Books chapters - Capitoli di libri by Susanna Valpreda
Il potere delle immagini nel mondo antico a cura di Giancarlo Germanà Bozza e Alberto Giudice, 2024
Sikelia 1. La Cultura bizantina della Sicilia orientale , 2023
Il periodo bizantino è tra i più bui della storia di Sicilia, non tanto perché non siano successi... more Il periodo bizantino è tra i più bui della storia di Sicilia, non tanto perché non siano successi fatti rilevanti o perché il dominio dei Romaioi sia stato particolarmente pesante per cui è meglio dimenticare, quanto perché è tra le epoche meno indagate e su cui bisognerebbe far luce 1. Di contro, «se per altre nazioni dell'occidente lo studio di Bisanzio e della sua civiltà può essere un lusso marginale ed episodico, per l'Italia-e la Sicilia in primis-si tratta di una necessità costante» 2. E comunque, «ci troviamo all'inizio di un faticoso cammino, ma lo scopo che ci prefiggiamo giustifica la fatica, il poter lanciare cioè uno sguardo dietro i rigidi tratti delle icone, l'immettere nella storia vera» 3. La Sicilia, per la sua particolare posizione geografica, ha rappresentato in varie epoche e per molti popoli il centro nevralgico del Mediterraneo: nodo di passaggio e di scambi commerciali, luogo d'incontri e di scontri, sicuro rifugio per perseguitati ed esuli, punto di partenza per spedizioni militari, terra fertile e amena. Inevitabilmente essa ha finito per assorbire le culture, gli usi, i costumi e gli stili artistici che vi sono approdati insieme con i molti stranieri che qui si sono avvicendati nel corso dei secoli. E, come un grande crogiolo, ha fuso tutti questi elementi, riplasmandoli in maniera nuova e originale. Dapprima i Fenici vi posero i loro approdi commerciali. In seguito, la colonizzazione da parte dei Greci, rappresentò per l'area orientale dell'Isola l'inizio dei cinque secoli tra i più fiorenti della sua storia, non solo dal punto di vista economico, ma soprattutto da quello culturale e artistico. Le vestigia di questo glorioso passato affiorano ovunque sotto forma di rovine di grandiosi templi e teatri e di un'immensa quantità di reperti archeologici, la maggior parte dei quali giace tuttora in attesa di essere raccolta e conservata. Furono secoli di relativa stasi quelli del dominio dei Romani, che considerarono l'Isola prima granaio d'Italia e poi luogo di villeggiatura per molti cittadini illustri, che però non si fusero mai con la popolazione locale e non contribuirono alla fondazione di nuove città. E stagnante dal punto di vista culturale fu anche il periodo in cui la Sicilia fu governata dagli Ostrogoti. Con l'annessione all'Impero bizantino, dal VI al IX secolo d.C., l'Isola conobbe invece una grande rifioritura: una specie di rinascimento della grecità latente che tornò a dare i suoi frutti nel campo della cultura, dell'architettura, della pittura e delle arti applicate. In particolar modo l'area orientale vide svilupparsi una società e una civiltà vivaci, anche se molto differenti da quelle precedenti. Gli insediamenti si ridussero di dimensione, le necropoli pagane furono sostituite da catacombe e ipogei cristiani, i villaggi si arroccarono in punti ben protetti e inaccessibili, veri e propri insediamenti rupestri, dotati di piccoli oratori scavati nella roccia e spesso decorati con affreschi di umile fattura ma pieni di fervore religioso, com'era tipico dell'arte bizantina. A questo secondo periodo di grande splendore successero i due secoli di dominazione musulmana che non furono sufficienti a soffocare i germi del rigoglioso patrimonio culturale siciliano-greco; questi, infatti, riaffiorarono con tutta la loro forza e la loro magnificenza sotto il governo illuminato dei Normanni. C'è da compiere ancora molta strada, per arrivare a mettere in luce tutto ciò che di bizantino è rimasto in Sicilia, quello che non è ancora stato irrimediabilmente perduto o distrutto, ma i pochi indizi a nostra disposizione ci permettono comunque di affermare che, dall'epoca in cui i Calcidesi fondarono la prima colonia greca in Sicilia 4 fino a quando cadde l'ultimo regno dei Normanni, i Siciliani, specie quelli dell'area orientale, si sentirono molto più greci che latini, in tutte le espressioni della loro vita e della loro cultura. Vale anche per la Sicilia la critica mossa in tempi recenti da studiosi, come Castrizio che scrive:
Sikelia 1. La Cultura bzantina della Sicilia orientale, 2023
L'era bizantina della Sicilia comincia nel 535, quando Belisario conquistò l'Isola su incarico de... more L'era bizantina della Sicilia comincia nel 535, quando Belisario conquistò l'Isola su incarico dell'imperatore Giustiniano I (reg. 527-565). L'Impero romano-bizantino d'Oriente perderà definitivamente il controllo dell'Isola nel 1038-1041, quando il tentativo di Giorgio Maniace di riconquistarla e strapparla ai Musulmani fallì. Il periodo bizantino in Sicilia si estende dunque per oltre 500 anni, più di quanto non fosse durato il dominio islamico (iniziato l'827 nella parte occidentale dell'Isola e conclusosi nel 1091) e ancora più duraturo del dominio dei Normanni, che li scacciarono dalla Sicilia e governarono la più grande isola del Mediterraneo poco più di un secolo (1061-1194/95). Gli antichi Greci, che colonizzarono l'Isola dal 734 (fondazione di Naxos presso Taormina) e vi rimasero al potere fino al 212 a.C., quando Siracusa fu espugnata dai Romani, riuscirono a mantenere il possesso della Sicilia per un lasso di tempo paragonabile a quello dei loro discendenti bizantini, superato soltanto dai lunghi secoli della dominazione romano-latina (241 a.C. fino a circa il 468 d.C.). A ciò si aggiunge il fatto che la Sicilia, dal punto di vista dei Bizantini, era molto più importante di altri territori occidentali; non a caso rivolte quali quelle di Sergio (718) 1 o di Elpidio (782/83) provocarono reazioni immediate e massicce da parte del potere centrale, reazioni che non mancarono neanche in occasione della imminente caduta, molto tarda, di Rometta (965) 2. La Sicilia era per Bisanzio la chiave per il possesso del Mediterraneo centrale, come dimostra innanzitutto la conquista della penisola italica nel sesto secolo che prese le mosse appunto da qui. Tuttavia, la Sicilia bizantina è stata raramente percepita dagli studiosi con l'intensità che riscontriamo nell'omonima pubblicazione di Paolo Orsi 3. L'immagine dei templi greci e delle ville romane ha sempre eclissato la fase in cui essa fu una provincia bizantina; soltanto il successivo periodo arabo-normanno è recepito come una nuova epoca di splendore. Questa prospettiva moderna non tiene però conto del fatto che l'ammirevole sintesi di elementi orientali e occidentali realizzata nell'XI e XII secolo include anche l'arte e la cultura bizantina. Il periodo bizantino vero e proprio è stato piuttosto identificato con sfruttamento e decadenza. Non a caso nel quadro d'insieme tracciato da B. Pace, Arte e civiltà della Sicilia antica, il quarto e ultimo volume è programmaticamente intitolato Barbari e Bizantini 4. Ancora nel 1998 si scriveva: «Non offrendo nessuna resistenza ai Bizantini, i Siciliani speravano di trovarsi meglio e mal gliene incolse… Bizantini, che con la loro avidità ridussero l'isola alla miseria» 5. Quale contrasto con l'immagine di Bisanzio saldamente ancorata nell'immaginario collettivo, l'aurea Bisanzio (Das goldene Byzanz und der Orient, Schallaburg 2012), o Byzanz. Das Licht aus dem Osten (Bisanzio, luce dall'Oriente, Magonza 2001), la Bisanzio che s'incarna nelle stoffe di seta, negli avori e nei reliquiari ornati con pietre preziose, in una parola The Splendors of Byzantium (mostra londinese del 1968). Ciò malgrado sono riscontrabili anche primi segni di cambiamento nell'immagine della Sicilia bizantina. I suoi resti archeologici non sono più visti come una semplice, insignificante postilla alla cultura antica. Nel 1998 si è svolto a Corleone il primo Congresso sull'archeologia bizantina di Sicilia, i cui atti sono stati pubblicati a Palermo nel 2002; missioni archeologiche straniere scavano in Sicilia. La richiesta avanzata negli Atti di Corleone (p.
Sikelia 2. La Sicilia dei Bizantini. I Bizantini in Sicilia, 2020
La lettura, nel 2015, di Sikelia, volume pubblicato nello 'Scaffale del nuovo Millennio' per i ti... more La lettura, nel 2015, di Sikelia, volume pubblicato nello 'Scaffale del nuovo Millennio' per i tipi di Bonanno, è stata per me non solo appassionante, ma anche molto utile per la redazione di alcuni saggi che stavo scrivendo sui Bizantini e sui probabili rapporti di questi con le comunità ebraiche di Sicilia, in particolare nei miei due volumi su Scicli (Il Giornale di Scicli, 2017; Carocci, 2018). Con una scrittura agile ma anche precisa e documentata, l'Autrice ha proposto ai lettori un volume diretto ai "profani", ma anche agli studiosi, con informazioni precise e ricche di spunti di discussione. ...
Sikelia 2 : La Sicilia dei Bizantini. I Bizantini di Sicilia, 2020
La lettura, nel 2015, di Sikelia, volume pubblicato nello 'Scaffale del nuovo Millennio' per i ti... more La lettura, nel 2015, di Sikelia, volume pubblicato nello 'Scaffale del nuovo Millennio' per i tipi di Bonanno, è stata per me non solo appassionante, ma anche molto utile per la redazione di alcuni saggi che stavo scrivendo sui Bizantini e sui probabili rapporti di questi con le comunità ebraiche di Sicilia, in particolare nei miei due volumi su Scicli (Il Giornale di Scicli, 2017; Carocci, 2018). Con una scrittura agile ma anche precisa e documentata, l'Autrice ha proposto ai lettori un volume diretto ai "profani", ma anche agli studiosi, con informazioni precise e ricche di spunti di discussione. Nell'introduzione, Susanna Valpreda scriveva: "C'è ancora molta strada da fare, per arrivare a mettere in luce tutto ciò che di bizantino è rimasto da scoprire in Sicilia, quello che non è ancora stato irrimediabilmente perduto o distrutto, ma i pochi indizi a nostra disposizione ci permettono comunque di affermare che, dall'epoca in cui i Calcidesi fondarono la prima colonia della Megale Hellas fino a quando cadde l'ultimo regno dei Normanni, i Siciliani, specie quelli dell'area orientale, si sentirono molto più greci che latini, in tutte le espressioni della loro vita e della loro cultura." Di strada da fare ce n'è sempre tanta, anche perché la ricerca va e deve andare avanti, ma questo suo intendimento, pregevole e ambizioso, mi ha visto presto tra coloro che l'hanno spronata a mettere insieme i pezzi di tanto altro che c'era da presentare a lettori e studiosi, nonostante già il primo volume fosse un'ottima introduzione e-come detto, almeno nel mio caso-fonte da cui partire per ulteriori ricerche. Dopo aver letto questo ulteriore volume, non mi pento di averlo fatto, anzi ho l'ambizione di dire che ancora una volta l'Autrice presenta un'opera completa, utile al lettore curioso come anche allo studioso che vuole approfondire. Susanna Valpreda pone degli interrogativi molto interessanti; un libro che vuole essere sempre vivo deve proporre ai lettori dei dubbi, dando anche spunti per la soluzione, nei casi in cui sia possibile:
Sikelia 2 : La Sicilia dei Bizantini. I Bizantini di Sicilia, 2020
esce a cinque anni di distanza dal precedente fortunato saggio dal titolo Sikelia. La Sicilia ori... more esce a cinque anni di distanza dal precedente fortunato saggio dal titolo Sikelia. La Sicilia orientale nel periodo bizantino, opera prima, frutto della rielaborazione della tesi di laurea in Lettere Moderne discussa dall'Autrice presso l'Università degli Studi di Padova e base di partenza per questa nuova iniziativa editoriale, che ne costituisce la diretta e naturale prosecuzione. Nel presente volume, la Valpreda, appassionata divulgatrice di storia, cultura e arte bizantina, riprende e approfondisce, con grande entusiasmo e competenza, alcuni temi già trattati in precedenza, ampliando la prospettiva geografica alla documentazione storico-artistica, architettonica e materiale di epoca tardoantica e altomedievale, per quanto concerne la parte occidentale della Sicilia (isole minori e Malta comprese). In quattro densissimi capitoli, corredati dall'introduzione e da un sintetico ma efficace apparato illustrativo, Susanna Valpreda descrive e analizza le principali tappe storiche, il novero delle evidenze archeologiche ed offre un'ampia panoramica delle manifestazioni artistiche legate alla dominazione bizantina in Sicilia, con uno sguardo privilegiato nei confronti dell'area centro-occidentale e dei più recenti dibattiti storiografici e delle indagini archeologiche. Tra gli argomenti affrontati nel libro, a mero titolo di esempio, ricordo il complesso rapporto tra città e campagna e le dinamiche insediative nella Sicilia bizantina, i tratti distintivi delle maggiori testimonianze architettoniche e monumentali, le arti suntuarie, la produzione ceramica, la circolazione monetale. L'Autrice, a tal proposito, ha dedicato ampio spazio anche ad alcune problematiche tradizionalmente considerate (a torto) di "nicchia", ma in realtà di notevole importanza per comprendere meglio una fase storica e culturale di cruciale interesse per la Sicilia e l'intero bacino del Mediterraneo.
Sikelia 2 : La Sicilia dei Bizantini. I Bizantini di Sicilia, 2020
Nell'anno 535, a seguito di una rapida quanto efficace campagna militare condotta contro i Goti d... more Nell'anno 535, a seguito di una rapida quanto efficace campagna militare condotta contro i Goti dalle truppe del generale Belisario, la Sicilia fu annessa all'Impero romano d'Oriente, divenendo provincia di Bisanzio. Solo Panormo, forte per la sua posizione e circondata da validissime mura, com'ebbe a rilevare Procopio di Cesarea, storico bizantino al seguito di Belisario nell'impresa, oppose qualche resistenza alla conquista. Verificata la difficoltà di occuparla via terra, la città fu presa via mare grazie ad uno stratagemma: per un buon tratto le sue mura risultavano infatti meno elevate degli alberi delle galee bizantine. Gli assalitori issarono, servendosi di funi e carrucole, delle scialuppe fino alla cima delle navi, dimodoché gli arcieri, da quella posizione, potessero valicare le mura e avere accesso in città. Altro momento chiave fu l'ingresso in Siracusa, ove Belisario elargì medaglie d'oro alla popolazione che, da tempo insofferente al dominio gotico, lo aveva accolto come un liberatore: il generale si insediò nel palazzo degli antichi re della città, che venne individuata come capitale. L'occupazione bizantina va inquadrata nell'ambizioso progetto di riunificazione imperiale coltivato da Giustiniano che, in precedenza, nel 534, aveva rovesciato il Regno africano: le sue mire strategiche sull'Isola, nell'ambito di un disegno politico volto a restaurare, intorno al cardine centripeto di Bisanzio, i fasti e l'unità territoriale di un impero messo in ginocchio dalle invasioni barbariche, determinarono l'ennesima svolta nella storia della Sicilia, dando avvio ad una dominazione trisecolare che perdurò fino alla conquista araba, avviata nel secondo quarto del secolo IX. Scorrerie musulmane si registrarono sin dal 652, ad opera di forze saracene provenienti dal campo fortificato di Kairouan, in Tunisia. Le incursioni si fecero sempre più insistenti nella prima metà del secolo VIII. Tra le ripetute aggressioni, due in particolare fecero pensare che la parentesi bizantina fosse giunta al capolinea:
Introduzione del Cristianesimo nella Sicilia orientale, comportamenti liturgici e vita monastica ... more Introduzione del Cristianesimo nella Sicilia orientale, comportamenti liturgici e vita monastica di tipo greco bizantino nel secoli VI-IX
Capitolo 2 dal libro Sikelia. La Sicilia orientale nel periodo bizantino
Chapter 2 from the book... more Capitolo 2 dal libro Sikelia. La Sicilia orientale nel periodo bizantino
Chapter 2 from the book Sikelia. Eastern Sicily in the byzantine period
Kεφάλαιο 2 απο το βιβλίο "Σικελία. Η ανατολική Σικελία στη βυζαντινή περίοδο,"
Chapter 2 from the book Sikelia. Eastern Sicily in the byzantine period
Kεφάλαιο 2 απο το βιβλίο "Σικελία. Η ανατολική Σικελία στη βυζαντινή περίοδο,"
Introduzione estratta dal libro "Sikelia. La Sicilia orientale nel periodo bizantino", Bonanno Ed... more Introduzione estratta dal libro "Sikelia. La Sicilia orientale nel periodo bizantino", Bonanno Editore, 2015
Papers - Articoli by Susanna Valpreda
The Byzantine Review, 2025
Il volume di Susanna Valpreda rappresenta una sintesi utile alla comprensione della storia e dell... more Il volume di Susanna Valpreda rappresenta una sintesi utile alla comprensione della storia e della cultura bizantina in Sicilia, nel periodo compreso tra la riconquista giustinianea dell'isola e l'arrivo dei normanni. Il libro si apre con una prefazione di Ewald Kislinger (Institut für Byzantinistik und Neogräzistik-Universität Wien) che enfatizza l'importanza strategica della Sicilia per l'Impero d'Oriente tra il VI e la metà dell'XI secolo. Kislinger sottolinea come il periodo della dominazione romanoorientale in Sicilia sia stato a lungo percepito dagli storici come una fase di decadenza e, di conseguenza, trascurato fino a tempi recenti. Solo negli ultimi decenni, sono fioriti numerosi studi che hanno permesso una lettura più dettagliata ed esaustiva della dominazione bizantina dell'isola, anche grazie all'ausilio di approfondite indagini storico-archeologiche. La prefazione di Kislinger, con la sua riflessione sulla più recente prospettiva storiografica, rappresenta, pertanto, un eccellente punto di partenza per il lettore. Il volume si struttura in sei parti. La prima, intitolata «Da Belisario a Maniace, Costantinopoli (ri)vuole la Sicilia» (pp. 31-73), esamina i mutamenti storico-politici, militari e sociali che interessarono l'isola tra la riconquista di Giustiniano e la prima metà dell'XI secolo. Valpreda descrive la situazione socio-politica del tempo, evidenziando la continuità con il mondo tardoantico (pp. 31-41), per soffermarsi successivamente sulla figura di Costante II (pp. 41-49) e affrontare, poi, la questione della nascita del thema di Sicilia e la sua organizzazione nel primo periodo iconoclasta (pp. 49-58). Valpreda, descrivendo il periodo della dominazione musulmana (pp. 58-73), sostiene che la prima fase della conquista dell'isola (827-878) fu un processo lento, a causa della strenua resistenza bizantina. In questo primo periodo, i Romei riuscirono a mantenere il controllo di importanti roccaforti, nonostante le limitate risorse militari impiegate. 1 Dopo la caduta di
In Sicilia l'edificio di culto a pianta centrale, di modeste dimensioni con muri perimetrali molt... more In Sicilia l'edificio di culto a pianta centrale, di modeste dimensioni con muri perimetrali molto spessi, piccole finestre e copertura a cupola è definito cuba. Alcune cube hanno la pianta a croce greca o trilobata (derivante dalle cellae trichorae romane di età imperiale e successi-vamente dai martyria triconchi, mausolei con funzione funeraria), altre sono semplici cappelline formate da un unico vano con abside a un’estremità. Come in tutte le chiese ortodosse, l’abside posteriore ha un’apertura (di solito una bifora) rivolta verso oriente affinché, secondo la tradizione, durante la veglia pasquale la luce della luna piena, entrando nell’edificio, dia inizio alla Pasqua. Le altre due absidi, quando presenti, contengono ciascuna una piccola cappella. La struttura presenta tutti gli angoli superiori smussati, così si riesce a far apparire come un unico corpo la semisferica cupola con il cubo costituito dall’edificio.
Testimonianze letterarie e ritrovamenti archeologici. La comunità ebraica ha vissuto in Sicilia p... more Testimonianze letterarie e ritrovamenti archeologici. La comunità ebraica ha vissuto in Sicilia per più di un millennio dalla Diaspora all'editto di espulsione dal regno spagnolo, voluto da Isabella di Castiglia e Ferdinando II di Aragona nel 1492, su spinta del grande inquisitore Torquemada. Era composta da piccoli commercianti, agricoltori, artigiani, armatori, ma anche appartenenti alla classe dirigente. Peraltro è da sfatare il luogo comune che gli ebrei vivessero soltanto di commerci...
...Queste testimonianze sono ben poche per una presenza più che millenaria né si può dire che gli ebrei appartenessero agli strati più poveri della popolazione isolana, quelli che non fanno storia. Non solo perché dell’epoca tardoantica e altomedievale sono comunque rimasti pochi reperti anche cristiani e se n’è iniziato lo studio solo in tempi recentissimi, ma anche perché sulla presenza degli ebrei, dopo l’espulsione imposta dal re di Spagna, è volutamente calato l’oblio, il disinteresse, il pregiudizio da parte di molti studiosi. L’espulsione aveva a tal punto segnato per sempre la fine di un’epoca, che ancora molto tempo dopo il popolo siciliano usava dire “prima di andari i giudei” o “et avante assai che se ne andassero li giudei”. La loro partenza segnò un terminus ante quem anche per la cultura popolare. Così come invece a Prizzi, in provincia di Palermo, c’è un detto “Si nni eru li judé, e ci campava menza Sicilia!” (Se ne andarono i giudei e ci campava mezza Sicilia!), che dimostra che anche la cosiddetta memoria collettiva ha perfettamente compreso la vera funzione sociale del giudeo: far vivere mezza Sicilia con la propria forza lavoro e le proprie tasse!
...Queste testimonianze sono ben poche per una presenza più che millenaria né si può dire che gli ebrei appartenessero agli strati più poveri della popolazione isolana, quelli che non fanno storia. Non solo perché dell’epoca tardoantica e altomedievale sono comunque rimasti pochi reperti anche cristiani e se n’è iniziato lo studio solo in tempi recentissimi, ma anche perché sulla presenza degli ebrei, dopo l’espulsione imposta dal re di Spagna, è volutamente calato l’oblio, il disinteresse, il pregiudizio da parte di molti studiosi. L’espulsione aveva a tal punto segnato per sempre la fine di un’epoca, che ancora molto tempo dopo il popolo siciliano usava dire “prima di andari i giudei” o “et avante assai che se ne andassero li giudei”. La loro partenza segnò un terminus ante quem anche per la cultura popolare. Così come invece a Prizzi, in provincia di Palermo, c’è un detto “Si nni eru li judé, e ci campava menza Sicilia!” (Se ne andarono i giudei e ci campava mezza Sicilia!), che dimostra che anche la cosiddetta memoria collettiva ha perfettamente compreso la vera funzione sociale del giudeo: far vivere mezza Sicilia con la propria forza lavoro e le proprie tasse!
Alcuni aspetti della storia, della lingua, della cultura, dell'architettura, dell'arte e dell'art... more Alcuni aspetti della storia, della lingua, della cultura, dell'architettura, dell'arte e dell'artigianato in Sicilia orientale nei secoli VI-IX
Book Reviews - Recensioni by Susanna Valpreda
"Sileno. Rivista semestrale di studi classici e cristiani fondata da Quintino Cataudella", anno XLVI, 1-2, p. 290, 2020
Sikelia. La Sicilia orientale nel periodo bizantino di Susanna Valpreda, pp. 176, € 16.00, Bonann... more Sikelia. La Sicilia orientale nel periodo bizantino di Susanna Valpreda, pp. 176, € 16.00, Bonanno Editore 2015 (ISBN: 978-88-7796-995-8) Sikelia. Eastern Sicily in the byzantine age by Susanna Valpreda (soon in English!) Dear friends, today I would like to recommend the new book by Susanna Valpreda about Byzantine Eastern Sicily.
Recensione di "Sikelia. La Sicilia orientale nel periodo bizantino di Susanna Valpreda" del dott.... more Recensione di "Sikelia. La Sicilia orientale nel periodo bizantino di Susanna Valpreda" del dott. Santino Alessandro Cugno (29 giugno 2016)
