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La Fondazione Querini Stampalia è tra le più antiche istituzioni culturali italiane. Dal 1869 promuoviamo “il culto dei buoni studi, e delle utili discipline”, con lo sguardo curioso e la passione per il futuro.
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“Le responsabilità cominciano nei sogni”
Nel 2025, con
Wonder Booster
, abbiamo abbracciato la meraviglia come un catalizzatore, spingendo lo sguardo oltre l’ordinario. Adesso la orientiamo e trasformiamo strategicamente in impegno e responsabilità partecipata e collettiva. Dimenticate i protocolli rigidi: coltivate una mentalità aperta all’imprevisto, all’altro. Trasformate la meraviglia in una prospettiva ricca di significato. Il nostro dovere non si limita a conservare, si estende alla generazione futura che plasmerà il domani. Ascoltate le voci fuori campo – i visitatori della Fondazione desiderosi di riconoscersi, di reinventarsi – e le mute domande della città traboccante di futuri alternativi, di idee straordinarie, di creatività sconfinata.
Scrive Iosif Brodskij in
Fondamenta degli Incurabili
: “In questa città si può versare una lacrima in diverse occasioni. Posto che la bellezza sia una particolare distribuzione della luce, quella più congeniale alla retina, una lacrima è il modo con cui la retina – come la lacrima stessa – ammette la propria incapacità di trattenere la bellezza”. Venezia ti travolge con la sua bellezza incontenibile, radiosa o brumosa, come l’infrangersi delle onde e si aggiudica eterna ammirazione. “Si è ciò che si guarda,” aggiunge Brodskij. “Perché, come ha detto un poeta, le responsabilità cominciano nei sogni”.
L’epigrafe di Yeats ispirò il racconto di Delmore Schwartz: un paradosso in cui i sogni educano l’immaginazione, stimolando una vita etica per sé e per gli altri. I sogni riflettono azioni ed evasioni, rivelano la nostra posizione. Ignorarli è irresponsabile quanto eludere le domande. Le fantasticherie proiettano futuri ed esigono che noi ne misuriamo le conseguenze. Insistono sulla realtà, legandoci al mondo e alle relazioni. La responsabilità comprende anche i sogni. La fantasia non è un lusso, è una forza trattenuta nella meraviglia, una missione per concepire mondi ed evitare catastrofi.
Il sognatore è Giovanni Querini: erede di una famiglia animata dal fuoco dell’arte, dalla scintilla della scienza, dalle grandi biblioteche, dalla poesia d’acciaio della scherma, dal fragore dei cavalli. Celibe, alla sua morte donò tutto alla comunità: il palazzo, le collezioni, una biblioteca aperta fino a mezzanotte per i “buoni studi” e liberamente accessibile a tutti. Un gesto radicale contro il sapere inaccessibile.
La sorella Caterina, suo contrappunto femminile: passione composta, sposata a colti fantasmi, alimenta i salotti con la sua grazia illuminata. Il fragore maschile e il bagliore della seta: un duo che ridefinisce l’eredità.
La mostra
The Dreamer
, che inaugura il 5 maggio, è concepita come una serie di set, scene cinematografiche, palcoscenici teatrali: all’inizio subito divampano le passioni e ossessioni familiari, la biblioteca pulsa di sapere notturno, nelle stanze come scuderie risuonano zoccoli e lame, il finale disvela l’ultimo dono eterno e definitivo di Giovanni: il testamento del 1869. Tendaggi di velluto, la luce tremolante dei lumi, tamburi di guerra e nitriti sfiorano le cicatrici di un’epoca. La storia non sugli scaffali, ma viva e vibrante. Che cosa donerai al domani?
L’intuizione del poeta è fondamentale: la responsabilità precede l’azione, le parole, la volontà, ma emerge nei desideri allo stato puro. La vita è un sogno, i sogni sono politici, sorgenti etiche di possibilità solidali. Le appassionate narrazioni accendono e trasformano i sogni da desideri privati a istanze collettive, quelle di “I have a dream”. Ci interpellano, seducono, esigono attenzione. Qual è il mondo che vogliamo? Nessuna visione senza sogni, nessun sogno senza impegno, nessun impegno senza la lacrima per una bellezza più grande di noi. Nessun sogno senza sognatori e sognatrici responsabili.
Cristiana Collu
Direttrice Fondazione Querini Stampalia
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