Papers by Silvia Camilotti

«Tutto ciò risponde alle mie irrequiete aspirazioni» I viaggi di Alba Felter Sartori nella colonia italiana

La detection della critica. Studi in onore di Ilaria Crotti, 2020

Alba Felter Sartori travelled alone through different Italian colonies in Africa in the 1930s and... more Alba Felter Sartori travelled alone through different Italian colonies in Africa in the 1930s and her travelogue was informed by the fascist ideology. In this paper I argue that the travel becomes for her an occasion of empowerment, since it allows her to perform in ways that in her motherland were not permitted. The colony becomes, in her
experience, an occasion to challenge gender rules and her identity. Of equal importance is the fact that writing turns into an opportunity for public acknowledgment.

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“Cosa succede ai corpi quando la storia li investe?” Alcuni esempi nella letteratura italiana contemporanea sulle migrazioni

Viajes y escrituras: migraciones y cartografías de la violencia, 2020

Le titre de cette présentation provient d’un entretien avec l’écrivaine italienne d’origine somal... more Le titre de cette présentation provient d’un entretien avec l’écrivaine italienne d’origine somalienne, Igiaba Scego: avec cette phrase, il désire expliquer comment l’histoire coloniale a influencé et continue d’influencer la vie des Noirs en Italie, en particulier des femmes qui ont vécu le colonialisme et ses effets. Ce travail se concentre sur la représentation du corps des immigrés.

El título de esta presentación viene de una entrevista a la escritora italiana de origen somalí Igiaba Scego: con esta frase quiere explicar cómo la historia colonial ha influenciado y sigue influenciando la vida de las personas negras en Italia, en particular las mujeres, que vivieron el colonialismo y sus efectos. Este trabajo se enfoca en la representación del cuerpo de los inmigrantes.

The title of this study derives from an interview with Igiaba Scego, an Italian writer of Somalian origin. Her question is drawn on in order to explain how colonial history has exerted and still exerts an influence upon the life of black people in Italy, particular upon women who experienced colonialism and its effects. This chapter focuses on the representation of the immigrants’ bodies.
Keywords: immigrant literature, race, Igiaba Scego, Mediterranean

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Tra fughe e ritorni La scrittura di Anilda Ibrahimi

Tra due rive Autrici del Novecento europeo sul confino, 2020

Il presente saggio offre una riflessione sulla produzione dell’autrice di origine albanese, resid... more Il presente saggio offre una riflessione sulla produzione dell’autrice
di origine albanese, residente in Italia da molti anni, Anilda Ibrahimi,
a partire dal suo ultimo romanzo, Il tuo nome è una promessa (Einaudi 2017).
Il tema della vita vissuta sul crinale di più paesi, culture e lingue attraversa la produzione della scrittrice, che colloca al centro della sua narrativa — senza scivolare nella retorica o nelle stereotipie — figure femminili mai arrendevoli, bensì determinate nel condurre e affrontare le asperità che la vita pone sul loro cammino. L’andirivieni tra più lingue e paesi che le donne vivono, da intendersi sia in senso identitario sia letterale, è fatto di viaggi, fughe, ricerche di sé e ritorni che, in particolare nell’ultima opera letteraria, trovano grande espressione.

DEP, n. 41/42. Pro o contro la bomba atomica. Riflessioni intorno al saggio di Elsa Morante, 2020

https://www.unive.it/pag/39857/ Secondo Elsa Morante, qual è il ruolo degli scrittori, della lett... more https://www.unive.it/pag/39857/ Secondo Elsa Morante, qual è il ruolo degli scrittori, della letteratura e più in generale dell’arte nella visione che emerge dal testo della conferenza, tenutasi nel 1965, intitolata “Pro o contro la bomba atomica?” A partire dal dibattito di quegli anni su temi di urgenza politica, Morante riflette sul ruolo dello scrittore, o poeta, di fronte ai cambiamenti sociali, esprimendo una visione problematica e non priva di contraddizioni che è influenzata dal clima intellettuale di quel periodo storico. La bomba atomica diventa per lei un’occasione di espressione, oltre che una metafora, di un disagio che oscilla costantemente tra le tendenze alla resa e uno spirito combattivo e tenace.

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All'incrocio dei sentieri: per una lettura complessa della subalternità in alcuni romanzi contemporanei

Paradigmi di violenza e transculturalità: il caso italiano (1990-2015), 2019

Il presente contributo fa ricorso al paradigma dell'intersezionalità per indagare la condizione d... more Il presente contributo fa ricorso al paradigma dell'intersezionalità per indagare la condizione di subalternità in cui versano i protagonisti di alcuni testi narrativi contemporanei. L'approccio intersezionale viene teorizzato dalla giurista Kimberlé Crenshaw in un saggio del 1989, dove illustra come esso miri a rendere complessa la lettura di una condizione a rischio di subordinazione, incrociandone tutte le possibili cause e indagandone gli effetti, al fine di modificare i tradizionali modi di guardare alla discriminazione. Ulteriore peculiarità di tale approccio è la sua intrinseca interdisciplinarità, che si traduce in un continuo sconfinamento tra ambiti di studio e nella sfida ad una visione autoreferenziale del fare ricerca. Il percorso che si propone applica tale approccio teorico a personaggi letterari la cui appartenenza di genere, razza e classe in particolare produce effetti nelle loro relazioni e nella percezione altrui. Si prenderanno in considerazione opere di scrittori e scrittrici di diverse provenienze, italiane e non, i cui personaggi permettano una lettura complessa della discriminazione.

Tra parole e immagini. Tre anni in Eritrea di Rosalia Bossiner

Un viaggio realmente avvenuto» Studi in onore di Ricciarda Ricorda, 2019

In this essay I analyse the different meanings of travelling in the writing of Rosalia Bossiner, ... more In this essay I analyse the different meanings of travelling in the writing of Rosalia Bossiner, who spent three years in Eritrea, from 1893 to 1896, following her husband there as he took part in the military campaigns to colonise Eritea. In particular I focus on the relation between writing and pictures in her autobiography, Tre anni in Eritrea, since Bossiner was also a photographer; despite photography’s seeming ability to lend objectivity to her writing, I argue that in the colonial context what is depicted by the photographer and especially what is left out of the camera is meaningful and shows the power imbalance in the relationship between the one who takes the photos and her/his object.

Dire la verità: l'incondizionato umanesi di Elsa Morante

Studi Novecenteschi 97/1, 2019

Il presente studio considera la produzione saggistica di Elsa Morante tra la pubblicazione dell’I... more Il presente studio considera la produzione saggistica di Elsa Morante tra la pubblicazione dell’Isola di Arturo (1957) e La Storia (1974): si tratta di anni di forte impegno politico, che vedono un avvicinamento, una reciproca influenza e una rottura con Pasolini. Si ripercorre la parabola degli anni sessanta, anche attraverso alcuni riferimenti al rapporto con quest’ultimo, andando a indagare le risposte cui Morante perviene per reagire alla sua crisi esistenziale. A ciò si lega la questione del ruolo dell’intellettuale, che verrà sviluppata mediante un raffronto conclusivo con la visione dello stesso promossa da Edward Said.

I propose a close reading of Elsa Morante’s latest book, Aracoeli, drawing upon three key literar... more I propose a close reading of Elsa Morante’s latest book, Aracoeli, drawing upon three key
literary devices: escapism, metamorphosis and paradox, which I use in relation to both the principal
characters in the book, Aracoeli and her son Emanuele. Moreover, my reading will also bring to light
the author’s personal experience and how it is relevant to the novel particularly in relation to the
literary device of escapism.

A dieci anni da Pecore nere, continuità e svolte

The Place of Language in (Re)constructing Identity: The Case of ‘Fortunate Immigrants’ to/from Italy

Based on an analysis of interviews (eighteen in total) conducted in Italy and Norway, this articl... more Based on an analysis of interviews (eighteen in total) conducted in Italy and Norway, this article explores how identity is (re)constructed in a new host society. It especially focuses on how the informants (‘fortunate immigrants’) define their national belonging. We discuss what status their language has for them, and whether language can be considered a symbol of that belonging. It is argued that the sociocultural context and the relationship between participants in social interaction (such as an interview) affect the responses. The divergence that emerged from the responses can be interpreted as emphasizing the differences between a multilingual and a monolingual society

L'editoria italiana della letteratura della migrazione

in Nuovo planetario italiano. Guida alla letteratura della migrazione, A. Gnisci (a cura di), Cit... more in Nuovo planetario italiano. Guida alla letteratura della migrazione, A. Gnisci (a cura di), Città aperta, Enna, 2006, pp. 383-391

Continenti asiatici e popoli dimenticati

in Nuovo planetario italiano. Guida alla letteratura della migrazione, A. Gnisci (a cura di), Cit... more in Nuovo planetario italiano. Guida alla letteratura della migrazione, A. Gnisci (a cura di), Città aperta, Enna, 2006, pp. 327-352

Per una letteratura italiana interculturale: riflessioni intorno alla letteratura della migrazione

in Educare alla cittadinanza attiva. Luoghi, metodi, discipline, L. Luatti (a cura di) Carocci, R... more in Educare alla cittadinanza attiva. Luoghi, metodi, discipline, L. Luatti (a cura di) Carocci, Roma, 2009, pp. 219-227

Il viaggio delle donne nell’Africa coloniale italiana, tra conferma e trasformazione di sé

in Leggere la lontananza. Immagini dell’altro nella letteratura di viaggio della contemporaneità,... more in Leggere la lontananza. Immagini dell’altro nella letteratura di viaggio della contemporaneità, Silvia Camilotti, Ilaria Crotti, Ricciarda Ricorda (a cura di), Ca'Foscari edizioni, Venezia, 2015

La letteratura della migrazione in lingua italiana e i suoi riflessi sul concetto di identità culturale

in Leggere il testo e il mondo, F. Pezzarossa, I. Rossini (a cura di), Clueb, 2012, pp. 219-229

Il guaio dell'essere diverso? Metamorfosi di un burattino

Writing from and on the border. Christiana de Caldas Brito's narrative

Engendering borders: Piccola Guerra Perfetta by Elvira Dones

Saperi e sapori d’altrove: le scrittrici (si) raccontano

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La scrittura come forma di partecipazione sociale e presa di coscienza politica nell’opera di Randa Ghazy e Elvira Mujcic

Propongo due casi di giovani scrittrici, Elvira Mujcić e Randa Ghazy – la prima immigrata in Ital... more Propongo due casi di giovani scrittrici, Elvira Mujcić e Randa Ghazy – la prima immigrata in Italia dodicenne, la seconda nata a Saronno da immigrati egiziani – che hanno guardato alla scrittura come ad uno strumento utile per prendere e far prendere coscienza storica e politica di vicende poco socializzate. Mujcić è fuggita dal conflitto dei Balcani nel 1992, dopo l’eccidio di Srebrenica. Il romanzo che riprende tale esperienza è Al di là del caos. Cosa rimane dopo Srebrenica. L’intento del testo è denunciare un conflitto ed in particolare una strage che ad oggi non ha ancora avuto risposte adeguate. La narrazione permette a chi scrive la rielaborazione di un evento tragico e inaccettabile, a chi legge di avvicinarsi ad una storia di cui si è persa memoria.
Nel caso di Ghazy, considererò il romanzo Sognando Palestina. L’amicizia, l’amore, la guerra, ambientato in un territorio lacerato da violenti contrasti. La presa di posizione su un tema che la scrittrice percepisce come molto vicino è netta; l’assenza di sbavature, lo stile asciutto rendono il testo incisivo e si traducono in un’operazione di denuncia che tuttavia non si priva di quella carica emotiva che crea empatia verso storie apparentemente lontane. La sete di normalità dei giovani protagonisti li rende profondamente umani, (nonostante la dis-umanità di certe situazioni) e soprattutto vicini a coetanei che, sebbene non sappiano cosa significa guerra, hanno modo, attraverso la lettura, di prenderne consapevolezza.