Papers by Silvia Camilotti
«Tutto ciò risponde alle mie irrequiete aspirazioni» I viaggi di Alba Felter Sartori nella colonia italiana
La detection della critica. Studi in onore di Ilaria Crotti, 2020
experience, an occasion to challenge gender rules and her identity. Of equal importance is the fact that writing turns into an opportunity for public acknowledgment.

“Cosa succede ai corpi quando la storia li investe?” Alcuni esempi nella letteratura italiana contemporanea sulle migrazioni
Viajes y escrituras: migraciones y cartografías de la violencia, 2020
El título de esta presentación viene de una entrevista a la escritora italiana de origen somalí Igiaba Scego: con esta frase quiere explicar cómo la historia colonial ha influenciado y sigue influenciando la vida de las personas negras en Italia, en particular las mujeres, que vivieron el colonialismo y sus efectos. Este trabajo se enfoca en la representación del cuerpo de los inmigrantes.
The title of this study derives from an interview with Igiaba Scego, an Italian writer of Somalian origin. Her question is drawn on in order to explain how colonial history has exerted and still exerts an influence upon the life of black people in Italy, particular upon women who experienced colonialism and its effects. This chapter focuses on the representation of the immigrants’ bodies.
Keywords: immigrant literature, race, Igiaba Scego, Mediterranean

Tra fughe e ritorni La scrittura di Anilda Ibrahimi
Tra due rive Autrici del Novecento europeo sul confino, 2020
di origine albanese, residente in Italia da molti anni, Anilda Ibrahimi,
a partire dal suo ultimo romanzo, Il tuo nome è una promessa (Einaudi 2017).
Il tema della vita vissuta sul crinale di più paesi, culture e lingue attraversa la produzione della scrittrice, che colloca al centro della sua narrativa — senza scivolare nella retorica o nelle stereotipie — figure femminili mai arrendevoli, bensì determinate nel condurre e affrontare le asperità che la vita pone sul loro cammino. L’andirivieni tra più lingue e paesi che le donne vivono, da intendersi sia in senso identitario sia letterale, è fatto di viaggi, fughe, ricerche di sé e ritorni che, in particolare nell’ultima opera letteraria, trovano grande espressione.
DEP, n. 41/42. Pro o contro la bomba atomica. Riflessioni intorno al saggio di Elsa Morante, 2020

All'incrocio dei sentieri: per una lettura complessa della subalternità in alcuni romanzi contemporanei
Paradigmi di violenza e transculturalità: il caso italiano (1990-2015), 2019
Tra parole e immagini. Tre anni in Eritrea di Rosalia Bossiner
Un viaggio realmente avvenuto» Studi in onore di Ricciarda Ricorda, 2019
Dire la verità: l'incondizionato umanesi di Elsa Morante
Studi Novecenteschi 97/1, 2019
literary devices: escapism, metamorphosis and paradox, which I use in relation to both the principal
characters in the book, Aracoeli and her son Emanuele. Moreover, my reading will also bring to light
the author’s personal experience and how it is relevant to the novel particularly in relation to the
literary device of escapism.
A dieci anni da Pecore nere, continuità e svolte
The Place of Language in (Re)constructing Identity: The Case of ‘Fortunate Immigrants’ to/from Italy
L'editoria italiana della letteratura della migrazione
Continenti asiatici e popoli dimenticati
Per una letteratura italiana interculturale: riflessioni intorno alla letteratura della migrazione
Il viaggio delle donne nell’Africa coloniale italiana, tra conferma e trasformazione di sé
La letteratura della migrazione in lingua italiana e i suoi riflessi sul concetto di identità culturale
in Leggere il testo e il mondo, F. Pezzarossa, I. Rossini (a cura di), Clueb, 2012, pp. 219-229
Il guaio dell'essere diverso? Metamorfosi di un burattino
Writing from and on the border. Christiana de Caldas Brito's narrative
Engendering borders: Piccola Guerra Perfetta by Elvira Dones
Saperi e sapori d’altrove: le scrittrici (si) raccontano

La scrittura come forma di partecipazione sociale e presa di coscienza politica nell’opera di Randa Ghazy e Elvira Mujcic
Nel caso di Ghazy, considererò il romanzo Sognando Palestina. L’amicizia, l’amore, la guerra, ambientato in un territorio lacerato da violenti contrasti. La presa di posizione su un tema che la scrittrice percepisce come molto vicino è netta; l’assenza di sbavature, lo stile asciutto rendono il testo incisivo e si traducono in un’operazione di denuncia che tuttavia non si priva di quella carica emotiva che crea empatia verso storie apparentemente lontane. La sete di normalità dei giovani protagonisti li rende profondamente umani, (nonostante la dis-umanità di certe situazioni) e soprattutto vicini a coetanei che, sebbene non sappiano cosa significa guerra, hanno modo, attraverso la lettura, di prenderne consapevolezza.