella tenuta nei pressi
attuali Polonia, Lituania e Ucraina, di Zhytomyr, Stanislas Iwanowitsch
si intravedono tre fondi di maggiore de Chaudoir (1790-1858). Ancora
consistenza: un nucleo di oltre 140 dalle note di provenienza vengono
incunaboli risale, tramite l’ex libris segnali tangibili di una precoce cir-
«Societas Jablonoviana», al nobile colazione dei prodotti dell’arte ti-
bibliofilo polacco e mecenate delle pografica europea in quell’area. Il
arti Józef Aleksander Jabłonowski citato esemplare del De animalibus
(1711-1777); una sessantina, tra cui di Aristotele reca nota datata 1504
un esemplare pergamenaceo miniato che conduce a Johannes Lubrański
di Aristotele, De animalibus, Vene- (1456-1520), umanista e vescovo di
zia, Johannes de Colonia e Johannes Poznań.
56 57
Due altri incunaboli denunciano ci al rientro dall’Italia. Le edizioni
note di possesso già riconducibili romane sono prevalentemente asse-
all’Europa orientale datate rispetti- gnabili al genere orationes e sermones
vamente 1485 e 1508. Sono però so- d’occasione, a eccezione di due raris-
prattutto i luoghi di stampa a la- simi Mirabilia urbis Romae (opusco-
sciare percepire la presenza in questi letti illustrati di poche carte che fun-
territori al confine tra la Polonia e gevano da guida per i pellegrini nella
l’Impero Russo, forse assai prima che città santa e che potrebbero forse
fiorisse la stagione collezionistica set- nascondere le tracce di un pellegri-
te-ottocentesca, di parecchie edizioni naggio romano) e di uno dei più bei
prodotte dalla tipografia quattrocen- prodotti della cartografia quattro-
tesca tedesca e italiana. L’indice dei centesca, ossia la scenografica Cosmo-
luoghi di stampa parla di decine di graphia di Tolomeo (Roma, Petrus
edizioni romane e veneziane, alcu- de Turre, 4 novembre 1490: ISTC
ne delle quali ragionevolmente qui ip01086000) corredata di un corpus
giunte lungo le vie commerciali o di 27 mappe incise. Dall’editoria
portate con sé da studenti e chieri- veneziana giunsero invece i classici
58 59
greco-latini, tra cui l’Historia natura- pregevoli silografie che la corredano.
lis impressa da Johannes Alvisius nel Non così probabilmente l’esemplare
1499 (ISTC ip00800000), il Vergi- delle petrarchesche Epistolae ad fa-
lius, Opera, Venezia, [Albertinus Ver- miliares (ed. Sebastianus Manilius),
cellensis] per Lucantonio fiorentino, Venezia, Johannes e Gregorius de
27 agosto 1500 (ISTC iv00195000) Gregoriis, 13 settembre 1492 (ISTC
o l’Aristotele greco di Manuzio, oltre ip00399000), modello per l’episto-
a testi giuridici, religiosi ed edizioni lografia umanistica in tutta Europa.
scientifiche. Il latino è ovviamente Figurano, senza che possano però ac-
la lingua d’uso, veicolo della cultu- certarsi le circostanze sottese alla loro
ra umanistica, con l’eccezione, tutta presenza, anche due prodotti della ti-
peraltro da accertare, del Canzoniere pografia napoletana quattrocentesca:
e dei Trionfi di Petrarca nell’edizione Philippus de Barberiis, De animo-
Venezia, Pietro de’ Piasi, 1490 (ISTC rum immortalitate, [Napoli, Mathias
ip00386000), la cui presenza è però Moravus, 1° dicembre 1481-1487 o
forse riconducibile al collezionismo Francesco del Tuppo, 1490] (ISTC
sette-ottocentesco in ragione delle ib00115000) e l’edizione (forse qui
60 61
portata da un membro della ben co ucraino (che in ragione dei nuovi
radicata comunità ebraica) David dati qui raccolti ammonterebbe a
Kimhi, Sefer ha-Shorashim, Napoli, quasi 600 esemplari) dimostra, an-
Joshua Solomon Soncino per Isaac che su basi storico-bibliografiche,
ben Judah ben David de Quator- l’appartenenza dell’Ucraina a una
ze, 10 o 11 febbraio 1491 (ISTC terra di frontiera, un crocevia, oltre
id00102740). Al contrario, decisa- che geografico, linguistico e cultu-
mente esigua la presenza di edizioni rale tra Europa centrale e orientale.
della tipografia polacca tardo quat- Edizioni stampate in Polonia a fine
trocentesca, così come palesemente Quattrocento si mescolano infatti
isolata appare l’edizione praghese in con edizioni provenienti dai cen-
lingua ceca della Legenda aurea di tri tipografici dei Paesi Bassi, della
Jacobus de Voragine, Praga, [Johann Germania e dell’Italia, alcune delle
Kamp?], 21 e 31 luglio 1495 (ISTC quali, come intravisto, di straordina-
ij00138000). ria e sorprendente rarità. Virgilio, i
Un primo sguardo, seppure a di- classici in latino, i testi di diritto, per
stanza, al patrimonio incunabolisti- le biblioteche dei conventi e i colle-
62 63
gi gesuitici della Galizia e Volinia. A Indice
conferma di una circolazione libraria
che fu, sin dal tardo Quattrocento,
già orgogliosamente e pienamente
europea. Di quell’Europa che ha nel
libro e nella cultura del Rinascimen- Nota breve p. 7
to le sue più profonde radici. Erri De Luca
Bibliografia dei tempi di guerra 9
Raimondo Di Maio
Il patrimonio incunabolistico 21
Giancarlo Petrella
64 65
Questo libro è dedicato alle donne
e agli uomini, che comunicano
attraverso gli strumenti
del sapere e a coloro
che li conservano,
perché sono
strumenti
di pace
...
Napoli, 15 giugno 2022
66 67
68
Giancarlo Petrella
Università degli Studi di Napoli "Federico II", Faculty Member
Prof. Ordinario di "Storia e Conservazione del patrimonio librario" e di "Bibliografia" presso l'Università Federico II di Napoli.
Docente di Storia del Libro presso la Scuola Superiore Meridionale di Napoli.
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